Translate

lunedì 24 novembre 2014

Che cos'è il Biricoccolo o Susincocco (Prunus dasycarpa) ?


Come si coltiva il Biricoccolo (Prunus dasycarpa)? Dove cresce meglio in Italia?

La specie è in realtà il risultato di un incrocio tra un Albicocco e un Susino. Questa pianta insolita è nota fin dalla fine del '700 e diffusa, in Italia, prevalentemente nella zona del Bolognese e nel Vesuviano. Il Biricoccolo, detto anche Susinococco, è propagato per via vegetativa tramite innesto, in quanto i semi di questo ibrido sono sterili.
Questa Rosacea ha un portamento quasi arbustivo con una chioma molto fitta e con rami che spesso partono dalla base; la pianta, se non potata, tende ad allargarsi molto, mentre difficilmente si innalza più di 4-5 m. La vigoria del Biricoccolo è elevatissima ed una buona potatura, da effettuare nel periodo invernale, favorisce l'arieggiamento all'interno della chioma.
Di inverno perde le foglie, come del resto succede ai suoi progenitori, lasciando intravedere le gemme a fiore e quelle a legno.
Come molte piante decidue, anche il Susincocco, ha una buona resistenza al gelo e può sopportare senza problemi temperature minime invernali di -20° C (-4° F), rendendolo coltivabile sia al Nord, che al Sud Italia.
La resistenza alla siccità del Biricoccolo, che dipende anche dal portainnesto utilizzato, è solitamente discreta e le irrigazioni, in piante affrancate, vanno fatte solo dopo lunghi periodi torridi e senza piogge.

La specie è piuttosto resistente alle malattie e si possono avere buoni risultati anche con minimi trattamenti anti-fungini; per questo motivo la specie ben si presta alla coltivazione biologica.

Frutti Susincocco





Nella  foto sopra si può notare la presenza della gemma a legno, fiancheggiata da due gemme a fiore, lungo il ramo. Questa caratteristica disposizione è tipica dell'Albicocco.

Gemme biricoccolo o susinococco


Il  Susinococco si risveglia molto presto, giusto qualche giorno dopo l'Albicocco. Dapprima si "gonfiano" le gemme a fiore che sono molto più grandi e tondeggianti, rispetto alle gemme a legno.




Successivamente  le gemme a fiore si aprono, garantendo una copiosa fioritura che dura poco più di una decina di giorni. Questo avviene, nel Nord Italia, nella seconda metà di Marzo. I fiori del Biricoccolo hanno 5 petali bianchi, ben distanziati tra loro e sepali rosa.
La maggior parte delle cultivars sono autosterili, ma, oltre che da altri Biricoccoli, possono essere impollinate anche da Albicocchi e Susini Cino-giapponesi, sebbene la finestra temporale di sovrapposizione delle fioriture sia spesso molto piccola.
La fioritura precoce del Prunus dasycarpa lo rende piuttosto soggetto a danni da gelate primaverili.

Fiori  biricoccolo o susinococco
Fiore  biricoccolo o susinococco
Poco dopo inizia la fogliazione, i petali cadono lasciando intravedere i frutticini, che solitamente sono solo una piccola percentuale rispetto ai fiori.
Le foglie del Susincocco sono medio-piccole, dalla forma lanceolata e, inizialmente, hanno un color rosso-porpora, mentre da adulte assumono il classico colore verde.
La crescita è vigorosa e la chioma molto fitta; per questo motivo è consigliabile la potatura durante la stagione morta, al fine di evitare ombreggiatura nella parte centrale della pianta.
Potare il Biricoccolo è abbastanza semplice, dato che le gemme a fiore (e quindi a frutto) sono ben distinguibili dalle gemme a legno. La potatura consiste nell'eliminare di netto i rami troppo ravvicinati, quelli che si intrecciano ed accorciare quelli che puntano troppo verso l'alto, considerando che le gemme a fiore sono più grosse e presenti su tutta la lunghezza del ramo o raggruppate nei dardi fioriferi.
L'esposizione ideale è il pieno Sole, che garantisce un corretto sviluppo, una fioritura costante e la produzione di frutti più dolci e ricchi di zuccheri.

Il terreno ideale è di medio impasto, profondo e drenante; tuttavia è piuttosto adattabile ed essendo innestabile su un'ampia gamma di portainnesti, scegliendo quello più opportuno, può crescere al meglio in suoli molto differenti.
Le concimazioni sono simili, sia per dosaggio che per composizione, a quelle normalmente impiegate per gli Albicocchi ed i Susini.
In primavera, poco prima della ripresa vegetativa, si possono utilizzare fertilizzanti arricchiti in azoto, mentre in autunno si può interrare compost maturo, letame ed, in generale, i concimi che arricchiscano il terreno di fosforo e potassio. 

Foglie  biricoccolo o susinococco
Susincocco legno
Frutticini biricoccolo
Il  frutto, continua a crescere ed ad ingrossarsi e, prima di maturare, vira dal colore verdognolo a quello rosso. Un ammollimento della polpa è indice di avvenuta maturazione.

Fruttificini  biricoccolo
Prunus dasycarpa

Frutti  biricoccolo o susinococco

La  fruttificazione del biricoccolo, che avviene in Giugno-Luglio, è piuttosto scalare, ma è anche particolarmente scarsa. Il gusto del frutto è una via di mezzo tra l'Albicocca e la Susina. In particolare la polpa è succosa, liquescente e il nocciolo non si stacca completamente da essa (come per le Susine), ma il colore interno e il sapore forte ricordano l'Albicocca. Un frutto che "sa" di entrambi i suoi genitori.


Vi sono più CULTIVARS di Prunus dasycarpa, le più note sono :

- Bolognese
- Gigante di Budrio
- Vesuviano

Le differenze riguardano la pezzatura del frutto e, forse, leggere differenze riguardo all'epoca di fioritura e maturazione dei frutti.

venerdì 21 novembre 2014

Microclimi, Cosa Sono? Da Cosa Dipendono?

Per poter comprendere che cosa siano i microclimi riporto i link sul clima che avevamo preso in considerazione precedentemente:





Eppure a volte basta muoversi di pochi chilometri per avere delle variazioni di clima notevoli.
In questo caso si parla di Microclimi e l'Italia, data la sua struttura, ne è piena. I microclimi possono esser creati naturalmente (es. Collina esposta a Sud), oppure dovuti ad attività antropiche (es. Centro di una grande città).

Ma dove si ha un particolare microclima? Perché spostandosi anche solo di pochi km ci possono essere differenze così marcate per quanto riguarda le temperature minime o le piogge?


Uno (non l'unico) dei punti chiave per capire cosa determina i microclimi è il concetto di Inversione Termica:

Parlando di altitudine avevamo detto che, all'aumentare dell'altezza, vi è un decremento della temperatura (6°C in meno ogni 1000 m). Questo è vero in linea di massima ma, entro un certo range, la temperatura può crescere con la quota. Questo fenomeno è detto inversione termica.

Di notte la terra perde più velocemente calore (per irraggiamento) rispetto all'aria circostante, così come di giorno è lei che si riscalda prima e poi cede calore all'aria sovrastante.

Quindi, di notte, la terra si raffredda molto velocemente e sottrae calore all'aria sopra di essa. Più l'aria sarà distante dalla terra più essa sarà "meno raffreddata" dalla terra stessa. Questo comporta che di NOTTE, in prossimità del suolo, l'aria sia più fredda di quella posta ad un'altezza di 2 m.
Tra la temperatura dell'aria in prossimità del suolo e quella a 2 m di altezza ci possono essere anche 3°/4° C di differenza. Infatti è comune trovare piante le cui parte più basse siano state danneggiate dal freddo, mentre quelle più elevate  ne siano state risparmiate.

Ora ricordate che l'Aria Fredda è più pesante di quella Calda; quindi l'aria che si trova in prossimità del suolo si raffredderà e vorrà scendere. Questo vuol dire che, se il suolo è il pendio di una collina, quest'aria "scivolerà" a valle e lì si accumulerà. In pianura invece l'aria fredda al suolo non potrà muoversi più in basso e quindi lì ristagnerà.


COLLINA vs PIANURA





VS







In collina l'aria raffreddata dal suolo "scivolerà" a valle e sarà soppiantata da aria più calda che risale dalla pianura. Qui le temperature minime notturne saranno più miti.

In pianura o in una valle l'aria fredda proveniente dalle colline circostanti e quella auto-generatasi per irraggiamento ristagnerà creando un lago d'aria gelida. Qui avremo minime notturne inferiori.

La differenza può essere anche nell'ordine di 3-5°C in appena 200 m.

Questa inversione termica normalmente si dissolve con l'arrivo del Sole tuttavia in inverno, dato il basso irraggiamento solare, può permanere anche durante le ore diurne.




Quanto appena detto vale solo in condizioni di inversione termica ovvero in assenza di:

- Nuvole : queste restituiscono parte del calore perso dalla terra per irraggiamento notturno. E' noto che le notti più fredde siano quelle a cielo sereno.

- Venti : questo contribuisce al rimescolamento di aria tra i vari strati dell'atmosfera e, quindi, non permette l'instaurarsi del ristagno d'aria gelida al suolo.


Curiosità:

Vi è mai capitato di vedere il tettuccio della macchina brinato e temperature positive?
La lamiera della macchina è sottile ed irradia moltissimo, quindi si raffredda molto velocemente in condizioni di inversione termica. Può capitare che la macchina brini perché l'aria a strettissimo contatto è effettivamente a 0°C, sebbene i termometri ufficiali (a 2 m di altezza) registrino temperature anche di 4-5°C.



COLLINA ESPOSTA a SUD vs COLLINA ESPOSTA a NORD


Questo concetto è ben chiaro per coloro che abitano in Valtellina. Questa lunga valle, nella prima parte, corre da Ovest verso Est e quindi i pendii delle montagne che si innalzano sul lato Nord della valle saranno esposti a Sud (versante Retico) o viceversa esposte a Nord (versante Orobico).


La cartina mostra la catena Alpina centrale. Si nota come dal
Nord del lago di Come parta una valle che si dirige verso Est.

L'ingrandimento mostra la Valtellina. Una delle valli più lunghe
d'Italia. La particolarità è che per buona parte è perfettamente
in direzione Ovest-Est.

In Inverno il Sole, come abbiamo visto qua,  è basso sopra l'orizzonte. E questo proietta ombre lunghe. Il versante Sud di una collina riceve i raggi solari, il versante Nord invece sarà spesso ombreggiato. Questo determina grosse differenze di temperatura, soprattutto nelle ore diurne. Infatti alcuni tratti del versante Orobico della Valtellina (quelli con le vette più alte) rimangono totalmente ombreggiati tra metà Novembre e fine Gennaio. Invece il versante Retico non ha vette vicino che gli proiettino ombre e, di conseguenza, sarà soleggiato anche per oltre 6h sempre nello stesso periodo. Può capitare che in una giornata di inverno nel versante Orobico si rimanga sotto 0°C, mentre in quello Retico vi siano temperature di 10°C.

Inoltre una collina esposta a Sud riceve i raggi del Sole in maniera più perpendicolare rispetto ai raggi che colpiscono la pianura. Questo maggiore irraggiamento contribuisce a riscaldare il terreno più di quanto non avvenga in pianura. Invece una collina esposta a Nord, qualora le vette non la ombreggino, riceverà il Sole con un inclinazione maggiore a quella che si possa verificare in pianura.

Questa immagine spiega il concetto:





CAMPAGNA vs CITTA'




VS





L'asfalto, i muri e le abitazioni assorbono calore di giorno e lo rilasciano di notte molto più di quanto non faccia un prato o un bosco. Questo fa si che le città abbiano temperature minime notturne mediamente più alte rispetto alle campagne. Questo fenomeno è noto come Isola di Calore, è molto comune e tanto più forte quanto più grande è la città. Quindi anche un paesino sarà leggermente più mite rispetto all'aperta campagna.

Questi valori possono essere considerevoli: ad es. tra il centro di Milano e le aperte campagne limitrofe si possono registrare temperature minime con differenze anche di 7-8°C. Per città più piccole la differenza può esser più contenuta, ma sempre nell'ordine di 3-4°C.



ZONA COSTIERA vs ZONA INTERNA





VS




Dell'effetto sul Clima di Mare ed Oceani ne avevamo già parlato qui. Tuttavia anche un semplice lago può cambiare la temperatura locale, creando un microclima più mite. Questo microclima è relegato alle zone in prossimità del lago, basta spostarsi pochi km verso l'entroterra o che ci sia una barriera orografica per cambiare notevolmente le temperature.

Le temperature sulle coste tendono ad esser più miti e con meno escursioni termiche. Di notte fa mediamente più caldo (l'acqua cede lentamente il calore acquistato di giorno), mentre di giorno fa più fresco (il Sole riscalda l'acqua più lentamente di quanto non lo faccia con la terra e di conseguenza l'acqua, di giorno, rinfresca l'aria in sua prossimità).

Spesso un microclima può far la differenza tra la sopravvivenza o la morte di una pianta "limite" per la zona. 

domenica 16 novembre 2014

Narcissus (Narcisi) e il Risveglio della Primavera, Come Piantarli?

I fiori primaverili "Narcissus", ovvero i Narcisi, in Italia, possono essere coltivati praticamente ovunque. Hanno un'elevata resistenza al freddo e sopravvivono ai geli più intesi, inoltre in Estate entrano in riposo vegetativo, potendo così superare periodi di caldo e siccità.
I Bulbi dei Narcisi si devono interrare, in Autunno, ad una profondità pari a circa 2 volte il diametro del bulbo stesso, indicativamente 10 cm (4 in) e a circa 15 cm (6 in) di distanza l'uno dall'altro. La Gemma apicale deve essere rivolta verso l'alto e il terreno, in questa fase, non deve essere gelato.
Questi bulbi sono perenni e particolarmente adatti all'inselvatichimento, una volta piantati non avranno più bisogno di cure e rispunteranno ad ogni primavera, espandendosi di anno in anno.
In Natura crescono selvatici nei prati e pascoli di Montagna, come ai margini dei boschi decidui e si adattano a quasi tutti i tipi di terreno e si possono coltivare agevolmente anche in vaso.

Narcissus flower
Nelle prossime righe illustreremo, con molte foto, le fasi di sviluppo del Narciso; dall'emissione delle foglioline, sino alla formazione dei frutti.

Innanzitutto, questi fiori prendono il nome da una famosa leggenda che ha come protagonista un giovine dal nome Narciso:  

"La versione romana parla di un giovane dal viso perfetto adornato da splendidi riccioli dorati chiamato Narciso. Egli era un cacciatore e non aveva mai visto il proprio volto.
La sua bellezza era tale da far invaghire qualsiasi persona incontrasse. Un giorno, mentre era a caccia nel bosco, si imbattè in un corso d'acqua limpido, puro e trasparente. Assetato si avvicinò per bere e vide un corpo ed un volto perfetti. Lui stesso si invaghì di questo volto di così elevato splendore e cercò di abbracciarlo; solo allora capì che era la sua immagine riflessa e, sapendo che non avrebbe mai potuto incontrare una tale perfezione, si lasciò morire. 
Quando si sparse la notizia le donne che lo ebbero amato andarono in riva al fiume per prendere il suo corpo ma, al posto di esso, trovarono solo un fiore dorato che chiamarono Narciso."



Narcissus è un genere, della famiglia delle Amaryllidaceae, che è composto da circa 150 specie di fiori narcisi che variano per dimensione, colore e forma. Questo fiore appartiene al gruppo delle Piante Bulbose.

Il Bulbo è un organo di propagazione asessuata che permette alla pianta di superare periodi avversi come siccità e freddo. Di fatto il Bulbo rappresenta una pianta in miniatura con le scorte necessarie a farla germogliare e fiorire. Esso ha delle minuscole radici, delle foglie carnose ripiegate e una gemma apicale che darà origine, quando le condizioni atmosferiche saranno ideali, alla formazione della parte aerea della pianta.

Le prime foglioline iniziano a "bucare" il terreno già da metà Gennaio, incuranti del gelo e della brina. Nei climi temperati, sono i primi segnali di risveglio.

Foglioline Narcisi nel Terreno Gelato



Sviluppo Foglie Narciso
Prime Foglie Narcisi



All'inizio la crescita, anche a causa delle basse temperature, è lenta e stentata; tuttavia è costante e progressiva e, anche con la neve a terra, si iniziano ad intravedere i boccioli fiorali già da fine Febbraio.

Narcisi a fine inverno

Narcissus Snow
Narcisi tra la neve
Verso la fine dell'inverno, o anche prima in zone particolarmente miti, inizia la Fioritura. Nel Nord Italia avviene verso inizio Marzo e si protrae per qualche settimana.
Differenze riguardo l'epoca di fioritura, anche considerevoli, si possono riscontrare tra le diverse specie e varietà di Narcisi.

Apertura Bocciolo Narciso



Bocciolo Narciso



La  varietà sono numerosissime e con differenze più o meno marcate. Ci sono Narcisi nani oppure Narcisi che possono raggiungere 50 cm di altezza (20 in), ci sono narcisi interamente gialli, oppure con la parte centrale arancione. Esistono anche alcuni Narcisi bianchi o rossi ed alcuni di essi emanano un leggero profumo.

Foglie Narcisi

Primo piano fiore Narciso


I Narcisi crescono bene in gruppetti ed ogni stelo può contenere diversi fiori. Le foglie sono carnose e spesse, ma anche molto ornamentali. Esse crescono solo alla base dello stelo.

Narcisi Nani
Gruppetto di Narcisi in fiore



Tra le molte varietà ce ne è una che fiorisce ben più tardi; i primi fiori li apre solo tra fine Marzo e inizio Aprile, questo Narciso ha la parte esterna del fiore bianca.

Narciso Bianco Fiore
Narcisi Bianchi
Narcisi Bianchi



Qualche foto di Narcisi "Misti".


White Narcissus
Narcissus flower
Fiori Narcisi Gialli
Apertura Fiori Narcisi
Narcisi Bianchi
Come detto in precedenza, i Bulbi di Narcisi sono immortali e, in autunno, non dovrete estirparli dal terreno, come invece si fa con altre specie.

Mi stavo dimenticando, ma ovviamente anche loro si possono riprodurre per "semina", infatti quando il frutto dei Narcisi  è maturo, contiene moltissimi semini bianchi.
Quando il fiore appassisce, lascia intravedere il frutticino, che si ingrossa molto rapidamente.

Frutto dei Narcisi

Frutto Narcisi

Semi dei Narcisi