Translate

martedì 30 giugno 2015

Come si Forma la Grandine? E Quali sono le Zone Più a Rischio?

Un problema che affligge i coltivatori italiani, dagli hobbisti ai professionisti, è la grandine. Questa, a seconda della durata e del diametro dei chicchi di grandine, può arrecare danni più o meno gravi sia agli ortaggi che agli alberi da frutta.

Perchè Grandina? Quali Sono i Fattori Determinanti?


La grandine è un fenomeno atmosferico associato ai temporali, si presenta come grani di ghiaccio di dimensioni e forme molto diverse che, pur formandosi in quota, riescono a raggiungere il suolo prima di sciogliersi. 
La sua genesi avviene all'interno di nubi chiamate Cumulonembi, caratterizzate dall'avere un notevole sviluppo verticale. 

L'aria calda ed umida presente al suolo, essendo più leggera, sale. Questa corrente ascensionale, nel suo tragitto dal suolo alla sommità della nube, si raffredda e condensa gradualmente trasformandosi in una corrente discendente. 
Quindi, all'interno di un Cumulonembo, esistono sia correnti ascensionali che discensionali che "corrono su e giù" per tutta la lunghezza della nube e parliamo di nubi che, verticalmente, si espandono per chilometri.

In questo tipo di "nuvola verticale" abbiamo diverse temperature che variano a cavallo della linea di congelamento
Le goccioline derivanti dalla condensazione dell'aria caldo-umida arriveranno, salendo, in una zona in cui la temperatura è inferiore a 0° C (32° F), qui dapprima si formeranno gocce sopraffuse (acqua ancora liquida sebbene vi siano temperature negative), che poi congeleranno. Nella parte alta della nuvola le gocce d'acqua formeranno dei cristalli di ghiaccio.
I moti discendenti le porteranno nuovamente nella zona in cui sono presenti gocce sopraffuse, queste ultime si uniranno al grano di ghiaccio e, salendo nuovamente, congeleranno facendone aumentare il volume.

In queste nubi esistono forti turbolenze che fanno salire-scendere i grani di grandine per diverse volte. Ad ogni ciclo il grano di grandine aumenterà le proprie dimensioni fondendosi con nuove gocce sopraffuse.
Ad un certo punto raggiungerà un peso superiore alla spinta che riceve dalle correnti ascensionali e, quindi, precipiterà.

Il chicco di grandine è di dimensioni notevoli e, anche se dovrà attraversare uno strato a temperatura ampiamente positiva, giungerà al suolo sotto forma solida.


Quali Sono le zone d'Italia più Soggette ad Intense Grandinate?In Quale Periodo dell'Anno Sono Più Frequenti?


La grandine, alle nostre latitudini, è un fenomeno prevalentemente estivo in quanto è necessario un notevole gradiente termico verticale che si ottiene quando l'aria al suolo è notevolmente calda ed umida, mentre in quota arriva una corrente più fresca.
Le ore più probabili per una grandinata sono quelle pomeridiane-serali, dopo una giornata particolarmente calda ed assolata.

Nelle zone costiere del Centro-Sud Italia, grazie all'inerzia termica del Mar Mediterraneo (le cui acque raggiungono la massima temperatura proprio in Settembre), i contrasti termici sono più marcati in autunno.
In questi luoghi, diversamente dal Nord Italia, le grandinate sono più frequenti proprio in questa stagione e nella prima parte dell'inverno.

In Italia, per quanto riguarda i fenomeni grandinigeni, la Pianura Padana è sicuramente la zona più interessata. Questo perché è una valle chiusa su 3 lati, soggetta a forte riscaldamento diurno del suolo (ricordo che nella parte centrale dell'Emilia Romagna le temperature massime estive son ben più alte rispetto alle zone costiere della Sicilia) e molto umida.
Questa pianura è separata dall'Europa centrale dalle Alpi; appena una corrente fredda supera questa barriera si scontra con aria rovente ed afosa, generando cumulonembi le cui correnti ascensionali-discensionali provocano violente grandinate.

Ai tropici, almeno per le zone pianeggianti, le grandinante sono piuttosto rare in quanto la quota "zero gradi" e troppo elevata e spesso non presente all'interno di un Cumulonembo. Anche le zone artiche sono meno soggette a questo fenomeno.



Come Proteggere le Colture e le Piante dalla Grandine?


La grandine è uno dei fenomeni atmosferici meno prevedibili e l'esatta localizzazione è praticamente ignota fino all'evento stesso.
Il danno causato alle piante (ed a case, macchine etc.) dipende dalla grandezza del chicco, dalla sua forma, dalla velocità di caduta, nonché dalla sua densità.

Per proteggersi sono state ideate diverse tecniche, tra cui:

  • particolari "cannoni" che emettono suoni ad una lunghezza d'onda tale da frantumare i grani di ghiaccio.
  • razzi che, arrivando fino a 2500-3000 m, perturbano la formazione dei chicchi di grandine. 

Tuttavia queste tecniche si sono dimostrate fallimentari e, a tutt'oggi, l'unico mezzo per contrastare i danni della grandine sono le reti protettive in polietilene. 










sabato 27 giugno 2015

Dove Cresce la Palma da Cocco (Cocos nucifera) ?

Quale frutto associate ad un'isola tropicale?

Credo che il 90% di voi abbia pensato alle Noci di Cocco ed alle splendide palme che le producono.
In effetti la Palma da Cocco (Cocos nucifera), e il suo frutto, crescono ai tropici e danno l'idea dell' isola sperduta da qualche parte nell'Oceano Pacifico.

Noce di cocco
Coconut-open-fruit




Ma  veniamo alla pianta:

Origine:

La Palma da Cocco, appartiene alla famiglia delle Arecaceae anche detta Palmaceae o Palmae, al genere Cocos e alla specie nucifera.
L'origine di questa specie è ancor oggi motivo di studio, infatti vi sono delle discordanze: c'è chi sostiene sia originaria dell'America centrale, ma la tesi maggiormente accreditata colloca la sua orgine nelle zone a cavallo tra l'Oceano Indiano e quello Pacifico. Ora è ampiamente diffusa in tutta la fascia tropicale.


La Pianta:

Fiori-palma-cocco
Cocos-nuciferaQuesta specie può crescere sino ad un'altezza di 25-30 m (80-100 ft), anche se vi sono varietà nane "Dwarf" che non superano i 10-15 m (33-50 ft). Ha foglie pennate lunghe circa 5 m (16 ft) e, come tutte le palme, cresce senza ramificazioni. Le radici si espandono in maniera fitta e superficiale e solo poche di esse affondano in profondità fungendo da àncora.
La prima fioritura avviene a circa 8-10 anni dalla semina; è una specie monoica ed una stessa pianta produce sia fiori maschili che femminili.
Tuttavia, tolte particolari cultivars, la specie necessita di impollinazione incrociata ad opera del vento, questo perché i fiori maschili di una pianta producono polline  solo per due settimane, mentre i fiori femminili diventano ricettivi dopo tre settimane. Questo sfasamento richiede che vi siano più palme con un inizi di fioritura asincroni.



Il Frutto:

La Noce di Cocco non è nient'altro che il seme della specie Cocos nucifera

Noci di cocco germinate
Questo "seme" è ricoperto esternamente da un endocarpo molto duro, da un mesocarpo fibroso ed infine, nello strato più esterno, troviamo l'esocarpo che è sottile e liscio. La parte bianca che si mangia è in realtà l'endosperma. All'interno di questo seme è contenuta una sostanza acquosa, dal gusto mandorlato, che noi tutti conosciamo come "Latte di Cocco".
I frutti sono prodotti in continuazione durante l'anno e sulla stessa pianta si possono trovare fioriture, frutti immaturi e maturi. La Noce di Cocco impiega circa un anno per maturare ed una pianta in buone condizioni può produrne oltre 100 all'anno. La dimensione e la forma del frutto variano considerevolmente tra le diverse cultivars di Cocos nucifera.


Utilizzi:

Endocarpo-noce-di-cocco
Endocarpo
Questa specie rappresenta tutt'oggi una risorsa primaria per molti piccoli stati dell'Oceano Pacifico, non a caso questa palma è anche chiamata "Tree of Heaven" o "Tree of Life" (Albero del Paradiso o della Vita). I frutti maturi forniscono nutrimento ed il liquido in essi contenuto disseta fornendo molte vitamine; ma tutte le parti della pianta trovano un impiego.

Latte di cocco
Latte di Cocco

La parte legnosa del frutto (Endocarpo che si vede nella foto a lato) viene utilizzata come combustibile o, se opportunamente tagliata, come ciotola per contenere bevande o quant'altro.
Dal legno si possono ricavare utensili, le foglie vengono utilizzate per formare cappelli o come copertura per le capanne degli isolani, le radici hanno proprietà medicinali e, da un liquido contenuto nelle infiorescenze, si produce lo zucchero di palma. Dal mesocarpo si ricava una fibra leggera, ma molto resistente, che trova impiego come cordame con cui fasciare sacchi o fili utilizzati per costruire reti da pesca.



Coltivazione, Distribuzione e Clima:

La Palma da Cocco è la pianta simbolo delle Isole Maldive e la si trova in tutta la fascia tropicale (23N°-23°S). Si può coltivare fino ad un'altitudine di 600 m, ma solo in prossimità dell'equatore. Man mano ci si sposta verso la linea di confine dei Tropici la coltivazione risulta possibile solo al piano ed in prossimità di spiagge che si affacciano sul mare o laddove vi siano altri particolari microclimi.
Talvolta la si ritrova anche oltre il 23° parallelo, come ad esempio in Florida a Miami o anche leggermente più a Nord; tuttavia a latitudini troppo elevate la pianta, sebbene cresca, fatica a fiorire e fruttificare.

Cocos-nucifera
La Cocos nucifera preferisce un clima tropicale senza grosse fluttuazioni annue e la temperatura media annuale ideale è intorno ai 27°C (80°F). Queste palme non sono molto resistenti alla siccità e non sono adatte a zone a clima monsonico in cui vi siano diversi mesi di siccità. Le precipitazioni annue ideali sono comprese tra 1500-2500 mm (60-100 in) e devono esser distribuite in maniera uniforme, una stagione secca di oltre 2-3 mesi compromette la fruttificazione. L'esposizione migliore migliore è quella in pieno sole, in zone ombrose la fruttificazione risulta notevolmente ridotta.
Questa specie è molta adattabile e, pur preferendo la sabbia, cresce in diversi tipi di terreno a patto che siano ben drenanti.
Nei primi 40 anni di vita, in condizioni ottimali, la Palma da Cocco può crescere fino a 50 cm (20 in) all'anno.
L'apice produttivo si ha con palme di età compresa tra i 20 ed i 40 anni. Successivamente la produzione diminuisce, ma permane fino all'età di circa 70 anni.
La Palma da Cocco può vivere fino a 100 anni o poco oltre, sebbene nell'ultima fase della sua vita, la vigoria e la salute siano compromesse da malattie ed infezioni.

Cocos nucifera Malayan dwarf
Le giovani piante muoiono anche dopo brevi esposizioni a 0° C (32° F), mentre le palme da cocco adulte possono reggere sporadici ed effimeri abbassamenti fino a 0° C.
Questo non vuol dire che possa crescere dove non geli mai: temperature fredde superiori allo zero portano al deperimento e alla morte della pianta in quanto, questa specie, non tollera l'arresto vegetativo. Un discorso analogo vale per la papaya , sebbene quest'ultima possa vegetare a temperature inferiori rispetto alla Palma da Cocco.

In Italia, ed in generale in tutto il bacino Mediterraneo, la coltivazione della Cocos nucifera è possibile solo in serra.

Foglie di Cocos nucifera
Cocos nucifera sprouts







mercoledì 24 giugno 2015

Pollination: what does self-fertile mean?


What's pollination? why is it so useful? Which are the differences between a self-fertile or not plant?

Plants, as all other organisms, have to spread their species in the world. Every plant has its own strategy to disperse its seeds as far as possible to give the best habitat to the future plants.
A species that disperses its seeds farther and better will have an evolutionary advantage. That plant will spread over a larger area and shall increase in number. This is one of the concept of the theory of evolution.




Charles Darwin: 12 Feb 1809 - 19 Apr 1882



Fruits are produced (except rare cases) after the pollen has fertilized the ovule and they protect the seeds. Moreover fruits attract animals which, eating them, spread the seeds far away from the mother-plant allowing them to grow without competition for nutrients and light.



                             



                         


Even if a flower has both the male and female parts not alway can self-pollinate. To increase the genetic variability the nature, in many plants, has evolved  a system by which the pollen of a plant cannot pollinate the ovule of the same plant. This kind of plants are named self-sterile.

Many varieties of apple or cherry are self sterile, this means that you need at least two different apple plants to have fruits. Self-sterile plants need cross-pollination to bear fruits.

Instead a self-fertile plant can bear fruit also with auto-pollination, so the presence of different plants is not strictly necessary. Its pollen is able to pollinate the ovule of the same plant. Apricots or peaches are generally self-fertile plants.


If you want to eat fruits from a self-sterile plant you MUST :


  • Have at least two plants of the same species (e.i. two apples)
  • These two plants must be different cultivars (two "Stark" apple are genetically identical)
  • They must flower at the same time
  • They must be planted not too far from each other, remember that bees fly in a radius of 1 mile.

lunedì 22 giugno 2015

Dove Acquistare Piante da Frutto ? Qualche Consiglio Utile !!


Una domanda molto elementare che ci si pone quando si è alle prime armi è :


Dove acquistare una pianta? Quali sono i  Vivai migliori?


Ovviamente qui non voglio pubblicizzare un vivaio o denigrarne un altro, voglio solo dare delle informazioni generiche, affinché possiate capire di chi fidarvi e di chi no, per aver informazioni sui prezzi medi delle piante da frutto cliccate qui.
Purtroppo è molto facile incorrere in vivaisti poco seri, a volte truffatori (vendono una data specie spacciandola appositamente per un'altra), a volte semplicemente ignoranti.
Qui di seguito provo ad elencare alcuni consigli e alcune cose da osservare.




LINEE GENERALI :




1) Siate voi stessi a reperire informazioni su ciò che volete comprare, documentatevi su internet, nei forum o da chi vi fidate e confrontate le varie informazioni tra di loro.


2) Se avete dubbi sull'attendibilità del vostro vivaista mettetelo alla prova ponendogli domande di cui voi, informandovi precedentemente, sapete già la risposta.
A volte un "non lo so" è molto più onesto di chi, per non far brutte figure, si inventa le risposte o dà quelle a lui più convenienti.


3) La relazione Prezzo/Qualità è un fattore molto importante. Spesso un alto prezzo, per piante comuni, è dovuto alla notorietà o alla grandezza di un vivaio, più che alla qualità dei suoi prodotti.


4) Se dovete comprare dei prodotti "confezionati" e con tanto di etichetta (ad es.dei bulbi Narcisi) saranno gli stessi sia nel vivaio famosissimo che ve li vende a 10 euro, che in quello sotto casa che li vende a 4 euro.


5) Il punto 4 è applicabile anche a fiori o piccole piante, in questi casi basta controllare che siano in buono stato e poi la differenza di prezzo sarà dovuta solo alla differenza di guadagno che ne farà il vivaista.


6) Informatevi sui prezzi: ricordate che il prezzo dipende dal tipo di pianta, ma anche dalle sue dimensioni che spesso viaggiano di pari passo con la grandezza del vaso.
Se dovete comprare diverse piante conviene fare un giro in più Vivai, le differenze possono essere anche notevoli.


7) Osservate lo stato di salute delle piante; in modo particolare l'apparato radicale: se togliete la pianta dal vaso le radici devono essere di colore bianco. Infatti, nel 95% delle specie, questo colore è sinonimo di radici sane e vitali.




SE INVECE VOLETE UNA PIANTA PARTICOLARE o UNA CULTIVAR SPECIFICA :




Spesso Cultivars molto note, ad es. Pero "William", vengono riprodotte da grossi vivai o aziende agricole e poi rivendute all'ingrosso ai vivai locali. In questi casi :



8) Controllate che tutte le piante siano etichettate per bene, che non siano scritte fatte a penna dal vivaista e che siano ben leggibili. Non fidatevi se un vivaista vi dice "è la cultivar X" semplicemente sulla sua memoria, anche se fosse in buona fede è facile che, con centinaia di piante, si possa esser confuso.
Ovviamente poi c'è anche il vivaista che, pur di vendere, ti dice che ha la cultivar che cerchi dandotene un'altra. Se ci accorgiamo che un vivaista è di questa seconda categoria evitiamo di andarci nuovamente e non consigliamolo in giro.


9) Nel 90% dei casi le piante da frutto sono propagate per innesto, controllate dunque che siano effettivamente innestate (l'innesto si nota, spesso, alla base della pianta come si vede nella foto successiva). Ricordate una varietà non si può propagare tramite semina: come avrete letto qua.




                            Come capire se una pianta è innesta





10) Qualora non trovaste l'innesto chiedete come mai, talvolta esistono altri metodi di propagazione (Talea, Margotta etc..).

Tuttavia, per molti fruttiferi, queste tecniche non funzionano bene, quindi se vi propongono un Pesco fatto da Talea dubitate fortemente, probabilmente sarà stato fatto da seme.


11) Non abbiate paura di spendere 5 euro in più se cercate qualcosa di specifico, spesso le rarità costano di più, ma tenete sempre d'occhio quelli che sono i prezzi di mercato.


12) Non temiate ad acquistare via internet, talvolta è l'unico modo per trovare specie particolari senza farsi 500 km di autostrada.


13) Ricordate che i Vivaisti di un certo livello si specializzano in qualcosa, quindi cercate quelli che riproducono la specie rara di vostro interesse o quanto meno quelli che trattano lo stesso genere di piante.




COSA RISCHIAMO nel SCEGLIERE dei VIVAISTI POCO SERI?




  • A) Spendere molti più soldi


  • B) Avere piante poco sane


  • C) Avere piante diverse rispetto a quelle che credevate



Quest'ultimo punto è il più critico, anche perché magari vi accorgerete solo dopo 4 anni ,quando dovrebbe iniziare a fruttificare, che vi hanno rifilato un falso.

Volevate una Pesca Bianca ed invece ne avete una Gialla, volevate un Ciliegio autofertile ed invece ve ne hanno rifilato uno autosterile e quindi la fruttificazione risulta scarsa. Volevate delle rose rosse ed invece ve le ritrovate bianche. Volevate un prugno che fruttificasse tardivamente ed invece vi fruttifica ad inizio Agosto quando voi siete al mare. Volevate un Kiwi "femmina" ed invece ora ne avete uno "maschio".



P.s.

Esistono tanti Vivaisti seri, ma altrettanti cialtroni, quindi fate attenzione.

venerdì 12 giugno 2015

Duchesnea indica - La Fragola Matta o Finta Fragola


Questa specie (Duchesnea indica) appartenente alla famiglia delle Rosacea, in Italia è molto comune, diffusa e, grazie alla sua natura stolonifera, quasi infestante.
La Fragola Matta (detta anche Finta Fragola) si trova nei boschi e predilige una posizione ombrosa ed umida e resiste a temperature inverali molto rigide.
Il fiore è simile a quello delle altre fragole, ma di colore giallo canarino e la fioritura si protrae per un periodo piuttosto lungo (maggio-giugno).
Il frutto che produce è molto simile ad una fragola ed è di un bel color rosso vivo, la sua maturazione è tipicamente estiva (giugno-luglio), piuttosto prolungata e scalare. Vi è una certa sovrapposizione temporale tra gli ultimi fiori e le prime fragole mature, infatti non è raro veder fiori e frutti contemporaneamente.
Queste bacche, sebbene non tossiche, hanno un gusto insipido, tuttavia è molto difficile astenersi dall'assaggiarle...visivamente non possono che sembrare appetitose !!! Qui di seguito troverete una collezione di fotografie della pianta "fragola matta", le quali mostrano la sua fenologia, dal fiore, sino al frutto maturo.


Fiore fragola matta
Duchesnea indica flower


Fiore Duchesnea indica


Fiore finta fragola
Duchesnea indica fruits
Frutto della finta fragola

mercoledì 3 giugno 2015

Una Bella Passeggiata in Montagna in Val Strona, fino al Lago Capezzone

Come tenersi allenati?
Non c'è nulla di meglio di una bella passeggiata in montagna e, nelle prossime foto, cercherò di illustrarvi le meraviglie di questo angolo della Val Strona, sulle Alpi Piemontesi.
Questa valle è situata a Nord-Ovest rispetto al lago d'Orta e la si raggiunge da Omegna (Verbania), Piemonte.




Cartina Campello Monti
Una strada molto stretta, che di inverno rimane totalmente innevata, conduce a Campello Monti (VB)





Questo piccolo villaggio, situato a 1305 m di altezza, conserva un'architettura Walser ed è l'ultimo borgo prima di iniziare la passeggiata.

Case di Campello Monti




Scuola elementare Campello Monti
Campello Monti
Ricordo ancora che la prima volta che andai in questo luogo. Era febbraio, verso la fine, ma era una giornata tipicamente invernale e, in pieno giorno, vi erano non più di -5°C.
La strada che vedete nell'immagine sopra la percorsi a piedi e con enorme fatica, i piedi sprofondavano nella neve fresca e scivolavano laddove, compattandosi, era gelata. Il paesaggio era fiabesco, la vegetazione era incantata e, sebbene fosse giorno, ancora totalmente ricoperta dalla brina.
Arrivato a Campello Monti trovai un paese spettrale, ma al tempo stesso tremendamente evocativo. Questo villaggio infatti è totalmente disabitato tolti i mesi estivi. Si aveva l'impressione che fosse una città fantasma o forse le era veramente.....una città un tempo piena di vita, con le scuole, le case, i bar e ora silenziosa e stretta nella morsa del gelo invernale. Vidi che c'era una stradina che dalla città portava su verso le vette, la intrapresi ma, vista l'ora e il buio incipiente, ne percorsi solo poche centinaia di metri.
Tornato in macchina mi ripromisi di tornarci con la bella stagione e così fu.

Il concetto di "città fantsma" è perfettamente esplicitato in questa insegna che non ha bisogno di commenti.





Ebbene, da 35 anni, questo paesino non ha più residenti.
Chissà Augusto Riolo chi era, cosa faceva, come ha trascorso i suoi 89 anni e cosa ci potrebbe raccontare su questo angolo di mondo isolato?

Il percorso che porta alla vetta è molto (troppo) soleggiato: nella prima parte non è particolarmente ripido e delimitato da un piccolo terrazzamento fatto con pietre.


Sentiero Val Strona
Flora e Fauna si fondono alla perfezione, accanto a Mucche, Maiali e Capre che pascolano in assoluta libertà troviamo Mirtilli e Lamponi che, seppure con un mesetto di ritardo rispetto alla pianura, riescono a maturare.

Lamponi selvatici
Mirtilli selvatici
Mirtilli di montagna
Asini pascolano sulle alpi Val Strona

Proseguendo ci si imbatte in una cascata alla cui base vi si forma un laghetto, l'acqua è gelida, pura, cristallina e dalle tonalità verdi.

Fiume Valle strona
Cascate Val Strona

Questo tragitto alterna tratti molto ripidi ad una sorta di terrazzamenti naturali pianeggianti. Se non vado errato ne esistono tre. Nel primo "terrazzamento" vi sono baite in pietra e mi riporta alla mente le antiche civiltà dell'America Centrale in cui i paesaggi erano in quota e i terrazzamenti erano necessari per poter aver terreno per coltivare. Sulle Alpi è difficile trovarne di così estesi e con dislivelli così ampi tra uno e l'altro.

Case Valstrona
Ed  ecco la vista che si ha da qui sulla vallata.

Vista sulla Valstrona

Ecco il Sorbo degli Uccelatori (Sorbus aucuparia), con i suoi frutti di colore rosso intenso sfama la fauna locale. Un albero di media grandezza e con un fogliame molto decorativo. Cresce un po' ovunque e lo si incontra frequentemente anche oltre i 1000 m di altitudine.

Sorbo degli Uccellatori in montagna



Ed  ora qualche pianta alpina





Proseguendo, ed arrivando a quote più elevate, la vegetazione arborea scompare e quella erbacea diventa l'unica protagonista. Più in alto la vegetazione diventa ancora più rara e il verde delle piante lascia spazio al grigio della roccia. Nell'ultimo terrazzamento questo è ben visibile.

Val Strona


Se  si presta attenzione si può notare che al centro vi scorre un torrente, lo stesso che andrà ad alimentare la cascata che si vede nelle immagini precedenti.
Nella foto seguente, a mio avviso stupenda nella sua semplicità, si nota il torrente nel tratto ripido tra un terrazzamento e l'altro.



Ed  infine si arriva al Lago Capezzone, ove vi è il Rifugio Abele Traglio a 2100 m di altitudine. La giornata era variabile e il Sole si alternava alle Nuvole. Sebbene fosse Agosto, quando il sole era coperto, faceva fresco e la temperatura era inferiore ai 15°. Inutile dire che l'acqua del Lago era gelida e un tuffo lo si sarebbe potuto fare solo per scommessa. Tuttavia vi era una specie di Pesce, quale fosse e come potesse vivere a quelle altezze rimane un mistero, il lago (poco più di una grossa pozza) credo geli da ottobre ad aprile....eppure l'evoluzione ha permesso a questi pesci di vivere e prosperare in un così inospitale posto.



Lago Capezzone






Lago Capezzone Valle Strona

Lago Capezzone valle Strona