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martedì 22 dicembre 2015

Larice Comune (Larix decidua), una Conifera un po' Particolare

Nell'immaginario collettivo le Conifere sono piante di montagna, slanciate e, soprattutto, sempreverdi. 
Eppure esiste una Conifera decidua; 
Sapete qual è l'unica Conifera, presente in Europa, a perdere le foglie (aghi) durante il periodo invernale? 

Ebbene, il Larice Comune (Larix decidua) è l'unica specie europea di Larice, nonché l'unica Conifera decidua presente solo in Europa. In realtà, il Larice Siberiano (Larix sibirica), sebbene non nativo dell'Europa, lambisce la parte nord-orientale del nostro continente ed è presente in Finlandia, ma qui non lo prenderemo in considerazione. 

Ma cerchiamo di capire che pianta è il Larice Comune, da dove proviene, come si sviluppa e dove è presente in Europa ed in Italia, dove può essere coltivato?

Larice comune



Origine, Habitat e Distribuzione :

LaricetoIl Larice Comune (Larix decidua), detto anche Larice Europeo, appartiene alla famiglia delle Pinaceae e, come suggerisce il nome, è di origine Centro-Europea. Tutt'oggi è diffuso nelle zone montuose del nostro continente, dalle Alpi ai Carpazi, sino ai Monti Tatra.

In Italia il larice cresce spontaneo su tutto l'arco Alpino dove, a seconda dell'altitudine, forma boschi misti (insieme a Pini ed Abeti), boschi puri (Lariceti) oppure, alle quote più elevate, è presente come albero via via più isolato. Sulle Alpi, l'altitudine ideale per il suo sviluppo, è compresa tra i 1200 m e 2200 m, mentre è assente lungo tutta la catena Appenninica. Nelle catene montuose a Nord delle Alpi l'optimum di altitudine è inferiore e lo si può trovare a partire dai 500-600 m.

I Lariceti sono boschi non molto fitti, in cui ogni pianta è ben esposta al sole e creano un sottobosco particolarmente luminoso in cui prosperano diverse specie erbacee.


Biologia, Fisiologia e Clima:

Il Larice comune è anche chiamato "albero del Sole", la sua spiccata eliofilia rende la specie pioniera nel colonizzare zone di alta montagna, prive di vegetazione arborea e, dunque, particolarmente assolate.
Larix decidua è una specie dotata di un'elevata resistenza al gelo, e può sopportare temperature anche di -50° C (-58° F), ciò le permette di sopravvivere anche in ambienti di alta montagna, infatti non è raro trovare Larici fino a 2500 m ed, esemplari isolati, possono spingersi anche più in alto.
Questa conifera si sviluppa al meglio in ambienti freddi, con temperature medie inferiori ai 10°C (50° F), ma preferisce ambienti in cui vi siano lievi escursioni termiche tra giorno e notte, questo particolare microclima è tipico di forti declivi di alta montagna.
Fiore femminile LariceLe precipitazioni annue ideali  si aggirano attorno ai 900-1100 mm, a patto che siano ben distribuite e non concentrate solo nei mesi invernali.
Il Larice è una pianta che prospera in posizioni estreme, spesso su pendii (a volte quasi dirupi) di alta montagna battuti da impetuosi venti; non è raro vedere esemplari "piegati e deformati" dal vento, dalle neve e dalle intemperie, ma ancora lì vivi e sani. Il Larice comune è una pianta tollerante nei confronti del terreno, si accontenta, infatti, anche di quelli poveri di nutrienti dove altre piante non potrebbero crescere.
Larix decidua è una specie estremamente longeva, con una vita media di 800 anni, anche se non è raro vedere Larici millenari.
Il Larice comune è una pianta imponente, che può raggiungere, e talvolta superare, i 40 m di altezza (130 ft) con un diametro del tronco anche di 2 m (6,5 ft). La chioma è rada e 20-30 foglie (aghi) sono riunite in "ciuffetti" attaccati a corti rametti, chiamati brachiblasti. Ogni foglia di Larice è lunga tra 1 e 4 cm, larga solo 1 mm e, diversamente da altre conifere, poco pungenti. Le radici del Larice sono fittonanti e molto profonde, garantendo stabilità, anche in zone piuttosto franose, come i pendii ripidi e scoscesi di alta montagna. I colori degli aghi sono verde tenero in primavera, verde intenso in estate e giallo-arancione prima della caduta invernale.
Il Larice è una pianta monoica, con fiori femminili grandi e di color rosa-viola e fiori maschili più piccoli e giallastri. Alla fioritura segue la formazione delle pigne, al cui interno sono presenti i semi. Le pigne sono lunghe circa 4 cm e, a maturazione, sono di color bruno.


Utilizzi :

Il legno di larice è apprezzato per la sua durezza e robustezza, inoltre l'alto contenuto resinoso conferisce una notevole durevolezza. Il suo bel color rosso, unito alla resistenza alle intemperie, lo rende particolarmente adatto per la falegnameria da esterni.
Essendo resistente ai marciumi è utilizzato anche per costruzioni navali, oltre che per la produzione di pali da recinzione.
Il miglior legno è quello ottenuto da Larici cresciuti in alta montagna.

Larici lungo una strada di montagna


Tronco di Larice

Larix decidua






















venerdì 11 dicembre 2015

Come Proteggere le Piante dal Freddo e dal Gelo? Come Usare il TNT?

Ogni pianta ha una propria resistenza al freddo, alcune possono superare, senza protezioni, anche il più rigido degli inverni alpini, altre, invece, hanno bisogno di essere protette dal freddo anche in Sicilia.

Come possiamo proteggere le piante sensibili al gelo? E' utile il Tessuto Non Tessuto (TNT)? Come si deve usare il tessuto non tessuto? Quando si devono coprire le piante?

Protezione con tessuto non tessuto


C'è una sottile linea tra la vita e la morte di una pianta, tra una zona dove è possibile coltivarla e dove no e piccoli accorgimenti possono fare la differenza tra il successo e l'insuccesso.
La passione spinge le persone a cercare nuove sfide, così capita spesso che un appassionato di giardinaggio si spinga fino al limite cercando piante che, in natura, prosperano in una zona USDA più alta (più calda).
Il periodo più rischioso è quello che va da Novembre a Febbraio e coincide con quello in cui si dovrebbe creare la struttura di protezione contro il freddo. E' importante non anticipare i tempi, questo perché una struttura che mantenga troppo caldo l'ambiente in cui è posta la pianta, inibisce l'acclimatazione della stessa.
In altre parola è "un inganno", se col Sole di Ottobre la pianta si trova una temperatura di 30° C (86° F) penserà che sia ancora Estate e continuerà a vegetare, impedendo l'avvio di tutti quei processi che la "preparano" all'inverno e, dunque, esponendola ai successivi freddi.


Cosa Bisogna Fare per Far Superare l'Inverno alle Piante ?

Per prima cosa ci si deve spingere fino al ragionevole, cioè sino ad una pianta che "potrebbe farcela", non una che "sicuramente morirà di freddo". Se qualcuno volesse coltivare una Papaya, all'aperto e senza serre professionali, in mezzo alla Pianura Padana, sicuramente fallirà nell'impresa.

Un volta scelta la candidata è fondamentale piantarla nella zona più riparata (ad es. vicino ad un muro esposto a Sud), anche un piccolo giardino ha, al suo interno, molteplici microclimi.
Inoltre conviene prendere una pianta già abbastanza grande che, di norma, ha una maggior resistenza al freddo rispetto ad una piccola.

Evitare le concimazioni (soprattutto Azotate) dopo Luglio e non potare nel periodo autunnale, entrambe le cose, infatti, inducono la crescita, ritardano l'entrata in riposo vegetativo e, di conseguenza, rendono la pianta più soggetta ai danni da freddo.

Se le piante sono in vaso si possono mettere sotto un porticato o una tettoia; queste hanno un duplice vantaggio:

  • Proteggono le piante dalla pioggia e dalla neve (spesso l'umidità rende le piante più suscettibili al gelo)
  • Di notte trattengono il calore che, per irraggiamento, si disperderebbe nel cielo, creando un ambiente più mite, con temperature minime superiori anche di qualche grado.

Sia per piante in terra che, a maggior ragione, per piante in vaso, sarà fondamentale eseguire una buona pacciamatura. Avere le radici "al caldo" è di cruciale importanza per la sopravvivenza al gelo.

La protezione con tessuto non tessuto (tnt) deve essere usata oculatamente, un mal utilizzo potrebbe creare più danni che benefici. Il tnt è un tessuto sintetico che, consentendo il passaggio di aria, lascia "traspirare" la pianta, inoltre permette il passaggio dei raggi solari.

E' importante non avvolgere direttamente le piante, specie se sempreverdi, con TNT; il tessuto non tessuto, infatti, trattiene l'umidità e, se fosse a diretto contatto con le foglie, le terrebbe molto più umide rispetto a foglie a contatto con l'aria. Questo, unito ai maggiori sbalzi termici, brucerebbe le foglie e debiliterebbe le nostre piante più di quanto succederebbe con piante non protette.
L'effetto sarebbe ancora peggio se, al posto di tessuto non tessuto, utilizzassimo altri materiali. 
La plastica o materiali che impediscano il circolo di aria sono da evitare.


Ma allora Come si Deve Usare il Tessuto Non Tessuto?

Scheletro per copertura pianteBisogna creare uno scheletro, ad esempio utilizzando canne di bambù o sostegni di ferro, attorno alla pianta da proteggere. Questo "scheletro" deve essere sufficientemente lontano dalle foglie e deve delimitare uno spazio non troppo angusto. 
Attorno ad esso si "arrotolano" un paio di strati di TNT, fissandoli con delle mollette ai paletti di sostegno; è importante che la copertura parti dal basso della pianta e non sia aperta alla sommità. Il calore viene infatti ceduto dal terreno verso l'alto e, se potesse disperdersi lateralmente o uscire dall'alto, non apporterebbe quel minimo vantaggio che questa protezione offre. Si deve evitare che le foglie siano a contatto diretto con il tessuto non tessuto.


Che Vantaggi si Ottengono con una Copertura con Tessuto Non Tessuto ?

Una struttura fatta col TNT ha il vantaggio di creare un ambiente più riparato, di proteggere dal vento e dal contatto con la brina (che rimane all'esterno della struttura).
Tuttavia, contrariamente a quel che si creda, la temperatura interna è notevolmente più alta solo di giorno col sole che ci batte contro generando un effetto serra.
Le differenze delle temperature minime tra interno ed esterno sono spesso irrisorie, questo perché, di notte, il raffreddamento è rapido e, anche se la dispersione di calore attraverso il TNT è attenuata, la temperatura interna va in equilibrio con quella esterna.
In altre parole ci vorrà semplicemente più tempo per raggiungere le stesse (o quasi) temperature, questo è comunque un vantaggio perché riduce le ore di esposizione alla temperatura minima.

Il TNT accumula calore e lo trattiene più a lungo, ma per accumulare calore ci deve essere una fonte, di giorno è il sole, di notte l'unica fonte di calore arriva dalla terra, ma è poca roba.

Per capire questo concetto pensate ad un giaccone, quando lo mettete in una fredda nottata invernale, avvertite un senso di calore. Questo perché noi, contrariamente alle piante, emaniamo calore, che "rimane intrappolato" nel giaccone, invece che disperdersi nell'ambiente. Se sotto il giaccone non ci fosse un "termosifone naturale", durante una nottata la temperatura dentro e fuori dal giaccone sarebbe più o meno la stessa.
Un altro esempio potrebbe essere la macchina: provate a lasciare una bottiglia d'acqua all'interno durante una notte a 0° C (32°F), vedrete che, la mattina seguente, sarà ghiacciata, cosa che invece non succederebbe con una giornata di sole, anche se la temperatura esterna fosse la stessa.


Come Posso Aumentare le Temperature Minime all'Interno della Struttura Costruita col Tessuto Non tessuto?

Dato che le piante non emanano calore, se vogliamo temperature notturne più miti, dovremo fornire calore alla struttura. Un modo semplice e non troppo dispendioso è quello di collocare delle lampadine (tipo quelle di natale) alla base della pianta. Nelle notte più gelide sarà sufficiente tenerle accese, il calore emanato per tutta la notte da queste lampade di natale sarà trattenuto dal tessuto non tessuto e l'ambiente interno si manterrà diversi gradi più caldo rispetto all'esterno.
Un altro metodo più economico, ma anche più rischioso, è quello di collocare alla base della pianta (non troppo vicino al tronco), 4-5 bottiglie da 2 litri riempite con acqua molto calda. Alla mattina le troverete ghiacciate ma, per diventare tali, avranno ceduto molto calore, mantenendo l'interno "meno gelido" dell'esterno.
Ovviamente l'operazione è da ripetersi ogni sera e, più la struttura è grande, e più litri di acqua bollente saranno necessari.

Un corretto utilizzo degli strumenti sopraelencati può essere per proteggere piccole piante e permettere loro di diventare grandi, sorpassando i primi (e i più) delicati inverni. Tuttavia non garantiscono miracoli e, se si vuole coltivare una pianta climaticamente troppo lontana dalle nostre zone, sarà indispensabile adottare un rimedio alternativo, come ad esempio una serra calda, ma di questo parleremo altrove.

Copertura tnt

Pacciamatura

















giovedì 3 dicembre 2015

Dove Cresce il Frutto dell'Ananas (Ananas comosus)

Se pensiamo ad un frutto tropicale, l'Ananas (o Ananasso) è, assieme a Banana e Cocco, uno dei più famosi e consumati nei paesi occidentali.
Ma da dove proviene l'Ananas? Qual è la pianta dell'Ananas? Che clima ha bisogno per essere coltivata?

L'Ananas che tutti conosciamo è il frutto della specie Ananas comosus o (A. sativus), della famiglia delle Bromeliaceae. Tuttavia, il genere Ananas, comprende altre sei specie dal basso valore commerciale ed usate prevalentemente ad uso ornamentale, come ad esempio Ananas bracteatus, dal caratteristico frutto di color rosso


Frutto di Ananas comosus


Origine e Diffusione :

Tutte le specie del genere Ananas sono originarie della zona tropicale compresa tra il Centro america e il Sud America.
Ananas comosus, la specie commestibile e dal maggior valore commerciale, proviene dal Sud America e si pensa sia nativa delle aree limitrofe al fiume "Paraguay" a confine tra Brasile e Paraguay.
La specie fu diffusa, da queste aree, verso il resto dell'america latina già in tempi remoti, vi sono infatti testimonianze del frutto dell'Ananas già nelle antiche civiltà Maya ed Azteche
Oggigiorno, l'Ananas, è diffuso un po' in tutte le zone tropicali del mondo e, grazie alla buona conservabilità del frutto, può essere esportato laddove il clima non ne permetta la coltivazione.


Botanica e Fisiologia :

L'Ananas (Ananas comosus) è una pianta erbacea che può raggiungere un'altezza compresa tra 1 e 1,5 metri (3,3-4,9 ft). Le foglie sono lunghe e strette, appuntite e dai margini seghettati, possono esser lunghe fino ad 1 m (3,3 ft) e sono disposte, alla base della pianta, in maniera circolare, formando una rosetta fitta che può superare il metro e mezzo di diametro (5 ft).
Inoltre un ciuffo di foglie, sebbene più corte e dalla forma più tozza, è presente anche alla sommità del frutto. Le infiorescenze  dell'Ananas sono composte da numerosi fiori di colore blu, solitamente, autosterili. L'impollinazione è un evento raro, effettuato da insetti pronubi, ma anche da Colibrì;  tuttavia, anche in assenza di fecondazione , ogni fiore si sviluppa in frutto (partenocarpia).
Nella realtà, l'Ananas, è formato da moltissimi frutti saldati tra di loro che, insieme alla spiga, vanno a formare l'infruttescenza carnosa che tutti conosciamo.
La presenza di semi, data la bassissima percentuale di frutti impollinati, è davvero esigua; per questo motivo la riproduzione, almeno a scopo commerciale, è quasi esclusivamente asessuata (ad es. facendo radicare i getti alla base della pianta o la corona del frutto).

Impianto di Ananas comosus






Coltivazione, Clima e Terreno :

L'Ananas (Ananas comosus), come accennato in precedenza, è una pianta tropicale; tuttavia, pur preferendo un clima costantemente caldo lungo tutto l'anno, può essere coltivata anche in zone subtropicali e resistere ad effimeri abbassamenti di temperatura fino a 0° C (32°F).
Il range ottimale di crescita è compreso tra 18° e 32°C (65-90° F), mentre lunghi periodi con temperature costantemente sotto i 10° C (50° F) causano l'arresto vegetativo, un ritardo nella produzione e frutti dal sapore notevolmente più acido.
L'Ananas si sviluppa senza una grande richiesta di acqua, sono infatti sufficienti 50 mm (2 in) di acqua al mese, per un normale sviluppo.
In ambienti non strettamente tropicali, o con frequenti coperture nuvolose, l'esposizione soleggiata è consigliata, mentre in zone tropicali aride e assolate è preferibile una esposizione a mezz'ombra.
In alcune zone del mondo, l'Ananas viene coltivata in consociazione con le Palme da Cocco o Papaie; queste, filtrando parzialmente i raggi solari, creano sotto di loro un ambiente ideale per lo sviluppo dell'Ananas.
Questa specie può essere coltivata anche in zone miti non tropicali ma, sebbene si possa sviluppare, difficilmente riesce a fruttificare e, nei rari casi in cui ci riesca, la qualità dei frutti è inferiore.
L'Ananas gradisce un terreno acido (pH 5-6) e ben drenante. Rispetto a molte altre piante da frutto tollera anche terreni poveri, dove però diminuisce la produzione. Sono da evitare i terreni pesanti e compatti, infatti, l'asfissia radicale (mancanza di ossigeno nel terreno), favorisce gli attacchi dei patogeni presenti nel terreno.


Varietà e Tecniche di Coltivazione :

Vi sono innumerevoli varietà della specie Ananas comosus, che differiscono per la presenza più o meno accentuata di spine sulle foglie, per la dimensione e forma del frutto, così come per il sapore (più o meno dolce). Le varietà di Ananas del gruppo Cayenne sono le più diffuse e coltivate, presentano un frutto mediamente dolce e dal colore giallo chiaro, sono particolarmente adatte per essere inscatolate. La varietà Queen produce un frutto molto dolce, colore giallo intenso e sono ottime per il consumo fresco, mentre Spanish ha frutti dal gusto più acidulo che, essendo ricchi di fibre, sopportano bene il trasporto.
La densità di impianto può essere elevata (circa 60.000 piante per ettaro), ma si può ridurre per ottenere frutti di maggiori dimensioni.
Dopo l'impianto, si ha una prima fase vegetativa (12-15 mesi), a cui segue la fioritura e la formazione del frutto (circa 4 mesi).  Dall'impianto al frutto maturo, passano mediamente 18 mesi, anche se, in condizioni climatiche perfette, possono ridursi.
E' difficile stabilire a priori quando un Ananas sia maturo, ma è fondamentale raccoglierlo solo a maturazione avvenuta in quanto, una volta raccolto, la produzione di zuccheri è fortemente inibita.
Il frutto dell'Ananas matura partendo dalla parte basale e, a maturazione, se colpito, produce un suono sordo.

Campo Ananas Polinesia

Ananas field