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giovedì 21 settembre 2017

Come Coltivare la Dicksonia antarctica, una Felce dall'Aspetto di Palma

Parlando delle Felci avevamo detto che quelle che possono crescere in Italia sono perlopiù di piccole dimensioni e che, in linea generale, solo le Felci tropicali potevamo avere una struttura ad "albero" e superare i 150 cm (59 inch) di altezza.

Eppure esiste una specie di Felce, la Dicksonia antarctica, che si può coltivare in ambienti relativamente freddi ed assume le sembianze di una palma, con un tronco perenne e ben sviluppato.

Dicksonia antarctica

Dove Cresce la Dicksonia antarctica ? - Origine, Diffusione ed Habitat

La Dicksonia antarctica è una felce ad alto fusto nativa del continente Australiano. La sua distribuzione naturale è piuttosto estesa, anche se più concentrata nel Sud-Est dell'Australia (Victoria, New South Wales) e sull'isola Tasmania. A macchia di leopardo è diffusa anche più a Nord (es. Queensland), tuttavia è fondamentale che il clima non sia troppo arido.

Il suo habitat naturale è rappresentato dalle foreste umide, con precipitazioni annue di almeno 1000 mm (40 inch). In Tasmania, in luoghi piovosi, la Dicksonia antarctica cresce dal livello del mare sino a circa 900 metri (2950 ft), mentre laddove la pioggia diventa più scarsa la specie è confinata a microclimi umidi, come valli strette o pendii poco assolati esposti a Sud; vi ricordo che la Tasmania è nell'emisfero Australe, di conseguenza l'esposizione è opposta rispetto a quella dell'Italia (per dettagli sulla Latitudine clicca qua).

A livello ornamentale la specie è poco diffusa, poiché, data la crescita lenta, ci vorrebbero diversi anni prima che possa essere venduta a dimensioni accettabili.
Tuttavia è molto apprezzata dagli amanti di giardinaggio, sebbene il prezzo da pagare per acquistare un esemplare adulto possa essere molto alto.
Talvolta le piante vengono espiantate dal luogo di nascita, per essere vendute altrove. Anche in questo caso, data la lontananza dei luoghi d'origine, il costo è spesso proibitivo.

Foglia Dicksonia antarctica

Com'è Fatta la Dicksonia antarctica ? - Botanica e Fisiologia 

D. antarctica è una specie di felce sempreverde che appartiene alla famiglia delle Dicksoniaceae, correlata alla famiglia delle Cyatheaceae, sebbene la prima sia più primitiva e risalente ad oltre 150 milioni di anni fa.
Il genere Dicksonia comprende circa una ventina di specie (es. D. arborescens, D. lanata, D. sellowiana, D. squarrosa), distribuite nel Centro-Sud America, Oceania e Sud-Est Asiatico.

La Dicksonia antarctica può occasionalmente raggiungere un'altezza di oltre 12 metri (39 ft), tuttavia di norma si mantiene intorno ai 5-6 metri (16-20 ft).
La crescita è estremamente lenta e, nella fase adulta, si aggira mediamente intorno ai 5 cm (2 in) all'anno, sebbene possa essere ben inferiore in zone fredde, dove la crescita è relegata solo al semestre caldo dell'anno.
La pianta impiega circa 40 anni per diventare alta 1,5 metri (5 ft), ma, come avviene spesso nelle specie a crescita lenta, è molto longeva e può vivere fino ad un'età di 1000 anni.

Le foglie (anzi fronde, dato che parliamo di Pteridofite) sono relegate all'apice vegetativo ed un'esemplare in salute ne mantiene circa 20-25. Le fronde hanno la forma tipica delle Felci, sono grandi, di colore verde scuro, disposte a 360°, generando una chioma che ha un diametro medio di 3-4 metri (13-16 ft).

Il tronco di questa felce non è legnoso, ma formato dai resti delle fronde e da radici aeree, le quali possono anche assorbire l'umidità atmosferica. Il tronco della Dicksonia antarctica ha un diametro variabile, sino ad oltre 50 cm (20 in), e può essere un buon substrato per ospitare piante epifite, come muschi o altre specie di felci.
Se si taglia la pianta alla base, la parte sovrastante, se interrata in ambienti umidi, è in grado di radicare e sopravvivere, mentre la base solitamente muore.

La Dicksonia antarctica appartiene alle Pteridofite, ovvero piante crittogame vascolari, cioè con vasi linfatici, ma prive di organi riproduttivi visibili. Questo tipo di piante, evolutivamente antecedenti alla Conifere, non hanno perciò né fiori né frutti.

La Dicksonia antarctica, come del resto le altre felci, si riproducono tramite spore, le quali si formano sotto le fronde (foglie).
In zone tropicali la produzione di spore può essere più o meno continuativa durante l'anno, mentre in zone con una certa stagionalità il picco massimo di produzione avviene solitamente tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. In condizioni di stress abiotici o biotici si ha una netta diminuzione di spore, sino all'assenza; mentre in condizioni ottimali ogni fronda può produrre sino a 700 milioni di spore.
L'acqua trasporta le spore che germinano in circa 10 giorni, anche se ci vogliono mediamente 5-7 mesi prima che spunti la prima fronda "completa" e circa 1 anno affinché la pianta assuma una posizione eretta.
La specie raggiunge l'età riproduttiva (ovvero inizia a produrre spore) a circa 20-25 anni.

Tronco Dicksonia antarctica

Chioma Dicksonia antarcticaApice Vegetativo Dicksonia antarctica

Come Crescere la Dicksonia antarctica ? - Coltivazione, Esposizione, Clima e Cure

Questa felce a forma di Palma è rustica ed adattabile, può crescere dalle zone tropicali sino a quelle temperate calde.
Ha una buona resistenza al freddo e da adulta può sopportare temperature minime di -10° C (14° F), mentre in estate tollera innalzamenti sino a 40° C (104° F). Come detto in precedenza, la Dicksonia antarctica ha una scarsa tolleranza alla siccità e può prosperare solo laddove non ci siano lunghi periodi secchi.
Per questo motivo, se non si ha la possibilità di innaffiare, la coltivazione è più indicata per le regioni meno fredde del Nord Italia, in cui ci siano temporali estivi.
Una delle zone climatiche più indicate per la coltivazione della Dicksonia antarctica è quella dei grandi laghi Alpini (ad es. il Lago Verbano), dove ci sono inverni miti ed estati piovose.

L'esposizione ideale è piuttosto ombreggiata o al limite con mezza giornata di Sole diretto. Nel suo habitat naturale cresce nel sottobosco di foreste umide, in cui la vegetazione sovrastante non è troppo fitta, garantendo così un'ombra luminosa.
Un'esposizione in pieno Sole, specie nel Centro-Sud Italia, è sconsigliabile, poiché le foglie tenderebbero a bruciarsi e le radici aeree faticherebbero ad assorbire la poca umidità atmosferica presente. Anche una posizione eccessivamente ventosa è controproducente, in quanto indurrebbe disidratazione.

Il terreno ideale è fertile, ricco di humus, fresco e deve essere mantenuto umido, anche tramite irrigazione. Per piantare questa felce si dovrà scavare un buco pari almeno al doppio del volume del vaso in cui è contenuta la pianta, interrarla e ricoprire con terra soffice e drenante.
Alla base della pianta si può creare uno strato di pacciamatura, possibilmente con foglie, cortecce ed aghi di pino. In questo modo, oltre a proteggere la pianta dalla siccità e dal gelo, i resti organici inizieranno a degradarsi, fornendo una lenta ma continua concimazione.

La Dicksonia antarctica, grazie al modesto apparato radicale, si può agevolmente coltivare anche in vaso, sebbene questa non sia la condizione ideale. In vaso, infatti, le piante potrebbero non sviluppare il fusto o averlo di dimensioni trascurabili, oltre a ridurre ulteriormente la velocità di crescita.

La specie può essere cresciuta anche come pianta d'appartamento, ricordandosi di evitare di collocarla in zone vicino a fonti di calore (es. termosifoni, stufe, etc.) e di nebulizzare le foglie con acqua.

Fronde e Spore Dicksonia antarctica

Dicksonia antarctica

domenica 17 settembre 2017

Come Piantare i Bulbi delle Dalie (Dahlia spp.) ? Come Si Coltivano ?

Di Bulbi a fioritura primaverile ne esistono parecchi, alcuni molto comuni (Narcisi, Anemoni, Bucaneve, etc.), altri un po' meno diffusi (es. Oxalis).
Oggi vorrei però parlare della Dalia, un bulbo a fioritura estiva che produce un fiore stupendo proprio nei mesi di Luglio/Agosto.

In realtà quando si parla di Dalie ci si riferisce a più specie (circa una quarantina), tutte appartenenti al genere Dahlia.

Nelle prossime righe darò qualche informazione sulla coltivazione e mostrerò molte foto, che metteranno in evidenza l'enorme diversità presente tra le piante di Dahlia.

Dalie Arancioni

Fiori di Dahlia

Storia ed Origine :

Le Dalie sono piante native del Messico e furono importate in Europa tra la fine del 1700 e l'inizio dell'800. Inizialmente vennero introdotte a scopo alimentare, poiché le radici di alcune specie sono dei tuberi carnosi ed eduli (un po' come le Patate); tuttavia, date le scarse qualità organolettiche, non si diffusero come ortaggi, bensì come piante da fiore ornamentali.
Oggigiorno le Dalie sono diffuse in tutto il Mondo e, nelle zone a clima freddo, vengono coltivate come annuali o espiantate in autunno.
Nel corso degli anni, partendo dalle singole specie, si sono selezionate varianti dai colori più o meno sgargianti, con fiori piccoli o grossi, con petali aperti o chiusi e dalle forme più disparate.

Dalia Rosa

Dahlia Bianca-Rosa

Come e Quando Piantare i Bulbi delle Dalie ?

Il periodo migliore per seminare la Dalia è tra fine Marzo ed Aprile, quando non vi è più il rischio che avvengano forti gelate. Nel Sud Italia, grazie al clima più mite, si possono anticipare i tempi ed, in zone prive di gelo, si possono interrare anche in autunno.
I Bulbi di Dalia si piantano ad una profondità di circa 15 cm (6 inch), per poi essere ricoperti con soffice terra, solo leggermente compressa (non pressata pesantemente con tutto il peso del corpo). La distanza tra i bulbi varia da un minimo di 30 cm (12 in), per le varietà "nane", sino ad oltre 1 metro (3,3 ft).
In zone molto fredde è possibile seminar le Dalie in vaso, in serra calda, per poi trapiantarle all'esterno solo in Maggio. Questa tecnica, anche in zone più miti, permette di anticipare di qualche settimana la fioritura.
La messa a dimora dei bulbi non dovrebbe essere eseguita dopo maggio, poiché in quel periodo dell'anno i bulbi dovrebbero già esser germinati.


Com'è Fatta la Pianta della Dalia ? - Botanica e Fisiologia

Foglie DahliaLe Dalie appartengono alla famiglia delle Asteraceae, la stessa dell'insalata. Il nome del genere, Dahlia, è stato dato in onore di Anders Dahl, il giovane allievo di Linneo scomparso prematuramente.

Sebbene, come detto sopra, esistano decine di specie, la maggior parte delle Dalie che vediamo nei giardini o nei parchi, sono ibridi e varietà di Dahlia coccineaDahlia pinnata.

Le Dalie sono piante erbacee, di dimensioni molto variabili e, a seconda della varietà, possono avere un'altezza media compresa tra 20 cm e 200 cm (8-80 inch); tuttavia la specie Dahlia imperialis può addirittura superare gli 8 metri (26 ft).
La Dalia possiede grandi foglie composte, ognuna formata da 3-5 foglioline di color verde scuro. Il margine può essere liscio o dentellato e, nel complesso, possono ricordare le foglie delle Rose.
All'apice della nuova vegetazione sono presenti i boccioli fiorali, che ben presto si aprono, regalando magnifici fiori. Questi sono di grosse dimensioni, generalmente tondeggianti, ma dalle forme più particolari.
La fioritura è prolungata ed avviene da inizio Luglio sino ai primi geli. La sua capacità di rifiorire permette di vedere Dahlie in fiore per oltre 3 mesi all'anno.

Le Dalie, più che su base genetica, vengono catalogate e raggruppate in base alle caratteristiche morfologiche.

In primis sull'altezza:
  • Dalie nane : alte meno di mezzo metro (1.6 ft), indicate per la coltivazione in vaso.
  • Dalie intermedie : alte sino ad 1 metro (3.3 ft).
  • Dalie alte : con altezza superiore al metro, indicate per la coltivazione in piena terra.

Sul tipo di Fiore (le foto descrivono ben meglio delle parole) :


-Dalia "Decorativa" : la classica Dalia che tutti conosciamo.

Dalia Decorativa Arancione

Dahlia Bianca
-Dalia "Cactus" : con fiori che, per forma, tendono ad assomigliare alla sommità di una pianta di Cactus, in cui le spine sono rappresentate dai petali.

Dahlia Cactus Rosa









-Dalia "Peonia" : i fiori ricordano quelli delle Peonie, con la parte centrale ben differenziata da quella laterale.

Dahlia Peonia
Dahlia Peonia Rosata


Dahlia Peonia Gialla

 -Dalia "Pompon" : con fiori dai petali corti ed assemblati in modo da formare qualcosa che potrebbe assomigliare a dei nidi di ape tondeggianti.

Dalia Pompon Arancione

Dalia Pompon Viola
-Dalia a "Collaretto" : in questo caso i petali non sono così serrati e permettono di vedere gli stami, un po' come avviene nella Rosa Rugosa.
Dahlia a Collaretto

Dahlia a Collaretto Porpora

Dahlia a Collaretto Variegata
-Dalia "Anemone" : la parte centrale del fiore ricorda l'Anemone di Mare.
Dahlia Anemone

Dahlia Anemone Bianca

Ognuno di questi fiori può essere semplice o doppio e di tutti i colori. Le combinazioni possibili sono  quindi diverse centinaia.


Come Crescere le Dalie ? - Coltivazione, Clima, Esposizione e Cure

Le Dalie "nane" si possono coltivare con successo in vaso, sebbene, in generale, si abbiano maggiori risultati in piena terra. Ricordatevi che le specie del genere Dahlia hanno origini messicane, dunque una scarsa resistenza al freddo e dal momento in cui pianterete i bulbi non ci dovranno più essere forti gelate.
Le Dalie, in Italia, sono poco adatte all'inselvatichimento, perciò, dopo la prima brinata, converrà tagliare alla base le piante con le foglie bruciate, estrarre i bulbi, farli seccare qualche giorno all'aria e conservarli in un luogo asciutto, fresco (ma esente da gelo) e buio, sino alla primavera successiva.
Nei luoghi miti del Sud Italia, o laddove vi siano effimere gelate, si possono lasciare i tuberi nel terreno, provvedendo a coprirli con uno spesso strato di pacciamatura.

Le Dalie amano un'esposizione calda, soleggiata ed un terreno fertile e ben drenante, condizioni che garantiranno una fioritura più abbondante.
Le concimazioni dovranno essere equilibrate, ricordandosi che un'eccesso di azoto induce la produzione di foglie, a discapito di boccioli e fiori.

Durante la fase vegetativa il terreno dovrà essere tenuto umido con irrigazioni frequenti, ma non troppo abbondanti; inoltre sarà utile predisporre dei supporti (ad es. canne di Bambù come quelle utilizzare per i Pomodori) a cui legare gli steli in allungamento.
Le Dalie sono tropicali ed anche brevi gelate fanno morire la pianta, per questo motivo potrebbero essere delle buone piante spia, per verificare in quali luoghi avvengano le prime gelate autunnali.

Le Dalie sono piante rustiche e generalmente resistenti ai patogeni, talvolta ci possono essere dei leggeri attacchi di oidio sulle foglie, ma solitamente non richiedono l'uso di prodotti chimici.


Come Potare le Dalie per Avere Fiori più Grossi ?

La potatura delle Dalie non è essenziale, ma consigliabile. Quando le piante sono alte circa 25 cm (10 inch), cioè hanno circa 6 foglioline, converrà cimare l'apice vegetativo. Questa operazione garantirà l'emissione di nuovi rami dalle gemme sottostanti, dando alla Dahlia una conformazione "ad albero", in cui ogni ramificazione avrà i suoi fiori.
Un'altra pratica consigliata è quella della sbocciolatura, la quale prevede la rimozione dei boccioli laterali (quelli formati sull'ascella fogliare), lasciando solo il bocciolo centrale, presente sull'apice vegetativo. In questo modo le energie si concentreranno su pochi fiori, garantendo che essi diventino di maggiori dimensioni e con più petali.

Dalia Giallo Tenue

Dalia Porpora

Campo di Dalie

giovedì 7 settembre 2017

Cosa C'è sul Teide ? - Foto di Una Gita sul Vulcano di Tenerife

Le Canarie sono un arcipelago di isole vulcaniche, diventate ormai meta turistica di tutta Europa. Tra i vari vulcani spicca sicuramente il Vulcano Teide sull'isola di Tenerife e, nelle prossime righe, cercheremo di capire com'è fatto e cosa si può vedere durante un'escursione.

Il Teide,  la cui traduzione vuol dire "inferno", non è solo la vetta più alta delle Canarie, ma anche dell'intera Spagna.
Con i suoi 3.718 metri (12.200 ft) sul livello del mare è il secondo vulcano più alto al mondo presente su una piccola isola (il primo si trova alle Hawaii), ma se contassimo l'altezza totale, cioè partendo dal fondale marino da cui emerge, sarebbe il terzo Vulcano sulla Terra, con un'altezza di circa 7.000 metri (22.950 ft).

Dopo aver dato questi numeri, andiamo al sodo, cosa c'è su "El Teide"? Perché è visitato da circa 4 milioni di persone all'anno?  Il Teide è un Vulcano attivo? Vale la pena programmare un'escursione? Quali piante crescono?

Colata Lavica El Teide

Vetta Teide


Roccia Lavica Vulcano Teide

Inizio dall'ultima domanda, se siete a Tenerife il Teide è una tappa obbligata e nessuna scusa potrà tenervi lontano.
Sebbene l'ultima eruzione risalga al 18 novembre 1909, il Teide è un vulcano attivo e sulla sua vetta sono presenti fumarole e rocce calde.
Ma nulla di cui preoccuparsi, esso è monitorato e sicuro da visitare, inoltre il tour "classico" non arriva proprio sulla cima.


Come Vestirsi per Una Gita sul Teide ?

Il clima, in estate, è fresco, ma non freddo e, se si rimane sull'altopiano alla base del cratere, si può tranquillamente andare in maniche corte.
In inverno il clima è invece più rigido, poiché, oltre all'altitudine, si somma la minor influenza mitigatrice dell'Oceano Atlantico. Sulla vetta del Teide può addirittura nevicare, sebbene è difficile che la neve rimanga a terra a lungo.


Cosa C'è sul Tragitto che Porta a "El Teide" ? Quali Piante ci Sono ?

Il modo più semplice per arrivare a questo vulcano è quello di prenotare una gita organizzata in pullman, che solitamente non costa molto. Ovviamente potrete anche noleggiare una macchina e visitarlo per conto vostro, ma le spiegazioni delle guide lungo il percorso arricchiscono parecchio l'esperienza di viaggio.

Nella prima parte del tragitto salirete pian piano di quota, ma senza cambiamenti drastici rispetto al panorama costiero. Certo, la vegetazione cambia, l'aria si fa più frizzante, ma nel complesso sembrerà di essere in bassa montagna, circondati da conifere che, ai più, non sembreranno molto diverse da quelle presenti sulle Alpi.
In realtà la specie più diffusa è il Pino delle Canarie (Pinus canariensis), il quale cresce spontaneo dal livello del mare sino a circa 2000 metri (6560 ft). Pinus canariensis è una specie subtropicale che prospera su terreni poveri, anche molto aridi, ma ha una scarsa tolleranza al gelo e muore con temperature inferiori ai -10° C (14° F).
Il Pino delle Canarie è forse il Pino più resistente alla siccità, può raggiungere un'altezza di 40 m (130 ft), un diametro del tronco di circa 100 cm (39 inch) ed è dotato di aghi particolarmente lunghi.
Pinus canariensis è una specie endemica delle isole Canarie, nonché la più grossa specie arborea presente in questo arcipelago.
Il Pino delle Canarie è molto resistente agli incendi ed ha la peculiarità (rara tra i Pini) di emettere polloni in seguito a danni della chioma, inoltre il legno stesso crea una sorta di barriera protettiva nei confronti degli strati più interni. Ho personalmente visto tronchi carbonizzati da cui spuntavano teneri germogli. Questa peculiarità ha sicuramente rappresentato un vantaggio evolutivo, almeno fino alla massiccia comparsa dell'uomo.
Il legno del Pino delle Canarie, oltre a resistere bene al fuoco, è anche molto durevole e non marcisce, perciò fu abbondantemente utilizzato per la costruzione di case ed utensili, portando la specie quasi sull'orlo dell'estinzione.
Oggigiorno non si possono più costruire case con legno di Pinus canariensis, ma lo si può vedere nelle travi che sorreggono tetti vecchi più di cent'anni.

Pinus canariensis Canarie Tenerife

Oltre i 2000 metri (6560 ft) si accede al Parco Naturale de "El Teide", patrimonio dell'Unesco.
Su questo altopiano, posto ai piedi della vetta, il panorama cambia drasticamente;  osservando il paesaggio sembra infatti di essere su un suolo lunare, in cui è ben visibile la colata lavica del 1798.
La roccia della lava recente è nera-marrone e risalta sul suolo più chiaro, derivante da colate precedenti. Inoltre la colata delimita la linea della vegetazione, in quanto la roccia lavica del 1798 non ha ancora avuto tempo di trasformarsi in fertile terra.
Qua è là sono ci sono rocce scolpite dal vento e da altri agenti atmosferici, sino a diventare del tutto particolari ed aver addirittura un nome, come Roque Cinchado. Alcune formazioni rocciose assomigliano anche ad oggetti di vita comune come, ad esempio, una "scarpetta" da donna.

Roque Cinchado El Teide

Roccia Scarpa Teide

Limite della Vegetazione

Dove il suolo non è roccioso, si sviluppa un tipo di vegetazione prevalentemente endemica che, a prima vista, potrebbe assomigliare alla bassa macchia Mediterranea, con piccoli arbusti e piante quasi striscianti.
La specie più caratteristica (di cui parlerò più approfonditamente altrove) è la Echium wildpretii, una pianta alta sino a 2 metri (6.5 ft), caratterizzata da una lunga spiga fiorale a forma di "cono rovesciato", su cui spuntano numerosi (e vistosi) fiorellini di color rosso porpora.
La Echium wildpretii subsp. wildpretii , è endemica di Tenerife e vive esclusivamente nel Parco Nazionale del Teide, dove tende a formare piccoli gruppetti, sparsi a macchia di leopardo.
Se volete osservala in fiore dovrete programmare il vostro viaggio verso il mese di Maggio.
Echium wildpretii subsp. trichosiphon è invece presente sull'isola de La Palma.

Un'altra specie arbustiva è la Descurainia bourgaeana, una lontana partente dei Ravanelli che, con i suoi fiori gialli, non può di certo passare inosservata.

Pterocephalus lasiospermus (famiglia Caprifoliaceae) è un piccolo arbusto, con foglie di color grigio-verde chiaro, che produce fiori singoli di color viola tenue, all'apice della spiga fiorale.

Spartocytisus supranubius, (famiglia Fabaceae), produce fiori bianchi dal profumo molto intenso, la specie è frequentata da Api ed è ottima per la produzione di miele.

Nepeta teydea è invece simile alla lavanda nostrana.

Se volete godervi le varie fioriture, la primavera è la stagione più adatta dell'anno.
Ora vi lascio qualche foto della vegetazione e dei paesaggi locali.

Panorama del Teide

Echium wildpretii

Pterocephalus lasiospermus

Spartocytisus supranubius e Vegetazione Mista

sabato 2 settembre 2017

Come Coltivare l'Asimina triloba (Banano di Montagna)? Com'è il Sapore?

Di frutti poco conosciuti ne esistono a centinaia, alcuni rimangono tali perché tropicali e non coltivabili in Italia, altri perché non sono particolarmente gustosi.
Eppure, sebbene l'Asimina triloba sia poco diffusa, non appartiene a nessuna delle due categorie sopracitate. 
A dir la verità, negli ultimi anni questa pianta dall'aspetto esotico ha preso sempre più piede tra gli appassionati di giardinaggio, forse anche per la facilità di coltivazione; tuttavia rimane ancora troppo poco coltivata se paragonata ad altri alberi da frutto di climi temperati.

Nelle prossime righe cercheremo di capire com'è fatta, dove può crescere in Italia, come si propaga (si semina? o si innesta?) e come si mangia.

Polpa Asimina triloba

Frutto Maturo Asimina triloba

Com'è e Come si Mangia il Frutto dell'Asimina triloba ?

L'Asimina è nota anche con il nome di "Banano di Montagna", tuttavia non ha alcun legame di parentela con il Banano (Musa spp.). La scelta di questo nome è probabilmente dovuta al fatto che il frutto ha il colore (ed in parte anche il gusto) di una Banana, ma la pianta ha una resistenza al freddo non paragonabile a quella dei Banani "tropicali", da qui l'epiteto "di Montagna".

Il frutto maturo dell'Asimina triloba emana un odore (profumo) molto intenso e penetrante, che può divenire quasi fastidioso qualora si conservassero diversi Kg di frutta in un piccolo locale.
L'Asimina, esternamente, si presenta di colore verde molto chiaro, ha la forma di un fagiolo, è lunga circa 20 cm (8 in) e larga 8 cm (3 in) e, a seconda della varietà, può pesare dai 150 ai 500 grammi (5-18 oz). Piante selvatiche possono fare frutti di dimensioni considerevolmente minori.
Questo frutto, che è il più grande tra quelli nativi del Nord America, si mangia tagliandolo a metà; all'interno si troverà una polpa morbida in cui sono immersi numerosi semi marroni.

Il modo più semplice per mangiare l'Asimina è quello di aprirla con un coltello, incidendo il lato più lungo ed assaporarne le soffice polpa, estraendola con un cucchiaio. Affogati nella polpa troverete i grossi semi, a cui rimane attaccata la polpa.
Per non perdere parte del frutto, io vi consiglio di metterli in bocca e di "succhiarli", per poi sputarli "puliti". (Ok, magari se avete ospiti potrete tralasciare quest'ultimo passaggio).


Com'è il Sapore del Frutto dell'Asimina triloba ?

Asimina triloba di Circa 4 AnniLa "Banana di Montagna" ha una polpa morbida, di color giallo con sfumature biancastre, che si scioglie in bocca. Essa ha una consistenza cremosa e leggermente liquescente, che potrebbe ricordare quella di un budino.
L'Asimina ha un gusto dolce, che io associo alla crema pasticcera, sebbene vi siano sentori di Banana, Vaniglia e Mango; ciononostante è difficile descriverne con esattezza il sapore, poiché è davvero unico.
La parte più buona del frutto è quella centrale, la polpa a stretto contatto con la buccia ha un retrogusto amaro, più marcato in frutti troppo maturi.
L'Asimina è solitamente mangiata come frutta fresca, ma personalmente la vedo ottima anche per la preparazione di gelati o frullati.
Un frutto davvero molto buono e particolare, anche se sostanzioso ed abbastanza calorico; 100 grammi (3.5 oz) di Asimina apportano circa 80 calorie, contro ad esempio le 33 calorie delle Fragole.
Asimina triloba di Circa 10 Anni


Come Capire Quando l'Asimina è Matura ? In Quale Periodo dell'Anno Avviene la Maturazione ?

L'Asimina triloba matura tra fine Agosto ed Ottobre, variazioni anche considerevoli si possono avere a seconda del clima e delle varietà. La maturazione è piuttosto scalare (circa un mese) e la raccolta inizia indicativamente 2-3 settimane dopo quella dei Fichi. I frutti maturi si riconoscono poiché sono profumati, cedevoli al tatto (come fosse una Pesca) e cadono dalla pianta.
Se toccandoli vi rimanessero in mano, anche se duri, non preoccupatevi, sono quasi maturi e basterà metterli in casa per qualche giorno per farli ammezzire.
Questo frutto non si conserva a lungo e si ammacca facilmente, inoltre il sapore è ottimo solo se la polpa è al giusto grado di maturazione.
Per questo motivo è essenziale azzeccare il momento esatto, se si eccede il frutto diventa molliccio, acido, amaro e nauseante, se si anticipa è duro, asciutto, astringente e non sa di nulla. Questa è l'unica spiegazione che mi riesco a dare del fatto che non ci siano grossi impianti e che non venga commercializzato su scala nazionale.
Il frutto si può congelare mantenendo discrete qualità organolettiche, tuttavia, una volta scongelato perderà la propria consistenza e sembrerà una di quelle "pappette" per neonati.

Un frutto over-maturo, anche se non ancora marcio, si riconosce perché la buccia esterna tende ad annerirsi e la polpa interna diventa di un colore più scuro.

Di seguito metterò tre foto per capire le differenze tra un frutto maturo ed uno che inizia a marcire :

  • Nella prima foto c'è un frutto tagliato a metà che sta iniziando a marcire partendo dalla buccia. Noterete che solo una piccola porzione di polpa è di un altro colore (più scuro), mettendo così in risalto la zone matura da quella marcia.
  • Nella seconda foto c'è un frutto aperto, la cui polpa sta iniziando a perdere consistenza, diventando troppo liquida, un altro sintomo che suggerisce che il frutto inizia ad essere poco gustoso.
  • Nella terza foto ci sono due Asimine aperte, messe una vicino all'altra. Quella più in basso sta marcendo, quella più in alto è perfettamente matura.

Polpa Asimina Chiara-Scura

Frutto che Inizia a Marcire

Frutto Maturo-Marcio Asimina

Storia, Origine Geografica, Habitat e Distribuzione :

L'Asimina triloba è nativa degli Stati Uniti orientali, dal Nord della Florida fino alle regioni dei grandi laghi, a Sud dell'Ontario (Canada). Sebbene la specie fosse conosciuta dagli indigeni americani sin dall'epoca precolombiana, la prima testimonianza scritta risale al 1541, ad opera di un officiale portoghese, nella spedizione spagnola guidata da Hernando de Soto.
conquistadores chiamarono questa pianta Paw Paw, per via della somiglianza del suo frutto con quello della Papaia tropicale (Carica papaya), tuttavia le due specie appartengono addirittura a famiglie diverse.
Negli USA, a tutt'oggi, è usato il termine Paw Paw per indicare sia l'Asimina che la Papaya, creando forse qualche equivoco.

Distribuzione Naturale Asimina trilobaL'habitat naturale dell'Asimina triloba è rappresentato dalle pianure alluvionali e dai sottoboschi umidi, dove spesso cresce lungo le rive dei ruscelli.
In generale si sviluppa bene in ambienti in cui ci sia un inverno freddo ed un'estate calda, ma piovosa. Non a caso nel suo areale d'origine, diversamente dalle zone a clima mediterraneo, non vi è siccità estiva e la stagione calda è spesso anche la più piovosa dell'anno.
L'Asimina è un'ottima opportunità per raccogliere un frutto dal sapore esotico/tropicale in un clima temperato, tuttavia rimane una pianta ancora poco coltivata ed è diffusa solo tra gli amatori. Anche in patria (Nord America) non ha riscontrato il successo che meriterebbe ed ai più rimane una pianta "sconosciuta".

Piccola curiosità: George Washington adorava questo frutto, tanto da piantare un'Asimina nella propria tenuta, a Mount Vernon, in Virginia.

Di seguito metterò un paio di foto di Asimine "selvatiche", nate da seme e che crescono nel loro ambiente ideale, cioè l'umido sottobosco di boschi di caducifoglie.

Asimina Selvatica di 1 Anno

Asimina Selvatica

Com'è Fatta la Pianta di Asimina ? - Botanica e Fisiologia

L'Asimina triloba (Paw-Paw o Banano di Montagna) è un albero appartenente alla famiglia delle Annonaceae, che annovera al suo interno diversi generi di piante da frutto tropicali, tra cui l'Annona muricata, l'Annona cherimola, l'Annona squamosa e la Rollinia deliciosa.

Asimina è l'unico genere della famiglia a crescere in zone non tropicali e comprende otto specie (es. Asimina tetramera, Asimina longifoliaAsimina parviflora e Asimina obovata), quasi tutte native del Sud-Est degli Stati Uniti (Florida, Georgia, Alabama, South Carolina).
Le "altre" Asimine hanno uno sviluppo solitamente più contenuto e prosperano a latitudini inferiori. Molte di esse fanno frutti commestibili, sebbene più piccoli e meno gustosi di quelli dell'A. triloba, forse anche perché crescono selvatiche e non si è mai fatta una selezione mirata all'ottenimento di Cultivars pregiate.

I fossili più antichi del genere Asimina sono datati all'era dell'Eocene (circa 40 milioni di anni fa). Si suppone che i primi semi furono trasportati dai grandi mammiferi dell'epoca (ora estinti), dall'America centrale al Nord America, e che l'evoluzione abbia selezionato solo le piante adatte al clima più freddo.

Gemme a Fiore e a Legno in Inverno Asimina

Gemme a Fiore Gonfie Asimina

Germogliamento Gemme a Legno  Asimina

Gemme a Fiore in Estate Asimina triloba
L'Asimina triloba è una pianta decidua che si sviluppa sotto forma di arbusto o albero di piccole dimensioni. I rami sono presenti anche nella parte bassa del tronco, dando alla specie un portamento a forma "piramidale". La specie può raggiungere dopo molti anni un'altezza di 10 metri (33 ft), occasionalmente 14 m (46 ft), tuttavia la crescita è abbastanza lenta e con un'opportuna potatura si può mantenere una pianta fruttificante sotto i 3 metri (10 ft).
Le gemme del Banano di Montagna, ricoperte da una peluria marrone, sono facilmente distinguibili: le gemme a fiore, che si producono durante l'estate (tipicamente in Luglio) sui nuovi rami,  hanno una forma tondeggiante e le dimensioni di un cappero; le gemme a legno, invece, sono più piccole, sottili ed allungate.
In primavera (verso Marzo) le gemme a fiore, presenti solo sui rami di un anno di età, iniziano a gonfiarsi ed "a spogliarsi", nel senso che è un po' come se fossero delle cipolle, con vari strati protettivi invernali che, ad uno ad uno, si aprono, staccandosi sotto la pressione del rigonfiamento.
Il processo di germogliamento è lento ed atipico; oltre a quanto detto sopra, la gemma "gonfia" inizia ad avere un peduncolo peloso ed a penzolare, ingrandendosi sempre più, iniziando solo successivamente ad avere le sembianze di un fiore.

I fiori dell'Asimina triloba sono ermafroditi, con un calice formato da 3 sepali (cioè trilobato, da qui l'epiteto "triloba" della specie) e da 6 petali. Essi sono larghi mediamente 4 cm (1.6 in), hanno una consistenza "carnosa" ed, a sviluppo ultimato, sono sempre rivolti verso il basso e di un colore rosso-porpora scuro.
La fioritura è abbastanza scalare e, nel Nord Italia, dura tutto il mese di Aprile. I primi fiori si aprono prima della comparsa delle foglie, gli ultimi in concomitanza.

L'Asimina è una specie generalmente autosterile quindi, a meno di non avere una di quelle poche cultivar autofertili, si dovranno avere almeno due piante diverse, affinché ci possa essere impollinazione incrociata.
Diffidate da chi vende semenzali di Asimina dicendo che fruttificherà, nel 99% dei casi vi troverete, dopo un po' di anni, con una pianta bella grande, che si riempe di fiori, ma non produce neppure un frutto.
Anche nelle varietà autocompatibili, un singolo fiore non si può autoimpollinare, poiché la maturazione della parte femminile precede quella maschile. In altre parole quando il polline di un fiore è pronto, i suoi ovuli non sono più ricettivi e potrà dunque fecondare solo gli ovuli di un altro fiore più tardivo (che ha ovoli recettivi e polline non ancora maturo).
Fortunatamente la fioritura è molto scalare e quindi si trovano fiori a diversi stadi fenologici.
I numerosi stami (parte maschile del fiore) sono disposti intorno al ricettacolo; la loro maturazione avviene da un giorno all'altro, prima sono bianchi e fortemente attaccati al ricettacolo, quando sono sono pronti si staccano sotto forma di filamenti brunastri-biancastri, dalla consistenza di foglie di tabacco. Di seguito troverete qualche foto che mostrano gli stadi fenologici, dal rigonfiamento delle gemme, sino alla maturazione del polline.

Gemme Gonfie in Primavera Asimina triloba

Gemme Quasi Aperte Asimina triloba

Apertura Fiori Asimina triloba

Fase Finale Sviluppo Fiori Asimina triloba

Fiore Polline Maturo Asimina triloba

Le piante della famiglia Annonaceae, tra cui l'A. triloba, sono tra le angiosperme (piante con fiori) più antiche e risalgono ad un'epoca antecedente a quella della comparsa delle Api (Apis mellifera).
I fiori dell'Asimina sono infatti primitivi, con polline poco volatile ed evolutisi per attrarre Mosche e Scarafaggi (già presenti), non le Api, che ai tempi delle prime Annonaceae non esistevano e solo milioni di anni più tardi divennero così diversificate, abbondanti e specializzate nel trasportare polline da un fiore all'altro.

Per questa ragione il fiore dell'Asimina emana un (leggero) odore di "carne putrida", allo scopo di attirare tutti quegli insetti saprofaghi, che in natura si cibano anche di sangue e carne in decomposizione.
Purtroppo Mosche et similia sono pessimi insetti pronubi e non hanno un'organizzazione gerarchica che permetta loro di comunicare e di localizzare le piante in fiore (le Api fanno invece una vera e propria danza per indicare la presenza di fiori e nettare).
Dato che le Mosche sono poche, più statiche e meno abili a trovar i fiori (le Api sono numerose e volano per oltre un chilometro), è importante che le piante di Asimina siano abbastanza vicine tra loro per permettere l'impollinazione incrociata.
C'è chi suggerisce di mettere scarti organici (es. carne marcia) alla base delle piante in fiore, così da attrarre un maggior numero di mosche, ma anche in questo caso l'allegagione potrebbe essere scarsa.
L'altra alternativa è l'impollinazione manuale, prelevando con un pennellino (o anche un coton-fioc) il polline maturo e depositandolo sugli stigmi recettivi di un altro fiore.
Nella realtà dei fatti anche le formiche agiscono da impollinatori e, con piante autofertili, l'impollinazione "naturale" è sufficiente, seppure non eccellente.

Sebbene le piante (innestate) inizino a fiorire sin da subito, la fruttificazione inizierà solo qualche anno (in media 3-4) dopo la messa a dimora.

Fiori di Asimina triloba

Fiore - Parte Femminile Recettiva Asimina triloba

Fioritura Asimina triloba

Una pianta giovane farà cadere la maggior parte dei frutticini allegati, sebbene, raramente, potrebbe mantenerne uno anche al primo/secondo anno dalla piantagione. Tuttavia è conveniente rimuoverlo, poiché la pianta concentrerebbe le proprie energie nella maturazione del frutto, a discapito della crescita della stagione e, talvolta, ritardando anche lo sviluppo degli anni successivi.

Ogni fiore è multi-ovarico, per questo motivo un singolo fiore può dare origine a 3-4 frutti, talvolta di più. I frutticini appena allegati sembrano delle piccole dita e si ingrandiscono abbastanza velocemente fino a metà Giugno, dopodiché, tra Luglio ed Agosto, la crescita rallenta sino ad arrivare ad una sorta di stasi, in cui il frutto ha raggiunto le dimensioni finali ed inizia ad arricchirsi di zuccheri ed ad ultimare la maturazione dei semi. Nelle condizioni ideali ci vogliono circa 5 mesi dalla fioritura al frutto maturo (per dettagli sull'aroma ed il gusto dell'Asimina, leggi sopra).

Un'Asimina contiene in media 10-14 semi, lisci e di colore marrone, disposti su due file parallele. Questi semi hanno la forma di una mandorla, ma sono più appiattiti e leggermente più piccoli.

Allegagione Asimina triloba

Ingrossamento Frutticini Asimina triloba

Frutti Asimina Maggio

Frutti in Giugno Asimina triloba

Frutto in Estate Banano di Montagna

Frutto in Agosto Asimina triloba
Semi e Frutti Maturi Asimina triloba

Le foglie dell'A. triloba sono molto grandi, anche 30 cm (12 in) di lunghezza, hanno una forma ovale-oblunga e sono di color verde scuro nella parte superiore e verde chiaro in quella inferiore.
Esse sono lisce, con venature ben visibili ed hanno un portamento ricadente, dando all'albero sembianze tropicali.
Le foglie del Banano di Montagna si riconoscono anche per l'assenza totale di seghettatura sul margine fogliare, inoltre, se strofinate e sminuzzate, emanano un odore molto che caratteristico, che personalmente trovo piacevole (anche se alcuni lo descrivono come pungente).
In ottobre-novembre, le foglie iniziano a colorarsi di giallo e "ruggine", dando alla pianta un aspetto tipicamente autunnale, che la rende particolarmente ornamentale in questo periodo.

Il tronco ha una corteccia di color grigio chiaro e talvolta presenta macchie biancastre (muffe del tutto innocue), mentre il legno dei rami è morbido, leggero e spugnoso.

L'apparato radicale è fittonante, con pochi peli radicali e diramazioni. Ciò rende queste radici molto delicate ed inadatte per trapianti di piante già ben radicate. L'Asimina in natura si riproduce per emissione di polloni, tuttavia, in piante ben coltivate e sane, questa tendenza non è poi così accentuata se paragonata ai Noccioli o ai Melograni.

Tronco Asimina triloba

Come Crescere il Banano di Montagna ? - Coltivazione, Clima, Cure e Potatura

L'Asimina triloba si può coltivare con successo in Italia, sebbene in zone molto siccitose si dovrà innaffiare frequentemente, specie durante i primi anni.
Il clima ideale rimane però quello del Nord Italia, specie della zona Alpina, o delle umide vallate dell'Appennino centrale, dove siano comuni temporali e piogge estive.
La specie ama esposizioni a mezz'ombra, sebbene da adulta, in zone non troppo torride, fruttifica meglio in pieno Sole. Detto questo l'Asimina triloba, crescendo normalmente nel sottobosco, è una delle piante da frutto più tolleranti all'ombra.

Durante i primi anni di vita sarà essenziale una buona ombreggiatura, poiché il Sole brucerebbe le tenere foglie, che solo dal terzo anno dalla semina inizieranno ad esser grosse e resistenti. Se le piante sono cresciute in vaso basterà collocarle all'ombra, se invece sono piantate in un terreno assolato si dovranno utilizzare delle rete ombreggianti. In questa prima fase i danni da scottatura possono essere importanti, compromettere la crescita ed, in alcuni casi, uccidere l'albero.

Ricordatevi, l'A. triloba non è una pianta tropicale ed ha un'ottima resistenza al gelo, potendo sopportare senza danni temperature minime inferiori ai -25° C (-13° F), quindi, in Italia, non proteggetela dal freddo.
Mi è capitato di vedere Asimine ricoperte di tnt, come fossero Agrumi in val Padana, vi prego, evitate questa fatica !!
L'Asimina ha un fabbisogno di freddo invernale di almeno 400-500 ore, ma riesce a fruttificare bene anche nella calda Sicilia.

La fioritura dell'Asimina è tardiva e, fortunatamente, scalare, tuttavia i fiori sono particolarmente sensibili al freddo, bastano poche ore a temperature di 0° C (32° F) per bruciare interamente i fiori, i quali anneriscono e cadono nel giro di un paio di giorni.
La resistenza alla gelate primaverili dell'A. triloba è decisamente inferiore a quella di altre piante da frutto (es. AlbicoccoCiliegio, etc.)

Danni Da Gelo su Fiori Asimina triloba

Il difetto più marcato è la scarsa resistenza alla siccità durante la stagione vegetativa. Se non si ha a disposizione un ambiente umido, si dovrà necessariamente bagnare, quasi giornalmente durante i primi anni dall'impianto.
Se si vive in una zona secca ed arida l'irrigazione sarà fondamentale anche per una pianta affrancata. In carenza d'acqua, la pianta entra presto in uno stato di sofferenza, inizia ad ingiallire le foglie ed a fare cadere i frutti.
Zone a clima spiccatamente mediterraneo non sono in grado di soddisfare il fabbisogno idrico della specie.
Insomma l'Asimina non è un Olivo e non può tollerare 3-4 mesi di assenza di piogge a temperature superiori ai 30° C (86° F), come avviene in molte zone della Sardegna o della Puglia.
Per aiutare il terreno a trattenere umidità può essere utile effettuare una buona pacciamatura, possibilmente con paglia, foglie e tutto quel materiale organico che si deposita al suolo nelle foreste decidue.

Il terreno ideale è fresco, a pH acido, ricco di humus, umido, ma ben drenante. In terreni pesanti, asfittici e con ristagni idrici, le radici, soprattutto di giovani esemplari, marciscono, portando la pianta ad un lento, ma inesorabile declino. Se supera i primi 3-4 anni in terra è più difficile che muoia per problemi di ristagno.
Per concimare si può interrare sostanza organica (ad es. letame ben maturo) in inverno ed usare concimi bilanciati (20-20-20) per acidofile, ricchi di microelementi.

La potatura dell'Asimina non è essenziale, se non per contenere le dimensioni della pianta. L'unica cosa importante è la rimozione di eventuali polloni basali (anche perché, in piante innestate, sono "selvatici").  Per il resto, si possono potare i rami che si intrecciano, accorciare quelli che puntano troppo in alto o che ricadono a terra e diradare quelli interni alla chioma.

Fortunatamente l'A. triloba è una specie molto rustica nei confronti dei patogeni e non è quasi mai attaccata da parassiti o insetti. Per questa ragione non richiede alcun trattamento fitosanitario ed è ideale come coltivazione in agricoltura biologica.

Foglie Paw Paw

Foglie Asimina triloba

Vegetazione Estiva Asimina triloba

Come e Dove Piantare l'Asimina ?

La posizione in cui piantare l'Asimina triloba dipende dal clima, nel Centro-Sud è meglio scegliere una posizione a mezz'ombra, in cui il Sole sia filtrato dalla chioma di qualche albero ad alto fusto, almeno nelle ore centrali della giornata. In altre parole, se potete, non scegliete una postazione in cui riceva il Sole diretto dall'alba al tramonto.
Nel Nord Italia l'esposizione potrà essere più soleggiata, anche pieno Sole. Evitate le zone troppo ventose, le enormi foglie rendono la specie sensibile ai danni da vento.

Conviene mettere a dimora piantine che abbiano un'età non inferiore ai 2 anni, scavando una buca che sia almeno il doppio rispetto al vaso in cui è contenuto l'esemplare da trapiantare.
Nell'operazione stiate attenti alle radici, maneggiatele con cura e non potatele, la specie soffre molto gli stress da trapianto. Ricordatevi di scegliere bene la posizione, trapiantare una pianta adulta equivarrà ad ucciderla.
Durante i primi anni la crescita sarà molto lenta, un solo flusso vegetativo di pochi centimetri. Da adulta la velocità di crescita sarà media.

L'A. triloba non è troppo adatta alla coltivazione in vaso, condizione che ne limita lo sviluppo e la produzione di frutti. Se non avete alternativa usate vasi molto capienti e cercate di non far prender troppo sole alle radici (è sconsigliabile usare vasi neri).


Come Si Moltiplica l'Asimina triloba ?

La specie è essenzialmente propagata tramite innesto, altri metodi di riproduzione per via vegetativa (es. talea) sono poco utilizzati ed hanno rese molto basse.
La semina è utilizzata per ottenere portainnesti o per avere nuove piantine. Ricordatevi che in questo caso potrete avere piante figlie molto diverse dalla pianta madre e, dai semi di un clone selezionato, è probabile che nasca una piantina di scarsa qualità, che produrrà frutti piccolini, pieni di semi e poco gustosi; inoltre dalla semina alla prima fruttificazione possono passare anche 8-10 anni.

Tuttavia è facile capire come si fa a seminare l'Asimina.
Prendete i semi, deponeteli in un vaso ad una profondità di qualche centimetro. Fate questa operazione in autunno e lasciate all'aperto i vasi per tutto l'inverno; questi semi hanno bisogno del freddo per rompere dal dormienza.
In primavera mettete i vasi in una zona ombrosa, tenete il terriccio umido ed aspettate; i nuovi germogli spunteranno da Maggio in poi. Ho notato che la germinazione di questa specie è molto tardiva ed avviene tranquillamente anche tra fine Giugno ed inizio Agosto, quindi non perdiate la speranza se ad inizio estate non vedete spuntare ancora nulla.

I semi hanno una buona germinabilità e si ha una percentuale di successo superiore al 50%.
Piccola curiosità: i semi di Asimina, se messi in acqua, galleggiano. Solitamente, nelle altre specie, i semi che non vanno sul fondo sono marci. Forse, crescendo spesso sulla riva dei fiumi, il fatto di aver semi-galleggianti ha rappresentato un vantaggio evolutivo.

Germogliamento Asimina triloba

Piantine di Pochi Giorni Asimina triloba

Piantine di 2 Mesi Asimina triloba

Dove Comprare una Pianta di Asimina triloba ? Quali Varietà Esistono ?

Il Banano di Montagna inizia ad essere apprezzato anche in Italia, tuttavia non tutti i Vivai hanno delle piantine in vendita o, peggio ancora, hanno solo piante da seme che, come detto prima, vi sconsiglio altamente di acquistare.
Senza fare pubblicità, vi basterà digitare "Vendita Piante di Asimina" in Google per trovare numerosi vivai con disponibilità. Purtroppo il prezzo è abbastanza elevato e difficilmente si riescono a trovare piante innestate da un paio d'anni a meno di 20-25 euro.

Le Cultivars di Asimina sono numerose (circa 50), molte delle quali selezionate negli Stati Uniti ed introvabili in Italia.
Di seguito farò un breve elenco delle cultivars più diffuse o caratteristiche, ma tenete conto che solo Sunflower, Overleese e Prima 1216 sono comuni e relativamente facili da trovare in vendita in Italia.

  • Sunflower : selezionata in Kansas nel 1970, è probabilmente la varietà più diffusa al mondo, nonché la prima arrivata in Italia dagli Stati Uniti. E' autofertile, produce un frutto dal peso medio di 200 gr (7 oz), a polpa gialla, con pochi semi. La "Sunflower" ha una produzione abbondante, abbastanza tardiva ed i frutti maturano in un arco di tempo lungo.
  • Prima 1216 : varietà italiana, selezionata a Faenza. La cultivar è autoferile e si distingue per avere frutti molto grossi, con pochi semi (rapporto semi/polpa basso) ed un ottimo sapore. Inoltre la "Prima 1216" ha una messa a frutto più precoce rispetto alle altre varietà. Personalmente le uniche piante che ho visto fruttificare in fitocella erano Prima 1216.
  • Overleese : clone selezionato in Indiana nel 1950 ed è tra i più amati negli States, inoltre è stata la progenitrice di molte altre cultivars. La pianta è autosterile (necessita impollinatori) e produce un frutto rotondo-ovale. E' una varietà a maturazione precoce. 
  • Georgia : varietà autofertile selezionata in Italia, in provincia di Torino. E' brevettata ed è dunque molto difficile trovarla in vendita.
  • Rappahannock : selezione autosterile che produce piccoli frutti, ma molto saporiti. La peculiarità è l'elevata vigoria ed il portamento; presenta infatti foglie che rimangono erette (non ricadenti come tipico della specie), lasciando intravedere meglio i frutti in maturazione.
  • Mango : pianta autosterile, a crescita vigorosa, il cui frutto è molto grosso, con una polpa particolarmente "liscia" e dolce, che ricorda maggiormente il sapore del Mango.
  • Taylor : produce frutti piccoli, ma molto numerosi, che possono essere raggruppati anche in gruppi da 7-8. Autosterile.
  • Davis : autosterile, produce frutti molto grossi, con semi altrettanto grossi. Taylor deriva da uno di questi semi. Il frutto si conserva in frigorifero meglio di altri.
  • Susquehanna : varietà autosterile brevettata nel 2004, introvabile in Italia. A detta di alcuni Americani è l'Asimina più buona di tutte. Produce frutti molto grossi, con una buccia più spessa, che li rende meglio trasportabili.
Spero di avervi fornito delle informazioni utili, ora non vi resta altro che comprarne una, piantarla e dilettarvi nella coltivazione.

Frutti Raggruppati Asimina triloba

Grosso Esemplare Asimina triloba

Colori Autunnali Banano di Montagna

Foglie in Autunno Asimina triloba