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venerdì 24 giugno 2016

Rosa rugosa, la Rosa che non si Ammala

Le Rose sono piante affascinanti, ma spesso delicate, soggette a diverse malattie e colpite da innumerevoli parassiti. Tra tutte, la Rosa rugosa, è sicuramente la specie più rustica e che richiede meno cure, donando sempre copiose fioriture.

Ma come si coltiva la Rosa rugosa? Qual è il suo clima ed habitat di crescita ideale? Dove si può coltivare in Italia? Quali differenze ha rispetto alle "classiche" Rose?

Rosa rugosa

Di rose, in maniera generica, avevamo già discusso in questo post; ora approfondiremo la conoscenza di questa specifica specie.


Origine e Diffusione :

La Rosa rugosa è di origine Asiatica, è infatti nativa dell'estremo oriente, in stati quali Corea, Giappone, Nord-Est della Cina e persino la parte meridionale della Siberia.
Oggigiorno è diffusa, ad uso prettamente ornamentale, sia in Europa che in America, è comune nei giardini privati, ma anche nelle aiuole dei parchi o nelle rotonde stradali.


Botanica e Fisiologia :

Foglia rosa rugosa
Rosa rugosa è una specie decidua appartenente alla famiglia delle Rosaceae, ha un portamento arbustivo ed un'elevata tendenza ad emettere polloni (rami che si producono dalle radici) che, in alcune zone, la rende una pianta quasi infestante.
La Rosa rugosa raggiunge un'altezza di circa 1-1,5 metri (3-4 ft), i suoi rami sono ricoperti da spine, corte, ma particolarmente folte. Le foglie della Rosa rugosa sono pennate, formate da 8-9 foglioline di forma ovale e con venature pronunciate, tanto da dare il nome "rugosa" alla specie; il loro colore è verde acceso in estate, mentre, in autunno, vira ad un bel giallo-marroncino, con sfumature rosse.
I fiori possono essere singoli o multipli, piuttosto grandi ed aperti, emanano un profumo intenso e piacevole. I fiori hanno petali di colore diverso a seconda della cultivar, generalmente o bianchi (es. Alba, Gufo della Neve) o con diverse gradazioni di rosa-violetto (es. Pierette), sono inoltre presenti innumerevoli ibridi tra Rosa rugosa ed altre specie di Rose. La fioritura della Rosa rugosa inizia in primavera, con un apice verso Maggio-Giugno, tuttavia la specie è rifiorente ed è possibile trovare fiori fino all'arrivo dei primi geli.
In pochi sanno che la Rosa rugosa fa dei frutti commestibili, essi sono di color rosso, lucidi e contengono una discreta quantità di polpa; a maturazione tendono a raggrinzirsi. Se mangiati freschi sono tutt'altro che prelibati, ciò nonostante si possono ottenere delle ottime marmellate.


Differenze Rispetto alle altre Rose :

Premesso che esistono moltissime specie di Rose, se prendessimo la classica Rosa da recidere, la Rosa rugosa si differenzierebbe sotto diversi aspetti, che elencherò di seguito:
  • Profonde venature sulle foglie, che le fanno sembrare "rugose"
  • Fiori con pochi petali separati tra di loro, che lasciano ben visibili le antere 
  • Portamento arbustivo ed altamente pollonante
  • Ramificazioni dense
  • Frutti commestibili di dimensioni ragguardevoli
  • Spine più abbondanti, ma meno lunghe
  • Elevata resistenza alle malattie
  • Elevata vigoria, pianta quasi tappezzante 
  • Colori autunnali duraturi ed eleganti

Coltivazione, Clima, Potature e Riproduzione :

Frutti rosa rugosa
La Rosa rugosa è una pianta evolutasi per climi freddi ed in natura prospera in un areale leggermente più a Sud rispetto a quello del Mirtillo Siberiano; è quindi del tutto normale che abbia sviluppato un'elevata resistenza al freddo, che le permette di essere coltivata ovunque in Italia, anche in montagna.
La Rosa rugosa preferisce un'esposizione a mezz'ombra ma, in ambiente luminoso, si sviluppa piuttosto bene anche in zone più ombreggiate.
Questa Rosa è adattabile e, pur prediligendo terreni ricchi di sostanza organica ed acidi, può crescere anche in terreni poveri ed aridi. La specie ha una discreta resistenza alla siccità anche se, con esposizioni in pieno Sole, in zone molto aride, potrebbe essere utile eseguire una buona pacciamatura.
Questa specie di Rosa sopporta potature anche drastiche che, di norma, non compromettono più di tanto la fioritura, dato che questa avviene all'apice dei nuovi getti; infatti, la Rosa rugosa, è anche utilizzata per formare siepi basse e fitte. La potatura consiste nell'eliminazione (sfoltimento) dei polloni emessi l'anno precedente e nell'accorciamento, a circa metà lunghezza, di quelli rimasti.
La riproduzione avviene, generalmente, tramite Talea, ma è anche possibile prelevare uno dei tanti polloni con relative radici e rinvasarlo opportunamente.
Come accennato all'inizio, la Rosa rugosa è particolarmente rustica e resistente alle più comuni patologie fungine, talvolta può essere attaccata dagli Afidi, ma solitamente non comporta mai gravi conseguenze né alla pianta, né alla sua fioritura.

Rosa rugosa primavera


Rosa rugosa a fiore bianco

Rami rosa rugosa

Fiore viola rosa rugosa

mercoledì 15 giugno 2016

Qual è il Ruolo della Fotosintesi Clorofilliana ? Autotrofi ed Eterotrofi a Confronto

Tutti noi sappiamo che i vegetali fanno una reazione essenziale, sia per loro, che per tutti gli altri esseri viventi. 

Ma come funziona la Fotosintesi Clorofilliana? A che cosa serve? Perché è così importante? Cosa produce e cosa consuma?

Se guardassimo all'evoluzione della Terra, noteremmo che i primi organismi a comparire furono dei Batteri Fotosintetici.
All'epoca, infatti, non vi era ossigeno "libero" (O= ossigeno molecolare) e l'atmosfera era molto ricca di anidride carbonica (CO2). Quindi i primi esseri viventi, non potendo utilizzare l'ossigeno per svolgere le proprie attività metaboliche, dovettero necessariamente utilizzare l'anidride carbonica.



























La Fotosintesi Clorofilliana, allora, come adesso, assorbe anidride carbonica (CO2) dall'atmosfera e rilascia ossigeno (O2). Pare ovvio che, dopo la comparsa di questi primi esseri viventi, la composizione atmosferica si modificò, arricchendosi di ossigeno a discapito di anidride carbonica. Tutto ciò creò l'ambiente ideale per la comparsa degli organismi eterotrofi (tra cui noi mammiferi) che, respirando, consumano ossigeno e producono anidride carbonica.

Sembra evidente che, Fotosintesi e Respirazione, siano due processi complementari in cui, uno dei due, produce ciò che l'altro consuma.


Ma Come si può Ricavare Energia Tramite la Fotosintesi Clorofilliana?

Gli organismi autotrofi (es. Piante), diversamente da quelli eterotrofi (es. Animali), possono ricavare l'energia necessaria per il loro sostentamento, partendo da materia inorganica, senza utilizzare altri esseri viventi.

Gli organismi autotrofi, tramite la fotosintesi, riescono ad utilizzare il carbonio (C), presente nella molecola di anidride carbonica (CO2), per formare il Glucosio, uno degli zuccheri fondamentali. 
Questa reazione biochimica non è spontanea ed è resa possibile solo tramite l'energia fornita dalla luce solare. 
Gli organismi eterotrofi ricavano energia consumando il Glucosio presente nei vegetali (gli erbivori) o mangiando altri organismi eterotrofi (i carnivori). 



Qual è la Reazione della Fotosintesi Clorofilliana? (non bilanciata)



CO2     +     H2O      +    Energia Solare ---------------------> O2      +      C6H12O6 (Glucosio)



Gli organismi eterotrofi, non potendo utilizzare l'energia solare per far avvenire una reazione "controcorrente", fanno la reazione esattamente opposta (la Respirazione)



 O2    +      C6H12O6 (Glucosio)--------------------------------> CO2     +     H2O      +    Energia



La produzione di Glucosio richiede energia (gli autotrofi usano quella solare), il consumo di Glucosio produce energia.

Fotosintesi e Sole












Come e Dove Avviene la Fotosintesi?


Le cellule che compongono le foglie delle piante hanno un'elevata concentrazione di particolari organelli cellulari chiamati Cloroplasti ed è proprio al loro interno che si svolge la fotosintesi.

All'interno dei Cloroplasti c'è la Clorofilla, una molecola in grado di eccitarsi quando viene "colpita" dai fotoni (le particelle che compongono la luce).

E' importante ricordare che la luce solare è formata da "più luci", con diversa lunghezza d'onda (l'arcobaleno null'altro è che la scomposizione della luce solare nelle sue componenti base) e che un tipo di clorofilla può assorbire solo quelle entro un determinato range. Nei cloroplasti vi sono diversi tipi di clorofilla, oltre ad altri pigmenti fotosintetici, ognuno dei quali "capta" solo uno spettro limitato di luci. 


Tanto più "forte" sarà il Sole, tanto più efficace sarà la Fotosintesi ma, in alcune specie (ad es, quelle da sottobosco come le Felci o l'Edera), esposizioni troppo assolate possono essere dannose, portando a saturazione il sistema. 

La luce solare viene riflessa quindi, anche piante all'ombra, ricevono una certa quantità di radiazione luminosa con cui fare la fotosintesi; ovviamente, specie molto esigenti di luce, cresciute in zone ombrose, fanno una ridotta fotosintesi, conseguentemente hanno una ridotta produzione di Glucosio, motivo per cui, le piante da frutto, per aver frutti con un alto contenuto zuccherino, richiedono esposizioni in cui vi sia Sole diretto. 

La Clorofilla eccitata ossida l'ossigeno dell'acqua ad ossigeno molecolare e, tramite una serie di passaggi, trasferisce questi elettroni al NADP+, riducendolo a NADPH; inoltre sfruttando un gradiente di pH, innescato da questa reazione, all'interno dei Cloroplasti, la cellula può formare ATP, partendo da ADP.



Senza addentrarci in ulteriori dettagli, basti sapere che la Fotosintesi può essere suddivisa in più fasi:



  • Una prima reazione (Fase Luminosa), che richiede energia solare per avvenire, ossida ("trasforma") H2O in  O2 ed immagazzina l'energia sotto forma di due molecole: ATP e NADPH.
  • Una seconda fase (Ciclo di Calvin o Fase Oscura), che non richiede energia luminosa, sfrutta l'ATP e il NADPH, prodotti nella fase luminosa, per convertire la CO2 (composto inorganico) in Glucosio (composto organico).


Gli scambi gassosi (es. Anidride carbonica, Ossigeno) avvengono attraverso, particolari aperture fogliari, dette Stomi.



A Cosa Serve il Glucosio alle Piante?



Il Glucosio è una "moneta energetica" anche per le piante, infatti, anche loro, respirano ed utilizzano gli zuccheri per produrre energia.
In pratica è come se l'energia del Sole (sfruttabile solo dai Cloroplasti contenuti nelle foglie), fosse convertita in un'altra forma di energia (zuccheri), utilizzabile da tutte le cellule della pianta. 
Ovviamente solo una parte di Glucosio viene "consumata" dalla respirazione, il resto è utilizzato come fonte di riserva e per produrre Cellulosa, un polimero del Glucosio con cui sono costruite le pareti cellulari delle cellule vegetali.
Dalla Cellulosa, presente nelle pareti cellulari delle cellule dell'erba, gli erbivori ricavano il Glucosio che utilizzano come fonte di energia.

Di fatto, il Sole, fornisce, direttamente (Autotrofi) o indirettamente (Eterotrofi), tutta l'energia che serve agli organismi viventi per rimanere tali, in un ciclo che parte dalla più piccola pianta (che produce Oe Glucosio) ed arriva fino ai grossi carnivori (che producono COed H2O ).


Raggio di Sole

giovedì 9 giugno 2016

Come Coltivare l'Arancio Dolce (Citrus sinensis)?

Le Arance sono da sempre il simbolo della Sicilia e, da lì, vengono esportate in tutto il resto d'Italia ed Europa. Ma è solo un fattore tradizionale? 
L'Arancio Dolce (Citrus sinensis) può crescere e fruttificare anche in altre parti d'Italia? E' realmente così sensibile al freddo? Può essere piantato anche nel Nord Italia?

Arance mature


Origine e Diffusione :

L'Arancio Dolce è l'Agrume più coltivato al mondo, ma in pochi sanno che questa specie (Citrus x sinensis) è, probabilmente, un ibrido naturale ottenuto dall'incrocio tra Pomelo (Citrus maxima) e Mandarino (Citrus reticulata), che risale a circa 4000 anni fa. Tuttavia c'è chi sostiene che questa ibridazione abbia dato origine solo all'Arancio Amaro (Citrus × aurantium) e che, in seguito, una mutazione di quest'ultimo abbia generato l'Arancio Dolce.
Comunque sia questo antico ibrido (chiamiamolo Arancio "generico"), ebbe origine nella Cina Meridionale, successivamente giunse, tramite gli scambi commerciali tra Impero Cinese ed Impero Romano, sino all'Asia Minore e al Bacino Mediterraneo.
Inizialmente l'Arancio non vide una grossa diffusione e se ne persero le tracce. Fu "riscoperto", diversi secoli più tardi, dai marinai portoghesi e solo allora conquistò la notorietà che questo agrume merita. Oggigiorno, a livello mondiale, le Arance sono il secondo frutto per volume di produzione, essendo precedute solo dalle Banane.


Botanica e Fisiologia :

Fiori di ArancioL'Arancio Dolce  (Citrus sinensis) appartiene, come tutti gli Agrumi, alla famiglia delle Rutaceae. E' una pianta sempreverde che spesso assume una forma arbustiva, raggiungendo un'altezza di circa 6-8 metri (20-26 ft). La chioma, se lasciata crescere liberamente, mostra una forma tondeggiante e, in alcune cultivars, i rami possono contenere delle spine pungenti all'ascella fogliare. Le foglie dell'Arancio sono di medie dimensioni, ovali, lisce e di colore verde scuro; se strofinate emanano un buon odore. Il Fiore dell'Arancio, chiamato anche "Zagara", è bianco, con 5 petali carnosi e con un profumo che si diffonde velocemente nell'aria. I Fiori possono essere singoli o raggruppati in piccole infiorescenze, contenenti fino ad un massimo di 5-6 fiori. In molte varietà di Arancio Dolce, l'impollinazione non è necessaria ed, anzi, può essere dannosa; questo perché può ostacolare la produzione di frutti per partenocarpia; ovvero frutti che, sviluppandosi in assenza di fecondazione, sono privi di semi.
Foglie di ArancioLa fioritura dell'Arancio, a differenza di quella di altri agrumi come il Cedro, non è continuativa, ma relegata alla stagione primaverile; essa avviene, a seconda del clima, da inizio Marzo a fine Aprile. Le arance sono frutti che, a maturazione, hanno un colore arancione più o meno carico a seconda della clima e della varietà. Le arance richiedono dai 9 ai 12 mesi di tempo per maturare, ciò, data la fioritura primaverile, ne fa un frutto tipicamente invernale. La loro spessa buccia svolge un ruolo difensivo proteggendole dal freddo e dall'umidità, per questo motivo le arance possono rimanere sull'albero per mesi, senza marcire e l'arco di tempo in cui possono essere raccolte e consumate è molto più ampio della maggioranza dei frutti.


Coltivazione, Clima e Cure:

Arance immatureL'Arancio Dolce è una pianta di origine subtropicale, ma perfettamente adattata al clima Mediterraneo Caldo. Citrus sinensis è una specie che predilige una certa stagionalità, l'abbassamento delle temperature che, in Italia, iniziano a verificarsi da Ottobre, sono responsabili dell'invaiatura, ovvero il cambio di colore della buccia (da verde ad arancione) e la conseguente maturazione.
Nelle zone tropicali, come in alcune parti dell'Africa, il frutto rimane verde e deve essere trattato con Etilene al fine di poter maturare. L'Arancio Dolce, contrariamente a quanto si pensi, resiste al freddo meglio del Limone, tuttavia, rispetto a quest'ultimo, richiede una maggiore quantità di calore per poter maturare ed addolcire i suoi frutti, questo fattore ha confinato la produzione commerciale alle zone costiere del Mezzogiorno, dove l'autunno molto mite permette la corretta maturazione.
L'Arancio, a livello amatoriale, si può coltivare molto più a Nord, persino nei microclimi più favorevoli dei grandi laghi del Nord Italia, dove però la polpa rimane leggermente acidula.
Invaiatura aranceLa resistenza al freddo di una pianta adulta di Arancio Dolce si aggira attorno ai -6/-7 °C (21-19 °F); ovviamente queste temperature sono da riferirsi come picco sporadico e non continuative per tutte le notti invernali. Un problema comune a molti agrumi è la maturazione invernale dei frutti; nell'Arancio, infatti, il frutto è danneggiabile a temperature meno rigide di quelle che potrebbe reggere la pianta.
Questo vuol dire che gelate di qualche grado sotto zero, pur non danneggiando la pianta, potrebbero far marcire i frutti prima che giungano a maturazione. Temperature estive troppo elevate possono limitare le proprietà organolettiche delle Arance, rendendole poco gustose.
L'Arancio gradisce un'esposizione in pieno sole, condizione che permette di aver un maggior numero di frutti e migliori qualità gustative, tuttavia, in ambiente luminoso, si possono ottenere buoni risultati anche con solo mezza giornata di sole diretto.
Citrus sinensis è una specie abbastanza resistente alla siccità, però le Arance sono composte prevalentemente da acqua e zuccheri, dunque, l'assenza prolungata di acqua, pur non portando necessariamente al deperimento della pianta, può arrecare gravi danni alla produzione.
La maggior parte degli aranceti sono concentrati nel Mezzogiorno, una parte d'Italia in cui l'estate è particolarmente siccitosa, di conseguenza, la maggior parte degli impianti sono irrigui.
L'Arancio, come del resto molti altri agrumi, è una pianta piuttosto esigente in quanto a terreno che, idealmente, dovrebbe essere sciolto, ricco di sostanza organica, drenante, profondo e neutro (pH tra 6 e 8); sono da evitare terreni pesanti, alcalini e poveri.
La potatura dell'Arancio, in assenza di gelate, si svolge nel tardo inverno (dopo la raccolta e prima della ripresa vegetativa), accorciando e diradando i rami che si incrociano, arieggiando la chioma e controllandone l'eccessivo vigore.


Varietà di Arance :

L'arancio è una specie molto diffusa, anche in zone molto diverse tra loro, questo ha permesso la selezione di oltre duemila varietà (c'è chi sostiene ben di più), tuttavia quelle coltivate su larga scala sono solo un centinaio ed, in Italia, solo poche si trovano comunemente nei supermercati.
Le diverse varietà di Arancio differiscono per colore, epoca di maturazione, ma anche per gusto, succosità, aromi e spessore della buccia.
Tutte le varietà possono essere raggruppate in tre grandi categorie:

  • Arance Rosse (Arance Sanguigne) : ne sono un esempio le cultivars Tarocco, Moro, Sanguinello.  L'elevate presenza di Antociani conferisce loro un aspetto scuro, la polpa è leggermente acidula e succosa, la loro coltivazione è assai diffusa in Sicilia.
  • Arance Bionde "Ombelicate" (Navel) : ad esempio  Washington Navel, Navelina, Brasiliano. La loro maturazione può essere più precoce di altre, sono caratterizzate da una polpa chiara, dolce e dalla presenza di una protuberanza (ombelico) apicale, questa è dovuta ad un secondo frutto (in via di formazione) all'interno dell'Arancia stessa. Queste arance, di solito, sono apirene e con una buccia spessa.
  • Arance Bionde "Non Ombelicate": ad esempio Biondo Comune, Belladonna, Valencia, Ovale Calabrese. Come le precedenti, hanno polpa chiara, ma sono prive della protuberanza che contraddistingue le Navel. Sono particolarmente indicate per la produzione di spremute. All'interno di questo gruppo ci sono alcune tra le varietà più tardive, che possono maturare anche verso Aprile/Maggio.

Germogli di Arancio



Malattie e Parassiti :

L'arancio è una specie soggetta all'attacco di diversi patogeni, i quali coprono un grosso spettro di danni, da piccoli danneggiamenti fogliari, fino alla morte della pianta. Alcuni dei principali responsabili di malattie nell'arancio sono elencati sotto:

  • Cocciniglia: un parassita che si nutre della pianta, frequentemente si insidia a livello del picciolo, al riparo dal sole, provocando la cascola del frutto; inoltre producono una melassa che aumenta il rischio di fumaggine.
  • Gommosi: causata da un fungo, si denota per la presenza di un essudato gommoso che fuoriesce da fessurazioni della corteccia. E' causa di scarsa fioritura e vigoria, nonché di clorosi.
  • Afide degli Agrumi: parassita le nuove foglie ed i rami in allungamento, succhiando la linfa, riduce i nutrienti disponibili per la pianta. Le foglie colpite hanno un aspetto "accartocciato" e ridotta attività fotosintetica.
  • Mosca della Frutta: particolarmente attiva negli ambienti caldi, utilizza le arance per ovideporre e causa la cascola dei frutti.
  • Mal secco degli agrumi: questo fungo è responsabile degli ingiallimenti fogliari, spesso a livello delle nervature. Questo patogeno provoca la caduta delle foglie e il disseccamento dei rami, mentre se sono le radici ad essere colpite, la pianta muore.

Riproduzione e Portainnesti :

L'Arancio Dolce (Citrus sinensis) si moltiplica tipicamente tramite innesto. Come portainnesto vengono utilizzati altri agrumi, ognuno dei quali conferisce caratteristiche peculiari. Nelle zone più miti si utilizza l'Arancio Amaro che sviluppa radici profonde e conferisce longevità alla pianta; in zone più fredde è utile innestare l'Arancio sul Poncirus trifoliata, questo è l'unico agrume deciduo che aumenta la resistenza all'umidità e al freddo di ciò che su di esso viene innestato. Più raramente si propaga tramite Talea o Margotta, se invece lo si volesse coltivare partendo da Seme è bene sapere che ci vorranno parecchi anni prima che entri in produzione ed i frutti che si otterranno potranno essere anche molto diversi rispetto alla pianta madre.

Citrus sinensis flowers

Allegagione arance

Citrus sinensis

























Aranceto Calabria estate

Disegno Citrus sinensis