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venerdì 25 agosto 2017

Agave : Come Riconoscere le Diverse Specie - Con Foto e Descrizione

Col nome generico di Agave ci si riferisce ad un genere di piante succulente, che appartiene alla famiglia delle Agavaceae (o Asparagaceae). 
Questo genere è composto da oltre 200 specie differenti, tutte native del centro America (Messico, Caraibi, Stati Uniti etc.).
Molte di esse hanno aspetti morfologici simili e non è sempre facile distinguere un'Agave dall'altra.

Nelle prossime righe vorrei dare delle informazioni generiche su queste piante grasse e poi descrivere più dettagliatamente le caratteristiche peculiari di alcune di esse, così da poter riconoscere (forse) quale sia l'esatta specie di Agave che state crescendo nel vostro giardino o in vaso sul vostro balcone.

Agave a Verbania

Il Genere Agave :

Generalmente le Agavi hanno come habitat naturale zone aride ed a clima mite, tuttavia alcune specie possono sopportare bene anche il freddo intenso.
Le Agave hanno fiori ermafroditi, alcune specie emanano un profumo "muschiato" che attira i pipistrelli, altre hanno un odore più dolce, per essere impollinate dagli insetti.
La maggior parte delle specie di Agave fiorisce un'unica volta durante la vita, mentre alcune possono fiorire più volte.

Nelle Agave le foglie sono carnose, disposte a rosetta e frequentemente dotate di spine, mentre il fusto è inesistente o del tutto trascurabile.
La crescita è estremamente lenta ed, in alcune piante, una foglia può rimanere per tutta la durata della vita dell'Agave stessa. 
Le dimensioni variano considerevolmente da specie a specie: le più piccole possono aver una larghezza di appena 15 cm (6 in), mentre le più grandi possono misurare anche 6 metri (20 ft) di diametro.

La maggior parte delle Agave tende a formare gruppetti, infatti la pianta madre muore dopo aver fiorito, lasciando però alla sua base le piante figlie (ovvero polloni derivanti dalle sue radici). Poche specie invece rimangono solitarie e si basano esclusivamente sulla dispersione dei semi per la riproduzione.

Sebbene esistano delle differenze, praticamente tutte le specie gradiscono un luogo arido e sassoso, crescono in terreni molto drenanti, anche se poveri e si possono coltivare dove le gelate siano rare (anche se, come vedremo, poche varietà sono in grado di tollerarle).
L'umidità atmosferica, soprattutto se unita a temperature rigide, deve essere bassa. La maggior parte delle Agave amano il Sole dal mattino alla sera, tuttavia molte di esse possono svilupparsi anche a mezz'ombra.
Le cure che vogliono queste succulenti non è molto diversa da quelle adottate nella coltivazione di altre piante grasse (Cactus etc..)

Ora, dopo aver fatto questa breve panoramica sulle piante del genere Agave, vorrei illustrare le caratteristiche di alcune di esse (non certo tutte), mostrando le foto, affinché possiate apprezzare le differenze, per poter distinguere una specie dall'altra.


Le Diverse Specie di Agave (in ordine alfabetico), Quali Scegliere :


Agave americana : è originaria del Messico Settentrionale e del Sud degli Stati Uniti (Texas, Arizona) ed è indubbiamente la più conosciuta, diffusa. Grazie alla sua ottima resistenza al freddo è coltivata anche all'infuori del proprio areale, come ad esempio nelle zone a clima mediterraneo, anche del Nord Italia. Si riconosce per le grandi foglie a forma allungata, di color verde bluastro e dotate di margine seghettato (spine laterali). In alcune varietà (ad es. Agave americana var. marginata) sono presenti delle spesse strisce gialle nella parte centrale o laterale della foglia.
Una pianta adulta raggiunge grosse dimensioni e può superare i 3,5 metri (11,5 ft) di diametro, con un'infiorescenza molto più alta ed eretta. Fiorisce ogni 20-30 anni, dopodiché la pianta muore. Per maggiori dettagli di coltivazione e sulla botanica dell'Agave americana Clicca Qua.

Agave americana
Agave americana canarie

Agave angustifolia : specie che, come suggerisce il nome, è caratterizzata dall'avere foglie strette, sottili ed erette. L'Agave angustifolia  var. marginata è particolarmente ornamentale.
L'A. angustifolia raggiunge buone dimensioni, anche se inferiori rispetto a quelle dell'A. americana.

Agave angustifolia

Agave antillarum : specie rara di cui ci sono poche informazioni. Tuttavia è una tra le Agavi più particolari, poiché le foglie non sono rigide ed assurgenti, bensì penduli, afflosciate e sembra che abbiano una consistenza tenera.
L'Agave antillarum sembra quasi una pianta d'appartamento, con foglie di color verde scuro intenso che, inizialmente, sono arrotolate, un po' come nella Dieffenbachia.

Agave antillarum

Agave attenuata : è una specie nativa del Jalisco, una regione del Messico centrale, ed è conosciuta anche col nome di "Foxtail", in quanto la sua fioritura, che non avviene prima dei 10 anni di età, ricorda la coda di una volpe. In effetti uno dei tratti distintivi è proprio la fioritura che, a differenza della maggior parte delle Agavi, è pendula e non eretta.
L'Agave attenuata è di medie dimensioni, con foglie lanceolate di color verde chiaro, quasi azzurro, lisce e lunghe mediamente 60 cm (23 inch).
Un'altra caratteristica atipica dell'Agave attenuata è l'assenza di spine sulle foglie, probabilmente si sono perse durante l'evoluzione, poiché nel suo habitat naturale cresce "aggrappata" alle pareti rocciose, dove non può essere raggiunta e predata dagli animali. Si sviluppa bene sia in pieno Sole, sia in zone più ombreggiate, ha una scarsa tolleranza al freddo e può resistere solo a lievissime gelate. L'A. attenuata può essere talvolta confusa con l'A. mitis.

Agave attenuata

Agave attenuata fiori

Agave "Blue Glow" o "Shaka Zulu" : Questa pianta è in realtà un ibrido sterile, ottenuto dall'incrocio tra Agave attenuata e Agave ocahui. Questa ibridazione ha permesso di ottenere un esemplare che avesse larghe foglie dal bel colore (come A. attenuata), ma una crescita ridotta e la presenza della spina all'apice delle foglie (come A. ocahui).

Agave Shaka Zulu

Agave bovicornuta : nativa delle zone montuose (e desertiche) delle regioni Chihuahua e Sonora, nel Messico Settentrionale. L'A. bovicornuta, diversamente da specie come l'A. stricta o l'A. striata che formano "gruppetti", cresce isolata e solitaria, in quanto non emette polloni, e da adulta può arrivare ad un diametro di 1,5 metri (60 inch). Le foglie dell'A. bovicornuta sono di color verde-giallognolo e con il margine bruno-rossastro, su cui è presente una dentellatura (spine) molto pronunciata.
Resiste ad una temperatura di qualche grado sottozero.

Agave bovicornuta



Agave cantala : originaria del Messico, ma molto comune in Asia, dalle Filippine sino all'India. Specie di dimensioni medio-grosse, che può raggiungere un'altezza di oltre 2 metri (6.5 ft).
Le foglie sono lunghe, piuttosto sottili ed erette, conferendo alla pianta un portamento snello e slanciato. Vive mediamente 20 anni.

Agave cantala

Agave celsii  (sinonimo di A. mitis) : pianta dotata di spine minute e foglie lisce, di color verde tenue, a forma ovale. La specie può presentare parti di foglia con tonalità giallognole, ma non a strisce lineari come abbiamo visto per altre specie. Il fiore dell'A. celsii è molto più compatto rispetto alle altre Agave.
Le foglie possono raggiungere una dimensione di circa 60 cm (24 inch).

Agave celsii

Agave difformis : specie di medio-piccole dimensioni, con foglie a portamento assurgente, di color verde oliva e con spine arcuate di color bianco. Le foglie non sono lineari ed hanno spesso un andamento a "zig zag" o contorto. L'A. difformis è filogeneticamente vicina all'A. lechuguilla.

Agave difformis

Agave filifera : specie nativa del Messico centro-meridionale, è di medio-piccole dimensioni e raramente supera i 50 cm (20 inch) di altezza. Le foglie sono affusolate, disposte in tutte le direzioni e di color verde scuro. Il tratto distintivo dell'Agave filifera è sicuramente il margine fogliare liscio, ma da cui dipartono lunghi e vistosi filamenti bianchi. Discretamente resistente al freddo.

Agave filifera

Agave ghiesbreghtii : specie di medie dimensioni, nativa del Guatemala. Le foglie sono fitte, lunghe circa 50 cm (20 in) ed hanno una forma lanceolata.
Il tratto distintivo è il colore delle foglie; esse sono verdi scuro, ma hanno anche tonalità violacee ed un margine bianco che fa un netto contrasto. L'infiorescenza non è ramificata e porta fiori verdastri, i quali compaiono solitamente in primavera. Scarsa resistenza al freddo.

Agave ghiesbreghtii

Agave guiengola : originaria di Oaxaca, cresce sugli aridi ed assolati pendii, dal livello del mare sino a circa 1000 m (3280 ft) di quota, in associazione con Cactus ed altre specie xerofile.
L'Agave guiengola presenta foglie spesse, larghe, di color verde chiaro con zone quasi bianche, a parte il margine che è finemente dentellato e marrone. Il portamento è abbastanza compatto.

Agave guiengola

Agave horrida :  possiede foglie lunghe sino a 60 cm (24 inch), di color verde scuro e dotate di spine laterali ravvicinate, che per forma ricordano i denti di uno squalo. Sebbene da giovani siano marroni, con l'età queste spine diventano bianche. La rosetta non è molto fitta e le foglie, dalla forma allungata, hanno un andamento ondulato e ricadente molto ornamentale.
L'Agave horrida può essere erroneamente scambiata per Agave obscura, tuttavia quest'ultima possiede spine nere (non bianco-grigiastro). In ambiente asciutto può tollerare temperature minime di circa -6° C (20° F).

Agave horrida

Agave karwinskii : di questa specie non ho trovato informazioni. Allego comunque la foto di riconoscimento.

Agave karwinskii

Agave lechuguilla : cresce unicamente nel deserto di Chihuahua, nel Nord del Messico, tollerando piuttosto bene il freddo. Produce un'infiorescenza non ramificata un'unica volta nella vita, che in media dura 15 anni.
Le foglie dell'Agave lechuguilla sono lunghe, turgide ed hanno la caratteristica di avere una striscia centrale di color giallo tenue, mentre il resto è verde chiaro.
L'A. lechuguilla ha un'elevata capacità pollonante, motivo per cui tende a crescere in gruppetti formati da molti individui.

Agave lechuguilla

Agave macroacantha : la rosetta è composta da numerose foglie grigio-bluastre, lunghe circa 35 cm (14 in), molto fitte e dalla forma "a spada". Sul margine fogliare sono presenti piccole spine brunastre, abbastanza distanziate tra loro, mentre la foglia termina con un grosso aculeo nero. L'Agave macroacantha cresce nei terreni aridi e sassosi del Tehuacan e della Oaxaca, nel Sud del Messico ed è poco tollerante al gelo. I fiori verdognoli-viola germogliano da rami laterali emessi da un'infiorescenza alta circa 2 metri (6,5 ft).

Agave macroacantha

Agave marmorata : dotata di foglie che, soprattutto se cresciute in pieno Sole, possono aver tonalità che ricordano il marmo. Esse sono contorte, di forma lanceolata, dal portamento aperto e prostrato. Le foglie dell'Agave marmorata, lunghe oltre 1 metro (40 inch), sono spesso ricurve ed hanno una forma ad "U", con margine irregolare. La differenza tra i vari cloni è accentuata, inoltre non è sempre facile riconoscere un clone, poiché le similitudini morfologiche possono non manifestarsi anche all'interno dello stesso clone, in quanto dipendono anche dalle condizioni di crescita (temperatura, suolo, esposizione, umidità, etc..).

Agave marmorata

Agave neomexicana : come suggerisce il nome è nativa del Nuovo Messico, negli Stati Uniti. E' indubbiamente una delle Agavi più resistenti al freddo e può sopportare temperature di -20° C (-4° F) senza subire danni. L' A. neomexicana, da adulta, non supera solitamente gli 80 cm (32 inch) di diametro. Le foglie sono color verde argento, con un aculeo terminale nero ed appuntito e sono disposte in maniera ordinata.

Agave neomexicana

Agave x nigra : ibrido probabilmente ottenuto dall'incrocio tra Agave victoriae-reginae e Agave asperrima (sinonimo Agave scabra). Le foglie sono a forma triangolare, dal portamento eretto (non ricadente), prive di dentellatura lungo i margini, ma con un lunga spina all'apice. La pianta ha una buona resistenza al freddo e può esser coltivata in molte zone d'Italia, anche quelle a microclima non particolarmente mite.

Agave nigra

Agave parryi : contiene al proprio interno più varietà, anche abbastanza diversificate, tuttavia la specie tipo si caratterizza per aver foglie grigio-azzurrognole con il margine (soprattutto in prossimità dell'estremità) di color violaceo. Le foglie più giovani tendono a rimanere unite, racchiudendo  l'apice vegetativo un po' come fosse un bocciolo di un fiore. L'habitat naturale dell'Agave parryi si estende dal Nord del Messico, sino al Sud degli Stati Uniti ed è perciò piuttosto rustica ed adattabile a climi diversi, compreso il freddo secco.

Agave parryi

Agave potatorum : nativa dei deserti messicani compresi tra le regioni di Oaxaca e Puebla. Vi è una notevole differenza varietale per quando riguarda lo sviluppo, tuttavia la specie si mantiene di piccole dimensioni, indicativamente tra 20 e 90 cm (8-35 inch) di diametro. Le foglie sono di color argento e si distinguono per le vistose (ed articolate) spine ricurve sulla superficie laterale delle foglie, al cui apice ve ne è una ancora più grossa.

Agave potatorum

Agave salmiana var. ferox : è una pianta di grosse dimensioni, nativa del Messico meridionale, ma naturalizzata in alcuni stati dell'Africa. Abbastanza simile all'A.americana, sia come dimensioni che come portamento, l'Agave salmiana si distingue per aver foglie rigide con una base ben più larga e di color verde scuro-grigiastro.
L'A. salmiana varietà ferox si differenzia dalla specie tipo per aver spine più lunghe ed appuntite e foglie ancora più ampie e turgide.
L'A. salmiana var. ferox  è, dopo l'A. americana, la specie più diffusa in Italia; grossi esemplari sono presenti in Liguria, ma anche in zone meno miti, come a Locarno, sulle sponde Svizzere del Lago Maggiore.

Agave salmiana var. ferox

Agave salmiana

Agave schottii : specie di piccole dimensioni, la cui origine geografica è l'Arizona, nel Sud degli Stati Uniti, dove cresce spontanea su pendii rocciosi, spesso esposti a Nord, o nelle aride praterie.
Le sottili foglie sono flessibili e si confondono con la vegetazione, potendo ricordare dei ciuffi d'erba. L'A. schottii ha un portamento che assomiglia più ad una Yucca che ad un'Agave.
La specie produce piccoli fiori gialli, disposti su un'infiorescenza lunga mediamente 1,5 m (5 ft), che emanano una dolce fragranza. Dai tessuti dell'A. schottii si possono estrarre le saponine, molecole che la pianta usa per difesa e che l'uomo ha imparato ad utilizzare per la produzione di saponi con cui lavare i vestiti. Resiste abbastanza bene al clima freddo.

Agave schottii

Agave sebastiana : originaria delle isole al largo della Bassa California (Isola di Benito, Guadalupe etc.). La specie è di medie dimensioni e si riconosce per il portamento elegante, in cui le foglie sono disposte ordinatamente a raggiera, con quelle più centrali che "racchiudono" l'apice vegetativo, dando l'impressione che sia un fiore di carciofo o una cipolla. Le foglie sono verdi-azzurre, un colore simile a quelle dell'A. attenuata.
L'A. sebastiana è una specie strettamente correlata all'Agave shawii e condivide con essa molti aspetti morfologici.

Agave sebastiana

Agave sisalana : pianta originaria della regione Chiapas, nel Sud del Messico. E' nota e coltivata prevalentemente per le sue foglie, dalle quali si ricava la "Sisal", una fibra tessile utilizzata come cordame, per fare tappeti o rafforzare utensili.
L'Agave sisalana assomiglia all'Agave lechuguilla, sebbene la striatura centrale sia più larga e le foglie siano più erette e concentrate nella parte centrale della pianta. L'A. sisalana può resistere senza grossi danni fino a temperature di circa -3° C (27° F).

Agave sisalana

Agave striata : Questa specie, nativa del Nord-Est del Messico, si discosta nettamente dalle "classiche" Agavi. La rosetta è infatti composta da centinaia (non decine) di foglie, molto lunghe e strette, che puntano in ogni direzione ed hanno la tendenza a piegarsi. Le sottili foglie dell'Agave striata sono lunghe circa 60 cm (24 inch), ma larghe appena 1 cm (0.4 inch). Esse sono di color verde-grigio e terminano con una spina marrone, dall'apice nero. In condizioni di freddo o di forte stress idrico le foglie possono assumere tonalità violacee. Questa pianta, in natura, tende a formare fitte colonie.

Agave striata

Agave stricta : Simile all'A. striata, rimane però più compatta, non supera i 50 cm (20 inch) ed è formata da un maggior numero di foglie, che anche qui, in seguito a stress, possono assumere tonalità tendenti al viola. Le foglie hanno una crescita eretta, assurgente e sono molto folte, dando alla pianta un aspetto di "Riccio". I fiori dell'Agave stricta hanno un atipico color rosso-porpora.

Agave stricta

Fiore Agave stricta

Agave titanota : pianta di medie dimensioni che presenta un limitato numero di foglie. Queste sono di color verde chiaro, dal margine bianco ed hanno spine laterali ricurve, con quella terminale molto appuntita. L'infiorescenza è molto densa, con fiori gialli e raggiunge i 3 metri (10 ft) di altezza.

Agave titanota

Agave titanota

Agave triangularis : specie di medio-piccole dimensioni, con foglie a forma di "pugnale" che terminano con un'aculeo molto appuntito. Cresce su terreni aridi e calcarei, sopportando temperature di un paio di gradi sotto zero. Secondo alcuni è una sottospecie : Agave horrida var. triangularis.

Agave triangularis

Agave victoriae-reginae : nota anche come Royal Agave (in onore della Regina Vittoria), è endemica delle Montagne della Sierra Madre, nella regione Cohauila, nel Messico settentrionale, dove cresce sugli aridi pendii, a volte addirittura sulle pareti dei dirupi.
L'Agave victoriae-reginae si riconoscere per il portamento estremamente compatto e per le striature bianche presenti sulle corte foglie, le quali hanno forme quasi geometriche.
La A. victoriae-reginae, date le piccole dimensioni, è usata anche coma pianta da appartamento, tuttavia resiste a temperature di circa -10° C (14° F) ed è perciò piantata come ornamentale anche in zone non propriamente miti.

Agave victoriae-reginae

Agave weberi : specie nativa del Tamaulipas, nel Messico settentrionale, ma naturalizzata anche in Texas. Cresce in terreni sabbiosi, insieme a piccoli arbusti. L'Agave weberi è di medie dimensioni, con un fogliame che, sia per colore che per forma/grandezza, assomiglia a quello dell'A. attenuata.
Le foglie sono lisce, non turgide e presentano un'unica spina terminale, mentre sono assenti nei margini. Il portamento della chioma è tondeggiante, con egual larghezza ed altezza, approssimativamente entrambe di 150 cm (5 ft). La specie ha discreta resistenza al freddo e potrebbe sopravvivere a picchi di -8° C (17 ° F).

Agave weberi

Spero che questa descrizione delle diverse specie di Agave possa fungere da database ed aiutarvi a creare una vostra collezione o a riconoscerle quando le incontrerete, magari durante un bel viaggio nella natura Messicana.

domenica 20 agosto 2017

Cos'è la Sagrada Familia? Com'è all'Interno? - con Foto e Descrizione

Il simbolo di Barcellona, e forse di tutta la Spagna, è senz'ombra di dubbio la Sagrada Familia, l'opera più maestosa dell'Architetto catalano Antoni Gaudí.
Qualcuno di voi si starà chiedendo perché su un sito naturalistico ci finisca un articolo di Arte. 
Bhò, forse perché la Sagrada Familia è un monumento mozzafiato o forse proprio perchè Gaudí era (giustamente) convinto che la Natura fosse la migliore artista e che l'uomo potesse solo tentare di imitarla. In effetti Gaudì, in tutte le sue costruzioni, adotta stratagemmi presi "dal Mondo vivente" per modulare la luminosità, il ricircolo d'aria e per ottimizzare gli spazi.
Ma andiamo con ordine.

Sagrada Familia
Esterno Sagrada Familia
Vita ed Educazione :

Antoni Gaudí nasce il 25 Giugno 1852 a Reus, un comune della provincia di Tarragona, a Sud di Barcellona. Sin da piccolo, nella bottega di calderaio del padre, Gaudì imparò a lavorare con forme e volumi, ma fu nella masseria di Riudoms che iniziò ad immaginare la natura (rocce, animali, piante etc.) come modello di scultura.
Si laureò in architettura nel 1878, sebbene collaborasse con noti architetti ed ingegneri ben prima di terminare gli studi.
Gaudì non si sposò mai e non ebbe figli, si prendeva però cura dell'anziano padre (che morì a 93 anni) e di una nipote orfana e malata.

Nel 1883, alla tenerà età di 31 anni, gli venne affidato l'arduo incarico di costruire la Sagrada Familia, un progetto ambizioso a cui Gaudì dedicò l'intera vita. Ben conscio del fatto che non ne avrebbe mai visto la conclusione, Gaudì pianificò dettagliatamente plastici e disegni, affinché qualcun altro potesse concluderla secondo le sue idee, dopo la sua morte.

Gaudì era un devoto Cristiano, andava a messa tutti i giorni e conduceva una vita austera e priva di vizi. Dal 1912 sino al 1925 visse da solo nella casa di Park Güell, mentre nell'ultimo anno della sua vita dimorò addirittura all'interno della Sagrada Familia.
Gaudì morì il 10 Giugno 1926, tre giorni dopo essere stato investito da un Tram. I soccorritori non lo riconobbero subito e, vendendolo vestito da povero, lo scambiarono per un barbone e lo trasferirono all'ospedale Santa Croce, un ospedale  di beneficenza Cristiana. Morì da povero, in un ospedale per poveri. Si avverò così il suo desiderio, più volte aveva espresso in vita, cioè di stare accanto "agli ultimi", sino alla fine.
Al funerale di Gaudì, nominato "l'Architetto di Dio", parteciparono migliaia di persone, sia civili, sia rappresentati delle autorità. Fu sepolto nella Cripta della Sagrada Familia, dove tutt'oggi rimane.


Premessa :

La Sagrada Familia è una chiesa consacrata il 7 Novembre del 2010, da Papa Benedetto XVI ed è facilmente raggiungibile con la metro, sia la linea Viola che quella Blu hanno la fermata "Sagrada Familia". Appena uscirete sarete ai piedi di questa basilica.
L'opera, non ancora conclusa, è interamente finanziata con donazioni private e coi ricavati dei biglietti, i quali si acquistano unicamente online (ad esempio qui), ad un prezzo medio di circa 20 Euro. Consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida, disponibile in diverse lingue, tra cui l'italiano. La visita di questa cattedrale dura circa 2 ore, ma i più curiosi ed attenti ai dettagli ne impiegheranno anche oltre 3 per scrutare ogni suo angolo. Non a caso è il monumento più visitato non solo di Barcellona, ma dell'intera Spagna.


Com'è Fatta Esternamente la Sagrada Familia ?

Come facilmente intuibile, la "Sacra Famiglia" è dedicata a Gesù, Maria e Giuseppe. A lavori ultimati (si stima per il 2026, centenario della morte di Gaudì), la Sagrada Familia sarà composta da 18 torri, 12 dedicate agli altrettanti apostoli, 4 torri dedicate agli evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), 1 torre alla Vergine Maria e l'ultima, alta ben 172,5 m (566 ft), dedicata a Gesù Cristo.
Il punto più alto della chiesa, ovvero la "Torre di Gesù", è di poco inferiore alla vetta del Montjuïc, la collina che si innalza nella parte Sud della città di Barcellona. Questo dettaglio fu voluto da Gaudì, in quanto l'opera umana (Sagrada Familia) doveva essere sempre inferiore all'opera divina (Montjuïc).

Nella Sagrada Familia sono presenti 3 facciate : la Natività, la Passione e la Gloria. Quest'ultima, che rappresenta l'ingresso alla navata principale, non è ancora finita e rappresenterà l'ascesa di Gesù verso Dio.

La Natività, la facciata dalla quale ha accesso il pubblico, mostra la nascita di Gesù ed è suddivisa in tre parti : il portico della Carità (il più grande, centrale e rappresentante Gesù), il portico della Fede (la Madonna) e il portico della Speranza (San Giuseppe).
I tre portali sono separati da due colonne, alla base delle quali sono scolpite due tartarughe, una con le pinne ed una con le zampe, in quanto le colonne sono orientate verso il mare o l'entroterra, rispettivamente.
Non mi soffermerò sui dettagli, non sono un critico d'arte, dico solo che questa facciata è ricchissima di dettagli, sembra quasi un "Castello di Sabbia" adornato da angeli, figure sacre, animali e piante.

Portale della Natività Sagrada Familia

Facciata della Natività Sagrada Familia

Esattamente sul lato opposto troviamo la facciata della Passione. Essa è indubbiamente più cupa e malinconica e trasmette quel senso di angoscia/dolore, tipico della Crocifissione di Cristo.
La facciata è sostenuta da sei pilastri obliqui che ricordano i tendini dei muscoli, su di essa poggia un frontone a forma piramidale formato da 18 colonne a forma di osso, che vogliono rappresentare le costole umane.
Posto sopra tutte le altre statue, troviamo Gesù Crocifisso, ma la croce è inclinata e rivolta verso terra, in modo tale da fornire una visione quasi frontale da chi la guarda dal basso.
Questa facciata, rispetto a quella della natività, è meno decorativa e più austera. Lo stesso Gaudì affermò di voler trasmettere un senso di paura e far capire quanto sia stata cruenta la morte del Figlio di Dio.

Facciata della Passione Sagrada Familia

Facciata della Passione Sagrada Familia


Com'è Fatta Internamente la Sagrada Familia ?

L'esterno, sebbene da lontano non si possano osservare i dettagli, è visibile anche dal parco e dalle strade adiacenti al tempio. Per vedere l'interno dovrete necessariamente pagare il prezzo del biglietto, ma vi assicuro che quei soldi saranno pienamente ripagati da ciò che vedrete.

L'interno è imponente e solenne, con un'illuminazione perfetta, grazie ai fini studi di Gaudì. I pilastri di sostegno, costruiti in materiali diversi (Porfido, Granito etc..), hanno una forma molto armoniosa; nella parte bassa assomigliano a delle normali colonne, ma salendo di dividono, dando l'impressione che siano delle ramificazioni di un albero. Anche qui un forte richiamo alla natura.
Un'altra cosa che lascia a bocca aperta sono le vetrate, con colori più freddi (blu-azzurro) nella parte rivolta verso Est, ovvero dove arrivano i raggi di Sole dell'alba e più caldi (rosso-giallo) in quella rivolta verso Ovest, dove tramonta il Sole.
Difficilmente un'immagine riesce  a trasmettere ciò che si prova all'interno, ma vi assicuro che quelle vetrate sono state progettate per creare un ambiente mistico, in cui le diverse luci si intrecciano alla perfezione.
All'interno della Sagrada Familia sono presenti anche delle scale a chiocciola che permettono di salire nel luogo dedicato ai coristi, tuttavia questa zona non è di norma accessibile.
Nella parte laterale è presente un museo che narra la storia della basilica, dalla posa della prima pietra sino ai giorni nostri.

Sotto la basilica è costruita una cripta, una piccola chiesa che contiene anche la tomba di Antoni Gaiudì. Questa zona è visitabile senza biglietto ed il suo accesso è indipendente da quello della Sagrada.

Colonne Interne Sagrada Familia

Facciata Interna Sagrada Familia

Sculture Interne Sagrada Familia

Interno Sagrada Familia

Soffitto Interno Sagrada Familia

Vetrate Sagrada Familia

martedì 8 agosto 2017

Come Coltivare l'Aloe vera in Italia ? Dove Cresce ? Come si Riconosce ?

L'Aloe vera è una pianta succulenta che, per via delle sue proprietà curative, è conosciuta anche da coloro che non hanno un pollice verde particolarmente "green".
Già l'etimologia del suffisso "vera", suggerisce la difficoltà nel riconoscerla tra l'enormità di Aloe presenti.
In effetti l'Aloe "vera" è una sola, anche se spesso ci viene venduta un'Aloe "finta", ovvero una specie simile che, per i profani, è indistinguibile. 

Nelle prossime righe cercheremo di capire com'è fatta l'Aloe vera, da dove proviene e quali siano i limiti climatici per la sua coltivazione.

Pianta di Aloe vera


Origine, Distribuzione Naturale e Diffusione :

L'Aloe vera, nota anche con alcuni sinonimi : Aloe barbadensis, Aloe perfoliata, Aloe indica, Aloe vulgaris, è una pianta grassa conosciuta sin da tempi remoti per le sue proprietà medicinali, se ne trovano infatti riferimenti nei manoscritti risalenti all'epoca Egizia o all'impero Greco e Romano. L'A. vera trova svariate citazioni anche nel sacro libro della Bibbia.

L'esatto luogo di provenienza della specie è tuttora incerto poiché, già migliaia di anni fa, era coltivata ed esportata all'infuori del proprio areale d'origine.
Si pensa che l'Aloe vera sia genericamente nativa del Nord Africa (Egitto, Sudan, Arabia Saudita e Yemen), sebbene oggigiorno sia naturalizzata anche più ad Ovest, in stati quali Marocco, Mauritania e nelle isole vulcaniche dell'Atlantico (Capo Verde, Canarie e Madeira).
Tutte queste zone sono accomunate da un clima arido, assolato e mite, che rappresenta l'habitat ideale della specie.

Ai nostri giorni, dato l'enorme valore commerciale, l'Aloe vera è diffusa anche in altri continenti : negli Stati Uniti (Texas, California e Florida), così come in Australia, Messico, Spagna ed ultimamente si sono fatti impianti anche nelle zone più miti del Sud Italia (Sardegna, Sicilia, Calabria).


Come Riconoscere l'Aloe vera Rispetto alle Altre Specie di Aloe ?

Il genere Aloe è composto da circa 600 specie, alcune delle quali sono visivamente molto simili tra loro, perciò non è sempre facile capire quale Aloe abbiamo tra le mani.

Per distinguere la "vera" Aloe vera dalle altre dovremo basarci sui tratti peculiari (anche se a volte non unici), considerandone più di uno; di seguito eccone qualcuno :

  • L'Aloe vera non ha mai tronchi o ramificazioni (come invece ha l'Aloe arborescens) e, soprattutto, si sorregge da sola. Se il portamento è strisciante e ricadente, probabilmente vi hanno rifilato un'Aloe ciliaris o un'A. arborescens.
  • Le foglie hanno poche (e rade) lenticelle o macchioline, non onnipresenti come invece avviene nell'Aloe saponaria. Tuttavia in qualche varietà si può essere tratti in inganno, poiché ci potrebbe essere qualche lenticella biancastra in più, in particolar modo nella parte inferiore. 
  • I "dentini" che formano il margine seghettato della foglia, sono abbastanza accentuati e presenti solo sul perimetro fogliare e mai all'interno, come invece succede nella Aloe aculeata, Aloe humilisAloe ferox.
  • Le nuove foglie sono di color verde argento, ma quelle più vecchie assumono una colorazione rossastra/marroncina, più pronunciata verso l'estremità. 
  • Le foglie sono messe a "rosetta" e disposte a 360°, non a "ventaglio verticale" come nell'Aloe plicatilis.
  • Sebbene in vaso (ed in casa) è difficile che fiorisca, i fiori dell'Aloe vera sono gialli e non rossi-arancioni come nella maggior parte delle altre Aloe.

Spesso l'Aloe arborescens viene confusa e venduta per Aloe vera, ricordatevi che la prima ha foglie più strette e corte, il margine seghettato meno pronunciato ed una leggera curvatura ad "U" delle foglie; inoltre l'Aloe vera ha un portamento più compatto ed un aspetto più "massiccio".
Talvolta anche l'Aloe ciliaris può esser spacciata per "vera", tuttavia la si riconosce per il portamento pendulo e gli internodi (spazio tra foglia e foglia) ampi.

La situazione si complica con gli ibridi che, ovviamente, prendono un po' delle caratteristiche da ognuno dei genitori. Esiste infatti un ibrido di Aloe vera arborescens.

Di seguito vedrete foto di Aloe arborescens, Aloe saponaria e Aloe vera, affinché possiate notare le differenze morfologiche descritte poco sopra.

Aloe arborescens
Aloe saponaria

Foglia e "Denti" di Aloe vera
Aloe vera in vaso


Coltivazione, Clima, Esposizione, Cure, Potature :

Per prima cosa ricordiamoci che l'Aloe è una pianta succulenta e deve perciò essere trattata alla stregua di altre piante grasse come le Cactacee. Detto questo è una coltura abbastanza semplice, anche per i principianti ed i poco attenti.

Se la si volesse coltivare in Italia, all'esterno ed in piena terra, è bene sapere che l'Aloe vera ha una scarsa resistenza al freddo, decisamente inferiore a quella di altre succulente come l'Agave.
Idealmente la si dovrebbe coltivare in zone esenti da gelo, tuttavia, in condizioni secche, potrebbe tollerare con pochi danni qualche ora ad una temperatura di poco inferiore agli 0° C (32° F).
Quindi, in zone con effimere gelate, se ne potrebbe tentare la coltivazione amatoriale all'aperto, anche perché, date le ridotte dimensioni della specie, sarebbe piuttosto facile costruire delle buone protezioni invernali.

L'esposizione al Sole è materia controversa, su isole assolate come Fuerteventura o Lanzarote, l'Aloe vera viene cresciuta in pieno Sole, condizione che favorisce la fioritura. Ciononostante la specie si sviluppa bene anche in condizioni di mezz'ombra e le foglie, specialmente per piante in vaso, tendono ad essere più carnose e verdi.
Detto questo non preoccupatevi se alcune foglie delle vostre Aloe vera diventano marroni, con molto Sole è una risposta fisiologica e senza conseguenze.
Tollera piuttosto bene anche l'aria salmastra tipica delle località di mare e resiste, senza trattamenti, alla maggior parte dei patogeni.

Allo stato selvatico questa specie cresce in suoli aridi e poveri, si accontenta dunque di quasi tutti i terreni a patto che siano ben drenanti. Le concimazioni sono di norma superflue.

Essendo un pianta grassa l'Aloe richiede poca acqua e può sopportare lunghi periodi di siccità senza particolari danni.
Le innaffiature vanno effettuate in estate, bagnando il terreno (e non le foglie) solo quando esso sarà completamente asciutto. In inverno, anche per via delle temperature più basse, il fabbisogno idrico diminuisce e sarà sufficiente l'umidità atmosferica. Qualora la si coltivasse in vaso basterà nebulizzare il terreno, invece che bagnarlo completamente.

La specie non richiede potature od accorgimenti particolari, semmai la rimozione delle foglie avviene per il loro utilizzo, più che per dare forma alla pianta. In questo caso si prelevano le foglie alla base della pianta, lasciando sviluppare quelle all'apice.

Infiorescenze Aloe vera

Foglie Giovani Aloe vera

E' Possibile Crescere l'Aloe vera all'Interno di Casa ?

Dato che questa Aloe, in Italia, si può coltivare all'aperto davvero in poche zone, l'unica alternativa è ripararla al chiuso durante l'inverno.
Affinché questo sia possibile occorrono due fattori : che la pianta cresca bene in vaso e, a meno che non si disponga di una serra/veranda, che sopporti il clima "d'appartamento".

Fortunatamente l'Aloe vera è rustica, con uno sviluppo radicale contenuto che le consente la crescita anche in vasi relativamente piccoli e, tutto sommato, è abbastanza adatta al clima secco di una casa.
Tuttavia converrà adottare qualche suggerimento:

  1. Evitare luoghi ombreggiati, prediligendo finestre esposte a Sud o zone luminose
  2. Non posizionare il vaso sopra termosifoni, stufe o altre fonti di calore
  3. Possibilmente tenerla nel luogo più fresco (ad esempio non nel locale in cui accendete il camino)
  4. Evitare zone di passaggio tra interno/esterno, ad esempio vicino alla porta di entrata, dove ci possono esser notevoli sbalzi termici
  5. Se l'ambiente fosse particolarmente secco nebulizzare occasionalmente le foglie

In queste condizioni la pianta sopravviverà, ma difficilmente fiorirà e rimarrà di dimensioni minori.


Botanica e Fisiologia :

L'Aloe vera (sin. Aloe barbadensis ) è una pianta succulenta tropicale che appartiene alla famiglia delle Xanthorrhoeaceae (Aloeaceae secondo altre classificazioni) ed è una lontana partente dell'Asparago.
Il nome del genere, Aloe, deriva dall'arabo "Alloeh" che significa : "Sostanza luccicante amara", probabilmente in riferimento alla sua linfa.

Fioritura Aloe veraL'Aloe vera, per essere una pianta grassa, ha una crescita moderatamente veloce ed una singola pianta raggiunge, da adulta, un'altezza di circa 80 cm (32 in) ed una larghezza di 100 cm (40 in). Tuttavia la larghezza può essere superiore, poiché la specie ha la tendenza ad emettere polloni (piante figlie) dalle radici.
I fiori sbocciano su spighe lunghe sino ad oltre 1 m (40 in), che si biforcano e diramano, innalzandosi ben al di sopra del livello delle foglie. L'infiorescenza, che spunta dal centro della pianta, è un racemo i cui fiori "maturi" sono di color giallo, lunghi circa 3 cm (1.2 in), penduli e rivolti verso il basso. In alcune selezioni i fiori possono avere tonalità arancioni.
In zone subtropicali la fioritura avviene in estate, alle Canarie fiorisce tra Giugno ed Agosto. In aree più tropicali piante differenti possono avere fioriture sfalsate, in periodi diversi dell'anno. La specie è autosterile, motivo per cui, per ottenere frutti, ci devono essere più piante in grado di impollinarsi.
Il frutto, a maturità verde scuro, è una capsula che si apre verticalmente e contiene numerosi piccoli semi, appiattiti e di color grigio-marrone.

Contrariamente a quanto si possa pensare, le radici dell'Aloe vera non occupano un gran volume, hanno uno sviluppo prevalentemente orizzontale e rimangono superficiali.

Ma veniamo alla parte più interessante: le foglie. Esse sono verdi-argento, lunghe circa 50 cm (20 in), quelle più giovani spuntano dalla parte centrale e sono disposte "a ciuffo", mentre le più vecchie si piegano sotto il loro peso, diventando parallele al suolo. Sul margine fogliare sono presenti delle spine che per forma ricordano i "denti di squalo".
Sono foglie carnose, con cuticola inspessita, al cui interno è presente molta acqua, un adattamento xerofitico per combattere la siccità.

La specie ha una vita media di 12-15 anni e ne impiega circa 3-4 prima di raggiungere la maturità e fiorire.

Cosa Contengono le Foglie di Aloe ?

Basta incidere una foglia per notare che al proprio interno è presente una sostanza gelatinosa dal sapore molto amaro, dalla quale si ricava il famoso "Succo di Aloe".
Il gel di Aloe, che al naturale è esclusivamente ad uso topico (esterno), velocizza il processo di cicatrizzazione ed è molto efficace nell'alleviare bruciori dovuti ad abrasioni ed ustioni (comprese quelle da troppo Sole), ma è anche utile per combattere malattie della pelle quali Psoriasi, Acne o Eczemi.
Personalmente ho trovato la sua applicazione cutanea di enorme beneficio contro le scottature del "primo giorno di spiaggia".
E' importante che il gel sia utilizzato subito dopo averlo estratto, spalmandolo direttamente sulla zona interessata. Ad uso industriale le foglie vengono raccolte, tagliate e portate velocemente al posto di lavorazione, dove il loro contenuto (gel-linfa) viene stabilizzato.

Questo gel contiene l'Oleina, un principio attivo irritante per la mucosa dell'intestino, che può causare effetti lassativi. Perciò, al fine di poter produrre il Succo di Aloe (o qualsiasi altro derivato che venga ingerito), l'Oleina deve essere chimicamente neutralizzata.
Questa "bevanda a base di Aloe" ha proprietà antibatteriche-antivirali, antiossidanti e rinforza il sistema immunitario (macrofagi etc.).

Per ottenere il massimo dal Gel di Aloe si devono raccogliere le foglie più vecchie (ma non rinsecchite), da piante adulte.

Gel di Aloe vera foglia tagliata

Come Propagare l'Aloe vera ?

La specie ha un'elevata attitudine ad emettere polloni, lateralmente rispetto alla pianta madre. Il metodo più semplice per riprodurla è rimuovere un pollone basale, farlo asciugare un paio di giorni all'aria, piantarlo in un substrato fresco ed arieggiato (es. Sabbia), tenuto leggermente umido ed in posizione ombreggiata, aspettando la radicazione.
Talvolta il pollone è particolarmente ancorato e si dovrà forzare per rimuoverlo, in questo caso potrebbe avere già un apparato radicale autonomo.
L'Aloe vera si può moltiplicare anche partendo da seme, in questo caso conviene seminare in primavera, con temperature di almeno 20° C (68° F), utilizzando semi maturi (se sono chiari, bianchi o sbiaditi probabilmente sono stati raccolti prematuramente). La germinazione dovrebbe avvenire nel giro di 3-4 settimane.

Ovviamente non tutti hanno a disposizione dei semi o un'Aloe "matura" con relativi polloni; ma non temete, anche qui c'è una soluzione.
La specie si può riprodurre per talea, rimuovendo con un coltello affilato un'intera foglia (meglio se un nuovo germoglio) ed interrandola in torba-sabbia ad una profondità di circa 10 cm (4 in), mantenendo la parte tagliata rivolta versa il basso.
Lasciare il vaso in una zona fresca (non fredda), luminosa (non assolata) e mantenere il terreno umido (non zuppo).

Vecchia Aloe vera con Polloni


Tutto sommato coltivare una pianta di Aloe non è poi così difficile e, anche se non vivete in una zona d'Italia a clima mite, potrete coltivarla in vaso con successo, tenendola in casa in inverno o anche tutto l'anno, come fosse una pianta d'appartamento.
Insomma sia che abitiate a Milano, Roma, Napoli o Palermo non avrete più scuse per non averne un esemplare sul davanzale, anche perché si può comprare ovunque (supermercati, mercati, vivai) al costo di pochi euro.

Vi saluto con le ultime 3 foto, le prime due sono state fatte alle Canarie, l'ultima nel Nord Italia, da una pianta coltivata in vaso e riparata in casa in inverno.

Aloe vera in terra Canarie

Fiore Aloe vera

Aloe vera in Vaso Nord Italia