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giovedì 21 dicembre 2017

Ceiba (Chorisia speciosa), l'Albero dal Tronco Spinoso a Forma di Bottiglia - Coltivazione e Cure

Nell'immaginario collettivo il Baobab è la tipica pianta dell'Africa, il cui tratto peculiare è l'enorme tronco, il cui diametro risulta quasi sproporzionato rispetto all'altezza. 
Nessuna delle 8 specie di Baobab potrebbe crescere in Europa od in un clima temperato e difficilmente si riesce a pensare ad un'altra piante che, in qualche maniera, gli assomigli. 

Eppure all'interno della stessa famiglia del Baobab esiste un genere di piante (Ceiba) che annovera al proprio interno la specie Chorisia speciosa (sinonimo Ceiba speciosa), una pianta dotata di un tronco spinoso, di grosso diametro e simile a quello del Baobab, che può crescere nelle zone più miti d'Italia e produrre abbondanti fioriture autunnali.

Ma facciamo un po' di chiarezza : il genere Ceiba appartiene alle Bombacaceae (o Malvaceae), una famiglia di piante di origine prevalentemente tropicale che comprende, oltre alle 8 specie di Baobab, il Durio zibethinus, l'albero che produce il Durian, un frutto molto noto nel Sud-Est Asiatico.

Il genere Ceiba, originariamente Chorisia, è formato da 18 specie. Tra di esse, la più diffusa è la Ceiba pentandra, una pianta strettamente tropicale nota come Kapok, dai cui frutti si ricava una fibra naturale simile al cotone, usata per imbottire materassi, divani e cuscini, ma ultimamente è stata impiegata anche per la produzione di capi d'abbigliamento.
Il Kapok è una pianta altissima (fino a 70 m o 230 ft), ma non è possibile coltivarla in Italia, in Europa o nei climi temperati, seppure caldi.

In questo articolo vorrei però parlare della Ceiba speciosa, una specie "meno tropicale", chiamata anche "falso Kapok".

Tronco a Bottiglia Chorisia speciosa

Tronco Ceiba speciosa

Origine, Habitat e Diffusione :

Il "falso" Kapok (Ceiba speciosa) è nativo delle zone subtropicali del Sud America, comprese tra il Nord dell'Argentina, l'Uruguay, il Paraguay ed il Brasile meridionale.
Questa specie cresce in zone che presentano un'elevata stagionalità, con un lungo periodo secco. Il loro habitat naturale è rappresentato dalle foreste semi-decidue, tipiche delle aride vallate interne dei luoghi sopracitati.

In realtà esiste anche la Ceiba insignis (sin. Ceiba chodatiiChorisia insignis), una specie molto affine, sia come luoghi d'origine, sia come tipo di pianta, tant'è che le due specie sono interfertili e molte piante coltivate a scopo ornamentale sono in realtà degli ibridi (Ceiba insignis x Ceiba speciosa).
Le differenze maggiori tra Ceiba insignis e Ceiba speciosa consistono nel fatto che la prima possiede un tronco apparentemente più massiccio e rigonfio, inoltre produce fiori color bianco crema (e non rosa/viola, come quelli tipici della C. speciosa).
C. insignis raggiunge altezze inferiori, che fanno sembrare il suo tronco più tozzo e dalla forma simile ad una bottiglia.
Le differenze rimangono comunque poco marcate e le due specie vengono spesso confuse l'una con l'altra.
Piante CeibaA complicare ulteriormente il riconoscimento ci sono i loro ibridi, che prendono le caratteristiche un po' da entrambi i "genitori".
Per comodità, da ora in poi parlerò genericamente di Ceiba, riferendomi a queste due specie (non al "vero" Kapok) ed ai loro ibridi.

Tra le due specie la più diffusa è senza dubbio la C. speciosa. Essa viene coltivata anche all'infuori dell'areale d'origine ed è utilizzata come pianta ornamentale, sia in giardini privati, sia lungo le strade o nelle aiuole.
In Italia può essere coltivata solo nelle zone più miti ed è relativamente frequente in Sicilia (il primo esemplare importato fu piantato proprio nell'orto botanico di Palermo) e nelle zone costiere del Sud Italia.
A Barcellona sono presenti dei grossi esemplari, vicino al porto, alla fine della "Rambla".
L'albero della Ceiba è diffuso anche nel Sud degli Stati Uniti, come in California, Texas e Florida.


Com'è Fatta la Pianta della Ceiba - Botanica e Fisiologia

Ceiba speciosa è una specie decidua che, nei luoghi d'origine, può superare i 25 m (82 ft) di altezza, ma nei climi temperati (es. Italia) rimane solitamente sotto i 20 m (65 ft).
Ceiba insignis (o Ceiba chodatii) rimane più bassa e difficilmente supera i 12 m (39 ft).
I vari ibridi di Ceiba, coltivati come piante ornamentali in Europa, possono avere dimensioni minori ed esser alti anche solo 6 m (20 ft).

Il tronco rigonfio è senza dubbio il tratto distintivo di questa pianta. Esso ha una forma molto particolare ed, essendo molto largo alla base ed assottigliandosi salendo verso l'alto, ricorda la forma di un fiasco o di una bottiglia di vetro, non a caso la specie è anche chiamata "Albero Bottiglia".
Il fusto, che può superare il diametro di 2 m (6.5 ft), è formato da tessuti in grado di assorbire acqua durante la stagione delle piogge, rendendo così la specie in grado di sopportare lunghi periodi di siccità.
La corteccia del tronco (e dei rami) rimane verde a lungo ed è in grado di svolgere la fotosintesi clorofilliana. Il legno perde questa capacità (e diventa grigio) solo quando vecchio, dopo molti anni.
Un'altra caratteristica del tronco della Ceiba è la presenza di grosse spine a forma conica, molto fitte ed appuntite.

L'apparato radicale è relativamente superficiale, ma robusto ed espanso, in grado di danneggiare marciapiedi e vialetti.
Le foglie sono palmato-composte (come quelle dell'Ippocastano) con solitamente 5 foglioline di medie dimensioni, a forma ovale e dal margine lievemente dentato. Le foglie sono unite ai rami tramite un picciolo molto lungo (quasi 10 cm o 4 inch).

I fiori possono essere solitari o uniti in piccoli gruppi (2-3 fiori), sono larghi circa 15 cm (6 in) e dotati di 5 petali di color rosso/rosa con striature viola (C. speciosa), bianco-giallo (C. insignis) o di diverse sfumature, dal rosso sino al bianco, negli ibridi (C. speciosa C. insignis).
Questi fiori, che assomigliano ai Gigli, sono molto vistosi e numerosi, non passando di certo inosservati.

In Italia la fioritura avviene nel periodo compreso tra tarda estate ed autunno, indicativa dal mese di Agosto sino alla caduta delle foglie ed oltre. Tuttavia qualche fiore può sbocciare anche in altri periodi dell'anno ed, in zone tropicali e subtropicali, può fiorire in stagioni diverse rispetto a quelle tipiche delle zone temperate calde.
La fioritura inizia all'età di 7-10 anni (dalla semina) e diventa sempre più copiosa man mano che la pianta invecchia.

Il frutto è una capsula ovale lunga circa 15 cm (6 in) che, a maturità, si apre longitudinalmente, esponendo la polpa all'ambiente esterno.
La polpa del falso Kapok è una fibra biancastra, dalla consistenza lanosa, in cui sono immersi numerosi semi neri di piccole dimensioni.
Data la somiglianza tra questa fibra ed il cotone, la Ceiba è talvolta menzionata anche come "Albero del Cotone".

Fiore Ceiba

Foglie e Boccioli Chorisia speciosa

Frutto Maturo Aperto Falso Kapok

Dove Crescere la Ceiba (C. speciosa) ? - Coltivazione, Esposizione, Clima e Propagazione

Non fatevi ingannare dal fatto che questa pianta sia una specie a foglia caduca, nell'ambiente d'origine la perdita delle foglie è probabilmente dovuta alla stagione secca, più che a quella "fredda".
Per questo motivo la Ceiba non ha di certo la resistenza al freddo delle "nostre" piante decidue ed il suo legno può tollerare temperature minime di circa -4° C (25° F) o, con qualche danno, sino a -6° C (21° F). Temperature inferiori a questa soglia causano ingenti danni, che possono essere mortali per l'intera pianta.

La specie si riproduce agevolmente tramite semina. Basta seminare in primavera, senza dover far alcun trattamento ai semi (non richiedono stratificazione a freddo). A temperature ideali in 7-9 giorni avremo la germinazione, con un successo di circa l'80%.
La crescita è veloce ed in una decina di anni avrete una pianta adulta ed in grado di fiorire.

L'esposizione migliore, nonché quella che regala fioriture più abbondanti, è in pieno Sole, ma in luoghi assolati si può sviluppare discretamente anche con sola mezza giornata di Sole diretto.
Se avete la possibilità è comunque sempre meglio piantarla in pieno Sole, rispetto alla mezz'ombra o, peggio ancora, all'ombra.

La Ceiba è una pianta dotata di ottima resistenza alla siccità e da adulta non richiede alcun tipo di irrigazione.
Il terreno ideale è fertile, ma soprattutto ben drenante, in quanto le radici tendono a marcire in suoli asfittici e perennemente bagnati o umidi. I terreni sabbiosi sono i suoi preferiti, mentre quelli argillosi sono i meno graditi.
Le concimazioni sono necessarie solo nei primi anni di vita, in suoli particolarmente poveri di nutrienti o se coltivate in vaso.
A dispetto delle dimensioni, la Ceiba ben si presta alla coltivazione in vaso e, grazie alle radici superficiali, è frequentemente coltivata come Bonsai.

La pianta si sviluppa in maniera armonica e la chioma non richiede interventi di potatura, se non per contenerne lo sviluppo.

Se abitate in una zona a clima temperato caldo e volete una pianta ornamentale che ricordi "l'incoltivabile" Baobab, la scelta giusta potrebbe essere la Ceiba speciosa che, come suggerisce il nome scientifico (speciosa = magnifica/splendida), risulterà una pianta bella, rara ed in grado di stupire.

Fioritura Ceiba speciosa

Tronco Spinoso Chorisia speciosa
Rami Ceiba speciosa

Fiori Ceiba speciosa

martedì 5 dicembre 2017

Come Coltivare l'Avocado (Persea americana) Partendo da Seme

Ormai da molti anni l'Avocado è diventato un frutto relativamente comune, che lo si può trovare in vendita al supermercato in tutte le stagioni dell'anno.
Alcuni di voi avranno piantato il suo enorme seme in terra oppure, magari seguendo qualche video su Youtube, l'avranno fatto germogliare in acqua, utilizzando il metodo degli stuzzicadenti.

Tuttavia una buona fetta di popolazione ignora quale sia la Pianta dell'Avocado (Persea americana, sinonimo Persea gratissima), dove possa crescere, quale sia la sua reale resistenza al freddo e quali accorgimenti adottare per la sua coltivazione, sia in vaso che in piena terra.

Ancora prima di conoscere la storia di questa specie, vorrei rispondere alla domanda che probabilmente vi starete ponendo :  "E' possibile crescere l'Avocado in Italia ?"; ebbene, come vedremo più dettagliatamente in seguito, l'Avocado non è una pianta strettamente tropicale e, scegliendo la giusta varietà, è possibile coltivarlo all'aperto nell'areale degli Agrumi, quindi in diverse regioni italiane.

In Sicilia ci sono impianti commerciali produttivi e, vicino alle coste, è possibile crescere quasi tutte le varietà di Avocado.
Nelle zone più interne di Sicilia, Calabria e Sardegna, così come nelle regioni più a Nord, si avrà meno scelta varietale, ma se il gelo è lieve, scegliendo la giusta cultivar si potrebbero avere soddisfazioni inaspettate.

Fruttificazione Avocado

Com'è Il Frutto dell'Avocado ? Come Si Mangia ?

L'Avocado, sebbene cresca su un albero, è da considerarsi più un ortaggio che un vero e proprio frutto. Esso è a forma di Pera, più o meno allungata a seconda della varietà, e possiede una buccia che può essere liscia o rugosa, generalmente verde, sebbene in alcune selezioni diventi nera-marrone a maturazione (es. Avocado "Hass").
Le dimensioni dei frutti variano considerevolmente da pianta a pianta, ma un singolo Avocado pesa in media 200-300 gr (7-10 Oz), sebbene ne siano stati raccolti anche da oltre 1 Kg (35 Oz).

L'Avocado si taglia a metà, per il lato lungo ed all'interno si trova un unico enorme nocciolo avvolto dalla polpa, la quale può essere agevolmente separata dalla buccia tramite un cucchiaio.
Ricordatevi che un Avocado maturo si riconosce al tatto; deve infatti essere cedevole come fosse una bella pesca matura. In questo caso la polpa risulterà soffice, morbida e"spalmabile".


Che Sapore Ha l'Avocado ? 

Questo frutto ha una forte componente oleosa, è altamente calorico e può essere utilizzato in insalata, oppure mangiato fresco con un pizzico di sale, magari spalmato su una fetta di pane.
Il gusto dell'avocado è abbastanza "debole", non è né dolce, né acido e per questo ben si presta per amalgamare altri ingredienti (non coprendone totalmente il sapore), non a caso è il principale ingrediente della salsa Guacamole (per la ricetta clicca qua).

Frutto Avocado Aperto


Storia, Origine, Distribuzione ed Habitat :

L'Avocado (Persea americana o Persea gratissima) è una specie nativa dell'America Centrale, probabilmente del Messico, che appartiene alla famiglia delle Lauraceae.
Delle oltre 2.000 specie di questa famiglia, tra cui ci sono anche l'Alloro e la Pianta della CannellaPersea americana è l'unica ad avere un'importanza commerciale dal punto di vista economico.
Il termine "Avocado" deriva dalla parola spagnola "aguacate", che a sua volta proviene da "āhuacatl",  del popolo Azteco, che originariamente significava "testicolo", probabilmente usata per via della somiglianza tra il frutto e l'organo maschile.
In America, l'Avocado è coltivato da almeno 8000 anni e la domesticazione/selezione da parte dell'uomo potrebbe essere iniziata circa 3000 anni fa.
La coltivazione in diversi luoghi e l'isolamento geografico hanno portato all'evoluzione di almeno 3 sottospecie di Avocado, che ora sono naturalizzate e dalle quali derivano le innumerevoli Cultivars presenti in commercio :

  • Razza Messicana (P. Americana var. Drymifolia) : cresce in quota sugli altopiani del Messico, in una zona tropicale, ma non prossima all'equatore, dove le temperature notturne possono essere relativamente rigide. Gli Avocadi messicani sono quelli più resistenti al freddo e possono svilupparsi bene anche nei climi Mediterranei. Il frutto ha una buccia sottile, solitamente di colore scuro (marrone o nero),  è di piccole dimensioni, con un seme grosso che lascia poco spazio alla polpa, la quale è però molto oleosa e gustosa. Per riconoscere questa razza basta strofinare le foglie, esse sono le uniche (tra le 3 razze) che emanano un odore di anice.
  • Razza Guatemalteca (P. americana var. Guatemalensis) : cresce sulle montagne del Guatemala, più vicine all'equatore rispetto a quelle Messicane; ha dunque una minor tolleranza al freddo. La buccia è spessa, il seme più piccolo e la polpa ha un sapore simile a quello delle razze messicane, ma è leggermente meno oleosa. Questi frutti richiedono molto tempo per maturare (anche 1 anno), ma permettono una raccolta più scalare.
  • Razza delle Indie Occidentali o Antillana (P. americana var. American) : essendosi evoluta per sopravvivere nelle Isole del Golfo del Messico (Antille), questa razza ha un'ottima tolleranza alla salinità del suolo ed è perfettamente adattata a crescere nelle zone tropicali calde con escursioni termiche annue quasi nulle; per contro è sicuramente la razza più sensibile al freddo. Il frutto ha una buccia color verde chiaro, è molto grosso, ma ha caratteristiche organolettiche non eccellenti (es. basso contenuto di Olio).

Queste razze sono delle sottospecie e si possono ibridare vicendevolmente. Esistono infatti numerose selezioni, ottenute per ibridazione, che uniscono le "doti" migliori di entrambi i "genitori".


Oggigiorno la Pianta dell'Avocado è coltivata in tutto il Centro-Sud America, dal Messico sino al Perù e Nord del Cile ed in un po' tutte le zone tropicali e subtropicali del Mondo; inoltre è molto diffusa anche negli Stati Uniti, (es. California e Florida) e nei paesi europei a clima mediterraneo caldo (es. Spagna, Italia).
Ultimamente, grazie al bel fogliame, l'Avocado si sta diffondendo anche come pianta ornamentale e lo si ritrova frequentemente nei giardini condominiali o lungo i viali, ad esempio in Liguria od in Costa Azzurra.


Com'è Fatta la Pianta dell'Avocado ? - Botanica e Fisiologia 

Persea americana è il nome scientifico dell'Albero dell'Avocado, una pianta sempreverde tropicale che può raggiungere un'altezza di 20 metri (65 feet) ed è tra le angiosperme (piante da fiore) più primitive. Il portamento di questa specie è elegante, con un fusto alto, slanciato e rami talvolta ricadenti.

Nuove Foglie AvocadoLe foglie di avocado, assomigliano a quelle di altre Lauracee (es. Canfora), sono di medio-grosse dimensioni, a forma ovale, con una profonda venatura centrale e sono unite ai rami tramite un picciolo molto lungo e carnoso.
La superficie fogliare è lucida, color verde scuro brillante, mentre le giovani foglie della nuova vegetazione possono avere tonalità rossastre/marroni.

L'apparato radicale richiede terreni areati per svilupparsi al meglio, tende perciò a rimanere piuttosto superficiale, soprattutto in terreni con poco ossigeno; ciononostante ha una crescita massiccia e si sviluppa coprendo una notevole area. Le radici della specie sono piuttosto delicate, rendendo difficili i trapianti.
Nel legno dell'Avocado il processo di lignificazione è particolarmente lento, perciò i rami possono rimanere verdi a lungo (sino ad un paio di anni).

Foglie Persea americana


Le infiorescenze vengono prodotte dalle gemme situate nella parte terminale dei rami. Esse sono composte da numerosi piccoli fiori, di colore giallo-verdognolo che, sebbene non troppo attraenti per le Api da miele, vengono comunque visitati da diversi insetti pronubi (Api comprese).
Questi fiori sono ermafroditi, hanno perciò una parte maschile ed una parte femminile, tuttavia hanno un comportamento del tutto particolare, direi unico nel mondo vegetale, che merita di essere spiegato ed approfondito.

Per quanto riguarda la fioritura esistono due tipologie di Avocado, il "tipo A" ed il "tipo B" (type A & B in inglese) che, come vedremo più avanti, sono complementari.
Tuttavia non confondetevi, NON esiste l'Avocado "Maschio" e l'Avocado "Femmina".

La fioritura è abbastanza scalare, ma ogni fiore si apre-chiude due volte e vive solo due giorni.
Negli esemplari "type A" i fiori si aprono la mattina del primo giorno ed in questa fase sono "femminili", nel senso che lo stigma è ricettivo e l'ovulo può essere impollinato, ma la parte maschile è immatura e non produce ancora polline. Il fiore rimane aperto per circa mezza giornata e si chiude nel primo pomeriggio.
La mattina del secondo giorno il fiore è ancora chiuso e si riapre solo nel pomeriggio, per chiudersi definitivamente la sera dello stesso giorno; in questa fase sarà però un "fiore maschile", in quanto la parte femminile non è più ricettiva, ma le antere sono mature e producono polline.

L'Avocado produce fino ad un milione di fiori all'anno, che si aprono lungo un periodo di oltre un mese, ma tutti i fiori "aperti", cioè ad uno stesso stadio di sviluppo, sono sincronizzati.
Negli Avocadi di tipo A, tutti i fiori che si aprono la prima mattina saranno "femminili", mentre tutti i fiori che si aprono il secondo pomeriggio saranno "maschili".

Ovviamente se esistessero solo Avocado di tipo A non si potrebbe mai avere l'impollinazione (e dunque la fruttificazione), poiché non c'è sovrapposizione temporale tra la fase maschile e femminile.
In natura esistono però gli Avocadi di tipo B, i cui fiori si aprono per la prima volta nel pomeriggio del primo giorno e sono "femminili", si chiudono durante la notte e si riaprono per l'ultima volta nella mattinata del secondo giorno, in questa fase sono "maschili".

Quindi sia gli Avocadi di tipo A, che di tipo B hanno due fasi, di cui la prima è sempre quella femminile; la differenza è che nei tipi A la fase femminile si verifica sempre di mattina, mentre quella maschile di pomeriggio, mentre nei tipi B è esattamente l'opposto.


Tipo di Fiore
Mattina Giorno 1
Pomeriggio Giorno 1
Mattina Giorno 2
Pomeriggio Giorno 2

Type A
Fiore Aperto "Femminile"
Fiore Chiuso
Fiore Chiuso
Fiore Aperto "Maschile"

Type B
Fiore Chiuso
Fiore Aperto "Femminile"
Fiore Aperto "Maschile"
Fiore Chiuso




Durante il periodo di fioritura tutti i giorni si aprono nuovi fiori, per cui ogni mattina si apriranno fiori "femminili" del tipo A e fiori "maschili" del tipo B, mentre ogni pomeriggio ci saranno fiori "femminili" del tipo B e fiori "maschili" del tipo A.
Quindi, sebbene l'Avocado sia in linea di principio autofertile, servono almeno due piante (una di tipo A ed una di tipo B) affinché ci possa essere l'impollinazione, a cui fa seguito l'allegagione dei frutti dai fiori fecondati.

N.B. a volte si usa il termine "Gruppo", invece di "Tipo".


Fase del Fiore
Mattina
Pomeriggio
Fiore "Femminile"
Type A
Type B
Fiore "Maschile"
Type B
Type A

Quanto appena detto è valido se la fioritura avviene nelle condizioni di temperatura ideali, ovvero con una media tra minima e massima di circa 22° C (71° F).
Più ci si discosta da questo optimum e più viene meno la sincronizzazione fiorale descritta sopra, di conseguenze si può creare una finestra più o meno ampia di sovrapposizione tra fase femminile e maschile di una stessa pianta.

Per questa ragione in zone tropicali o subtropicali è fondamentale la presenza di entrambi i tipi, mentre in zone temperate calde (come in Italia) non necessariamente; potrebbero infatti esserci temperature "non ideali" che, sfalsando le fasi, permetterebbero ad un'unica pianta di avere fiori maschili e femminili contemporaneamente, consentendo l'impollinazione/fruttificazione anche in presenza di una sola pianta isolata.

Ma attenti, se la temperatura durante la fioritura è troppo bassa la fase femminile inizia ad accorciarsi notevolmente, riducendo di fatto la produzione di frutti, sino ad azzerarla con temperature medie inferiori ai 14° C (57° F). Ovviamente questo è un discorso medio, le varietà Messicane riescono ad allegare con temperature ben più basse rispetto alle varietà Antillane.

Per le razze meno tropicali la fioritura sembra essere indotta da un periodo di freddo e, in zone equatoriali, potrebbero avere fioriture scarse.
In Italia, e nelle zone temperate calde, le pannocchie fiorali iniziano ad emergere sul finire dell'inverno, mentre la fioritura avviene generalmente in primavera.
In Liguria ho visto Avocadi in fiore nel mese di Aprile ma, a seconda della varietà e del clima, possono fiorire da fine Febbraio ad inizio Giugno.

Sebbene gli Avocadi siano piante sempreverdi, nel periodo di (pre)fioritura molte varietà perdono tutte le foglie, rimanendo completamente spoglie per un breve periodo.
Quindi non spaventatevi se dall'oggi al domani vedrete il vostro avocado defogliato senza motivi apparenti, le foglie danneggiate dal freddo seccano ma di solito rimangono attaccate.

Fiore Persea americana

Infiorescenza Persea americana


Anche nelle migliori condizioni, solo pochissimi fiori si trasformano in frutti. Si stima che una pianta adulta di Avocado possa produrre circa 150-200 frutti all'anno, sebbene in annate particolari alcuni esemplari ne possano maturare addirittura 400-500.

L'Avocado, se coltivato partendo da seme, richiede in media 6-13 anni prima che inizi a fiorire/fruttificare; piante innestate possono invece fiorire già due anni dopo l'innesto.
Persea americana è una specie longeva, che può diventare plurisecolare e continua a produrre frutti anche superati i 100 anni di età.
Sono note piante di Avocado selvatiche che, in Messico, vivono da 400 anni, continuando a fruttificare copiosamente.

L'Avocado è un frutto climaterico, il che vuol dire che matura anche dopo la raccolta ed, anzi, NON matura se attaccato all'albero, poiché la pianta produce una sostanza che, inibendo la produzione di etilene, impedisce la maturazione.
Per poter mangiare questo frutto sarà necessario reciderlo da acerbo ed attendere che diventi "molle" (= maturo). A temperatura ambiente ciò dovrebbe accadere in 7-10 giorni.

Per questo motivo non c'è un vero e proprio periodo di maturazione ed, entro certi limiti, si possono lasciare i frutti "appesi", fino a quando vorremo consumarli.
In linea di massima dalla fioritura alla raccolta passano 5-6 mesi, che possono diventare anche 12 nelle varietà del Guatemala. In Italia l'Avocado è generalmente un frutto autunno-invernale.

Ma quindi come si fa a capire quando raccogliere l'Avocado ?

Non è sempre facile capirlo ed essenzialmente, conoscendo la varietà, ci si basa sulle dimensioni del frutto, sul suo peso e, nel caso sia a buccia scura, quando essa vira da verde a nero.
Se raccolti troppo piccoli, oltre ad avere poca polpa, hanno basso contenuto di olio, risultando così di scarse qualità organolettiche.

Foglie Avocado

Tronco Avocado

Come Crescere l'Avocado ? - Coltivazione, Clima, Potature e Cure

La domanda più logica per chi volesse piantare un Avocado nel proprio giardino sarebbe : "Quale temperatura minima sopporta ?"
Come già detto in precedenza esiste un'enorme differenza di rusticità tra le varietà. Le razze delle Indie Occidentali (Antille) sono le più sensibili al freddo e non tollerano gelate, le piante adulte delle razze Guatemalteche possono sopportare lievi gelate nel range tra -1° e -3° C (30-27° F), mentre le razze messicane sono in assoluto le più resistenti al gelo e possono sopportare temperature di circa -5° C (23° F), più o meno come un Limone, il quale potrebbe essere una buona pianta spia per capire il vostro clima. Gli ibridi tra le varie razze possono avere rusticità intermedie.

Tra le razze messicane sono stati selezionati dei cloni per la loro resistenza al freddo. Alcuni di questi "Cold-Hardy Avocados" (Avocadi Resistenti al Freddo) si dice che possano resistere senza grossi danni sino a temperature di -8° C (17° F), estendendo così la loro coltivazione a molte zone d'Italia, come le rive più riparate dei grandi laghi del Nord Italia.
Ad Arco di Trento, nella punto Nord del Lago di Garda, esiste un grosso Avocado piantato in piena terra che, sfruttando il particolare microclima locale, ha superato diversi inverni a poca distanza dalla gelida Pianura Padana.

Purtroppo molte Cultivars "Resistenti al Gelo" sono introvabili in Europa. L'unica che si trova in vendita (a fatica) in Europa è la "Mexicola" (da non confondere con "Mexicola Grande"), tuttavia sono veramente pochi i vivai con tale disponibilità.
Ricordatevi comunque che in giovani piante i danni da gelo possono manifestarsi anche a temperature superiori a quelle indicate quindi, nei primi anni dall'impianto, converrà proteggerle se sono previste intense gelate.
Inoltre sappiate che le piante di Avocado, diversamente da altre specie tropicali (es. Mango), sono soggette ad acclimatazione (o acclimatamento); ovvero hanno una maggior resistenza al freddo se quest'ultimo si manifesta in maniera graduale, dando tempo alla pianta di "prepararsi all'inverno". Piante acclimatate, cioè esposte per un certo periodo a temperature inferiori ai 12° C (54° F), resistono al freddo ed al gelo meglio di piante non acclimatate.
Per la coltivazione in Europa questo potrebbe essere un vantaggio, dato che il freddo arriva gradualmente e non ci sono (quasi) mai periodi invernali con temperature superiori ai 20° C (68° F) seguite da gelo intenso e giornate di ghiaccio (T max inferiore a 0° C = 32° F).
Negli Stati Uniti (es. Texas), l'acclimatazione al freddo di un Avocado può perdersi anche in pieno inverno, esponendo la pianta alle successive (e repentine) gelate.

L'Avocado è tra le piante meno tolleranti ai ristagni idrici, i quali danneggiano (spesso) irrimediabilmente le radici, portando la pianta a morte certa. Un eccesso di acqua, specie se unito a basse temperature, facilita i marciumi radicali ad opera dei funghi (Phytophthora spp.).
Per questo motivo è essenziale che il terreno sia altamente drenante (evitate quindi quelli troppo argillosi).
A parte questo non ha particolari esigenze, sebbene i terreni ideali siano quelli sabbiosi e leggermente acidi (pH tra 6 e 7), tuttavia si possono sviluppare bene anche in suoli alcalini.

Le concimazioni aiutano a mantenere la pianta in salute e produttiva, sebbene in terreni ricchi non siano essenziali. I concimi da usare dipendono dal tipo di suolo ma, in linea di massima, si possono utilizzare fertilizzanti per Agrumi, molto comuni in commercio.
Diversamente da altre piante da frutto, un apporto di Azoto favorisce non solo l'emissione di nuove foglie, ma anche la produzione dei frutti.

Persea americana è una specie mediamente resistente alla siccità ed, in Italia, le irrigazioni vanno fatte solo d'estate, dopo prolungati periodi di assenza di piogge. Ricordatevi, irrigare d'inverno è il miglior modo per far morire le vostre piante.
Piante affrancate ed adulte, di norma, non hanno bisogno di essere bagnate, sebbene carenze idriche possano portare ad una maggior caduta dei frutticini allegati.

L'esposizione migliore è quella assolata (almeno 6 ore di sole diretto al giorno), tuttavia nel primo/secondo anno dall'impianto troppo Sole, unito ad elevate temperature estive, può far bruciare le tenere foglie. Per piante appena messe a dimora potrebbe essere utile utilizzare teli ombreggianti.

Boccioli Fioriali Persea americanaLa potatura va eseguita nei primi anni di vita per dare una forma alla pianta e, successivamente, per evitare che la pianta diventi troppo alta. L'Avocado tollera potature anche drastiche, le quali possono però precludere la fruttificazione per una o più stagioni.
Potando in corrispondenza delle zone ricche di gemme (dove le foglie sono disposte concentricamente) si aumenta la vigoria (emissione di molti nuovi rami). Per evitare un'eccessiva crescita in altezza, conviene lasciare rami anche nella parte bassa della pianta e tagliare lontano dalle zone ad alta concentrazione di gemme.
Una pianta "bassa" è più gestibile, permette una raccolta senza l'uso di scale e rende più facili i trattamenti in caso di malattie.
La potatura va eseguita dopo la raccolta e quando non ci sono più rischi di gelate.

L'Avocado è una pianta abbastanza rustica e, generalmente, resistente alle malattie.
Tuttavia, oltre ad essere soggetto ai marciumi radicali (Phytophthora spp.), può essere colpito dal fungo patogeno Raffaelea lauricola, trasmesso tramite lo scarafaggio Xyleborus glabratus, che funziona da vettore nella diffusione della malattia.
Raffaelea lauricola è originario del Sud dell'Asia e fu importato in America nel 2002. Questo fungo attacca in maniera specifica le piante della famiglia delle Lauraceae, provocando gravi danni al legno ed ai tessuti di trasporto, che portano le piante all'appassimento ed alla morte.
Al momento non ci sono cure contro questa malattia (nota come Laurel Wilt) e, in un territorio in cui il patogeno non abbia competitori, si diffonde molto velocemente.
In Florida ha causato notevoli danni e decimato interi impianti di Avocado. In Europa, fortunatamente, non si registrano ancora attacchi di laurel wilt.

Se vi fosse venuta una mezza idea di comprarvi una pianta di Avocado, vi rimane solo da capire dove si può piantare nel vostro giardino.

Se abitate in Italia (o in Europa) propendete verso una varietà Messicana (o almeno un ibrido cone "geni" messicani), che sono sicuramente le più adatte per la coltivazione in climi temperati.
In zone fredde, per evitare i danni, scegliete una posizione a Sud rispetto ad una casa od ad un muro e, se potete, prediligete zone di pendio, che evitano i ristagni idrici e minimizzano gli effetti dell'inversione termica.
Avocado


Come Si Riproduce l'Avocado ? - Tecniche di Propagazione

La specie si può riprodurre per semina, in questo caso si avrà una pianta anche molto diversa rispetto alla pianta madre.
Molti di voi avranno visto su internet che per far germogliare un seme di Avocado lo si debba "infilzare" con dei bastoncini, posizionarlo in un bicchiere a filo d'acqua ed aspettare che spunti la radice.
Sicuramente può funzionare, ma il modo più semplice è prendere un bel Avocado al supermercato, rimuovere il seme, posizionarlo in un vaso tenendo la parte appuntita verso l'alto e ricoprilo di terra (al limite lasciando emergere solo la punta del seme).
Se fate questa operazione a fine primavera e tenete umido il terriccio, la germinazione è piuttosto rapida, con un'elevata percentuale di successo.
Purtroppo la coltivazione in vaso non è troppo adatta alla specie (vi ricordo che l'Avocado è un grosso albero) e, soprattutto se cresciuto in casa come pianta "d'appartamento", difficilmente vedrete frutti.

Il metodo di moltiplicazione più diffuso è senza dubbio l'innesto. Esso però non è semplicissimo da eseguire ed ha una percentuale di attecchimento inferiore rispetto a quella di altre piante da frutto.

Piantina Avocado di 1 mese


Quante Cultivars di Avocado Esistono ? Quali Sono le Differenze ?

Esistono centinaia di varietà che si distinguono per razza, per gruppo (tipo A o B), per forma/grandezza/sapore del frutto e per epoca di fioritura/maturazione.
Inoltre piante di diverse razze sono state spesso incrociate tra loro per ottenere ibridi che unissero i vantaggi di entrambi i "genitori".
Qui di seguito farò un (breve) elenco dei cloni più diffusi, famosi o particolari :

  • Avocado "Hass" : selezionato in California, è ormai diventato leader nel settore ed è tra le cultivars più commercializzate. La pianta è un ibrido tra una razza del Messico ed una del Guatemala, ma ha una resistenza al freddo nella norma. Il frutto è di medie dimensioni, con buccia rugosa, che diventa nera a maturità. La polpa è molto soffice, di consistenza cremosa e con un gusto particolarmente delicato. Appartiene al Gruppo A (fiori "femminili" di mattina) ed è molto produttivo.
  • Avocado "Fuerte" : ibrido (Messico x Guatemala), una delle varietà commerciali più tolleranti al freddo. Frutto verde a forma di pera, molto comune nei supermercati. La pianta è vigorosa e tende all'alternanza di produzione. Appartiene al Gruppo B (fiori "femminili" di pomeriggio).
  • Avocado "Reed" : produce un frutto di grosse dimensioni, tondeggiante. Appartiene al Gruppo A ed è una razza Guatemalteca.
  • Avocado "Bacon" : varietà di Razza messicana pura, può resistere sino a temperature di -5° C (23° F). Pianta di Gruppo B . Frutto ovale, a buccia verde, che si sbuccia facilmente.
  • Avocado "Maluma": selezionata di recente (anni '90) in Sud Africa, è tendenzialmente di razza Guatemalteca, con forse qualche "antenato" messicano. Produce fiori di tipo A e si caratterizza per avere uno sviluppo assurgente (verso l'alto) ed una crescita lenta, rendendo la pianta ideale per impianti fitti. Frutto piriforme, scuro a maturità.
  • Avocado "Wurtz" : talvolta chiamato anche "Werts", è un razza pura del Guatemala. La peculiarità è di essere una varietà "nana" a crescita lenta, che meglio si presta alla coltivazione in vaso o in piccoli giardini. Fiori di tipo A.
  • Avocado "Choquette" : Ibrido (Guatemala x Indie Occidentali), produce frutto ovale grosse dimensioni, molto sensibile al freddo, ma resistente alle malattie. Diffuso in Florida. Appartiene al Gruppo A.
  • Avocado "Zutano" : Frutto ovale, a buccia verde completamente liscia. Fiori di tipo B. Polpa dall'atipico color giallo tenue.
  • Avocado "Mexicola" : razza Messicana pura, è noto per essere uno degli Avocadi più resistenti al gelo. Produce molti frutti, ma di piccole dimensioni. E' una varietà precoce, che matura in autunno, cosa essenziale per zone in cui ci sia gelo invernale (che rovinerebbe i frutti immaturi). Fiori di tipo A.
  • Avocado "Mexicola Grande" : razza Messicana originata da un seme di un Avocado Mexicola. Questa varietà produce un frutto simile a quello del "papà", ma di dimensioni ben superiori; tuttavia Mexicola Grande, pur essendo abbastanza resistente al freddo, non lo è come MexicolaFiori di tipo A.

Fioritura Avocado


Persea americana
Rami Avocado

giovedì 23 novembre 2017

Dove Cresce la Robinia pseudoacacia ? - La Pianta Infestante Importata dall'America

Chi tra di voi usa il camino avrà sicuramente sentito parlare dell'Albero della Robinia (Robinia pseudoacacia), poiché possiede un ottimo (ed economico) legno da ardere. 
La Robinia è una pianta molto diffusa che, in Italia, è diventata infestante ed è riuscita ad imporsi su diverse specie vegetali autoctone.

Nelle prossime righe capiremo com'è fatta la pianta della Robinia, come si può coltivare e come mai riesca a crescere (quasi) ovunque.

Robinia pseudoacacia

Tronchi Robinia pseudoacacia


Origine e Distribuzione :

La Robinia pseudoacacia, nota anche con il nome di "Falsa Acacia" o "Gaggia", è una specie nativa della regione dei Monti Appalachi, nella parte orientale degli Stati Uniti d'America.
La specie botanica fu introdotta in Europa nel 1601, ad opera di Jean Robin, un botanico che lavorava per il Re di Francia Enrico IV.
In Italia arrivò nel 1662, dove venne piantata nel prestigioso Orto Botanico di Padova.

La Robinia è una pianta dotata di una crescita assai veloce e, per questo motivo, venne diffusa sul territorio, per contrastare l'erosione, per produrre legna da bruciare o per il rimboschimento.
Tuttavia la natura "invasiva" della Robinia le ha permesso di diffondersi in tutta l'Europa, dalla Svezia alla Spagna, dalla Grecia all'Europa Centrale (Francia, Svizzera, Ungheria, Austria).
La specie è naturalizzata anche in Medio Oriente (Turchia, Israele), nel Nord Africa, in Asia (Cina, Corea, India, Pakistan) e persino in Nuova Zelanda ed Australia.

In Italia è presente ovunque e, soprattutto al Nord (es. Lombardia), la situazione sembra essere sfuggita di mano.
La Robinia tende a formare boschi puri molto fitti, riesce a colonizzare habitat molto differenti ed ha la peculiarità di emettere numerosi ricacci (polloni) dalle radici.
Per questi motivi ha pochi competitori naturali e rappresenta una seria minaccia per lo sviluppo della flora locale, portando ad un impoverimento della biodiversità.

Se mi dovessero chiedere "Qual è la pianta più diffusa in Italia, allo stato naturale ?", non avrei alcun dubbio a rispondere "Robinia pseudoacacia".

Provate ad osservare il bordo di una strada, un campo lasciato incolto da qualche anno, una casa diroccata o dei binari ferroviari abbandonati, sicuramente vedrete un predominio di piante di Robinia.


Com'è la Pianta della Robinia ? - Botanica e Fisiologia

Frutti Immaguri Robinia pseudoacaciaL'Albero della Robinia (Robinia pseudoacacia) è una specie decidua che appartiene alla famiglia delle Fabaceae (Leguminose), una delle più numerose tra le angiosperme (piante con fiori).
Il nome del genere (Robinia) fu dato da Linneo, in onore di Jean Robin che, cent'anni prima, importò la prima pianta in Europa.
La Robinia è imparentata con la Mimosa (Acacia dealbata) e l'Acacia di Persia (Albizia julibrissin), tant'è che talvolta viene anch'essa chiamata Acacia, come suggerisce anche il suffisso della specie "pseudo-acacia".

La Robinia è una pianta a crescita rapida e, in pochi anni, può raggiungere un'altezza di circa 20-25 m (66-82 ft). Tuttavia la crescita verticale è dominante ed il tronco ha di solito un diametro inferiore rispetto ad altre specie di egual altezza.
I rami hanno spine appuntite in corrispondenza delle gemme e possono crescere anche oltre 4 metri (13 ft) a stagione. Essi sono esili e molto flessibili, dando alla Robinia un aspetto slanciato che, in condizioni di forte vento, la fanno "ballare" vistosamente.
La chioma è poco densa ed i pochi rami sono spesso concentrati nella parte alta della pianta.
La corteccia, inizialmente liscia e rossastra, diventa rugosa e grigio-brunastra col passare del tempo ed, a maturità, tende a fessurarsi longitudinalmente, creando dei solchi profondi che si intrecciano, rendendo il tronco facilmente riconoscibile.
Il fusto e le fessure dei rami più grandi, rappresentano l'habitat ideale per la crescita di diverse specie di Muschio.

Le foglie della Robinia sono color verde tenue, alterne, imparipennate (come tipico delle Leguminose) ed ognuna composta da 7-15 foglioline.
Le infiorescenze sono dei racemi (grappoli) penduli, formate da numerosi fiori e foglie. Esse si sviluppano a partire dall'ascella fogliare e possono essere lunghe oltre 30 cm (12 inch).
I fiori sono bianchi, con una parte centrale gialla ed emanano un gradevole profumo; inoltre hanno un'elevata quantità di nettare, il che rende loro molto attraenti per le Api, da cui si può ricavare un ottimo miele. I singoli fiori assomigliano, sia per forma che per colore, a quelli di alcune varietà di Fagiolo.
Nel Nord Italia la fioritura principale della Robinia avviene nella tarda primavera, nel periodo che va da fine Aprile a tutto Maggio ed è successiva alla produzione delle nuove foglie.
Quando un bosco di Robinia è in fiore si ode da lontano, con l'assordante "zzzzzz" prodotto dalle numerosissime Api che sono alla ricerca del prezioso contenuto zuccherino dei fiori.
In alcune piante non è raro vedere, in estateuna seconda fioritura, sebbene molto più contenuta, a volte addirittura un'unica infiorescenza per albero.
I frutti sono dei baccelli appiattiti, lunghi circa 10 cm (4 inch), contenenti una decina di semi. Tra Agosto e Settembre, a maturazione ultimata, i frutti si aprono rilasciando i semi nell'ambiente, ma rimangono spesso ancorati alla pianta per tutto l'inverno, fino alla ripresa vegetativa dell'anno successivo.

Fiori Robinia pseudoacacia

Foglie Robinia pseudoacacia

Tronco Robinia pseudoacacia

Come Crescere la Robinia ? - Coltivazione, Esposizione ed Esigenze Climatiche

Robinia pseudoacacia è una specie pioniera, molto vigorosa, ma con una longevità limitata.
In Italia, allo stato naturale, raggiungere un'età media di circa 70 anni, sebbene singoli esemplari, coltivati in zone non boschive (es. parchi o giardini) possano diventare secolari, come ad esempio il primo albero introdotto in Europa, che è tuttora vivo e, con un'età superiore ai 400 anni, è probabilmente la più vecchia Robinia al mondo.
Partendo da seme, la fioritura e la produzione di frutti inizia dopo solo 6-7 anni e si protrae copiosa sino a 40-50 anni, per avere successivamente un netto declino.

La Robinia ha una buona resistenza al freddo ed, in Italia, può crescere in montagna sino ad un'altitudine di 1000 m (3280 ft) e, nel meridione, anche oltre.
Sebbene preferisca terreni acidi ed umidi, può svilupparsi su qualsiasi suolo e tollerare lunghi periodi di siccità.
Nel suo habitat naturale le piogge annue sono di circa 1000 mm (40 in), ma la Robinia può vivere anche in zone in cui ne cadono appena 400 mm (16 in).
In aree in cui le precipitazioni estive sono praticamente nulle (vedi le zone a clima Mediterraneo più aride d'Italia, come Puglia e Sardegna), la specie ha una crescita più contenuta ed un portamento arbustivo.

Infiorescenza Robinia pseudoacaciaLa Robinia è una specie eliofila e si sviluppa correttamente solo in posizioni soleggiate. In zone ombrose, come il sottobosco, i semi faticano a germogliare e la crescita rimane stentata.
Questo albero, come del resto molte altre leguminose (es. Fave), può crescere in terreni poveri di nutrienti, in quanto è un azotofissatore, ovvero è in grado di utilizzare l'azoto atmosferico, trasformandolo in sali di azoto che arricchiscono il suolo di questo elemento, rendendolo più fertile.

Questa pianta può sopportare potature drastiche, tanto che per eradicarla si devono necessariamente rimuovere le radici. Se si potasse alla base (come spesso succede ai bordi delle strade), le radici emetterebbero polloni, ricreando in poco tempo una vegetazione più fitta di prima.
La riproduzione per semina è efficace, i semi hanno una percentuale di germinazione di circa il 75%, sopportano gli incendi e possono rimanere vitali per oltre 3 anni.
Tuttavia l'ampia colonizzazione di prati e zone libere è dovuta all'espansione clonale (moltiplicazione vegetativa), ovvero alla massiccia emissione di polloni radicali, i quali formano nuove piante, che a loro volta riemetteranno polloni dalle radici etc. Nel caso in cui la pianta venga danneggiata dal vento, dagli incendi o da quant'altro, è in grado di emettere nuova vegetazione anche dalla ceppaia.

Insomma la Robinia non teme né le alte né le basse temperature, cresce più veloce dell'erba e, se coltivata in terreni assolati, diventa inarrestabile.

Frutti Maturi e Semi Robinia pseudoacacia

Germoglio Robinia pseudoacacia
Fioritura Robinia pseudoacacia

venerdì 17 novembre 2017

Come Coltivare la Carissa macrocarpa (Prugna del Natal) ? Dove può Crescere in Italia ?

Carissa macrocarpa (o Carissa grandiflora) è il nome scientifico di una pianta tropicale nota come Natal Plum, in italiano traducibile in "Prugna del Natal".
Questa specie altamente ornamentale può crescere nelle zone più miti d'Italia ed, inoltre, produce frutti commestibili, che assomigliano a delle piccole susine di color porpora.

Nelle prossime righe conosceremo un po' meglio la Carissa macrocarpa e vi fornirò qualche informazione utile alla sua coltivazione.

Carissa macrocarpa

Origine, Habitat e Diffusione :

La Prugna del Natal è nativa del Sud Africa ed in particolar modo, come suggerisce il nome, della regione KwaZulu-Natal, situata nella parte più orientale dello stato; tuttavia la distribuzione naturale di questa specie si estende anche più a Nord, sino al Mozambico.
La Carissa macrocarpa cresce spontanea lungo le coste, sulle dune di sabbia oppure al confine con le foreste costiere.

Oggigiorno la specie è alquanto diffusa in Florida ed in California, oltre che sulle isole del Golfo del Messico (es. Caraibi).
In Italia è ancora poco conosciuta e coltivata prevalentemente da appassionati, sia come arbusto isolato, sia per formare siepi fiorite ornamentali.
Ovviamente questo "lusso" è permesso solo a coloro che hanno orti e giardini nelle zone costiere più miti d'Italia.
Ad esempio, un esemplare molto rigoglioso cresce da anni nei giardini di Hanbury, a Ventimiglia, in Liguria, una zona davvero molto riparata.


Com'è Fatta la Prugna del Natal ? - Botanica e Fisiologia 

Carissa macrocarpa (sinonimo di Carissa grandiflora) è una specie sempreverde che appartiene alla famiglia delle Apocynaceae e si sviluppa sotto forma di piccolo arbusto, dalla forma tondeggiante, alto e largo al massimo 2-3 metri (6-10 ft), sebbene, all'infuori dei tropici, rimanga spesso più basso.

Il portamento è ricadente, quasi tappezzante, con tralci lunghi ed esili che sfiorano terra o si appoggiano su muretti o sassi. Ad una prima vista questo portamento potrebbe ricordare quello della pianta dei Capperi (Capparis spinosa).

La Prugna del Natal ha una crescita rapida, si sviluppa su più tronchi e possiede giovani rami dotati di spine appuntite, raggruppate a coppie, ad un angolo di circa 90° l'una dall'altra (a forma di "Y").
Le foglie sono opposte, lucide, di color verde scuro ed hanno una consistenza carnosa/succulenta. Esse sono di medio-piccole dimensioni, hanno una forma ovale, con una profonda venatura centrale che le divide in due.
I fiori della Carissa macrocarpa si formano all'apice della nuova vegetazione e possono essere solitari o riuniti in gruppi composti da 3-4 fiori.
Questi fiori sono color bianco neve, emanano un odore delicato ed hanno 5 petali, disposti concentricamente, dando loro un aspetto simile ad un'elica. Essi hanno una forma ad imbuto, in cui il polline e gli ovuli si trovano in profondità e, nei luoghi d'origine, l'impollinazione avviene a carico di scarafaggi e falene notturne, entrambi dotati di lunghe "appendici", in grado di raggiungere la parte più interna dei fiori.
Sebbene i fiori siano bisessuali e, solitamente autofertili, all'infuori del proprio areale l'allegagione (formazione di frutticini) potrebbe essere scarsa, poiché mancano quel tipo di insetti pronubi così altamente specializzati e le Api fanno fatica ad impollinarli.
Avere fioriture abbondanti e niente (o quasi) frutti è abbastanza comune, ma è un fenomeno che varia considerevolmente da pianta a pianta.
Per limitare questo problema, ed aumentare il numero di fiori fecondati, può essere utile piantare più esemplari e/o impollinare manualmente i fiori, prelevando il polline con un pennellino affilato.

Frutto Aperto Carissa macrocarpaIn zone tropicali la fioritura della Carissa macrocarpa è pressoché continua per tutto l'anno, ma anche in Italia si protrae per un periodo molto lungo, indicativamente dalla tarda primavera sino all'autunno, cessando solo nei mesi più freddi dell'anno.

Se avviene la fecondazione, ai fiori seguono dei frutti eduli. Essi sono inizialmente di color verde, ma a maturazione virano a color rosa-porpora, diventando più morbidi e leggermente cedevoli al tatto.
I frutti della Carissa macrocarpa sono a forma di uovo, con un'estremità più appuntita e l'altra più arrotondata, hanno dimensioni variabili, ma generalmente paragonabili a quelle di un piccolo Kiwi.
All'interno del frutto si trova una polpa rossa e biancastra, nel cui centro sono presenti circa una decina di piccoli semi marroni appiattiti.

Il sapore è particolare, sicuramente non eccezionale, ma comunque piacevole; inoltre varia molto da pianta a pianta e, purtroppo, non credo siano state selezionate molte cultivars per le caratteristiche organolettiche. Il gusto astringente si avverte sempre, ma diventa via via meno marcato con l'avanzare della maturazione; in bocca la consistenza è granulosa ed il sapore mix tra acidulo e dolce, ricorda i piccoli frutti nostrani.
Probabilmente i frutti del Natal Plum sono più indicati per la preparazione di marmellate e confetture, rispetto ad essere mangiati come frutta fresca.
Il frutto richiede circa 60 giorni per maturare e la fruttificazione avviene indicativamente da metà estate, sino all'autunno inoltrato, a volte addirittura fino a Natale (alcuni la chiamano anche "Prugna di Natale").
Data la fioritura prolungata ed il poco tempo necessario per la maturazione dei frutti, è frequente vedere contemporaneamente su un'unica pianta: fiori (bianchi), frutti immaturi (verdi) e frutti maturi (rossi), ricordando molto i colori autunnali del Corbezzolo.

Staccando i frutti (o anche tagliando un rametto), fuoriesce un lattice biancastro, simile a quello dei Fichi (Ficus carica), irritante per gli occhi.
Sebbene in passato si credesse che tutte le parti della pianta ad eccezione del frutto fossero velenose, oggi si sa che questo è più un mito che realtà ed, al limite, si possono avere lievi irritazioni (vedi il lattice citato poco sopra).

Boccioli Carissa macrocarpa

Frutti Prugna del Natal

Fiore Carissa macrocarpa

Dove Piantare la Carissa macrocarpa ? - Coltivazione, Esposizione, Clima, Potatura, Riproduzione e Cure

La Prugna del Natal è una pianta che non può crescere ovunque in Italia, anzi sono pochi i posti in cui si possa sviluppare senza danneggiarsi (o morire) durante l'inverno.
In linea di massima si dovrebbe piantare in zone "frost free" (esenti da gelo), come le aree costiere del Sud Italia o quelle più riparate del Nord (esempio Liguria); tuttavia se ne può tentare la coltivazione anche laddove ci siano rarissime (e lievi) gelate, magari posizionandola esposta a Sud, vicino ad un muro che rilasci calore durante le fredde nottate invernali.

La Carissa macrocarpa ha un scarsa resistenza al freddo e può tollerare occasionali abbassamenti di temperatura sino a circa -2° C (28° F).
A temperature inferiori iniziano ad esserci danni rilevanti alle foglie ed ai rami, ma se il freddo non è continuativo c'è qualche possibilità che la pianta rivegeti dalle radici in primavera. Tuttavia se le temperature scendessero sotto i -4° C (25° F), la probabilità che la pianta sopravviva sarebbe minima e, per piante molto giovani, i danni da freddo potrebbero essere letali anche a temperature prossime agli 0° C (32° F).

L'esposizione ideale è in pieno sole, tuttavia riesce a svilupparsi anche a mezz'ombra, ma la fioritura/fruttificazione diminuisce al diminuire delle ore di sole diretto, diventando nulla in zone ombrose.

Il terreno ideale è ben drenante (mal sopporta i ristagni idrici), ma per il resto è abbastanza tollerante, crescendo bene sia sulla sabbia, che su terreni rocciosi, anche poveri.
Prosperando vicino al mare, la specie è in grado di tollerare terreni con elevate concentrazioni di sale, nonché venti ricchi di salsedine.

La Carissa macrocarpa ha una buona resistenza alla siccità e, una volta affrancata, può sopportare anche senza irrigazioni le torride "estati mediterranee", senza compromettere la fruttificazione.
La concimazione è poco importante, in quanto la pianta riesce a svilupparsi perfettamente anche in terreni sassosi e poveri di nutrienti.

La specie è dotata di enorme vigoria ed è perciò in grado di reggere potature energiche, senza grosse sofferenze.
Si può potare durante tutto l'anno, ma è meglio farlo sul finir dell'inverno/inizio primavera, non pregiudicando la fioritura e fruttificazione dell'anno.
Detto questo la potatura non è assolutamente indispensabile ed ha come unico scopo quello di contenere le dimensioni delle piante, come ad esempio per la formazione di siepi ornamentali.

Natal Plum è una pianta rustica e resistente ed, in Italia, non ha grossi problemi o malattie. I rari attacchi fungini si risolvono in maniera naturale, senza ricorrere agli anticrittogamici.
Piante coltivate in posizioni ombreggiate ed umide sono più soggette agli attacchi dei patogeni.

La Carissa macrocarpa si propaga efficacemente tramite margotta. Basta intagliare un ramo, piegarlo, ricoprire la parte centrale di terra ed aspettare che emetta radici. Dopo un paio di mesi si potrà recidere il ramo principale e trapiantare la nuova piantina in un vaso con sabbia, tendendolo in ombra durante i primi mesi di sviluppo.
La moltiplicazione per Talea è più difficoltosa, ma possibile.
In ultimo, la specie si può riprodurre anche tramite semina; i semi germinano in circa 2-4 settimane, la crescita iniziale è abbastanza lenta, ma la messa a frutto avviene solitamente precocemente, ad un'età di 2-3 anni.

Fioritura Carissa macrocarpa

Rami e Foglie Carissa macrocarpa

Frutti Immaturi Carissa macrocarpa

Frutto Maturo Carissa macrocarpa

Germoglio Carissa macrocarpa