Translate

martedì 29 marzo 2016

Come Coltivare la Palma del Cile (Jubaea chilensis)

Tra tutte le Palme esistenti, la Palma del Cile (Jubaea chilensis), a volte chiamata Palma da Vino Cilena o Palma da Cocco del Cile, è quella che può raggiungere il maggior diametro del tronco.

Dove è possibile coltivare la Palma del Cile in Italia? Qual è la sua resistenza freddo? E' vero che i frutti di questa palma sono commestibili?


Foglie Palma del Cile



Origine e Distribuzione :


La Palma Cilena (Jubaea chilensis), come suggerisce il nome, è originaria del Cile; in particolare della parte centrale, ovvero quella compresa tra il 32°S ed il 35°S; una latitudine equivalente ai paesi situati nella parte meridionale del Mediterraneo. Per lungo tempo, si è creduto che questo fosse il genere di Palme, ora estinte, che popolava l'isola di Pasqua. Oggigiorno esistono solo 15 località cilene in cui si trovano queste palme allo stato selvaggio. Tra queste solo 3 contano un numero ragguardevole di esemplari detenendo, da sole, oltre  il 90% delle Palme del Cile. Va inoltre ricordato che negli ultimi 100 anni vi è stata una netta riduzione degli esemplari; questo è in gran parte dovuto all'utilizzo dei frutti e alla conseguente bassa propagazione della specie.
L'habitat naturale della Jubaea chilensis è rappresentato dalle foreste alle pendici delle Ande, dove spesso cresce su ripidi pendii, fino ad un'altitudine di 1500 m (4900 ft).
Attorno a metà '800 la Palma del Cile giunse  in Europa dove si diffuse dapprima nelle zone costiere più miti, come Portogallo e Spagna, per poi colonizzare diverse zone del bacino mediterraneo. Negli Stati Uniti è piuttosto diffusa nella zona della California e del Texas.



Botanica e Fisiologia :

Jubaea chilensis
La Palma del Cile (Jubaea chilensis), appartiene alla famiglia delle Arecaceae (o Palmaceae), è l'unica specie del genere Jubaea ed è endemica del Cile (solo qui cresce allo stato selvaggio). E' una palma a crescita lenta che, nelle condizioni ottimali, può raggiungere i 30 m (98 ft) di altezza.
La circonferenza del tronco detiene il record tra le palme; esso può infatti raggiungere un diametro di 2 m (6.5 ft) ed è il tratto più peculiare, che rende questa palma distinguibile tra tutte le altre. Il tronco è di colore grigio e su di esso si possono notare le cicatrici, a forma di diamante, lasciate dalle foglie. E' curioso notare come, nella fase giovanile, vi sia una sproporzione tra la crescita del tronco in larghezza, rispetto in altezza. Non è raro osservare esemplari dal tronco spesso che non arrivano all'altezza della testa di un uomo. Tuttavia, anche se negli anni successivi altezza e larghezza si riequilibrano, l'immenso tronco fa sembrare la Palma del Cile, una pianta tozza, nonostante la ragguardevole altezza.
Tronco Palma CilenaLa chioma della Palma Cilena è più larga, che alta, essa è formata da foglie pennate che, contrariamente ad altre palme, una volta morte non permangono sulla pianta. Questa caratteristica fa si che le foglie siano relegate esclusivamente all'apice vegetativo e quasi mai visibili sul tronco maturo. Le foglie della Palma del Cile sono pennate, di color verde argenteo, lunghe sino a 4 metri (13 ft); esse sono via via più dense quanto più ci si avvicina alla parte centrale della corona fogliare. Jubaea chilensis è una specie monoica, entrambi i tipi di fiore sono violacei e raggruppati in infiorescenze che possono sfiorare il metro e mezzo (5 ft) di lunghezza; queste ultime sono spesso nascoste tra le foglie.
In pochi sanno che i frutti della Palma del Cile sono commestibili. Questi, all'esterno, sono di color giallo-arancione e hanno un diametro di circa 5 cm (2 in). All'interno è contenuto il seme che assomiglia, sia per forma che per gusto, ad una piccola noce di cocco; non a caso questi frutti vengono chiamati "coquitos" (mini-cocchi).
In Italia la maturazione di questi frutti avviene solitamente da metà estate in poi, ma la produzione è scalare e anche piccole differenze climatiche potrebbero anticiparla o posticiparla.
Questa palma ha una crescita assai lenta e, partendo da seme, si potrebbe dover aspettare anche sessant'anni prima di assaporare i suoi squisiti frutti. 


Coltivazione, Clima e Cure :

Seme Palma del CileJubaea chilensis è una specie rustica ed è probabilmente la palma a foglie pennate più resistente al freddo al mondo; può infatti tollerare temperature di -12°C (14°F) o, in condizioni particolarmente secche, anche -15°C (5°F) con qualche lieve danno. La Palma del Cilein Italiaè diffusa su tutta la costa ma, data la sua rusticità, è coltivata anche sulle sponde dei grandi laghi del Nord italia, anche quelle che godono di un microclima non particolarmente favorevole. A Locarno, città Svizzera che si affaccia sulle sponde Nord del Lago Maggiore, è possibile osservarne esemplari quasi centenari. Le temperature soglia espresse sopra, possono non esser veritiere in ambienti particolarmente umidi e, anche in zone calde come il Sud della Florida, la specie soffre di marciumi radicali, provocati dall'elevata umidità.
La Palma del Cile è particolarmente adatta al clima mediterraneo, gradisce un'esposizione soleggiata, caldo durante l'estate e mostra una buona resistenza alla siccità. I giovani semenzali hanno bisogno di una discreta ombreggiatura durante i primi anni di vita. Il terreno ideale è profondo, ben drenante e non necessariamente ricco.



Fiori Palma Vino Cilena


Jubaea chilensis fruits

Grappolo Fruttifero Jubaea chilensis



Vino e Miele di Palma :

Oltre allo scopo ornamentale ed all'utilizzo dei frutti freschi, la Palma da Vino Cilena è utilizzata anche per la produzione del "Miele di Palma". La tecnica da cui si ricava questo prezioso alimento fu spiegata già nell'800 dal naturalista Darwin: 

"dopo essere state abbattute ed aver rimosso le chiome, dall'estremità superiore di queste palme iniziava a fluire la linfa, che veniva raccolta.  Addensando questa linfa, che poteva fuoriuscire anche per un mese, si otteneva uno sciroppo dolce, noto come Miele di Palma".

Questa tecnica, nel '900, determinò la drastica diminuzione della specie. Oggigiorno il Miele di Palma è prodotto con l'aggiunta del liquido, simile al latte di cocco, contenuto nei frutti e di zucchero di canna; fortunatamente solo un'azienda ha i diritti per la sua produzione su scala industriale ed ha l'onere di ripiantare ogni esemplare abbattuto, affinché si possa preservare la specie per le generazione a venire.
Dalla linfa della Jubaea chilensis si otteneva, tramite fermentazione, un vino usato dagli indigeni prima dell'arriva degli Spagnoli, da qui il nome Palma da Vino Cilena.


Palma del Cile

Frutti Palma Cilena

Semi Jubaea chilensis

Jubaea chilensis habitat


venerdì 18 marzo 2016

I Bucaneve (Galanthus nivalis) ed i Falsi Bucaneve (Leucojum vernum)

I Bucaneve  (Galanthus nivalis)  sono, come suggerisce il nome, tra i primi bulbi a fiorire ed a far presagire quella che sarà la stagione primaverile. Nello stesso periodo, e nelle stesse zone, fiorisce un altro bulbo, il Campanellino (Leucojum vernum). I due fiori sono molto simili, tanto che quest'ultimo prende anche il nome di Falso Bucaneve, tant'è la facilità con cui si possa confondere con il "vero" Bucaneve.

Fiori di Bucaneve



Generalità :

I Bucaneve, noti anche con il nome di Fior di Neve, Galantino, Stella del Mattino o Lacrima Bianca, sono bulbose erbacee di piccole dimensioni, che appartengono alla famiglia delle Amaryllidaceae.
Questa specie è di origini euroasiatiche ed è, tuttora, molto diffusa in Italia ed in Europa, dove prospera sino ad un'altitudine di 1500 m (4900 ft) ed oltre.
Il loro habitat naturale è rappresentato dagli umidi sottoboschi di latifoglie che troviamo un po' in tutta Italia ed, in generale, nel Sud Europa; ciononostante possono crescere anche in pascoli di montagna o sulle rive dei torrenti.
Il genere, Galanthus, deriva dalla fusione delle parole greche "Gala" (Latte) e "Anthos" (Fiore), mentre l'epiteto "Nivalis" deriva dal latino "nix nivis", (della Neve).
Il nome scientifico, Galanthus nivalis, vuol quindi dire Fiore Bianco della Neve, questo per via della sua attitudine a fiorire molto precocemente quando, spesso, la neve ricopre ancora il sottobosco.


Botanica e Coltivazione :

Foglie BucaneveI Bucaneve, fioriscono sul finir dell'inverno, tra Gennaio e Marzo, a seconda del clima e dell'esposizione. Le foglie sono tutte radicali, cioè fuoriescono direttamente dalle radici (bulbo), hanno una lunghezza massima di 20 cm (8 inch), sono verdi, lucide e a forma allungata. Le foglie sono le prime ad emergere ed a "bucare" la neve. Le infiorescenze, portate all'apice di un peduncolo che parte dal bulbo, sono solitarie e penduli. Il fiore è ermafrodita, e composto da 6 tepali. I 3 esterni, lunghi circa 2 cm (0.8 in), sono bianchi e disposti a formare un angolo di 120° tra l'uno e l'altro. I 3 tepali interni sono più corti, bi-lobati, bianchi ad eccezione della parte interna dove vi sono striature di color verde, più raramente gialle. Nella parte esterna vi è solo una piccola porzione di color verde a forma di "V". Il frutto è una capsula ovoidale, lunga circa 1 cm (0.4 in) e contenente all'incirca dieci semi.
Galanthus nivalis
Per piantare i Bucaneve, sarà sufficiente interrarli, in autunno, ad una profondità pari circa al doppio del diametro dei bulbi. I Bucaneve sono particolarmente rustici, resistono ai rigori invernali e sono ideali per l'inselvatichimento; infatti, una volta sfioriti, non sarà necessario rimuoverli e deporli in un luogo buio e secco, e rifioriranno copiosamente anche se lasciati tal quali nel terreno. Il ciclo vitale del Galanthus nivalis è breve, dopo la fioritura le foglie seccheranno ed il bulbo entrerà in uno stato di "riposo vegetativo" fino alla fine dell'inverno successivo. I Bucaneve si sviluppano bene in terreni ricchi di humus, necessitato di elevata umidità ed abbondante acqua nel periodo di attività (da fine inverno a metà primavera), la siccità durante la fioritura causa un precoce appassimento dei fiori. Questi bulbi non temono il gelo invernale e si sviluppano bene anche se piantati a poca distanza uno dall'altro, a formare "cespuglietti di bucaneve".

Il Falso Bucaneve (Leucojum vernum), detto anche Campanellino, ha distribuzione, caratteri botanici e fisiologici del tutto simili a quelli del "vero" Bucaneve. Ad un primo sguardo è davvero facile cadere in inganno, ma un'osservazione più attenta mostra qualche piccola differenza tra il "vero" ed il "finto" Bucaneve.
Nel Leucojum vernum, i 6 tepali (3 interni e 3 esterni) hanno egual lunghezza, all'apice dei tepali vi è una macchiolina di color giallo, il fiore è più tozzo e forma una sorta di "campanella", diversamente dai Bucaneve che hanno una forma a "V".

Fiore del Falso Bucaneve

Foglie Campanellino

Leucojum vernum








giovedì 10 marzo 2016

Come Coltivare l'Aronia Melanocarpa per Produrre Ottimi Succhi

Molti di voi conosceranno la pianta di Aronia Melanocarpa per via dei suoi frutti, utilizzati, spesso assieme ad altri piccoli frutti, per preparare succhi ad elevato contenuto di vitamine.

Ma che pianta è l'Aronia Melanocarpa? Dove può essere coltivata? Quali sono le sue origini?

Aronia Melanocarpa





Origine e Diffusione:

L'Aronia Melanocarpa è una specie le cui origini si collocano negli umidi boschi del Nord America, tuttavia la propria diffusione, nonché il massiccio utilizzo dei suoi frutti, è da ricercarsi nell'Europa orientale. 
In Russia, diversamente dall'Italia, l'Aronia è conosciuta e coltivata sia dai privati, sia su larga scale e le sue bacche trovano impiego nella produzioni di succhi, marmellate e confetture.
L'Aronia è particolarmente adattata agli ambienti freddi ed è coltivata come pianta da frutto, in zone in cui poche altre potrebbero fruttificare, come ad esempio in Scandinavia. 


Botanica e Fisiologia:

Boccioli Aronia MelanocarpaL'Aronia melancarpa, a volte chiamata Aronia nigraPhotinia melanocarpa, è una pianta decidua che appartiene alla famiglia delle Rosaceae, la stessa del Nespolo o dell'Albicocco. Il genere Aronia comprende anche altre specie, tra cui la più nota è l'Aronia arbutifolia, che produce bacche rosse e Aronia prunifolia, le cui bacche son di color viola. L'Aronia Melanocarpa si sviluppa come piccolo arbusto che, anche se lasciato crescere liberamente, fatica a superare un'altezza di 1,5-2 m (5-7 ft). La vegetazione è molto fitta ed i rami tendono ad incrociarsi; la forma naturale è globosa e tondeggiante. Le gemme sono di color rossiccio, mentre le foglie dell'Aronia sono di forma ovale, di medie dimensioni, dal margine lievemente seghettato e, in autunno, si tingono di un bel color rosso-arancione, dando all'arbusto un aspetto ornamentale.
Fioritura Aronia Melanocarpa
Le infiorescenze sono dei corimbi (grappoli) contenenti 20-25 fiori ognuno, che si formano sulla vegetazione primaverile. I fiori dell'Aronia sono piccoli, ermafroditi, con cinque petali bianchi ed antere di color rosa. La fioritura dell'Aronia avviene a metà primavera, dopo l'emissione delle foglie e, grazie ad una certa scalarità, dura circa un paio di settimane, anche se, il singolo fiore, ha una vita media di circa 5 giorni. I frutti di Aronia Melanocarpa sono delle bacche di color nero, riunite in grappoli penduli. La loro maturazione, nel Clima Italiano, avviene a metà estate, circa tre mesi dopo la fioritura. Il gusto delle bacche di Aronia è intenso e solo raramente trova impiego come "frutto fresco", questo a causa dell'alta presenza di tannini. Per ridurre questo gusto "tannico", può essere utile congelare le bacche. I frutti di Aronia trovano massimo impiego nella preparazione di succhi e confetture, ma delle sue proprietà benefiche parleremo alla fine dell'articolo. 


Coltivazione, Esposizione, Clima e Cure:

Frutticini Aronia MelanocarpaL'Aronia melancarpa è una pianta particolarmente adatta ai climi freddi o anche molto freddi, riesce infatti a sopravvivere in alcune zone di confine tra taiga e tundra, in cui vi sono intense gelate. Nonostante questo, riesce a tollerare anche estati calde ed afose, a patto che vi siano frequenti precipitazioni temporalesche. Il fabbisogno idrico dell'Aronia si aggira attorno ai 1200-1500 mm (60 in) annui  ben distribuiti anche nei mesi estivi, la specie è infatti a suo agio in terreni umidi e mai troppo aridi. L'Aronia si può coltivare un po' ovunque in Italia, comprese zone di bassa montagna. Nelle zone più aride del Sud Italia sarebbe meglio collocarla in una zona a microclima fresco, come una collina esposta a Nord, altrove potrebbe avere qualche problema nel soddisfare il proprio fabbisogno di freddo.
L'Aronia ha un'elevata resistenza al gelo, potendo tranquillamente superare temperature minime inferiori ai -30°C (-22°F), anche i suoi fiori sono particolarmente resistenti al freddo e raramente sono danneggiati dalle gelate primaverili. Nel suo habitat naturale l'esposizione ideale è in pieno sole ma, a latitudini più meridionali, è consigliabile collocare l'Aronia in una zona a mezz'ombra, anche per far si che il terreno rimanga umido e fresco. Questa specie produce discretamente anche in zone piuttosto ombrose. L'Aronia è molto rustica anche per quanto riguarda il terreno, si accontenta infatti di terreni di varia natura, purché non troppo compatti e secchi. Riesce ad adattarsi a terreni acidi, così alcalini, ricchi o poveri di materia organica, inoltre mostra un'inusuale tolleranza ai terreni ad alto contenuto salino. In Autunno, per mantenerla di dimensioni contenute, si può potare, accorciando i rami di circa metà ed eliminando quelli interni o che si intreccino.
In ultimo l'Aronia Melanocarpa è particolarmente adatta alla coltura biologica, in quanto raramente attaccata da parassiti ed in grado di produrre anche senza trattamenti anticrittogamici.


Varietà e Riproduzione:

L'Aronia melanocarpa è una specie che si riproduce o per semina o per talea. Ovviamente, procedendo con la prima tecnica, si otterranno piante ognuna diversa dall'altra, in questo caso si avranno dunque molte variabili e si potrà facilmente avere una pianta con frutti più piccoli e meno pregiati. Per mantenere la cultivar si  dovrà propagare l'Aronia tramite talea. Tra tutte le varietà, l'Aronia "Viking" si è guadagnata notorietà per via dei suoi frutti grossi (rispetto alla specie tipo) e per la produzione abbondante; altre varietà sono "Nero" e "Autumn Magic", quest'ultima ancora più ornamentale durante il periodo autunnale.


Proprietà ed Utilizzi dei Frutti di Aronia Melanocarpa:

Le bacche di Aronia vengono impiegate per preparare succhi, sciroppi, marmellate e confetture di vario genere. Inoltre, questi frutti, sono considerati salutistici, poiché contengono un elevato contenuto di antociani, un particolar tipo di flavonoidi che, oltre a rendere scuro il colore del frutto, proteggono il nostro corpo dai radicali liberi, molecole molto reattive e particolarmente tossiche per gli esseri umani. Oltre ad essere degli antiossidanti naturali, sembra che gli antociani abbiano anche un ruolo radio-protettivo, prevenendo così l'insorgere di tumori.
L'Aronia è il frutto che contiene maggiore quantità di antociani, la loro presenza si aggira attorno agli 800 mg per ogni 100 gr di frutti freschi, una quantità circa 5 volte maggiore rispetto all'uva nera. L'assunzione di antociani si è dimostrata efficacie nel prevenire malattie cardiovascolari ed, in generale, tutti i danni da stress ossidativo
Oltre all'elevato contenuto di polifenoli, l'Aronia contiene alte quantità di Vitamina C e Vitamina K.
Talvolta le bacche di Aronia vengono utilizzate come coloranti alimentari o miscelate ad altri frutti di bosco, al fine di ottenere bevande multivitaminiche.

Fiori Aronia Melanocarpa

Infiorescenze Aronia Melanocarpa

Bacche Aronia Immature

Maturazione Frutti Aronia

Frutti di Aronia Maturi