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giovedì 26 ottobre 2017

Come Coltivare il Corbezzolo (Arbutus unedo)? Dove Può Crescere in Italia?

Volete una pianta che sia sempreverde, ornamentale, rustica, resistente alle malattie e che produca pure dei frutti commestibili ?
Allora la scelta giusta potrebbe essere il Corbezzolo (Arbutus unedo), una tipica pianta Mediterranea che, soprattutto nel periodo autunnale, ci rallegrerà le giornate, fiorendo tra cieli grigi, freddi ed uggiosi, tipici di questa stagione.

Nelle prossime righe conosceremo un po' meglio l'albero del Corbezzolo e vi fornirò qualche consiglio utile per la sua coltivazione.

Arbutus unedo

Origine, Diffusione ed Habitat Naturale :

Il Corbezzolo (Arbutus unedo), noto anche come Albatro, è una pianta nativa del bacino Mediterraneo occidentale, dalla Grecia sino alla Spagna. Tuttavia, diversamente da altre specie mediterranee, si spinge anche più a Nord, in zone a clima oceanico, come le miti coste dell'Irlanda. 

Oggigiorno il Corbezzolo è diffuso e naturalizzato in tutta la macchia Mediterranea ed, in Italia, è spesso utilizzato come pianta ornamentale o pianta da siepe.

Arbutus unedo è la specie simbolo della Sardegna, nonché dell'Italia. Questo perché il Corbezzolo ha, nello stesso periodo dell'anno, foglie (verdi), fiori (bianchi) e frutti maturi (rossi), ricordando così il tricolore italiano. 

Il Corbezzolo vive in luoghi aridi, sassosi ed assolati, come pendii aperti verso il mare.
Nel suo habitat naturale gli inverni sono miti ed umidi, mentre le estati sono calde, con precipitazioni molto scarse.
Arbutus unedo cresce come individuo isolato o, più spesso, in consociazione con altre specie mediterranee come Mirto, Leccio e Lentisco.

Nuove Foglie Corbezzolo

Nuova Vegetazione Arbutus unedo

Rami Corbezzolo

Com'è Fatta la Pianta del Corbezzolo ? - Botanica e Fisiologia

Il Corbezzolo (Arbutus unedo) è una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Ericaceae, che annovera al proprio interno numerose specie, per lo più acidofile (es, Rododendri  e Mirtilli).
Il nome della specie (A. unedo) deriva dall'unione di due parole (unum = uno e edo = mangio, cioè "ne mangio uno solo") e si riferiscono al frutto, suggerendo che esso sia si commestibile, ma se ne sconsiglia di mangiarne più di uno per volta.

Nei paesi anglosassoni il Corbezzolo è noto anche come Strawberry tree (Albero delle Fragole), per via della vaga somiglianza tra i suoi frutti e le fragole.

Arbutus unedo è una specie arborea a crescita rapida che, nelle condizioni ideali, può occasionalmente raggiungere un'altezza di 8-10 metri (26-33 ft), tuttavia è frequente trovare corbezzoli di dimensioni assai più contenute.
Il portamento del Corbezzolo è generalmente arbustivo, con diversi tronchi che partono dalla base e con fogliame presente anche nella parte bassa della pianta, ciononostante si può coltivare anche come albero a singolo tronco. La chioma è espansa e particolarmente densa.

Il Corbezzolo, data l'elevata vigoria e velocità di crescita, è tra le prime piante a ripopolare un bosco dopo il passaggio di un incendio. Inoltre, anche se il fuoco distrugge tutta la parte aerea, dalle gemme situate sulle radici o sul colletto (la zona a cavallo tra radici e tronco) rispunteranno nuovi rami che, con gli anni, riformeranno l'intera chioma.

Le foglie del Corbezzolo sono ovali, coriacee, dal margine seghettato, con internodi corti e, da adulte, sono di color verde scuro. Esse sono disposte lungo l'intero ramo, ma più concentrate all'estremità della nuova vegetazione.
Le giovani foglie (quelle dei rami in allungamento) sono più tenere, soffici e con un colore variabile dal verde chiaro, sino all'arancione.

Fiori Arbutus unedoLe infiorescenze compaiono sull'apice della nuova vegetazione già in estate, ma il loro sviluppo è lento e si dovrà attendere ottobre per la fioritura.
I fiori di Corbezzolo sono raggruppati in pannocchie penduli, ognuna delle quali ne contiene in media 15-20. I fiori sono piccoli, di color bianco (talvolta rosa) ed hanno una forma "a campana", tipica delle Ericacee.
Fioritura Arbutus unedoLa fioritura avviene nel periodo autunno-invernale, indicativamente tra i mesi di ottobre e dicembre, ma è piuttosto scalare e, talvolta, si protrae anche fino a gennaio-febbraio.
Questi fiori sono ricchi di nettare e le antere (parte maschile del fiore) producono molto polline, attirando numerosi insetti pronubi. Dai fiori di Corbezzolo si ricava l'ultimo miele di stagione, particolarmente pregiato anche perché, in molte zone d'Italia, nel periodo di fioritura fa troppo freddo affinché le api visitino i fiori e l'impollinazione è relegata ai meno freddolosi Bombi (che però non producono miele).
I fiori di questa pianta sono generalmente autofertili ed anche un esemplare isolato può fruttificare abbondantemente.

Le bacche del Corbezzolo sono di forma sferica, con un diametro di circa 2 cm (0.8 in) ed, a maturazione, virano al colore rosso acceso.

Ma com'è il sapore del frutto del Corbezzolo ?
Sebbene il nome latino suggerisca di mangiarne uno solo, questi frutti sono eduli e con un gusto particolare. Sicuramente non sono saporiti come una ciliegia o un'albicocca, ma si lasciano mangiare. La polpa è "pastosa", abbastanza asciutta, priva di acidità ed in essa sono immersi numerosi semi piccolissimi, i quali conferiscono al frutto una consistenza "granulosa".
Probabilmente, se mangiati come frutta fresca, non sono squisiti e difficilmente ne farete scorpacciate; tuttavia sono ottimi per la produzione di marmellate e confetture.
Detto questo, 4-5 frutti di Corbezzolo si possono mangiare tranquillamente, fosse anche per provare un gusto "diverso" dal solito.

La fruttificazione del Corbezzolo è scalare ed avviene in autunno, in concomitanza della fioritura (forse solo leggermente prima). Perciò lo sviluppo del frutto è molto lento e, dalla fioritura alla maturazione, passa circa un anno.

Il tronco ed i rami vecchi sono di color marrone chiaro e, con l'età, tendono a sfaldarsi longitudinalmente. I legno dei nuovi rami e le relative gemme hanno invece un colore rossastro, che risalta tra la vegetazione.
Frutto Aperto Corbezzolo
L'apparato radicale è ben sviluppato, massiccio ed esteso, con un fittone centrale che può raggiungere profondità ragguardevoli. Per questa ragione è meglio evitare di trapiantare grossi esemplari e, per la coltivazione in vaso, è consigliabile l'utilizzo di grossi vasi. Il Corbezzolo è una pianta longeva, che può tranquillamente superare i 100 anni di età ed esemplari secolari, incendi permettendo, non sono affatto rari.

Fioritura Corbezzolo



Gemme Corbezzolo
Tronco Arbutus unedo
Dove Piantare il Corbezzolo ? - Coltivazione, Clima, Esposizione, Potatura e Cure.

Il Corbezzolo (Arbutus unedo) è si una pianta mediterranea e termofila ma, rispetto ad altre specie, riesce a spingersi anche nell'entroterra e, soprattutto nel Sud Italia, cresce addirittura in bassa montagna, in Sicilia sino a quote di 800-900 metri (2600-2900 ft).

La specie ha una buona resistenza al freddo e può sopportare temperature minime di circa -15° C (5° F), che equivalgono ad una zona USDA 7; si può perciò coltivare con successo in quasi tutto il Nord Italia.
Tuttavia, sebbene possa crescere anche in zone molto fredde, la fioritura è spesso danneggiata dal gelo e, laddove le temperature siano frequentemente inferiori ai -5° C (23° F), la fruttificazione potrebbe essere scarsa o nulla.

Il Corbezzolo è una pianta che ama posizioni assolate, sebbene possa svilupparsi anche con esposizioni a mezz'ombra. Detto questo, per la piantumazione è meglio scegliere un angolo di giardino riparato e che riceva il maggior numero di ore di Sole al giorno, il quale permette una fioritura più copiosa ed uno sviluppo più omogeneo ed armonioso.
Piante coltivate in posizioni ombrose hanno crescita stentata, fioriscono poco o nulla e, dato l'elevato fototropismo della specie, crescono storte, in cerca dei raggi solari.

Arbutus unedo è una specie xerofila, in grado di prosperare in ambienti semi-desertici, in cui la siccità si protrae a lungo.
Nei climi Mediterranei, in estate, potrebbe non piovere per mesi e le piogge riprendere solo in autunno; forse non è un caso che il Corbezzolo si sia evoluto per fiorire in autunno (e non in primavera), così da potersi permettere una sorta di stasi vegetativa durante il periodo più torrido dell'anno.

Il Corbezzolo preferisce terreni sabbiosi e silicei, che solitamente sono sub-acidi; tuttavia, rispetto ad altre Ericacee, Arbutus unedo si dimostra ben più adattabile e cresce anche in suoli neutri o leggermente alcalini.
Il terreno del proprio habitat è spesso povero e sassoso; per questo motivo riesce a crescere, fiorire e fruttificare senza alcuna concimazione, anche se piantato in terreni poco fertili.

La specie è rustica e, oltre a non richiedere concimazioni ed innaffiature, non ha bisogno neppure dei trattamenti antiparassitari, poiché gli attacchi da parte dei patogeni sono sempre piuttosto lievi e le malattie si risolvono da sole.
Le nuove foglie possono essere infettate dagli Afidi, mentre quelle vecchie possono essere colpite da funghi che causano la Fumaggine.

Afidi sulla Nuova Vegetazione Arbutus unedoIl Corbezzolo è facile da potare, basterà rimuovere i rami che si intrecciano, sfoltire la chioma e, nei primi anni di vita, selezionare la forma voluta, lasciando uno o più tronchi.
La specie tende a svilupparsi sotto forma di cespuglio, ma rimuovendo i polloni in eccesso si potrà farla crescere anche come pianta a singolo fusto. Un'altra forma di allevamento esteticamente bella, prevede di lasciar sviluppare la pianta su tre tronchi, disposti con un angolo di 120° l'uno dall'altro, facendo iniziare la ramificazione a circa 1 metro (3.3 ft) dal suolo.
Ad ogni modo il Corbezzolo è estremamente versatile e resistente alla potatura (anche capitozzatura), tanto che la specie può essere impiegata anche come pianta da siepe.
Si può potare in qualsiasi periodo dell'anno, preferendo periodi senza grossi estremi di temperatura; tuttavia una potatura drastica comprometterà seriamente la fruttificazione dell'anno; ricordatevi che i fiori spuntano solo all'apice dei nuovi rami.

Arbutus unedo cresce su dirupi scoscesi, in prossimità delle coste. Per questo motivo è abituato ad essere sferzato da forti venti ed a sopravvivere in presenza di salsedine, inoltre è tollerante anche nei confronti dell'inquinamento atmosferico e può essere piantato anche in grosse città.

Infiorescenza in Estate

Infiorescenza in Settembre

Fioritura Arbutus unedo
Fruticini in Marzo Arbutus unedo

Frutticino in Giugno Corbezzolo


Come Moltiplicare il Corbezzolo ? - Tecniche di Propagazione e Varietà

Un metodo di riproduzione semplice, ma che non consente di ottenere un clone della pianta madre (clicca qui per dettagli), è la semina.
I semi vanno interrati, a poca profondità, verso fine inverno. Dopo aver seminato, evitate che il terreno si asciughi e, in primavera inoltrata (Maggio), spunteranno le nuove piantine. Esse, in un primo periodo, cresceranno piuttosto lentamente e saranno delicate; bisognerà collocarle in una posizione luminosa, evitando il pieno Sole e far trascorrere loro il primo inverno in serra.
Si potranno piantare in piena terra quando avranno raggiunto un'altezza di circa 20 cm (8 in), indicativamente la primavera successiva.

Il Corbezzolo si propaga anche per Talea, prelevando i nuovi rami della stagione, lunghi circa 25 cm (10 in) ed interrandoli tra Novembre e Febbraio.
La radicazione è lenta e meno efficiente rispetto ad altre specie, la percentuale di successo è abbastanza bassa e, in molti casi, è consigliabile utilizzare ormoni radicanti.

La specie ha la tendenza ad emettere polloni dalle radici, basterà dunque "zappare" attorno al pollone ed estrarlo con le proprie radici. In questo caso sarà già pronto per essere trapiantato altrove.

Il Corbezzolo non si riproduce tramite innesto.

Nel corso degli anni, la selezione di nuove Cultivars è sempre stata indirizzata all'ottenimento di piante "più belle", con fiori più numerosi e grossi, con fogliame più ornamentale etc.
Purtroppo non c'è mai stata una reale volontà di selezionare cloni con frutti grossi, meno insipidi e più gustosi. Per questo motivo, come pianta da frutto, non ci sono grosse differenze tra le Cultivars.

Di seguito indicherò qualcuna tra le varietà più comuni e/o particolari :

  • Compacta : ha la peculiarità di avere dimensioni contenute, raggiungendo a stento i 2 m (6.6 ft). Adatta per piccoli giardini o per la crescita in vaso.
  • Elfin King : è forse l'unica varietà con frutti leggermente più gradi e dolci. Anche questo clone ha uno sviluppo non eccessivo ed entra presto in produzione.
  • Rubra : varietà che si differenzia per i fiori che sono di color rosa intenso.
  • Croomei : fruttificazione costante e fiori rossi.

Insomma il Corbezzolo è una pianta che proviene direttamente dalla nostra macchia Mediterranea, ma che può crescere più o meno ovunque in Italia, inoltre ci produce frutti eduli, non richiede attenzioni particolari ed è molto ornamentale.
Quindi, cosa aspettate a compralo ??

Corbezzolo a Barcellona

Frutti Maturi ed Immaturi Arbutus unedo

Fiori Visti dal Basso Corbezzolo

Corbezzolo in Fiore

Frutti e Fiori Arbutus unedo

venerdì 20 ottobre 2017

Vite Americana (Parthenocissus quinquefolia) e Vite Canadese (Ampelopsis brevipedunculata) - Coltivazione e Differenze

Chi di voi non ha mai ammirato un paesaggio autunnale, in cui le foglie degli alberi si tingono di tonalità accese ?

Ecco, probabilmente è proprio questa la stagione in cui la Vite Americana (Parthenocissus quinquefolia) si distingue tra le altre specie.
Le sue foglie, in autunno, si colorano di un bel rosso intenso, risaltando sulle piante a cui si aggrappano che, solitamente, hanno sfumature più tenui, tendenti al giallo.

Quali sono le differenze tra la Vite Americana (Parthenocissus quinquefolia) e la Vite Canadese (Ampelopsis brevipedunculata) ? Come si riconoscono ? Come si possono coltivare ?

Parthenocissus quinquefolia


Origine, Diffusione ed Habitat :

La Vite Americana è nativa del Nord America, in particolar modo della parte orientale degli Stati Uniti, caratterizzata da un clima molto più umido, rispetto agli stati ad Ovest delle Montagne Rocciose.
La Vite Canadese, contrariamente a quanto possa far credere il nome, è originaria dell'estremo oriente (Cina e Giappone) e fu introdotta in America solo nel 1870, da dove si espanse sino a colonizzare il Canada.

Entrambe le specie sono altamente infestanti e sono ormai inselvatichite in quasi tutte le zone temperate del Mondo, Europa compresa.
Crescono in zone umide, ai margini dei boschi, lungo i letti dei ruscelli o laddove riescano a trovare appigli su cui arrampicarsi; in alternativa crescono strisciando per terra.

Nel Nord Italia la Parthenocissus quinquefolia è ormai naturalizzata, mentre la "sorella canadese" è più comune come pianta ornamentale, per abbellire porticati o ringhiere.


Come Distinguere la Vite Americana dalla Vite Canadese ?

Le due specie vengono frequentemente confuse, poiché a prima vista le somiglianze sono molte, sia nel portamento, sia nella forma.

Ciononostante basta osservare le foglie : nella Vite Canadese sono trilobate, con lobi poco accentuati e ricordano molto le foglie del Fico; nella Vite Americana, invece, le foglie sono penta-lobate, con lobi così accentuati che sembrano esser petali di un fiore, inoltre sono più sottili.

La Vite Americana ha un portamento più snello ed i suoi tralci crescono più rapidamente, inoltre può raggiungere un'altezza superiore, rispetto alla Vite Canadese.

La Vite Canadese è priva di ventose sui viticci ed ha una maggiore resistenza al gelo.

Foglie Vite Americana

Foglia Vite Canadese

Com'è Fatta la Vite Americana ? - Botanica e Fisiologia

Sia la Vite Americana (Parthenocissus quinquefolia), che la Vite Canadese (Ampelopsis brevipedunculataAmpelopsis glandulosa var. brevipedunculata) appartengono alla famiglia delle Vitaceae, di cui fa parte anche l'Uva da Vino (Vitis vinifera).

Entrambe le specie sono piante rampicanti decidue che, in natura, possono crescere molto velocemente, fino a diversi metri di nuova vegetazione ogni anno.
Le foglie hanno dimensioni medie e dalla forma descritta appena sopra.
Entrambe le Viti sono dotate di viticci che permettono loro di aggrapparsi agli alberi; ma solo la Vite Americana ha delle ventose nella parte terminale dei viticci, le quali permettono una migliore adesione al legno delle piante.

Frutticini Vite CanadeseLa Vite Americana può raggiungere un'altezza superiore ai 30 m (98 ft), mentre la Vite Canadese supera raramente i 6 m (20 ft).
L'infiorescenza è portata dai nuovi tralci (quelli emessi in primavera) ed è composta da fiori piccoli, verdastri ed abbastanza insignificanti.
Il grappolo della Vite Americana è formato da acini piccoli, bluastri e meno numerosi rispetto all'Uva "classica". Ogni frutto contiene 1-2 semi. I frutti contengono Acido ossalico, tossico per l'uomo, ma non per gli uccelli che, mangiando questi acini, aiutano a disperdere i semi nell'ambiente, favorendo la diffusione della specie.
La Vite Canadese produce un frutto simile, ma con bacche leggermente più grandi, che maturano sfalsate; non è raro vedere grappoli con acini verdi, blu, gialli e neri nello stesso momento.
Il tronco è brunastro e, con l'età, tende a sfaldarsi.

Frutti Vite Americana

Ampelopsis brevipedunculata

Tronco Ampelopsis brevipedunculata


Come Crescere la Vite Americana ? - Coltivazione, Clima, Esposizione e Cure

Parthenocissus quinquefolia è una specie rustica ed infestante, che spesso soffoca la vegetazione sottostante. La sua espansione incontrollata è permessa grazie all'enorme adattabilità; può infatti crescere con un'esposizione a mezz'ombra, così come in pieno Sole, preferisce terreni fertili, ma cresce bene (e rapidamente) anche in terreni poveri, sia acidi che alcalini.
La specie è molto vigorosa anche quando cresce in terreni con pochi nutrienti, perciò la concimazione è del tutto superflua e si può coltivare in qualsiasi tipo di suolo.
Se la Vite Americana viene cresciuta in vaso, basta usare terreno completo durante i rinvasi.

La Vite Americana ha una discreta resistenza alla siccità, ma sopravvive senz'acqua o irrigazioni anche per molto tempo.
In ambienti particolarmente aridi ed assolati la vigoria sarà più contenuta e la crescita annua inferiore, rispetto a zone con estati piovose.

Entrambe le specie hanno un'ottima resistenza al freddo, ma è maggiore nella Ampelopsis glandulosa var. brevipedunculata che, infatti, riesce a spingersi più a Nord, sino al centro del Canada.

In altre parole è una pianta che non ha bisogno di cure e, dopo averla piantata, non bisognerà nè annaffiarla, nè concimarla e, anche se lasciata a sé, si svilupperà alla perfezione.
L'unica cosa da fare, a meno di non volerla ovunque nel giardino, sarà potare.
La potatura va effettuata a fine inverno (o comunque quando la pianta è spoglia), rimuovendo tutti i tralci indesiderati ed accorciando a piacere quelli selezionati; non preoccupatevi, la Vite Americana tollera potature drastiche.

La specie si propaga efficacemente tramite polloni o facendo radicare i tralci che toccano terra, motivo che rende difficile la sua eradicazione.

Un ultimo consiglio: sappiate che se vorrete far crescere la Vite Americana su di un muro, per abbellirlo, poi diventerà un problema qualora voleste toglierla.
In molti casi si dovrà necessariamente rimuovere l'intonaco, un po' come avviene con l'Edera.

Vite Canadese Ampelopsis brevipedunculata

Vite Americana Naturalizzata
Parthenocissus quinquefolia autunno

lunedì 16 ottobre 2017

Dov'è e Com'è Arona ? - Con Foto della Città

Nel parlare di Arona non potrò mai essere oggettivo, è la città in cui sono cresciuto e quella a cui sono più affezionato. Ogni suoi angolo lo associo ad un ricordo personale, ogni sua viuzza è stata da me percorsa decine di volte; tuttavia cercherò di fornire una descrizione quanto meno faziosa riuscirò, ma soprattutto mostrerò diverse fotografie, le quali sono sicuramente più esaustive delle parole.

Lungo Lago Arona

Attracco Barche Arona

Arona è un comune della provincia di Novara, situato nella parte meridionale della sponda Piemontese del Lago Maggiore.
Arona dista circa 70 km (42 mi) da Milano, 38 km (24 mi) da Novara e 75 km (47 mi) dalla Svizzera italiana (Canton Ticino).
Arona è una cittadina che conta più o meno 14.000 abitanti, circa 2000 in meno rispetto agli anni '80.

Le prime testimonianze di Arona sono precedenti all'anno 1000, ma nel vicino Parco dei Lagoni sono stati ritrovati resti di insediamenti umani che risalgono alla preistoria. 
E' quindi probabile che la zona del Lago Maggiore (tra cui Arona) fosse abitata ben prima dell'arrivo della scrittura.

Molti di voi (Milanesi etc.) avranno visto Arona durante i Weekend assolati di primavera, o ad Agosto.
In questi periodi le vie principali sono affollate, i bar pieni ed i negozi sempre aperti, ma Arona nasconde anche un lato più introspettivo, intimo, che potrete cogliere solo camminando per il suo lungolago semi-deserto, sotto la pioggerellina, durante una fredda serata di fine autunno.

Il lungo lago di Arona (circa un paio di chilometri) corre parallelo alla via del Corso, ricca di negozi di vestiti, e termina in Piazza del Popolo, la piazza più antica e caratteristica di Arona.
Percorrendo questo tratto potremo ammirare la sponda lombarda del Lago Maggiore, su cui spicca il ben conservato Castello di Angera.

Arrivando in Piazza del Popolo da Sud, noterete il precipizio della Rocca (a Nord), il Lago Maggiore/Castello d'Angera (ad Est), l'antico Broletto, ovvero il palazzo di Giustizia eretto nel '300, e la chiesa di Santa Maria di Loreto (ad Ovest).

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo

Broletto Piazza del Popolo


La Rocca di Arona sovrasta la cittadina e conserva i resti del Castello in cui nacque San Carlo Borromeo, distrutto da Napoleone nell'800. 
La Rocca è visitabile, gratuitamente, e permette un'ottima visione sulla città di Arona e sui dintorni, oltre ad offrire una panoramica della parte Sud del Lago Maggiore e delle colline che lo circondano
Ricordatevi che, in inverno, in settimana la Rocca è chiusa (consultate gli orari cliccando qui).

Arona Vista dall'Alto

Castello d'Angera Visto dalla Rocca di Arona

Ricche di storia sono anche le chiese interne, adiacenti al comune. Molto caratteristica è Piazza San Graziano, che ospita una riproduzione dell'Arco di Palmira ed un presepe scolpito nella roccia.

Riproduzione Arco di Palmira

Piazza San Graziano

Chiesa di San Graziano

Scalinate di Piazza San Graziano
Piazza De Filippi

Non dimentichiamoci le frazioni di Arona (Mercurago, Dagnente, Montrigiasco e San Carlo). Proprio quest'ultima frazione collinare ospita l'imponente Statua di San Carlo Borromeo, la più grande statua visitabile all'interno (la Statua delle Libertà è più alta per via del piedistallo).

Statua di San Carlo Borromeo

Arona è ad un'altitudine di 202 metri sul livello del mare (663 ft) e possiede un clima temperato freddo, solo leggermente mitigato dal Lago.
Questo perché Arona è esposta a Nord, il lago qui è abbastanza stretto (e quindi con un minor volume d'acqua, in grado di mitigare solo lievemente gli sbalzi termici) ed è poco riparata, senza alte vette a picco sul lago, come invece avviene nella ben più mite Cannero Riviera (clicca qui per capire quali fattori determinano un microclima più mite).

Per intenderci, Arona ha un clima più freddo (come temperature minime) dell'hinterland milanese e vi è una discreta inversione termica; tuttavia solitamente registra minime 2-4 gradi più alte rispetto alle zone aperte della Pianura Padana, che possono diventare anche 7-8 gradi in caso di avvezione d'aria gelida da Nord-Est (venti di Burian).
Inoltre, ad Arona, le temperature massime invernali sono solitamente più alte rispetto alle zone di pianura del Novarese-Pavese-Milanese (ed un po' di tutta la Pianura Padana), poiché la nebbia è un fenomeno raro ed effimero.
Non è inusuale che, in Dicembre a mezzogiorno, ad Arona ci siano 8-9° C (47° F) con Sole splendente e, pochi chilometri più a Sud, si sia immersi nella nebbia fitta, con temperature prossime agli 0° C (32° F).

Ad Arona precipitazioni sono abbondanti, con un picco massimo nel mese di Maggio, tuttavia, anche durante l'estate, sono frequenti i temporali e gli acquazzoni.
La stagione più secca è l'inverno, ciononostante nevica più o meno tutti gli anni, sebbene con accumuli solitamente modesti.

Infine vi lascio con le ultime foto del lungolago, scattate in Ottobre, in una bella giornata di Sole.

Barche a Remi Lago Maggiore

Fontana di Arona

Monumento alla Memoria ad Arona

Statua sulla Barca del Lungolago di Arona

Corso di Arona

Imbarcadero di Arona