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giovedì 26 gennaio 2017

Dieffenbachia, una Pianta da Appartamento dalle Grandi Foglie Variegate

Forse il genere di piante Dieffenbachia non vi dirà molto, eppure sono convinto che tutti voi, pur ignorando il loro nome, avete ben presente quali siano. Esse sono infatti largamente utilizzate come piante d'appartamento che, grazie alle loro foglie grandi e variegate di bianco, abbelliscono gli interni di case ed uffici.

Da dove provengono le Dieffenbachia? Come si coltivano? Cosa fare per aver foglie sane? Quando annaffiarle? Quali problemi possono avere e quali sono i rimedi?

Diverse specie di DieffenbachiaPremessa:

Con il nome Dieffenbachia ci riferiamo ad un genere che comprende una settantina di specie diverse, ognuna delle quali con caratteri distintivi e specifici. Tuttavia, appartenendo allo stesso genere, tutte le Dieffenbachia hanno degli aspetti comuni che cercherò di illustrare nelle prossime righe.
Tratterò anche alcune (poche) differenze che ci sono tra diverse specie ma, nel complesso, farò un discorso generico, applicabile a più o meno tutte le specie di Dieffenbachia o almeno a quelle maggiormente diffuse nelle nostre abitazioni.


Origine e Diffusione :

Le Dieffenbachia, note nei paesi anglosassoni anche col nome di "Dumb Cane", sono native del centro e Sud America, dal Messico e Caraibi, sino al Sud del Brasile.
Sebbene nelle zone d'origine crescano nelle foreste pluviali, come piante da sottobosco, le Dieffenbachia hanno un'elevata tolleranza al clima che si può creare all'interno di una casa; oggigiorno sono infatti diffuse in tutto il mondo come piante ornamentali d'appartamento.
Nelle zone tropicali si possono coltivare all'aperto ed alcune specie possono diventare decisamente più alte di quanto siamo soliti vederle nei vasi.
La specie più diffusa e commercializzata è la Dieffenbachia seguine, originaria delle isole bagnate dal mar dei Caraibi, come Portorico.
Il nome del genere fu dato in onore del naturalista tedesco Johann Karl Ernst Dieffenbach, vissuto ad inizio '800.


Botanica e Fisiologia :

Le Dieffenbachia, a volte abbreviate semplicemente a "Dieff", sono piante perenni sempreverdi appartenenti alla famiglia delle Araceae. Tutte le specie sono caratterizzate da un fusto erbaceo, carnoso ed eretto, dal quale dipartono foglie ovoidali molto grandi, di diverse tonalità di verde (a seconda della specie) e molto appariscenti.
Tuttavia la particolarità di queste foglie è quella di non avere un colore uniforme, nella parte centrale sono infatti presenti "macchie" di tonalità verde chiaro, quasi bianco.
Queste "sfumature" possono essere disposte a macchia di leopardo (quasi fossero "lentiggini" su di un viso), come ad esempio nella specie Dieffenbachia amoena, oppure distribuite più uniformemente, facendo sembrare la foglia "albina", ad esempio nella Dieffenbachia camille.
Sebbene molto diffusa tra le varie specie, questa screziatura può essere assente (o marginale) in alcune piante. Dieffenbachia oerstedii ha infatti foglie enormi (più grosse delle altre specie) che, a parte una profonda nervatura centrale di colore bianco, sono uniformemente verde scuro.
Le foglie sono dotate di un lungo picciolo, il quale le avvolge (e protegge) fino a quando sono completamente sviluppate.
In molte specie il fusto è corto, quasi nascosto dal fogliame, ma in altre, soprattutto se coltivate in piena terra, può raggiungere dimensioni ragguardevoli.

Le infiorescenze compaiono all'apice vegetativo, circondate dalle foglie; tuttavia questi fiori, piccoli e bianco-verdognoli, sono poco appariscenti e la fioritura, che tra l'altro è molto rara in piante coltivate in appartamento ed in vaso, non è di certo il punto forte delle Dieffenbachia.

Queste piante sono velenose e dovrebbero esser tenute lontane da bambini ed animali domestici. A dir il vero la pianta in sé non è che lo sia e toccandola solo non ci sono certamente problemi; tuttavia, qualora si danneggiasse o si intagliasse una foglia, la pianta potrebbe perdere della linfa.
La linfa delle Dieffs è tossica ed irritante per la pelle, inoltre, se ingerita, può intorpidire le corde vocali e rendere addirittura muti per un paio di settimane.

Foglie Dieffenbachia

Tronco Dieffenbachia



Coltivazione, Clima e Cure :

Le Dieffenbachia hanno come habitat naturale il sottobosco delle piovose foreste tropicaliDieffenbachia amoenaDieffenbachia maculata, così come le altre specie maggiormente coltivate come piante da interni, hanno una scarsa resistenza al freddo e si dovrebbero evitare prolungate esposizioni a temperature inferiori ai 10° C (50° F), che bloccherebbero la crescita, portando al deperimento.
Lo sviluppo ottimale si ha con un range di temperatura compreso tra 18° e 23° C (65-75° F), più ci allontaniamo da queste temperature e più la crescita rallenta. Le soglie, oltre le quali si ha la rapida morte della pianta, sono temperature minime inferiori a 5° C (41° F) e temperature massime superiori ai 35° C (95° F).
Essendo piante da sottobosco non tollerano il pieno Sole che, anzi, causa bruciature alle foglie. L'esposizione ideale è un luogo luminoso, ma senza Sole diretto, se non nelle ore prossime all'alba o al tramonto.
Le innaffiature dovranno essere frequenti ed il terreno dovrà rimanere umido per mantenere le foglie turgide e lucenti. Sebbene possano  sopportare (per brevi periodi) un terreno asciutto, questo potrebbe causare il raggrinzimento e/o l'afflosciamento delle foglie.
Queste piante non sono esigenti in quanto a terreno e possono crescere su tutti i tipi, ciò nonostante è meglio evitare quelli sabbiosi e prediligere miscele di terriccio e perlite.
Le concimazioni, se le piante sono coltivate in un buon terriccio, non sono strettamente necessarie. Se si volesse concimare conviene farlo nei mesi di maggiore crescita (da Aprile ad Ottobre), con concimi liquidi; questo aumenterà la velocità di crescita (comunque già di per sé buona), ma attenti a non esagerare, un'iper-concimazioni potrebbe arrecare danni alle foglie e limitare lo sviluppo.
Come detto in precedenza, le Dieffenbachia crescono molto bene in vaso e si adattano alle condizioni climatiche di un ambiente interno (poca umidità ed escursione termica).
Sebbene possano vivere per anni in vasi relativamente piccoli, sarebbe meglio rinvasare ogni paio di anni, in vasi via via più capienti. Quando il vaso diventa sproporzionatamente piccolo, la crescita si arresta e, estraendo la pianta dal vaso, noteremmo un groviglio di radici, con poca terra a loro disposizione. Idealmente sarebbe meglio rinvasare, prima che questo accada e ricordatevi di rinvasare in vasi leggermente più grossi frequentemente, piuttosto che ogni 6 anni da un vaso piccolo, direttamente in uno enorme.

Apice vegetativo Dieffenbachia amoena


Malattie, Danni, Conseguenze; Cause e Rimedi :

  • Foglie gialle e appassite: Ristagno d'acqua, terreno non drenante, basse temperature. Conviene ridurre le innaffiature, sostituire il terreno e/o posizionare la pianta in un luogo più mite, lontano da spifferi e correnti d'aria.
  • Foglie bruciate e marroni (specie sui bordi): la pianta ha preso troppo Sole, spostare il vaso in una zona più ombrosa, ad esempio in un balcone esposto a Nord, invece che a Sud.
  • Perdita foglie basali ed assottigliamento del fusto: posizione poca luminosa, spostare la pianta vicino ad una finestra.
  • Foglie secche: bassa umidità atmosferica, allontanare il vaso da fonti di calore come termosifoni e/o stufe, nebulizzare le foglie con acqua.
  • Macchie scure al centro della foglia, che possono essere ripiene di liquido, come fossero delle bolle sulla pelle di un ustionato; queste macchie tendono ad espandersi, andando ad interessare dapprima le nervature e poi tutta la pianta: E' probabilmente un attacco batterico (es. Erwinia chrysanthemi), che potrebbe portare alla morte l'intera pianta. Rimuovere le foglie infette, utilizzando forbici sterili. Dopo aver rimosso la terra dalle radici, rinvasare con nuova terra.
  • Melata appiccicosa sulle foglie e, talvolta, presenza di formiche: Presenza di Cocciniglie che succhiano la linfa delle piante, producendo una sostanza zuccherina che attrae le formiche. Rimuovere le Cocciniglie (e la la melata) con un batuffolo di cotone, imbevuto di alcool.

Potatura e Moltiplicazione :

Le Dieffenbachia si riproducono molto bene per talea. In primavera prelevare un giovane ramo, dall'apice superiore della pianta ed interrarlo per 2/3 in un vaso con terriccio mantenuto umido, posto in un luogo luminoso e caldo. La riproduzione per semina è poco utilizzata, sia perché funziona molto bene la talea, sia perché la fioritura (ed i conseguenti frutti con semi) avviene solo in condizioni di crescita ottimali, che difficilmente si realizzano con piante cresciute in vaso ed in serra.
La potatura consiste solo nel rimuovere le vecchie foglie e quelle marce che, se mantenute sulla pianta, possono creare un ambiente ideale per la proliferazioni di funghi e batteri, i quali potrebbero espandersi anche alle foglie sane.

Pianta Dieffenbachia amoena

Foglie adulte Dieffenbachia amoena

Dieffenbachia in piena terra

Dieffenbachia selvagge



domenica 22 gennaio 2017

Clima, Piante e Paesaggi del Giappone

Il Giappone, talvolta chiamato anche Impero del Sol Levante, è uno stato che ha preservato, forse più di altri, una cultura millenaria. Esso è un paese insulare, collocato nell'estremo oriente dell'emisfero Boreale e circondato dall'Oceano Pacifico. 

Ma qual è il suo clima? Quali piante rare crescono? Cosa si coltiva? Quali ecosistemi si possono incontrare? Come varia il paesaggio lungo i suoi 3500 km (2175 mi) ? Quali animali vivono? Quali posti visitare per una vacanza?

Fuji e Ciliegi Giapponesi

Il Giappone è un arcipelago che conta quasi 7000 isole, molte delle quali sono piccoli isolotti di origine vulcanica, spesso disabitati; infatti, le sole 4 isole maggiori ricoprono oltre il 95% del territorio nipponico.
Il Paese del Sol Levante si estende da Sud-Ovest verso Nord-Est e la maggior parte del territorio è compreso tra il 35° N e 45° N di latitudine, tuttavia il remoto atollo di Okinotorishima sconfina nella fascia tropicale (20° N).

Data l'elevata estensione lungo i paralleli, è facile intuire che il clima del Giappone vari considerevolmente a seconda delle zone.
In inverno, le gelidi correnti siberiane potrebbero abbracciare il Nord del Paese, mentre il Sud potrebbe esser sotto l'effetto delle tiepide correnti subtropicali.
Anche la Flora e la Fauna si distribuiscono lungo il paese a seconda del clima, delle temperature e delle precipitazioni.
Oltre 4000 specie vegetali sono native del Giappone, molte delle quali sono Angiosperme (Piante da Fiore) e, tra queste, circa 1500 sono endemiche.

Nelle prossime righe vorrei ripercorrere virtualmente il Giappone, da Sud verso Nord, evidenziando i luoghi più caratteristici e mettendo delle fotografie dei paesaggi più suggestivi, in maniera simile a quanto già fatto per Europa ed Africa.

Cartina Geografica Giappone


La linea virtuale che unisce l'isola cinese di Taiwan all'isola di Kyūshū, la più meridionale tra le 4 "grandi isole" giapponesi, è cosparsa di piccoli arcipelaghi, a loro volta suddivisi in numerose isolette, genericamente chiamate isole Ryūkyū.
Questa "linea" divide il Mar Cinese dagli abissi dell'Oceano Pacifico.

Le isole più piccole dell'arcipelago di Ryūkyū sono in realtà degli atolli corallini, spesso disabitati che, forse per questo, preservano tutto il fascino della Natura più pura, selvaggia ed incontaminata.
Data la latitudine, e l'effetto mitigatore dell'acqua dell'oceano, il clima di queste isole è mite tutto l'anno.
Ōsumi e Tokara, gli arcipelaghi più settentrionali, godono di un clima subtropicale umido, caratterizzato da estati molto calde, con oltre 30° C (86° F) come media delle temperature massime, ed inverni relativamente freschi, ma esenti da gelate.
Più ci spostiamo verso Sud e più il clima invernale si addolcisce, permettendo lo sviluppo di foreste pluviali.
Yaeyama e Miyako, gli arcipelaghi più meridionali, sono situati all'incirca al 24° parallelo Nord ed in inverno registrano temperature medie di poco inferiori ai 20° C (68° F).
Tutte le isole Ryūkyū sono caratterizzate da piogge abbondanti e frequenti che, nella stagione monsonica che va da Aprile ad Agosto, possono trasformarsi in violenti tifoni tropicali.
Le precipitazioni, abbastanza ben distribuite, possono superare i 4000 mm (160 in) annui che, per intenderci, sono circa 4 volte quelli caduti in una città come Milano.

Sull'isola di Okinawa, nell'omonimo arcipelago, si trova il Gallirallus okinawae, un uccello endemico a grave rischio di estinzione. Questo animale, diversamente dagli altri uccelli, passa la maggior parte del tempo a terra od arrampicandosi sugli alberi, avendo perso quasi totalmente la capacità di volare. Il suo habitat naturale è rappresentato dalle foreste sempreverdi, dove vive a stretto contatto con specie quali Castanopsis sieboldii e Pinus luchuensis, nutrendosi di lucertole o piccoli anfibi.

Endemica dell'arcipelago di Ryukyu è anche la specie Arenga ryukyuensis, una palma dall'aspetto lussureggiante, con belle foglie pennate vagamente simili alle specie del genere Chamaedorea, che prospera nel sottobosco e lungo i corsi d'acqua, spesso in consociazione con piante di Cycas.

Sull'isola di Yakushima è possibile  osservare il Jōmon Sugi, una gigantesca conifera appartenente al genere Cryptomeria, con un'età stimata di circa 5000 anni, immersa nella foresta primordiale, spesso avvolta da una coltre di nebbia.

isole Ryūkyū

Jōmon Sugi
Spiagge e Mare di Miyako


Spiagge subtropicali Yaeyama Giappone

Arenga ryukyuensis

Arenga ryukyuensis

Castanopsis sieboldii
Gallirallus okinawae

Arrivando da Sud, Kyūshū è la prima grande isola del Giappone. Qui, per quanto riguarda le precipitazioni, troviamo un clima subtropicale, in cui le piogge si concentrano nel semestre più caldo, con un picco nei mesi di Giugno e Luglio. Tuttavia, l'inverno può essere fresco, in alcuni punti addirittura con occasionali gelate notturne ed anche le temperature massime, data la bassa escursione termica giornaliera, possono rimanere sotto i 10°C (50° F).
L'isola di Kyushu ospita, sulle sue sponde Sud Occidentali, la città di Nagasaki, tristemente nota per esser stata la seconda (e per fortuna ultima) città ad essere colpita da una bomba atomica (9 agosto 1945).
Al largo di Nagasaki troviamo le isole Goto, un insieme di oltre 100 isolette selvagge, caratterizzate da spiagge incontaminate e mare cristallino, che circondano foreste vergini, irresistibili per gli amanti della Natura.
Sempre su quest'isola troviamo il monte Aso, uno dei vulcani attivi più grandi al mondo. I turisti possono raggiungere la vetta ed osservare le fumarole che risalgono dal cratere verso il cielo, lasciando dietro loro un intenso odore di zolfo e silicio. Lungo il percorso che porta alla sommità del Monte Aso sono state costruiti dei ripari (una sorta di "bunker") qualora ci fossero piccole eruzioni; ovviamente l'attività vulcanica viene monitorata e l'apertura al pubblico avviene solo quando il rischio di violente eruzioni sia minimo.
Un'altra meta, per gli amanti dei ruderi, potrebbe essere l'isola di Hashima (o Gunkanjima). Quest'isola, dalla forma di una nave da guerra, fu uno dei più importanti siti minerari dell'interno Giappone; tuttavia, l'ascesa del Petrolio, non rese più vantaggiosa l'estrazione mineraria, tant'è che lo stabilimento di Hashima chiuse nel 1974, seguito dallo spopolamento dell'isola.
La salsedine trasportata dagli impetuosi venti, ed il passare degli anni, portarono gli edifici ad una veloce rovina ed, oggigiorno, ne rimane un villaggio spettrale, fatiscente, ma altrettanto affascinante e contemplativo, tanto da essere inserito tra i patrimoni dell'Unesco.
Un'altra meta da non perdere è senz'altro Beppu, una città racchiusa tra i monti ed il mare (appunto la Baia di Beppu). La fama di questo luogo è dovuta alla presenza di numerose (circa 3000) sorgenti di acqua calda di origine vulcanica, molte delle quali, dopo essere state diluite e raffreddate, vengono utilizzate a scopi termali. Il volume d'acqua "riscaldata" nelle sorgenti di Beppu è secondo solo a quello del parco di Yellowstone, negli Stati Uniti.
Nel complesso la città è nota anche come "Città Infernale" ed ogni sua sorgente ha un nome particolare a seconda delle caratteristiche: ad esempio Chi-no-ike Jigoku ("Inferno di Sangue") deve il suo nome ai fanghi argillosi, dal colore rossastro; mentre la sorgente Tatsumaki Jigoku ("Inferno Burrascoso") ha un Geyser che emette acqua con inaudita violenza.
L'isola di Kyūshū, la terza del Giappone per grandezza, si articola su un territorio montagnoso e ricco di bellezze naturale, ma è anche la culla della civiltà e della cultura giapponese.

Isola Goto

Fortezza di Hashima

Rovine di Hashima

Vulcano Aso Giappone

Beppu Geyser


Spostandoci verso Est incontriamo Shikoku, la più piccola tra le 4 isole maggiori del Giappone. Quest'isola è attraversata (da Est ad Ovest) da una fitta catena montuosa che di fatto separa la parte Nord da quella Sud.
Il riparo orografico fa si che la parte meridionale di Shikoku (quella rivolta verso l'Oceano Pacifico "aperto") sia più piovosa e ventosa, rispetto alla parte settentrionale.
Nel complesso si ha un clima temperato caldo, con frequenti piogge estive, sebbene queste non manchino anche nei restanti mesi (specie nella parte Sud dell'isola).
Un clima tutto sommato mite (ma non arido), che permette la proficua coltivazione di diverse piante da frutto ed Agrumi. Inoltre, un inverno mite ed assolato, permette la coltivazione in serra di ortaggi "fuori stagione", oltre alla possibilità di avere due raccolti di Riso all'anno (cosa non possibile nel Nord Italia).
Uno spettacolo della natura è offerto giornalmente dallo stretto di Naruto. Questa zona rappresenta una "strozzatura", una sorta di imbuto naturale da cui deve passare l'acqua spostata dalle maree, generando così centinaia di vortici (o mulinelli) di tutte le dimensioni.
Il Castello feudale di Matsuyama è sicuramente un altro punto di interesse. Esso fu costruito nel '600, sulla collina che si innalza dall'omonima città, da dove è possibile osservare la panoramica di Matsuyama e del mare interno del Giappone.
Questo castello è uno dei pochi ad aver superato incolume l'era post-feudale ed, oggigiorno, è uno dei meglio conservati di quell'epoca.
Il ponte di Seto-Ohashi, lungo 13 km e poggiante su 5 isolotti, unisce l'isola di Shikoku, all'isola di Honshu (di cui parlerò a breve), un'opera maestosa di ingegneria che, soprattutto di notte, disegna orizzonti futuristici.
Le tre isole  (Shikoku, Kyūshū e Honshu) circoscrivono quello che è comunemente chiamato "Mare interno di Seto". Ovviamente, essendo queste 3 isole, l'acqua del Mare di Seto comunica con l'Oceano Pacifico, attraverso degli stretti. Tuttavia sulle sue coste si presenta un microclima particolare, mite ed insolitamente secco (rispetto alle coste oceaniche).
Shodoshima, anche chiamata "Isola degli Olivi", sorge proprio all'interno di questo mare ed è famosa per l'estesa coltivazioni di Olivi, iniziata in epoca relativamente recente (inizio '900).

Silver Pavilon

Shodoshima - Isola degli Olivi

Ponte Seto Ohashi

Castello Matsuyama Giappone


Honshu è la più grande isola del Giappone ed ha una forma allungata per potremmo definire a "virgola". Su  quest'isola, come del resto un po' in tutto il Sol Levante, si registra un'elevata attività vulcanica e sismica, ciò nonostante la popolazione è numerosa, tanto da essere, fino agli anni '80, l'isola più densamente abitata al Mondo.
Qui troviamo la città di Hiroshima, la prima città ad esser brutalmente devastata dalla bomba atomica, che causò l'immediata morte di 70.000 persone e molte più vittime negli anni a seguire. Il Memoriale della Pace di Hiroshima (Hiroshima Peace Memorial) era, prima del 6 Agosto 1945, una struttura adibita prevalentemente a fiere commerciali; oggigiorno le sue rovine, divenute patrimonio dell'Unesco, sono lì, quasi come monito per ricordarci come l'uomo possa esser l'unica specie in grado di "auto-estinguersi".
Sull'isola di Honshu ci sono le più importanti città giapponesi come Osaka, Tokyo e Kyoto, l'antica capitale del paese che, ancor oggi, custodisce costruzioni di fondamentale rilevanza storica e religiosa, nonché maestosi templi, tanto da esser considerata da molti il cuore della cultura giapponese.
La foresta di Bambù di Arashiyama sembra incantata ed induce una profonda meditazione, ci troviamo infatti a camminare su sentieri immersi in un fitto bosco costituito da Bambù (ben più alti di ciò che siamo soliti vedere in Italia), avvolti da un silenzio quasi surreale e mistico.
Il tempio di Gio-ji è senza dubbio uno dei posti più suggestivi nei paraggi di Kyoto. La particolarità non sta (solo) nel tempio in sé, ma nel contesto in cui è inserito. Esso è infatti circondato da un giardino che definirei "fatato", il cui suolo è interamente ricoperto da soffice muschio, amalgamando alla perfezione ciò creato dalla natura (alberi), con ciò creato dall'uomo (tempio).
Per rimanere in tema non si può non menzionare il complesso templare Hōryū-ji, nella cittadina di Ikaruga. Questi templi Buddisti sono probabilmente le costruzioni più antiche, tra quelle costruite in legno, e sono ora protette come patrimonio dell'Unesco.

Castello di Himeji Jo


Memoriale della Pace di Hiroshima

Foresta di Bambù di Arashiyama

Templi di Hōryū-ji

tempio di Gio-ji


Il Clima dell'isola di Honshu diventa via via più continentale, spostandoci verso Nord e verso l'entroterra. Tuttavia, la vicinanza a grandi masse d'acqua e la sua latitudine, addolciscono le escursioni termiche, rendendo l'isola ideale per l'agricoltura.
Nelle zone più miti si trovano coltivazioni della Pianta del Tè (Camellia sinensis), una specie parente delle nostre Camelie da fiore. La pianta del Tè viene coltivata a cespuglio e mantenuta di dimensioni contenute, asportando le tenere foglie che, previa essiccazione, possono esser utilizzate per preparare la bevanda più amata dagli Inglesi.

Sempre sulla stessa isola troviamo il Monte Fuji, il vulcano più famoso del Giappone, nonché simbolo indiscusso, presente in ogni cartolina od iconografia.
Il monte Fuji, con i suoi 3.776 m (12.390 ft) di quota, è la vetta più alta dell'intero Impero del Sol Levante e, con la sua vetta innevata quasi tutto l'anno, fa da cornice a pittori e fotografi di tutto il Mondo.
Il Fuji cresce più come vetta "isolata", con declivi leggeri, che conferiscono, almeno almeno alla parte bassa della montagna, un aspetto tondeggiante.
Alle sue pendice, a circa 1000 m (3280 ft) di altitudine, troviamo la regione dei 5 laghi, tra cui il più famoso è il Lago Kawaguchi.
Sul Fuji troviamo un clima Alpino, sempre più rigido avvicinandosi alla vetta, sulla quale la neve inizia a cadere in Settembre e rimane fino a Giugno-Luglio.
A quote leggermente inferiori troviamo muschi, licheni e foreste miste, formate da Larici Giapponesi (Larix kaempferi), Abeti di Nikko (Abies homolepis) e Betulle. Nella parte più bassa le conifere cedono il posto alle foreste decidue, dove prosperano Querce, Faggi ed Aceri.
Altro patrimonio dell'Unesco sono i Villaggi storici di Shirakawa-gō e Gokayama, circondati da montagne ed attraversati dai fiumi. Le case furono costruite secondo l'architettura Gassho-zukuri, la quale prevede un massiccio uso di legno e la paglia per costruire i tetti, i quali sono molto spioventi e con una forma che ricorda le mani congiunte, quasi incrociate in preghiera.
Ovviamente la forma era indispensabile affinché tetti "così fragili" potessero sorreggere l'abbondante neve che cade ogni anno.
Questi antichi villaggi erano circondati da Risaie ed ogni casa era "studiata" per ospitare famiglie allargate, con diverse generazioni che si posizionavano su piani diversi. L'ultimo piano era, di solito, adibito all'allevamento dei Bachi da Seta, alimentati con le foglie di Gelso Bianco.

In ultimo non dimentichiamoci che sulle Alpi Giapponesi vivono le "Scimmie delle Nevi" (Macaca fuscata), i primati che vivono più a Nord in assoluto (Uomini esclusi).
Vivono in gruppi, governati da rigide gerarchie, in zone impervie dove può esserci neve per oltre 4 mesi all'anno.
Alcuni esemplari sono stati osservati mentre si rifocillavano e riscaldavano nelle calde acque termali, ma anche qui l'accesso alle "terme" era deciso da capo-gruppo, che lasciava ad osservare tutte le scimmie appartenenti ai ranghi inferiori.

Scimmia delle Nevi Giapponese


Monte Fuji innevato

Campi di tè Giapponesi

Larice Giapponese

Case con tetti di paglia giapponesi

Villaggi storici di Shirakawa-gō



Hokkaido, la seconda isola del Giappone per estensione, nonché quella situata più a Nord, è sicuramente l'isola più selvaggia e meno densamente abitata del Paese.
Il Clima di Hokkaido è considerato di tipo continentale umido, con inverni freddi e molto nevosi ed estati relativamente fresche.
L'isola è, per la sua latitudine (43-45° N), la più nevosa al mondo, oltre ad essere la zona più meridionale in cui l'Oceano, in inverno, si congeli; tenete conto che il Nord di Hokkaido è sullo stesso parallelo di Venezia, eppure sulla costa nei pressi di Abashiri, da fine Gennaio fino a Marzo, l'acqua si trasforma in una lastra di ghiaccio.
Questo è dovuto alla sua vicinanza alla Siberia Russa, il cui braccio gelido, in inverno, si estende verso Sud, abbracciando l'intera isola. Inoltre, diversamente da altri luoghi, le maggiori precipitazioni sono concentrate proprio in inverno
Ad Hakodate, oltre ad osservare Goryōkaku, una fortezza a forma di stella circondata da acqua, potrete ammirare lo spettacolo offerto dai famosissimi Ciliegi in fiore, che qui, per via del clima freddo, fioriscono più tardi che altrove, verso fine Aprile.
Come accennato sopra, quest'isola offre il meglio di se dal punto di vista naturalistico, rispetto a quello storico-culturale.
Le sorgenti di Noboribetsu sono le più famose dell'isola e, in un'ambientazione quasi lunare, potrete passeggiare su passerelle che si snodano ai margini dei Geyser, permettendo di sentire l'odore solforoso delle fumarole.
Se amate più il lato rurale, potrete far visita alla cittadina (circa 30.000 abitanti) di Furano, circondata da campi di Lavanda e prati verdi.
Se invece preferite le città, la più grande di Hokkaido è Sapporo, ma l'essenza dell'isola rimane sicuramente la Natura selvaggia, che tra l'altro comprende diverse razze di Orso Bruno (Ursus arctos), con una concentrazione tra le più alte al Mondo.
Altro luogo di interesse è il Lago Toya, di origine vulcanica, al cui centro è situata l'imponente isola di Nakajima. Questo lago è noto per le sue acque particolarmente limpide e per aver un clima relativamente mite, che lo rende il Lago più settentrionale del Giappone a non congelare mai durante l'inverno.
La Flora locale comprende diverse specie decidue, come il Faggio Giapponese (Fagus crenata), così come piccole piante erbacee perenni tra cui la Dicentra peregrina, l'unica specie del suo genere a crescere all'infuori del Nord America.

In linea generale la Flora del Giappone è molto variegata e molte sono le piante comuni in Europa che, in realtà, provengono proprio dall'Impero del Sol Levante:


  • Aceri (molte specie): piante decidue, in molti casi con un atipico fogliame rossastro.
  • Kaki (Diospyros kaki): nota pianta da frutto, di cui molte Cultivars sono state selezionate proprio in Giappone.
  • Magnolia (Magnolia stellata): specie decidua di Magnolia, con vistosi fiori bianchi primaverili.
  • Rododendro (Rhododendron degronianum) : Specie sempreverde con fiori grossi e colorati, che cresce sulle Alpi Giapponesi, sull'isola di Honshu, fino ad una quota di quasi 2.000 metri.
  • Tuia (Thuja standishii): specie di conifera di medie dimensioni, cresce nel Sud del Paese.
  • Actinidia kolomikta : specie di mini-kiwi, deciduo, rampicante.
  • Akebia quinata : rampicante, semi-deciduo, coltivato per i suoi eleganti fiori viola, tuttavia produce anche frutti eduli, ma di scarso valore commerciale.
  • Satsuma (Citrus unshiu): Agrume simile ad un mandarino, tra i più resistenti al freddo.
  • Mirtillo Rosso (Vaccinium vitis-idaea): pianta da sottobosco, strisciante, produce bacche rosse eduli.
  • Prugno Cino-Giapponese (Prunus salicina): prugno simile a quello Europeo, tuttavia fiorisce più precocemente e, generalmente, ha anche una maturazione anticipata.
  • Corniolo da Fiore (Cornus kousa): cresciuto come pianta da fiore ed ornamentale.
  • Canfora (Cinnamomum camphora): pianta sempreverde, ornamentale, di grosse dimensioni e caratterizzata da foglie lucide ed appariscenti. E' parente della Pianta della Canella.
  • Schizophragma hydrangeoides: specie di ortensia rampicante, prolungata fioritura estiva.
  • Glicine (Wisteria floribunda) : rampicate dalla crescita vigorosa, che produce grappoli floriali color lilla, contenenti numerosi fiori molto profumati.


La coltura agricola, floricola e naturalistica giapponese è proverbiale. Il classico "giardino giapponese", riprende il concetto di legame uomo-natura che spesso, nella società occidentale è andato perduto, ricordandoci quanto sia importante la pazienza e la meticolosità.
Inoltre il Giappone è anche la patria dei Bonsai, piante di un po' tutte le specie che, con accorgimenti particolari (potatura delle radici, vasi larghi e poco profondi etc..), riescono a mantenere piante normalmente grandi, di dimensioni "tascabili".

Fortezza Goryokaku con Ciliegi in Fiore

Giardino in stile Giapponese

Mare Gelato Isola Hokkaido

Lago Toya

Rocce di Liancourt

Campi Lavanda Furano Giappone

Geyser di Noboribetsu


Le ultime due parole le vorrei spendere parlando del Mare del Giappone (da non confondere con il Mare di Seto). Esso è il mare compreso tra Giappone, Korea, Cina e Russia e comunica con l'oceano Pacifico tramite pochi stretti.
Lo potremmo considerare un mare "semi-chiuso" e, un po' come avviene nel Mediterraneo, ciò determina maree più contenute di quelle riscontrate nel vicino Oceano Pacifico.
Il mare del Giappone è molto profondo e le sue acque hanno un'elevata concentrazione di ossigeno, che lo rende ideale per lo sviluppo di numerose specie ittiche.
Al suo interno si trovano le Rocce di Liancourt, ( anche note come Dokdo o Tokto), un insieme di isolette rocciose di origine vulcanica, ora sotto il controllo della Corea del Sud.
Nei pressi delle Rocce di Dokdo sono state avvistate Orche (Orcinus orca), suggerendo che questo lembo di mare possa rappresentare un tappa nel ciclo migratorio di questi mammiferi acquatici.

Dicentra peregrina


Ortensia Rampicante Giapponese
Faggio Giapponese


Corniolo Giapponese

Rododendro Giapponese