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venerdì 13 aprile 2018

Arancio Trifogliato (Poncirus trifoliata), l'Agrume Deciduo che Resiste al Gelo - Coltivazione e Cure

I due termini "Gelo" ed "Agrume" sono tra loro discostanti, dove c'è uno non c'è l'altro e viceversa. Tuttavia esiste un'eccezione alla regola, l'Arancio trifogliato (Poncirus trifoliata o Citrus trifoliata), noto anche come Ponciro, è l'unico agrume a foglia caduca e può resistere alle fredde temperature al pari di un Pero o persino di un Melo.

Nelle prossime righe cercheremo di capire come è fatta la pianta dell'Arancio trifogliato, come e dove si coltiva, quali sono i suoi innumerevoli utilizzi e cosa si può fare con i suoi frutti.

Albero di Arancio Trifogliato

Origine e Diffusione :

Il Ponciro è un agrume nativo delle zone temperate di Cina e Korea, motivo per cui è spesso chiamato Arancio Cinese Amaro.
Fino alla scoperta del Poncirus polyandra, avvenuta  negli anni '80, si credeva che l'Arancio trifogliato fosse l'unica specie vivente del genere Poncirus; tuttavia, ancora oggi, c'è un acceso dibattito nella comunità scientifica, tra chi sostiene l'esistenza di questo genere e chi, invece, crede che Poncirus sia solo un sottogenere e che debba essere inserito all'interno del genere Citrus.

Citrus trifoliata è una specie rustica, che può vivere  e crescere in diversi habitat. Fu introdotto negli Stati Uniti nel 1800, ma si diffuse su larga scala solo nel '900.
Oggigiorno è presente su buona parte del territorio statunitense ed, in diverse aree (es. Sud-Est), è scappato al controllo umano e si è naturalizzato, crescendo tra i ruderi, ai margini dei boschi e persino in montagna.

La Pianta di Arancio Trifogliato, in Italia, è coltivata a scopo ornamentale, grazie ai frutti di bell'aspetto (anche se di pessimo sapore, come leggeremo più avanti), ma è utilizzata anche come pianta da siepe.

Boccioli Poncirus trifoliata
Frutti Immaturi Arancio Trifogliato

Usi ed Utilizzi della Pianta e dei Suoi Frutti :

Il Poncirus trifoliata è un agrume che, rispetto ad Arancio Dolce, Limone, Cedro, et similia, ha 3 grosse differenze:

  • Perde le foglie durante l'inverno
  • Produce frutti ricoperti da una leggera peluria, dal gusto sgradevole che, sebbene non tossici, non si possono considerare commestibili (come frutta fresca)
  • Resiste a temperature minime di almeno -20°C (-5° F)

L'Arancio Trifogliato è spesso utilizzato come pianta ornamentale, grazie alla copiosa fioritura primaverile ed ai frutti autunnali, i quali rimangono a lungo attaccati alla pianta.
I frutti hanno un sapore molto amaro e solo le persone con lo stomaco più forte riuscirebbero a mangiarli (più per scommessa, che per piacere); tuttavia i frutti del Ponciro possono essere impiegati per la preparazione di marmellate, in quanto lo zucchero attenua l'eccessiva acidità/amarezza.

Ma, estetica a parte, questa specie ricopre un ruolo primario anche nella riproduzione degli "Agrumi Classici", infatti esso è coltivato per la produzione di portainnesti su cui innestare gli Agrumi "commestibili".

Agrumi innestati su P. trifoliata presentano almeno 4 vantaggi :

  • Acquisiscono una maggiore resistenza al freddo, in quanto le radici inducono una dormienza invernale "più profonda", lasciando una minor quantità di acqua nei tessuti del nesto
  • Diventano più tolleranti ai terreni umidi e poco drenanti
  • Diversamente da altri portainnesti (es. Arancio Amaro), le radici del Ponciro sono resistenti al Virus che causa la malattia nota come Tristeza degli Agrumi, in grado di uccidere totalmente una pianta adulta
  • Il Ponciro (in particolar modo alcuni cloni) ha un effetto nanizzante sul nesto sovrastante, permettendo sesti di impianto più ravvicinati ed una raccolta più agevolata

Fiori Poncirus trifoliataCome ultima cosa, ricordiamoci che il Citrus trifogliata si può ibridare con le altre specie della stessa famiglia.
A partire dal 1900 ci fu un'intensa ricerca nella selezione di ibridi tra Ponciro ed altre specie "a frutto edule", che potessero aver preso la rusticità del primo e la bontà dei frutti dei secondi.
Oggigiorno (ne parleremo altrove) esistono innumerevoli ibridi di Ponciro che hanno una discreta resistenza al gelo (indicativamente intorno ai -12° C o 10° F) e producono frutti accettabili (anche se spesso con retrogusto "di Ponciro"). Tuttavia un grosso limite di questi ibridi è rappresentato dal fatto che i loro frutti, che sono molto meno resistenti al gelo della pianta, giungono a maturazione molto tardivamente, rendendoli suscettibili alle brinate autunno-invernali.

Fioritura Arancio trifogliato


Com'è Fatto l'Arancio Trifogliato ? - Botanica e Fisiologia

Poncirus trifoliata è una specie decidua che si sviluppa sotto forma di piccolo albero molto ramificato, che difficilmente supera i 5 metri (16 ft) di altezza.
Il portamento è generalmente assurgente, con una chioma poco espansa in larghezza, ma particolarmente fitta.
I rami si riconoscono per la presenza di robuste spine, lunghe sino a 5 cm (2 in), per la forma appiattita, con una sezione rettangolare (e non rotonda) e per l'andamento contorto.
I giovani rami rimangono verdi a lungo ed anche il tronco è soggetto ad una lignificazione piuttosto lenta.

Alcune cultivars, ad esempio "Flying Dragon", sono particolarmente adatte alla formazione di siepi, poiché hanno uno sviluppo contenuto (Dwarf) e rami ad andamento a "zig-zag", rendendole impenetrabili, anche dopo la caduta delle foglie.

Questo Arancio Amaro è chiamato "Trifogliato" proprio per via delle sue foglie. Esse sono infatti trilobate  (qualcuna penta-lobata), cioè composte da 3 foglioline attaccate tra loro alla base.
Le foglie del Ponciro sono di color verde intenso ed, in autunno, prima della loro caduta, si tingono di giallo-arancione.

I fiori sbocciano in primavera, da gemme situate sul legno dell'anno precedente e non sui nuovi getti, come invece avviene nella maggior parte degli Agrumi.
Essi sono bianchi, con 5 petali sottili e ben distanziati tra loro. I Fiori del Ponciro sono ermafroditi e, solitamente, autoimpollinanti; un unico esemplare è dunque in grado di produrre frutti.
La fioritura, in Italia, avviene nel periodo compreso tra Marzo ed Aprile, a seconda del clima e dell'esposizione.

I frutti del Ponciro sono delle piccole Arance che, a maturazione (più o meno in Ottobre-Novembre), sono di color giallo/arancione e ricoperte da una peluria trasparente.
Questi frutti, che hanno più o meno le dimensioni di un Mandarino o di un piccolo Limone, contengono numerosi semi ed una polpa dal sapore amaro, con una spiccata acidità.

N.B.

Sebbene la specie sia di vita relativamente breve, gli esemplari più vecchi sviluppano tronchi contorti, che possono ricordare vagamente quelli degli Olivi plurisecolari.

Vecchio Tronco Poncirus trifoliata

Chioma Foglie Arancio trifogliato

Dove Piantare l'Arancio Trifogliato ? - Coltivazione, Clima, Esposizione, Potature e Cure

Coltivare l'Arancio Trifogliato in Italia è piuttosto semplice e non richiede particolari attenzioni. Come già ampiamente detto, questo Agrume resiste al freddo ed al gelo ed è dunque coltivabile ovunque in Italia, dalla Pianura Padana, alla Sicilia, passando per le Alpi (sotto i 1000 metri = 3.300 ft).
Sebbene la specie riesca ad adattarsi piuttosto agevolmente anche alla mezz'ombra, scegliete una posizione quanto più soleggiata.
La specie ha un apparato radicale poco espanso e profondo, ciononostante la specie possiede una discreta resistenza alla siccità ed una pianta affrancata, di norma, non richiede irrigazione, almeno se piantata al centro-nord Italia.

Foglie Gialle in Autunno Citrus trifoliataIl terreno ideale è ricco di nutrienti, a pH neutrale, a bassa salinità, drenante, ma non eccessivamente secco, comunque tollera i ristagni idrici meglio degli altri agrumi ed è poco suscettibile ai marciumi radicali prodotti dalla specie fungina patogena Phytophthora citrophthora.
Frutti Aperto e Semi Poncirus trifoliataIl Ponciro è indicato come portainnesto per zone di reimpianto, in cui si vogliano sostituire altri agrumi morti o altamente danneggiati, mentre dà scarse prestazioni in zone tropicali o sub-tropicali, in cui non ci sia una stagione spiccatamente più fredda delle altre.

Questo Arancio è, per natura, piuttosto lento a crescere e, anche in un terreno ricco e ben concimato, impiegherà anni a divenire un vero e proprio albero. Ciò non vuol dire che sia poco vigoroso, anzi; semplicemente i nuovi getti hanno una crescita annua modesta.
Le concimazioni sono per lo più superflue, ho visto esemplari abbandonati fruttificare abbondantemente, incuranti delle intemperie, delle malattie e della "carenza" di nutrienti.

Potare non è essenziale, ma se non si pota la crescita potrebbe risultare disordinata, con molti rami che si incrociano o che puntano in ogni direzione.
La potatura ha il compito di eliminare i rami che puntano verso il basso, arieggiare la chioma, diradare le parti di chioma troppo fitte e va eseguita in inverno, dopo la caduta delle foglie.

Poncirus trifoliata si riproduce prevalentemente tramite semina. I semi vanno piantati in vaso in autunno e lasciati all'aperto (devono sentire il freddo invernale); in primavera, verso Aprile-Maggio, germoglieranno e, dopo un paio di anni, si potranno innestare con la specie di Citrus desiderata.
La moltiplicazione del Ponciro si può effettuare anche tramite innesto su franco.

Se vivete in un posto gelido e volete un Agrume ornamentale, con frutti simili ad Arance, piantare il Ponciro potrebbe essere la scelta più saggia.
La coltivazione di questa specie può essere molto utile per chi avesse intenzione di moltiplicare altri Agrumi, dai frutti del Ponciro si possono infatti ricavare i semi, da cui ottenere piante su cui innestare specie più pregiate.

Ora non vi resta che prestarci attenzione, l'Arancio Trifogliato è più diffuso di quanto si creda, anche se per buona parte dell'anno passa inosservato.

Rami, Spine e Frutti Arancio Trifogliato

Poncirus trifoliata

lunedì 2 aprile 2018

Berretta del Prete (Euonymus europaeus), una Pianta Boschiva dai Frutti Rosa

Chiunque abbia fatto una passeggiata nei boschi di latifoglie del Nord Italia, tra tardo autunno ed inverno, non può non aver notato la Berretta del Prete (Euonymus europaeus).
Questa pianta, nota anche con il nome di Evonimo o Fusaggine, è particolarmente vistosa nella stagione sopracitata, in quanto gli atipici frutti color rosa si aprono proprio in quel periodo, lasciando "a penzoloni" semi di color arancione.

Frutti Maturi Euonymus europaeus

Frutti in Autunno Berretta del Prete
La Berretta del Prete (Euonymus europaeus) è una pianta nativa dell'Europa centrale, ma è particolarmente diffusa anche in Italia (soprattutto nella zona degli Appennini e nel Settentrione), nei Balcani e giù sino in Grecia.
L'habitat naturale dell'Evonimo è rappresentato dalle zone temperate relativamente umide, dove cresce ai margini dei boschi decidui, oppure nel sottobosco, diventando quasi infestante.
Come altitudine la troviamo dal piano, sino alla bassa montagna, con quote crescenti percorrendo l'Appennino in direzione Sud.
Talvolta, per via dei frutti dal bell'aspetto, viene coltivata come pianta ornamentale, nei giardini privati.

Euonymus europaeus, appartenente alla famiglia delle Celastraceae, è una specie decidua che si sviluppa sotto forma di arbusto o di piccolo albero, raggiungendo a stento i 5 m (17 ft) di altezza.
Il nome del genere, Euonymus, deriva probabilmente da Euonymeia, un antico insediamento greco.
Questa pianta è rustica e può svilupparsi anche in ambienti piuttosto ombrosi, come quelli del sottobosco, dove però si mantiene di dimensioni più contenute.

La Fusaggine preferisce terreni umiferi, ricchi di sostanza organica, mentre rifugge dai suoli eccessivamente aridi ed ad alta salinità.
Quest'arbusto, sebbene possa reggere anche esposizioni in pieno sole, preferisce la mezz'ombra, in quanto garantisce una minor perdita di acqua per evaporazione. La specie ha infatti una scarsa resistenza alla siccità e, nel Sud Italia, potrebbe richiedere irrigazioni.

Come ovvio che sia, l'Evonimo, essendosi evoluto nelle pianure del centro Europa caratterizzate da un clima temperato freddo ad elevata componente di continentalità, ha un'ottima resistenza al freddo.

Fiori Euonymus europaeus

Foglie, Rami e Legno Euonymus europaeus

La Berretta del Prete ha un portamento arbustivo (raramente ad albero) e possiede rami lunghi, ma esili e flessibili, che da giovani hanno un'atipica sezione quadrangolare ed un caratteristico "odor di mela".
Le foglie sono opposte, di medie dimensioni, ellittiche con un'estremità appuntita, dal margine finemente dentellato e, nella parte superiore, sono di color verde scuro, mentre da ottobre assumono colori rossastri, tipicamente autunnali.
I fiori della Fusaggine sono insignificanti, con stami molto corti, sepali verdastri e 4 petali color crema/verdi.
La fioritura è leggermente successiva alla fogliazione ed, in Italia, avviene nel periodo compreso tra Aprile e Maggio.
La parte più vistosa (e particolare) dell'Euonymus europaeus è sicuramente il frutto, il quale è una capsula carnosa, con quattro lobi arrotondati che, in estate, sono verdi e chiusi, mentre dal tardo autunno diventano di color rosa-rosso e si aprono, facendo uscire 4 semi color arancione (che rimangono "penduli").
La forma di questi frutti ricorda il Cappello indossato dai preti cattolici, da qui il nome "Berretta del Prete".
Questi frutti, così come il legno, sono velenosi e, se ingeriti (in piccole dosi) hanno un effetto lassativo e possono provocare forti mal di stomaco, nausea e diarrea.

Insomma, l'Evonimo è una pianta curiosa, che passa tutta la bella stagione inosservata, crescendo nascosta, ai margine degli alberi ad alto fusto, ma proprio durante la brutta stagione, quando tutte le piante perdono le foglie ed il colore predominante diventa il marrone, la Berretta del Prete risalta, con i suoi frutti colorati.

Fioritura Evonimo

Frutti Immaturi Fusaggine

Berretta del Prete in Inverno

Euonymus europaeus nel Bosco

lunedì 19 marzo 2018

Climi, Piante e Paesaggi di Australia e Nuova Zelanda - Con Foto e Descrizione

L'Australia, ed ancor di più la Nuova Zelanda, mi hanno sempre affascinato, vuoi perché sono agli antipodi rispetto all'Italia, vuoi perché l'isolamento geografico ha permesso loro di avere una flora ed una fauna che non si trova in nessun altra parte del mondo (i Canguri sono solo l'esempio più lampante).

In questo articolo vorrei spiegare come il clima possa variare procedendo da Nord verso Sud, quali piante ed animali si sono insediati nelle diverse località, cosa visitare durante un viaggio e quali sono i posti migliori dell'Australia, il tutto illustrato da una selezione di fotografie, un po' come già fatto per GiapponeAfrica ed Europa.

Innanzitutto cerchiamo di capire dove si trova l'Australia e la vicina Nuova Zelanda.

Entrambi questi stati sono collocati interamente a Sud dell'equatore in quello che, giustappunto, si chiama emisfero australe.

Deserto Australiano

Cartina Australia

Generalità sull'Australia :

L'Australia è un'isola immensa e rappresenta la maggior parte di quel continente noto come Oceania, che comprende anche gli arcipelaghi dell'oceano Pacifico e la Polinesia.
Essa è circondata dagli Oceani, ad Ovest si trova quello Indiano, ad Est quello Pacifico, a Sud l'incontro tra questi due Oceani ed a Nord la parte di oceano pacifico ricco di arcipelaghi ed isole tropicali.
L'Australia, data la sua enorme estensione, ricade sia nella fascia tropicale, sia in quella temperata; ricordandosi che, essendo "dall'altra parte del mondo", più ci si dirige a Sud e più il clima diventa fresco.

Quest'isola ha una superficie simile a quella dell'Europa, eppure ci vivono solo 24 milioni di persone (meno della metà dell'Italia); di conseguenza l'Australia ha una densità di popolazione molto bassa.
In effetti la parte centrale e lontana dai mari, è desertica ed inospitale; di conseguenza le città più grosse si sono sviluppate solo lungo la costa.


Il Nord Est - Queensland

In questa regione è presente la penisola di Capo York, la cui estremità (10°41' S) rappresenta il punto più settentrionale (e quindi più vicino all'equatore) dell'intera Australia.
Lo stretto di Torres è una fascia di mare lunga circa 150 km (93 mi) che separa Capo York dalla Papua Nuova Guinea.

La Penisola di Capo York, data la vicinanza all'equatore, gode di un clima caldo durante tutto l'anno e si distinguono due stagioni, quella secca, indicativamente da fine Aprile ad Ottobre, e quella piovosa nei rimanenti mesi dell'anno.
Un clima caratterizzato dai monsoni che, durante la stagione delle piogge, possono provocare veri e propri nubifragi e cicloni tropicali.

A Sud-Est di questa penisola troviamo la Grande Barriera Corallina, patrimonio dell'Unesco seriamente minacciato dall'innalzamento delle temperature.
Questo ecosistema, distinguibile dalla spazio, è composto da centinaia di isolette, migliaia di barriere formate con oltre 500 tipi diversi di Coralli e si estende per circa 2300 km (1400 mi).
La Grande Barriera Corallina "Great Barrier Reef in Inglese" dà sostentamento ad una miriade di essere viventi, daSpugne e Molluschi, sino a Pesci, Tartarughe, Delfini e Balene.

Nel Mar dei Coralli troviamo anche le Isole Whitsunday, un arcipelago costituito da 74 isolette, per lo più disabitate, su cui si possono ammirare splendide spiagge dalla sabbia bianca, fitte foreste tropicali lussureggianti, ma anche sentieri per le escursioni ed una ricca fauna marina, ideale per gli amanti delle immersioni.

Grande Barriera Corallina dallo Spazio

Grande Barriera Corallina

Isole Whitsunday

Altro sito patrimonio dell'Unesco, situato nella parte meridionale, è noto come "Tropici del Queensland", ovvero un insieme di foreste umide tropicali che, grazie all'isolamento geografico, hanno un ricchissimo endemismo, inferiore solo a quello delle foreste del Madagascar.

Queste foreste sono molto antiche e custodiscono piante primordiali, in particolar modo le prime piante da fiore (Angiosperme).
In una di queste foreste pluviali,"Daintree rainforest", cresce Idiospermum australiense, una grossa pianta endemica scoperta solo negli anni '70 e ritenuta dagli scienziati appartenente ad uno dei primi rami evolutivi da cui discendono tutte le piante da fiore "moderne".
Idiospermum australiense risale a circa 120 milioni di anni fa ed è una delle angiosperme più primitive tuttora viventi.
Tutte le angiosperme moderne si differenziano in monocotiledoni o dicotiledoni, a seconda se il germoglio contenga una o due foglie, rispettivamente.
Idiospermum australiense, invece, emette da 2 a 6 foglioline ed un unico seme può emettere più radici contemporaneamente (altra cosa atipica).

L'Albero Vic Stockwell's Puzzle (Stockwellia quadrifida), appartenente al genere delle Mirtaceae, è ritenuto il diretto discendente di quelle specie fossili (ormai estinte), che si pensa abbiano dato origine a tutte le attuali specie di Eucalipto, molto diffuse nel continente australiano.

Scendendo lungo la costa orientale del Queensland il clima si mantiene tropicale, con una stagione umida ed una secca, ma si inizia a delineare anche una stagione calda ed una "più fresca".
Giusto per intenderci a Brisbane in Luglio (inverno australe) ci sono temperature massime medie di circa 22 ° C (72° F) e minime di 10° C (50° F), mentre in Gennaio sono di 30° C (86° F) e 21° C (70° F), rispettivamente.

A soli 300 km (185 mi) dalla capitale del Queensland, Brisdane, troviamo l'isola di Fraser, la più grande isola di sabbia al mondo.
A Fraser non ci sono strade asfaltate e ci si muove tra i sentieri e le dune sabbiose, con mezzi 4x4 o Quad.
Sull'isola di Fraser vi è una massiccia presenza di laghi, di cui almeno 40 sono di acqua dolce e la parte Nord è sicuramente quella più selvaggia ed incontaminata.

Daintree rainforest

Isola Fraser

Fiori Idiospermum australiense

Pianta Idiospermum australiense

Tra i vari laghi, tutti poco profondi, si ricordano il McKenzie (Boorangoora) ed il lago Wabby che, con appena 12 metri (39 ft), è il lago più profondo dell'intera isola di Fraser, inoltre è meno acidi degli altri e sostenta la vita di più specie di pesci.

Un'altra attrattiva dell'isola è "The Cathedrals", una scogliera formata da rocce che assumono tonalità di colore rossastro le cui sfumature, vengono messe in risalto dal contrasto con la bianca spiaggia da cui ci si erge.

Nella parte più interna del Queensland, ed in generale laddove i monsoni non riescono ad arrivare, il clima diventa arido, con una stagione delle piogge via via più breve, fino a diventare assente.

Lago McKenzie

Lago Wabby

Roccia The Cathedrals

Territorio del Nord (Northern Territory)

Ad Ovest del Queensland troviamo lo Stato chiamato Territorio del Nord, i due sono divisi nella parte più settentrionale dal Golfo di Carpentaria, largo circa 600 km (370 mi), ma con una profondità media di appena 60 metri (197 ft).
Il clima del Territorio del Nord è di tipo tropicale governato dai monsoni, ma dirigendosi verso Sud (e cioè allontanandoci dalle coste) le piogge diminuiscono gradualmente, lasciando spazio ad un clima arido e, poi, desertico.

Nel Sud dello stato troviamo Uluru (Ayers Rock), uno dei simboli dell'Australia. Uluru è un massiccio di roccia arenaria isolato e circondato da una landa desolata, quasi priva di vegetazione.
Quest'imponente roccia si nota a decine di chilometri di distanza; Uluru ha una circonferenza di circa 9 km (6 mi) ed un'altezza relativa (rispetto all'altopiano circostante) di 350 metri (1150 ft).

Uluru sembra essere piovuto dal cielo, come fosse stato portato dallo spazio, nel bel mezzo di un'arida pianura. Le sue pareti lisce ed a strapiombo, il colore mutevole (da oro, a bronzeo) ed il contesto in cui è inserito, lo rendono unico e dal fascino mistico.

Darwin, situata sulle rive dell'Oceano, è città più popolosa, nonché il capoluogo di questo stato. Essa deve il suo nome al naturalista Britannico Charles Darwin, padre della teoria della selezione naturale.

Nelle acque che bagnano l'Australia settentrionale si trova il Coccodrillo di Mare (Crocodylus porosus), il più grande rettile e predatore terrestre della Terra.
Questa specie, si differenzia dalla maggior parte degli altri coccodrilli, per il fatto che non vive solamente negli estuari, ma si spinge nelle acque salate, predandosi di pesci, crostacei, sebbene possa cibarsi anche di scimmie e cinghiali.

Uluru

Crocodylus porosus

Australia Occidentale - (Western Australia)

Questa regione, la cui capitale è Perth, è la più estesa dell'Australia ed occupa la parte più occidentale (circa 1/3) del continente, da Nord a Sud.
La parte settentrionale ha un clima simile a quanto già visto in precedenza, ovvero prettamente tropicale con le piogge concentrate in una stagione.
La parte centrale è desertica e semi-desertica, in molti casi l'aridità è presente anche lungo le coste e non solo nell'entroterra (che rimane comunque più asciutto).
La parte meridionale ha invece un clima mediterraneo caldo, con la stagione umida che coincide con quella più fresca.

Nella parte centro-settentrionale della regione troviamo il parco nazionale Karijini, ricco di canyon, sentieri, cascate (talvolta in secca), dirupi e fiumi.

Un pianta simbolo, endemica dell'Australia occidentale, è la Anigozanthos manglesii. Essa è dotata di un fiore molto particolare che ricorda vagamente quello della Strelitzia.
Uno degli animali simbolo, invece, è il Cigno Nero (Cygnus atratus) che per lungo tempo fu cacciato ed ucciso dagli aborigeni che, per il colore del suo piumaggio, lo ritenevano demoniaco.

Luogo di indubbio interesse per il turismo è il Deserto dei Pinnacoli, un'arida distesa sabbiosa caratterizzata dalla presenza di Pinnacoli eretti ed allungati, probabilmente originatesi da conchiglie di mare.
Un'altra bizzarria della natura è una formazione rocciosa nota come Wave Rock (Onda di Roccia). Essa deve il suo nome alla particolare forma, che ricorda quella di un'onda o anche una di quelle piattaforme usate nello Skateboarding.

Karijini

Anigozanthos manglesii

Fiore Anigozanthos manglesii

Deserto dei Pinnacoli


Wave RockAustralia Meridionale - (Southern Australia)

E' uno stato che occupa la parte centrale (come longitudine) del Sud Australia. Adelaide, il capoluogo della regione, ha il clima classico della costa meridionale, ovvero Mediterraneo, con estati calde e secche, ed inverni umidi e freschi, solitamente esenti da gelate.

L'Australia meridionale si trova ad una latitudine (quasi) speculare rispetto a quella delle coste del Sud della Sicilia. Anche questa zona è dunque vocata alla coltivazione della Vite e dell'Olivo ed in alcune zone (es. Barossa Valley) si producono vini rinomati.

La parte più interna contiene i laghi più estesi di tutta l'Australia, come il Lago Eyre (Lake Eyre) che, data la scarsa profondità, nella stagione secca può "frazionarsi" per evaporazione in più laghetti.
Le acque del Lago Eyre talvolta assumono tonalità viola-rosa, per via delle alghe che in esse vi crescono.

Viti a Barossa Valley

Lago Eyre

Xanthorrhoea semiplanaStato Victoria

Rappresenta la parte più orientale dell'Australia del Sud e comprende l'estremo punto meridionale dell'intero continente (isole escluse).
Il clima costiero è mitigato dall'oceano, ma nell'entroterra ci possono essere anche leggere gelate durante l'inverno.

Melbourne, la città più importante di questa regione, è famosa per il circuito di Formula 1 ed un grosso acquario focalizzato sulla fauna tipica del Pacifico meridionale ed Antartico.

I Dodici Apostoli sono una serie di faraglioni di pietra calcarea che emergono dalle acque a Sud di Victoria.
Fino al 2005 i faraglioni erano 9, ma uno crollò improvvisamente, sotto gli occhi increduli dei turisti.

Xanthorrhoea semiplana, un lontano partente dell'Asparago, è la versione australiana delle Agavi americane e delle Aloe africane.

Dodici Apostoli


Nuovo Galles del Sud (New South Wales)

Compreso tra lo stato di Victoria, Queensland e South Australia. Qui troviamo Sydney, la più grossa città australiana (spesso erroneamente confusa per la capitale, che invece è la più piccola Canberra).

La parte costiera e la parte interna sono separate da una lunga catena montuosa (Grande Catena Divisoria), la cui vetta più alta (Monte Kosciuszko) è il punto più elevato di tutta l'Australia con un'altitudine di 2.228 m (7,310 ft). Non è raro osservarla innevata durante i mesi invernali.

Sui pendii di queste montagne ci sono estese foreste di Eucalipto, pianta che, a seconda della specie, è diffusa praticamente in tutta Australia ed è sicuramente uno dei simboli della nazione, oltre che rappresentare la principale fonte di nutrimento per il Koala (Phascolarctos cinereus), l'unico marsupiale arrampicatore.

Melbourne

Foreste Eucalipto

Koala

L'animale che più identifica l'Australia non può che essere il Canguro. In realtà esistono decine di specie di canguro, più o meno distribuite su tutto il territorio.
I Canguri appartengono ai marsupiali, mammiferi primitivi che hanno evoluto un meccanismo di sviluppo unico tra questa famiglia.
Il Canguro partorisce dei cuccioli che, di fatto, sono ancora dei feti, assolutamente incapaci di vivere nell'ambiente circostante e non più grandi di un verme.
Dall'Utero passano direttamente (e senza "aiuto materno") al Marsupio, dove si attaccano al capezzolo e vengono accuditi per almeno altri 3 mesi (il periodo varia da specie a specie).

I canguri hanno arti inferiori possenti e muscolosi, che permettono loro balzi lunghi ed alti. Tra le varie specie, i Canguri Rossi (Macropus rufus) sono i più grandi e possono pesare anche 90 kg (198 lb), circa 90 volte il peso del Lagorchestes hirsutus, il Canguro più piccolo.

In Australia non esistono grossi predatori, il più grosso è il Dingo (Canis lupus dingo), un sorta di cane selvatico che si nutre di uccelli, rettili, piccoli mammiferi ma, all'occorrenza, quando caccia in branco, è in grado di abbattere anche i Canguri Rossi.

Una pianta tipica di questa zona è la Acacia longifolia, una parente della più conosciuta mimosa, con la quale condivide la copiosa fioritura ed i fiori color giallo acceso.

Canguri Rossi

Dingo

Acacia longifolia

Tasmania

L'ultimo stato dell'Australia è in realtà un'isola, con una superficie più o meno equivalente al triplo della Sicilia.
La Tasmania si trova sotto Victoria, all'incirca al 42° parallelo Sud, più o meno speculare a quello dell'Italia centrale.
Il clima, almeno lungo le coste, è fortemente influenzato dall'Oceano, il quale riduce l'escursione termica, sia giornaliera, che stagionale.
Ad Hobart, il capoluogo della Tasmania, la media delle temperature massime estive si aggira intorno ai 22° C (71° F), mentre le minime sono di 13° C (55° F). In inverno, invece, ci sono circa 8-10° C (circa 18° F) in meno e temperature sotto gli zero gradi (32° F) sono eventi molto rari.
Le piogge non sono molto abbondanti (accumuli annui paragonabili a Palermo), ma sono ben distribuite tra i 12 mesi dell'anno.
La parte più interna è prevalentemente montagnosa, con un clima più freddo e continentale.

Circa il 20% dell'Isola è una zona protetta (Tasmanian Wilderness), che rappresenta una delle più estese aree selvagge del nostro pianeta e custodisce, all'interno di grotte calcaree, i resti di civiltà preistoriche, testimoniando la presenza dell'uomo da almeno 20.000 anni.

Nel Sud della Tasmania troviamo Port Arthur, una piccola città di ex galeotti, costruita dagli inglesi tra il 18 th e 19 th secolo.
Le rovine di Porth Arthur, insieme ad insediamenti simili in altre zone dell'Australia, sono oggi patrimonio dell'Unesco.

La Flora della Tasmania è di tipo temperato, ma molto diversa rispetto a quella che possiamo trovare in Europa.

Eucalyptus regnans, di cui avevamo già accennato qualcosa nell'articolo "Piante da Record", è nativa della Tasmania e rappresenta l'angiosperma più alta al mondo.
Il Mirto della Tasmania (Lophozonia cunninghamii) è una pianta sempreverde che cresce nelle foreste temperate dell'isola. Questa specie, coltivata per il suo legname, non appartiene alle Mirtaceae e si sviluppa sotto forma di grosso albero con piccole foglie che possono ricordare quelle del Mirto (specie quelle appena emesse che sono rossastre-marroncino).

Nel sottobosco delle foreste temperate della Tasmania cresce una delle felci più grandi dei climi temperati, ovvero la Dicksonia antarctica, di cui abbiamo discusso approfonditamente qua.

Per quanto riguarda la fauna non si può non menzionare il Diavoletto della Tasmania (Sarcophilus harrisii), l'unico rappresentante (non estinto) del genere, nonché il più grande marsupiale carnivoro.

Il Diavolo della Tasmania, in proporzione alle sue dimensioni, possiede il morso più potente di tutti i mammiferi e si nutre di piccoli canguri e roditori. Caccia nelle ore notturne, ma non disdegna neppure le carogne, anche in avanzato stato di decomposizione.

La specie è nota per il temperamento irascibile ed estremamente aggressivo. Le lotte all'interno della specie sono brutali, spesso letali e le cicatrici sul muso che ogni esemplare ha, ne sono la testimonianza.

Tasmanian Wilderness

Rovine di Port Arthur

Diavoletto della Tasmania

Cartina Nuova ZelandaNuova Zelanda 

Questa nazione è formata da due isole principali e da numerose isolette secondarie. Le due isole più grandi sono orientate indicativamente Nord-Sud e separate dallo stretto di Cook, che supera di poco i 20 km (12 mi).
La Nuova Zelanda è isolata e lontana da tutto il resto del mondo; possiede perciò un elevato numero di specie (sia animali che vegetali) endemiche.
Il clima di questo stato è di tipo oceanico, senza mai grossi eccessi, né verso l'alto, né verso il basso. Ovviamente la parte più settentrionale è mediamente più mite e quella meridionale più fresca.
Il tempo è variabile ed, un po' come succede in Irlanda, in un giorno si possono alternare più volte sole e pioggia.

Le piogge sono generalmente abbondanti e ben distribuite, sebbene vi sia un picco invernale.
Le zone montuose interne hanno temperature più rigide e la neve è comune in inverno. Le acque dell'Oceano sono piuttosto fredde anche in estate ed, in molte zone, non superano mai i 20° C (68° F).

I venti, specie nella parte Sud, sono costanti ed impetuosi, rendendo la Nuova Zelanda una meta ideale per gli amanti del Windsurf o del Surf.


L'isola Te Ika-a-Māui (North Island)

Quasi l'80% della popolazione neozelandese risiede su quest'isola, sulla quale ritroviamo la capitale (Wellington) e la città più popolosa (Auckland).

Il distretto di Rotorua è un'area ricca di attività geotermica, sfruttata sia a scopi termali, sia a scopi turistici, grazie alla presenza dei Geysers.
Il monte Tongariro è il più alto tra i vulcani attivi di questa regione e dista appena 20 km (12 mi) dal Lago Taupo, il più grande lago d'acqua dolce dell'intera Oceania, sul fondale del quale sono tutt'oggi presenti segni di attività vulcanica.

L'isola Te Waipounamu (South Island)

Questa regione è interamente attraversata (da Nord a Sud) dalla catena montuosa delle Alpi Neozelandesi.
Lo sbarramento orografico divide quest'isola in due zone : quella più occidentale, sopravento alle umide correnti oceaniche, è la più piovosa dell'intera nazione e registra accumuli annui sino a 4000 mm (per intenderci 4 volte Milano); mentre quella più orientale (sottovento) è piuttosto arida ed in alcune zone le precipitazioni annue sono inferiori ai 500 mm.

Le maggiori bellezze di quest'isola sono la natura incontaminata ed i paesaggi paradisiaci.

Il Ghiacciaio Franz Josef è una classica attrattiva turistica per chi visita la parte occidentale dell'Isola. Questo ghiacciaio, lungo poco più di 10 km (6 mi), scende fino ad una quota collinare, circondato da foreste temperate.

Aoraki/Monte Cook è la vetta più alta delle Alpi Neozelandesi, nonché dell'intera nazione. Questa montagna, ed il parco che la circonda, sono patrimonio naturalistico dell'Unesco.

Monte Tongariro

Distretto di Rotorua

Ghiacciaio Franz Josef

Flora e Fauna della Nuova Zelanda :

La flora della Nuova Zelanda è variegata, tuttavia, la maggior parte delle piante sono :
  • Sempreverdi
  • Poco resistenti al fuoco
  • Tendenzialmente dioiche
  • Poco resistenti al gelo
  • Con Fiori bianchi e piccoli
  • Di dimensioni maggiori rispetto a specie della stessa famiglia, ma di altri continenti
  • Prive di spine
Alcune specie endemiche sono :
  •  Fuchsia excorticata, chiamata anche Pianta Fuchsia, dato il portamento ad albero e le enormi dimensioni rispetto a quelle di altre specie della famiglia (es. Fuchsia regia).
  • Agathis australis (kauri), la più grande conifera della Nuova Zelanda.
  • Tecomanthe speciosa, una pianta rampicante stretta parente della Bignonia, che cresce all'estremo Nord della nazione e produce vistosi fiori color bianco-crema.
  • Knightia excelsa, una pianta alta e slanciata, con foglie lanceolate simili a quelle dell'Oleandro e fiori molto particolari, da cui si ricava un ottimo miele.
  • Cyathea medullaris, una felce a forma di palma, che può raggiungere un'altezza di 20 m (65 ft)

Alcune piante da frutto, sebbene non native della zona, si sono inizialmente diffuse in Nuova Zelanda e, qui, si sono selezionate cultivar di pregio, poi esportate in tutto il mondo.
Tra di esse spicca sicuramente il Kiwi, ma anche la Feijoa.

Tra gli animali endemici ci sono moltissimi uccelli, di cui una parte, non dovendo scappare dai predatori terrestri (non ce ne sono), hanno ridotto le dimensioni delle loro ali, fino a non essere più in grado di volare.
Sicuramente l'esemplare più noto è il Kiwi (Apteryx mantelli), un piccolo uccello marrone e privo di ali, incapace di volare, ma molto abile nella corsa. Il noto frutto "Kiwi", deve il suo nome alla somiglianza a questo uccello.

Sphenodon punctatus è un'altra specie endemica, che ai più potrebbe ricordare una banale lucertola, mentre in realtà è su un ramo evolutivo parallelo e si pensa possa essere simile al progenitore delle lucertole comuni, dei coccodrilli e dei serpenti.

Fuchsia excorticata

Cyathea medullaris

Tecomanthe speciosa

Apteryx mantelli