giovedì 1 marzo 2018

Come Coltivare il Pero (Pyrus communis) - Dove si Può Piantare in Italia ?

Tutti noi abbiamo mangiato una Pera; essa è infatti uno dei frutti più comuni, diffusi e consumati in Italia.
Esistono centinaia di varietà di Pere, alcune sono più adatte al consumo fresco, altre alla conservazione, alcune maturano in estate, altre si possono raccogliere a fine autunno e mangiare per tutto l'inverno.

Il Pero (Pyrus communis o Pyrus domestica) è tra le piante da frutto più coltivate e, a seconda della cultivars, può crescere in tutta Italia, dalla Sicilia, sino al Trentino; ciò nonostante il miglior areale di crescita per questa specie è rappresentato dal Nord Italia.

Nelle prossime righe darò qualche informazione sulla coltivazione del Pero, cercando di spiegare come potarlo, trattarlo ed indicando in quale clima/terreno riesca a produrre al meglio.

Pera Matura

Origine e Diffusione

Pyrus communis è una specie nativa dell'Europa centro-orientale e rappresenta la classica pianta da frutto da climi freddi.
I primi riferimenti scritti della sua coltivazione risalgono all'epoca dei Greci e dei Romani, ma è plausibile che fosse conosciuta anche in precedenza.
A dover di cronaca dobbiamo sottolineare che esistono due sottospecie di Pero:

  • Pyrus communis sativa : è il gruppo di Peri "addomesticati"; comprende tutte le cultivars selezionate e coltivate per il frutto.
  • Pyrus communis piraster : noto come "Pero Selvatico", è comune e diffuso allo stato naturale. Produce Pere piccole e dalle scarse qualità organolettiche.

Il Pero è coltivato in tutte le zone temperate del Mondo, dall'Europa, all'America. In Italia ricopre un ruolo primario nell'economia agricola, infatti, tra tutti gli Stati della UE, è proprio il "Belpaese" a detenere il record di produzione di Pere.
Tra le varie regioni italiane è l'Emilia Romagna quella che conta il maggior numero di ettari dedicati alla coltivazione di questa specie.

Inoltre, soprattutto nel Nord Italia, il Pero è una delle piante da frutto più apprezzate dagli hobbisti ed è particolarmente diffusa nei giardini e negli orti privati.

A livello mondiale la leadership (nel 2011) spettava alla Cina che, da sola, ricopriva circa il 65% della produzione totale.

Rami di Pyrus communis

Lamburde e Zampa di Gallo del Pero

Com'è Fatta la Pianta del Pero - Botanica e Fisiologia

Il Pero (Pyrus communis) è una pianta decidua che appartiene alle Rosaceae, una famiglia che annovera al suo interno numerose piante da frutto da climi temperati freddi, tra cui anche Ciliegio ed Albicocco.
Sebbene non abbia alcun valore tassonomico, il Pero è considerato una Pomaceae; ovvero una di quelle piante che producono un pomo ("falso frutto"), contenente un torsolo ("vero frutto"), al cui interno sono presenti più semi a stretta vicinanza.
Altre Pomacee conosciute sono il Melo, il Cotogno e le Nespole .

Gemme Miste Gonfie Pyrus communis è una specie che si sviluppa sotto forma di piccolo albero; tuttavia, se lasciato crescere liberamente in un terreno ricco di nutrienti, dopo molti anni potrebbe superare i 14 metri (46 ft) di altezza.
Negli impianti commerciali i Peri vengono potati e mantenuti di dimensioni ben più ridotte e difficilmente superano i 3 metri (10 ft).
La crescita è vigorosa e la forma della chioma è generalmente piramidale, sebbene alcune varietà possano essere particolarmente assurgenti ("Peri Colonnari").

Le gemme del Pero si distinguono in gemme a legno e gemme miste, le prime daranno origine alla nuova vegetazione (rami), mentre le seconde produrranno fiori e foglie (difficilmente rami).
Ad inizio primavera le gemme a fiore si distinguono in quanto sono molto più ingrossate delle gemme a legno e si schiudono prima.

Il Pero tende a produrre sui giovani rami e quelli di oltre 4 anni di età sono di solito poco produttivi. Un tipico organo delle Pomacee è la Lamburda, un ramo molto corto che ha una crescita vegetativa annua di pochi millimetri e su cui possono esser presenti gemme sia a legno, che miste.
Talvolta più lamburde sono riunite su un unico ramo (Borsa), formando una struttura nota come Zampa di Gallo (o di Pollo), poiché ricorda molto questa parte dell'animale.
Un altro ramo fruttifero, molto lungo e sottile, è chiamato Brindillo. Esso è un ramo di un anno di età, in cui le gemme laterali sono a legno (e formeranno quindi nuovi brindilli o lamburde), mentre la gemma apicale è mista e produrrà dunque fiori/frutti.

La produzione di Pere di alta qualità avviene tipicamente sulle lamburde fruttiere (ovvero quelle con gemme miste).

Foglie Pyrus communisIl Pero comune possiede foglie di medie dimensioni (lunghe intorno ai 10 cm o 4 inch), di forma variabile a seconda della varietà, ma generalmente ovate, talvolta con l'apice appuntito, che le fa sembrare "cuoriformi".
La parte superiore delle foglie è lucida e color verde scuro, mentre quella inferiore è verde chiara, ma le foglioline appena emesse possono avere tonalità tendenti al rosso/marroncino.

I fiori del Pero sono raggruppati, in numero di 7-10, in corimbi e sbocciano, insieme alle foglie che li circondano, dalle gemme miste (vedi sopra) sviluppatesi nella stagione precedente.
Questi fiori, come tipico delle Rosacee, hanno solo 5 petali color bianco o rosa tenue (soprattutto nella fase di pre-fioritura), 5 sepali persistenti e sono di medie dimensioni.
I fiori del Pero, pur essendo ermafroditi, sono generalmente autosterili, sebbene esistano poche varietà autofertili. Per questo motivo è necessario avere almeno due piante diverse, affinché ci possa essere impollinazione incrociata, ricordandosi che i fiori di Pero hanno un nettare relativamente povero di zuccheri e, quindi, sono meno attraenti per gli insetti pronubi che potrebbero essere "distratti" da fiori più "appetitosi".

Alcuni Peri hanno l'attitudine a produrre frutti per partenogenesi, ovvero senza che avvenga fecondazione. Queste Pere, hanno un'elevata cascola, ma qualora riuscissero a svilupparsi sarebbero prive di semi.

La fioritura del Pero precede (solitamente) quella del Melo, ma è successiva rispetto a quella di molte Drupacee, come Albicocchi, Peschi e Susini ed avviene solitamente tra fine Marzo ed Aprile. Inoltre, rispetto a queste ultime piante, la sua fioritura è più scalare e prolungata e, all'interno di un'infiorescenza (corimbo), l'ultimo fiore a sbocciare è quello centrale, noto come King Flower (Re dei Fiori).

Il frutto, in realtà considerato "falso frutto" poiché deriva in gran parte dall'ingrossamento del ricettacolo (e non dell'ovaio), è di forma più o meno allungata e di color che varia dal marrone al giallo.
Anche il periodo di maturazione è molto variabile tra le cultivars: i Peri più precoci possono maturar i propri frutti già a fine Giugno, mentre i più tardivi li maturano anche a fine ottobre.
Alcune Pere sono indicate al consumo fresco, altre più idonee alla preparazione di confetture; alcune (solitamente le "Pere Estive") hanno breve conservabilità, altre (di solito le "Pere Autunnali") si conservano per mesi e possono esser consumate per tutto l'inverno.

L'apparato radicale del Pero si sviluppa ad una profondità media tra 60 ed 80 cm (24-31 inch) e si estende su una superficie superiore a quella della chioma.
Tuttavia è raro che Peri selezionati, vengano innestati su franco (ovvero che usino come portainnesto un altro Pero), poiché ciò causa una lenta messa a frutto ed una ridotta pezzatura dei frutti.

Il Pero può vivere sino ad un'età di 50-60 anni, talvolta esemplari isolati cresciuti in collina/bassa montagna possono raggiungere i 100 anni; questo limite non è però mai raggiunto negli impianti commerciali, poiché dopo 20-25 anni la produzione cala ed i "vecchi" peri sono più difficili da gestire.

Fioritura Pero

Fiori Pyrus communis


Dove Piantare il Pero ? - Coltivazione, Clima, Potature e Cure

Pyrus communis è una specie che predilige climi temperati freschi ed ha una buona resistenza al freddo, potendo sopravvivere a temperature minime di circa -20° C (-4° C), sebbene quest'ultime potrebbero danneggiare le gemme e compromettere la fruttificazione della stagione successiva.
Il Pero ha un elevato fabbisogno di freddo invernale, che si aggira attorno alle 800 ore e solo poche varietà (le uniche adatte ad essere coltivate nelle pianure del Sud Italia) possono fiorire normalmente senza che si raggiunga tale soglia.

Il Pero ama un'esposizione soleggiata, ma mal sopporta prolungati periodi caldi (temperature massime superiori ai 32° C o 90° F); inoltre gradisce l'umidità ed ha una mediocre resistenza alla siccità. Carenze idriche arrecano danni ai frutti, diminuendo sia la produzione (numero di frutti) sia la pezzatura (dimensione). Per questo motivo, in zone con estati secche, è necessaria un'opportuna irrigazione, ma è consigliabile anche un'operazione di fresatura.

Il terreno ideale per il Pero (sia se innestato su franco, sia sul più diffuso Cotogno) è fresco, fertile, profondo, permeabile, tendenzialmente sub-acido (pH inferiore a 7), ricco di humus e con calcare attivo non superiore al 6%.
Sono da evitare i terreni troppo compatti, sassosi, asfittici e ristagnanti (es. terreni argillosi). Tuttavia, scegliendo il  portainnesto più idoneo, si può ampliare l'areale di coltivazione.

Frutticino Pero
Frutti immaturi in accrescimento Pyrus communisNel Pereto è consigliabile l'inerbimento (parziale o totale), poiché aumenta il contenuto di sostanza organica, riduce i ristagni idrici, migliora la struttura del suolo ed, infine, aumenta la biodiversità locale, limitando la severità di eventuali patologie (stabilizza l'equilibrio preda-predatore).

Pyrus communis è una pianta piuttosto sensibile alle malattie ed è attaccata da diversi patogeni, sia di origine micotica, che virale.
La Ticchiolatura attacca sia foglie, che frutti ed è riconoscibile per via delle macchie nerastre. Le Pere colpite da ticchiolatura crescono deformate e, nei casi più gravi, la malattia porta alla caduta prematura dei frutti.
Gli Afidi sono molto attivi sui nuovi germogli, sottraendo loro nutrienti e non permettendo uno sviluppo armonico della pianta.
A livello commerciale sono indispensabili diversi trattamenti anticrittogamici; ad uso privato, invece, scegliendo la giusta cultivar ed accontentandosi di una resa inferiore, si possono ottenere discreti risultati anche nella coltivazione "biologica".

Il Pero vuole terreno ricco di sostanza organica ed è dunque consigliabile una buona concimazione; tuttavia, in un terreno fertile, questa pianta è piuttosto rustica e riesce a crescere senza troppi accorgimenti.
La concimazione del Pero deve essere completa di microelementi, in particolar modo di Ferro, la cui carenza (Clorosi Ferrica) porta all'ingiallimento delle foglie e conseguente ridotta attività fotosintetica ed il Calcio, particolarmente utile nella prima fase di ingrossamento del frutto, aumentandone la resistenza alle spaccature e la serbevolezza.

In autunno/inverno si può apportare sostanza organica (es. letame maturo) e, sebbene siano di solito sufficienti nel suolo, i due macro-elementi: Fosforo (per lo sviluppo delle radici) e Potassio (per le qualità del frutto).
In primavera si devono usare concimi ricchi di Azoto, elemento facilmente "lavabile" dalle piogge, ma assolutamente cruciale durante la ripresa vegetativa e lo sviluppo della nuova vegetazione.

La Potatura del Pero va eseguita a fine autunno (dopo la caduta delle foglie) o, nei climi più freddi, a fine inverno, dopo che siano passati i geli più intensi, ma comunque prima del germogliamento.
Questo albero è vigoroso ed è necessario asportare i succhioni (rami verticali prodotti sulle branche), tagliare i rami maldisposti e che si incrociano, sfoltendo ed arieggiando la chioma.
Sono importanti anche tagli di ritorno, per ringiovanire la pianta.
La potatura dipende anche dalla particolare cultivar, poiché piante diverse hanno diversa attitudine a produrre, chi prevalentemente sulle lamburde (la maggior parte), chi sui brindilli, chi sui rami misti etc.

Il Pero non è adatto alla coltivazione in vaso, a meno che non si utilizzino varietà nane o per brevi periodi.
Questa pianta da frutto, se coltivata in vaso, si può piantare durante tutto l'anno, prediligendo il periodo autunno-invernale; il Pero a radice nuda, invece, si pianta esclusivamente durante il riposo vegetativo, ovvero quando è privo di foglie.


Come Si Riproduce il Pero ? - Propagazione e Varietà

Il Pero è tipicamente moltiplicato tramite innesto, sebbene le piante si possano anche autoradicare. Piante auto-radicate (talea) hanno un'elevata vigoria e sono più indicate per terreni pochi fertili e meglio tolleranti al calcare attivo. Per contro sono difficili da ottenere ed entrano in produzione più tardivamente.
La propagazione per semina è rara, poiché è molto probabile che la nuova piantina produca pere piccole e di scarsa qualità.

I due principali porta-innesti utilizzati per il Pero sono Cotogno e Franco, ognuno dei quali presenta dei pro e dei contro :

  • Portainnesto "Cotogno" (Cydonia oblonga) : veloce messa a frutto, minor vigoria (dunque piante di dimensioni più ridotte) e Pere dai buoni caratteri sensoriali, ma ha lo svantaggio di produrre radici superficiali, che rendono il nesto sovrastante intollerante alla siccità e poco ancorato al terreno (es. in caso di vento/temporali). Inoltre ci può essere disaffinità d'innesto con alcune varietà (es. William e Kaiser).
  • Portainnesto "Franco" (Pyrus communis) : meno utilizzato del precedente, è indicato per terreni siccitosi, poco fertili. Conferiscono al nesto alta vigoria ed una maggiore longevità. Un altro vantaggio è la buona affinità di innesto (alta % di successo) e la maggior adattabilità a suoli calcarei. Per contro la messa a frutto e lenta, le Pere hanno pezzatura ridotta, sono meno colorate e meno gustose; inoltre hanno elevata attitudine a produrre polloni dalle radici (è dunque necessario un maggior controllo, sia in fase di potatura, sia durante la stagione vegetativa).

Infine c'è da sottolineare che esistono più varianti di queste due tipologie di portainnesto, ma le specifiche caratteristiche di ognuna di esse esulano dallo scopo di questo articolo.

Pyrus communis

Pere a Fine Estate

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