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mercoledì 26 aprile 2017

Come Coltivare l'Agave americana? Dove può Crescere in Italia?

Tra le piante succulente l'Agave americana è sicuramente quella più diffusa ed inselvatichita in Italia, specie nelle zone costiere del Centro-Sud.

Dove si può piantare l'Agave americana? Quanto resiste al freddo? Quanti anni può vivere? Quando fiorisce?

Foglie Agave americana in Riva al Lago

Giovane Agave americana




Origine e Diffusione :


L'Agave americana è una specie nativa delle zone aride comprese tra il Messico settentrionale ed il Sud degli Stati Uniti (Arizona, Texas). Oggi la specie è naturalizzata in molte zone miti a clima semi-arido, dal Mediterraneo e Sud Africa, all'India ed Australia.
Tra le Agave è sicuramente la specie più coltivata e diffusa a scopo ornamentale ed adorna giardini rocciosi, ma anche scoscesi pendii incolti ed aree dismesse.
Come detto sopra, la presenza di questa pianta grassa non è relegata solo agli spazi privati, ma anche ai caldi pendii demaniali esposti al Sole ed alle brezze marine, dalla Liguria, sino alla Sicilia.
Sulle rive dell'Adriatico, allo stato selvatico, è meno frequente, ma si può trovare, soprattutto nelle rocciose coste della sponda Croata (ad esempio sull'Isola di Krk).

Inquadramento Botanico e Fisiologia :


Fiori Agave americanaL'Agave americana è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Agavaceae, lontana parante degli Asparagi.
La specie è talvolta erroneamente chiamata Aloe Americana sebbene, somiglianze estetiche a parte, Agave ed Aloe, non abbiano stretti vincoli di parentela ed appartengano a due famiglie distinte.
L'aspetto simile è dovuto a convergenza evolutiva, più che ad una vicinanza genetica. In altre parole, vivendo in ambienti simili (zone torride ed aride), pur lontani tra di loro (ricordo che le Agave sono Americane, mentre le Aloe sono Africane), le due piante hanno evoluto delle strutture analoghe, adatte a farle sopravvivere in quel clima.

L'Agave americana ha un portamento a cespuglio, con le foglie sempreverdi disposte concentricamente a mo' di rosetta. Le foglie sono di grosse dimensioni, dalla forma "a spada", la cui punta è rappresentata dall'aculeo terminale. Esse sono coriacee, dalla superficie liscia e possono avere una lunghezza compresa tra 90 cm e 210 cm (3-7 ft) e, nella parte centrale, una larghezza di circa 30 cm (12 in); inoltre lungo i loro margini sono presenti spine pungenti.
Il colore delle foglie varia a seconda della sottospecie, sebbene solitamente sia verde chiaro/bluastro, talvolta con striature gialle (ad es. Agave americana "variegata"). 
Le nuove foglie sono disposte quasi verticalmente, mentre quelle più vecchie hanno angoli via via più acuti rispetto al terreno, sino a diventare quasi orizzontali. 
La specie ha un aspetto globoso, con foglie molto dense ed un diametro medio variabile tra 1,8 e 3,5 metri (6-11.5 ft).

Contrariamente a quanto si possa pensare, l'apparato radicale dell'Agave è superficiale, con radici molto fitte che, dalla parte centrale della pianta, si espandono alla periferia, ricoprendo una buona superficie.

La fioritura dell'Agave americana è impressionante. Lo stelo fiorale spunta dalla parte centrale dell'Agave e si erge anche sino ad 8 metri (26 ft) di altezza, sembrando quasi sproporzionato rispetto alla pianta che l'ha prodotto. Da questa infiorescenza a pannocchia, sputano rami laterali orizzontali, perpendicolari allo stelo, al cui apice sono raggruppati numerosi fiori. Questi sono di color verde nella parte basale e giallognoli nella parte distale ed emanano un buon profumo.
L'infiorescenza, forse più che l'Agave in sé, ha un aspetto che assomiglia ad un albero, con un fusto eretto e rami laterali alla cui sommità, invece che esserci le foglie, ci sono i fiori.

Fioritura Agave americana


Quando fiorisce l'Agave americana?


La cosa triste della fioritura è che questa rappresenta l'ultimo atto prima che pianta muoia. 
Sebbene un detto reciti "L'Agave fiorisce dopo cent'anni", questo non è vero e vuol semplicemente dire che bisogna attendere molto tempo affinché fiorisca e che, diversamente dalla maggior parte delle specie vegetali, non è un evento ciclico. 
L'Agave americana non è molto longeva e, di solito, vive sino ad un'età di 20-30 anni. Di conseguenza anche la fioritura avviene dopo altrettanti anni.
Durante l'ultimo anno di vita la specie inizia a produrre l'infiorescenza ma, date le dimensioni del fiore, il processo che porta al completo sviluppo richiede diversi mesi di tempo. 
Dapprima emerge lo stelo che si allunga verso l'alto, l'aspetto iniziale è molto simile a quello dell'Asparago che tutti noi conosciamo. sebbene gigante. Successivamente, nella metà alta dello stelo, vengono emessi rami laterali, sui quali spunteranno in fine i fiori.
In Italia, quest'ultima fase di fioritura, coincide con i mesi estivi, di solito tra Luglio ed Agosto.
I frutti sono delle capsule che contengono numerosi piccoli semi neri che, disperdendosi nell'ambiente, diffondono la specie.

Dopo la fioritura (e fruttificazione) lo stelo secca, la pianta madre si affloscia e muore, tuttavia nuove piantine emergono dalle sue radici e queste piante figlie (di solito 3-4 per ogni pianta madre) si svilupperanno per altri 30 anni, prima di intraprendere lo stesso destino toccato alla "madre".
Il metodo è però efficace e tra questo ed i semi, l'Agave è diventata una pianta quasi infestante.

Agave figlie, dopo fioritura

Sottospecie e Varietà di Agave :


Oltre alla classica, esistono diverse sub-specie di Agave che si differenziano per dimensione, ma soprattutto per il colore delle foglie.
Di seguito le principali:

  • Agave americana subsp. marginata : La parte centrale della foglia ha il classico colore verde ma, lungo entrambi i lati della foglia, ci sono strisce gialle.
  • Agave americana var. medio-picta : Diciamo che ha una colorazione complementare rispetto alla precedente, qui il giallo è nella parte centrale della foglia, mentre i bordi sono verdastri.
  • Agave americana var. medio-picta-alba : Identica alla precedente, con parte centrale bianca, invece che gialla.
  • Agave americana var. striata : Qui la parte centrale non è uniforme, ma striata, con diverse linee gialle, alternate a linee verdi.
Agave americana marginataAgave americana marginata

Coltivazione, Clima, Potatura e Moltiplicazione :


L'Agave americana predilige un'esposizione in pieno Sole, è una pianta estremamente resistente alla siccità ed, in Italia, può prosperare senza innaffiature anche nelle zone più torride.
La crescita è lenta e solo poche foglie vengono prodotte durante una stagione vegetativa.
Sebbene ai più possa sembrare strano, questa specie ha un'ottima resistenza al freddo e può reggere temperature prolungatamente basse e sporadiche gelate nell'ordine dei -10° C (14° F).
Personalmente ho visto questa specie, magari in posizioni riparate, in zone piuttosto fredde del Nord Italia, proprio a ridosso delle Alpi.
Il terreno ideale è sabbioso o anche povero, ben drenante ed ossigenato. La specie tollera i venti marini ed una leggere salinità del terreno, mentre non ha preferenze in quanto ad acidità/basicità del suolo.
La potatura dell'Agave non è essenziale, tuttavia, dopo qualche anno, si possono rimuovere le foglie basali, lasciando solo quelle apicali.
La riproduzione avviene per semina o, solitamente, prelevando i polloni (piante figlie) emessi dalla pianta madre dopo la fioritura.

Agave sull'isola di KrkAgave americana Mediterraneo

giovedì 13 aprile 2017

Justicia adhatoda, una Pianta Officinale Ancora Poco Conosciuta

Vivete in un luogo mite ed avete un posticino inutilizzato del vostro giardino, magari anche piuttosto poco soleggiato? Se volete una pianta officinale rara, allora la Justicia adhatoda (o Adhatoda vasica) potrebbe fare al caso vostro.


Justicia adhatoda in fioritura
Justicia adhatoda



Justicia adhatoda è una pianta sempreverde che appartiene alla famiglia delle Acanthaceae, come il più noto e comune Acanto (Acanthus mollis).
La specie è originaria dell'Asia centrale e la sua distribuzione naturale si estende dal Pakistan, al Nepal, attraversando il Nord dell'India
L'attuale areale di coltivazione si espande anche più a Sud, sino allo Sri Lanka, Vietnam, Cina Meridionale, Indonesia e Malesia.
In molte di queste nazioni, oltre che per le proprietà medicinali, la specie è coltivata anche a scopi ornamentali ed, in zone a clima freddo come l'Inghilterra, è spesso utilizzata come pianta da appartamento

Justicia adhatoda, a volte chiamata anche Carmantina arborea o Malabar Nut, è una specie arbustiva a crescita rapida, tra le più alte del proprio genere. Se lasciata crescere libera, può infatti raggiungere un'altezza di 4 m (13 ft) anche se, in Italia, si mantiene leggermente più piccola.

La forma della chioma è generalmente a "V", con tronchi multipli e la sua larghezza è pressapoco uguale all'altezza della pianta stessa.

Le foglie della Justicia adhatoda sono lanceolate, lunghe circa 20 cm (8 in), di color verde brillante e con venature pronunciate, che le rendono molto ornamentali.
I fiori sono riuniti in una "pannocchia" che spunta eretta dall'ascella fogliare. Essi sono di circa 3 cm (1 in), bianchi con leggere sfumature viola e dalla forma l'inusuale, tipica della famiglia a cui appartiene la specie. 

Nelle zone native la fioritura avviene in inverno, luoghi in cui questa stagione corrisponde anche con la stagione secca. Più a Nord, dove l'inverno è più freddo ed umido, la fioritura avviene solitamente ad inizio primavera (Febbraio-Marzo) e si protrae per un periodo abbastanza lungo.


Dove Piantare la Justicia adhatoda ?


La specie, in Italia, può crescere laddove il clima abbia un inverno dolce, con temperature minime che raramente scendano sotto gli 0° C (32° F), sebbene possa reggere anche qualche grado in meno; diciamo che una rusticità di poco inferiore a quella di un Agrume.
Un bel esemplare è presente ai Parchi di Genova Nervi e se ne può tentare la coltivazione nella fascia costiera tirrenica, specie da quella a Sud di Roma.

L'esposizione ideale è abbastanza ombrosa, l'ideale è collocarla alla base di grandi alberi, affinché possa essere colpita solo dai raggi filtrati dalle chiome sovrastanti. Se esposta al Sole di mezzogiorno, le foglie possono subire danni, bruciature ed afflosciarsi.
Contrariamente alla maggior parte delle piante che amano l'ombra, la Justicia adhatoda è piuttosto resistente alla siccità estiva, anche perché, nei luoghi nativi, le piogge sono governate dai Monsoni, la cui alternanza fa si che ci siano lunghi periodi di siccità. 

Il terreno ideale è umido (ma senza ristagni), ricco di sostanza organica, fertile e con un pH da neutro a leggermente alcalino (pH 7-8); inoltre la specie ha una discreta tolleranza alla salinità del suolo.

Foglie Justicia adhatoda

Fiore Justicia adhatoda


Quali sono le Proprietà officinali della Justicia adhatoda ?


Nelle foglie sono contenuti diversi Alcaloidi, tra cui il più importante è la Vasicina, da cui si ricava la Bromexina. Estratti da queste foglie sono utilizzati in ambito terapeutico nelle patologie riguardanti l'apparato respiratorio (tosse, mal di gola, catarro etc.).
I principi attivi presenti in questo estratto hanno una funzione mucolitica, dilatano i bronchi ed inoltre, in caso di allergie, hanno anche un effetto antistaminico; infine rallentano la crescita di Mycobacterium tuberculosis.

Tronco Justicia adhatoda

Fioritura Justicia adhatoda

mercoledì 5 aprile 2017

Dove Piantare i Lamponi (Rubus idaeus)? Come Coltivarli?

Se pensiamo ai piccoli frutti non ci possono non venire in mente i Lamponi (Rubus idaeus) che, con il loro sapore acidulo ed aromatico, impreziosiscono macedonie, torte e pasticcini.

Ma qual è la pianta del Lampone? In quali luoghi può crescere in Italia? Che clima preferiscono i Lamponi? Qual è il loro ciclo produttivo? Quando e come si potano?

Rubus idaeus


Origine e Diffusione :


La specie Rubus idaeus, che produce i classici e più comuni Lamponi rossi, è nativa delle zone temperate fredde dell'Europa, motivo per cui è conosciuta anche col nome di Lampone europeo.
Data la sua naturale propensione a vivere in ambienti relativamente freschi, la specie è in grado di spingersi a quote elevate, sia sulle Alpi, che sugli Appennini.
Su queste montagne, infatti, il Rubus idaeus cresce spontaneo e riesce a fruttificare fino a 2000 m (6562 ft) sul livello del mare, un'altitudine proibitiva per la maggior parte delle piante da frutto.
Sulle montagne del Centro-Nord Italia è abbastanza diffuso, mentre diventa più raro nel meridione e sulle isole maggiori.

I Lamponi sono presenti in tutta Europa e nel Nord America ma, a livello commerciale, vengono coltivati prevalentemente nell'Europa centrale a clima continentale e poco nel bacino Mediterraneo.
Nel 2013, il maggior produttore a livello mondiale era la Russia (25%), seguita dalla Polonia (21%) e dagli Stati Uniti (16%).
In Italia la distribuzione della specie è a macchia di leopardo e la produzione concentrata nelle pianure/vallate del Nord Italia o in bassa montagna sulle Alpi.
Ultimamente, anche in regioni poco vocate, è diventata comune la coltivazione forzata fuori suolo, in ambiente controllato (Serre), un po' come avviene per le Fragole.

Ciclo Vegetativo e Potatura :


I Lamponi, ma in realtà anche le altre specie appartenenti al genere Rubus, hanno un ciclo biennale.

Ma cosa significa? Dopo due anni muore la pianta e devo ripiantarla?

Nulla di tutto questo, le radici dei Lamponi sono perenni. Il ciclo biennale è riferito solo alla parte aerea e, nelle prossime righe, cercheremo di capire come funziona.

Supponiamo di aver potato alla base un Lampone; arriva la primavera e, dalle radici, spuntano dei rami (polloni) che cresceranno verticali, senza ramificazioni. Questi rami, non produrranno né fiori né frutti e, con l'arrivo dei primi freddi autunnali, perderanno le foglie.
La prima stagione vegetativa (primo anno) si è ora conclusa e la pianta entra in stasi vegetativa per superare i rigori invernali.
La primavera successiva (secondo anno) la nostra pianta di Lamponi sarà formata da un certo numero di rami eretti (rami di un anno di età), dalle cui gemme spunteranno dei germogli al cui apice saranno presenti i fiori e, di conseguenza, i frutti.
Allo stesso tempo, dalle radici, verranno prodotti nuovi rami a crescita eretta e senza ramificazioni.

Alla fine della seconda stagione vegetativa la pianta di Lamponi sarà formata da due tipi di rami: quelli prodotti durante la primavera/estate (rami senza ramificazioni e senza frutti) e quelli di due anni (rami ramificati, prodotti nella stagione precedente), che hanno fruttificato durante l'estate.

Quest'ultimo tipo di rami (rami di due anni) muoiono, seccano e, l'anno successivo, il ciclo si ripete.

Ricordatevi che con "anni", si intendono stagioni vegetative. Alla fine di una stagione, il ramo ha un anno di età, anche se in realtà da Marzo a Novembre sono passati solo 9 mesi.

La potatura dei Lamponi è semplice, basta rimuovere i rami morti (quelli di due anni) ed accorciare i lunghi rami di un anno (dalle cui gemme si produrranno rami laterali e fiori).
I rami morti si riconoscono, dal legno secco, fessurato e "screpolato" (guardare foto sottostanti), oltre chiaramente dal fatto di aver le ramificazioni.
I Lamponi si potano durante la stagione morta, da Novembre a fine Febbraio, quando saranno completamente spogli.

Rami Rubus idaeus

Rami di un Anno Lampone

Rami Uno e Due Anni Rubus idaeus

Botanica e Fisiologia :


I Lamponi (Rubus idaeus) sono piante decidue che appartengono alla famiglia delle Rosaceae, di cui fanno parte numerose piante da frutto da climi temperati, tra cui Ciliegio, Albicocco e Nespolo.

Come abbiamo appena letto sopra, i Lamponi non sono delle vere e proprie piante, ma hanno un ciclo biennale. I rami dell'anno possono raggiungere, a seconda del clima e della varietà, un'altezza variabile da 50 cm, sino a 2 metri (1.6-6.5 ft) e sono ricoperti da spine, sebbene siano stati selezionati dei Lamponi che ne sono privi.
Le foglie del lampone sono caduche, dal margine seghettato, imparipennate (ovvero composte da 3-5-7 foglioline) e ricoperte da una leggera peluria.
I fiori sono raggruppati, a gruppi di 3-5, in racemi che sorgono all'apice vegetativo dei rami laterali, prodotti dalle gemme dei rami di un anno.
Essi sono bianchi, ermafroditi e, solitamente, autofertili; ogni singolo fiore è formato da 5 petali ed altrettanti sepali, da numerose corte antere (che producono polline) e, diversamente da altri fiori, da carpelli multipli (che producono ovuli).
Data la presenza di carpelli multipli, la bacca che noi chiamiamo Lampone, è in realtà formata dalla fusione di più frutti, ognuno dei quale derivante da un singolo carpello (frutto composto).
Questo frutto, nei primi stadi di sviluppo, è duro e di color bianco-verde, mentre a maturità si ammorbidisce, vira al rosso (o anche al giallo-arancione) e si distacca dal ricettacolo.
Le radici sono superficiali, ma possono espandersi notevolmente e, come detto in precedenza, sono l'unica parte perenne del Rubus idaeus.


Fenologia del Lampone :


Rubus idaeus, nel Nord Italia, inizia a germogliare verso metà Marzo ed in Aprile le foglie sono già ben formate ed i nuovi rami in allungamento.
La fioritura inizia verso metà maggio, ma è molto prolungata e, nelle condizioni ideali, può durare anche un mese. La fruttificazione, anch'essa scalare, avviene generalmente nei mesi di Giugno/Luglio.
Ovviamente, sulle Alpi ed in generale in montagna, questi tempi possono essere ritardati anche di un mese, mentre nelle calde regioni del Sud Italia anticipati di 2-3 settimane.

Fin qua abbiamo parlato delle varietà più comuni, cioè quelle che producono un'unica fioritura/fruttificazione all'anno; eppure esistono delle selezioni di lamponi che fioriscono due volte.


Qual è la differenza tra Lamponi uniferi e Lamponi biferi (detti anche Lamponi rifiorenti)?

Poco sopra, nel parlare del ciclo produttivo del lampone, ci siamo riferiti esclusivamente alle varietà unifere; ovvero quelle che, nel mese di maggio, fioriscono dai nuovi getti, germogliati dai rami di un anno.
Eppure esistono anche varietà rifiorenti che, oltre alla fioritura analoga a quella dei lamponi uniferi, ne aggiungono una più tardiva. Questa seconda fioritura avviene a metà estate, sui polloni emessi nell'anno stesso. Ovviamente, a questa fioritura, segue anche una seconda fruttificazione, di solito verso settembre/ottobre.

Anche le varietà di Lamponi rifiorenti sono biennali, semplicemente qui i rami non producono frutti solo durante il secondo (ed ultimo) anno di età, ma anche nel primo anno, appena pochi mesi dopo la loro emissione dalle radici.

Foglie Lampone

Boccioli Fiorali Lampone

Fiore Rubus idaeus

Fioritura Rubus idaeus


Coltivazione, Clima, Esposizione, Moltiplicazione e Cure :


I Lamponi hanno un'ottima resistenza al freddo e possono tranquillamente reggere il gelo invernale del Nord Italia, persino quello di montagna. Anche temperature inferiori ai -20° C (-4° F) non danneggiano né le gemme, né tanto meno le radici.
Rubus idaeus, per via delle radici superficiali, è una specie poco tollerante nei confronti della siccità e, nei mesi estivi, necessita irrigazioni frequenti. Inoltre ha un elevato fabbisogno di freddo invernale e, per potersi sviluppare correttamente, richiede tra le 800 e le 1000 ore con temperature inferiori ai 7° C (44° F).
Da quanto scritto sopra si evince che il Nord Italia, con il suo clima continentale, è più vocato alla coltivazione del Lampone, rispetto alle aride coste del meridione.

L'esposizione ideale è a mezz'ombra, specie in zone a clima Mediterraneo in cui le giornate estive siano quasi tutte assolate e calde.
Il pieno Sole è consigliabile nelle fresche zone di montagna o in quei paesi laddove l'estate abbia temperature basse e Sole spesso oscurato dalle nuvole (come ad esempio l'Inghilterra, l'Irlanda o il Nord Europa).
L'ombreggiatura totale è da evitare, sebbene il Lampone sia una delle piante da frutto che meglio (o meno peggio) regge questa condizione. All'ombra la fruttificazione è però più scarsa ed il sapore dei frutti meno dolce.
Per piantare i Lamponi in Italia conviene scegliere una posizione in cui ci sia Sole alla mattina e alla sera ed una luce filtrata (magari da qualche albero) nelle ore più centrali della giornata; ciò nonostante, se ben annaffiati, reggono anche il Sole di mezzogiorno.
Se si volessero interrare più piante, esse dovranno essere distanziate di circa mezzo metro (20 in) l'una dall'altra e circa 2 metri (80 in) tra le fila.
Tuttavia è una pianta molto espansiva e, a livello amatoriale, conviene coltivarla a "boschetto". Anche piantando solo 2-3 piante, nel giro di qualche anno si allargheranno su una superficie notevole, garantendo una produzione soddisfacente.

In molti si domandano se i Lamponi abbiano bisogno di sostegni per potersi sviluppare.
Diciamo che male non fanno, ma con un'opportuna potatura non sono strettamente necessari.
Se i rami di un anno vengono accorciati di circa metà lunghezza, potranno non piegarsi sotto il peso delle bacche e della nuova vegetazione.
I rami prodotti nell'annata, specie quelli di piante vigorose, potranno avere un portamento ricadente che, estetica a parte, non rappresenta un grosso problema.

Se si volessero utilizzare dei sostegni (ad esempio delle canne di bambù come quelle che si usano per i pomodori), si possono lasciare interi i rami di un anno, legandoli con dei lacci a diverse altezze.
In questo modo si possono avere Lamponi "ad altezza uomo" senza il rischio che i rami si rompano.
Un altro metodo è quello di disporre i sostegni su linee parallele distanziate tra loro di circa  50-70 cm (20-28 in), collegare i sostegni sulla stessa linea con fili posti ad altezze diverse e lasciar crescere i Lamponi nello spazio centrale. In questo modo i rami, piegandosi, andrebbero ad appoggiarsi sul filo che, fornendo loro supporto, eviterebbe che ricadano a terra o si spezzino.

Il terreno ideale per la coltivazione dei Lamponi è umido, ricco di humus, fresco e sub-acido, sebbene la pianta sia più tollerante di altri piccoli frutti a terreni neutri o addirittura basici. Tuttavia il Lampone non è molto esigente e, pur preferendo i terreni "di montagna", prospera quasi ovunque, tanto da essere considerato una specie infestante e non è raro vedere nuove piantine che spuntano qua e là, anche lontano dalla pianta madre.
Le concimazioni, in terreni mediamente fertili, non sono indispensabili, tuttavia l'aggiunta invernale di letame ben maturo può aumentare la produzione.

La riproduzione per semina è poco utilizzata (sebbene sia efficace). I Lamponi si possono facilmente moltiplicare sia prelevando nuovi polloni (con relative radici), sia per talea, interrando, in autunno, i rami della stagione.

In ultimo non dimentichiamoci che la specie è molto rustica anche nei confronti dei parassiti e solo raramente le infezioni (Afidi) sono tali da compromettere la fruttificazione.

Lamponi Immaturi

Lamponi in Maturazione

Frutto Rubus idaeus


Varietà di Lampone :


Nel corso degli anni sono state selezionate decine e decine di cultivars, ognuna con caratteristiche peculiari.
I due grossi gruppi, come detto in precedenza, sono composti dalle varietà Unifere e Rifiorenti (Bifere); ma notevoli differenze ci sono anche all'interno di questi raggruppamenti, sia per quanto riguarda colore, sapore e grandezza del frutto, sia per il periodo di maturazione ed il portamento. 

Tra i Lamponi uniferi più precoci troviamo Malahat, i cui frutti sono di medie dimensioni con sapore piuttosto acido, e Glen Moy, particolarmente resistente agli afidi.
In epoca intermedia troviamo Tulameen, molto diffuso sia per l'elevata pezzatura dei frutti, sia per l'abbondante produzione. Tra i più tardivi ricordiamo Tadmor, il quale produce frutti poco succosi, ma ben conservabili.

Tra i Lamponi rifiorentiHeritage è probabilmente la varietà più diffusa tra gli hobbisti, essa produce un frutto dolce, di medie dimensioni che, diversamente da altri, si mantiene abbastanza a lungo sulla pianta. Fallgold è il classico Lampone Giallo (o meglio arancione), produce bacche piuttosto grosse che hanno un sapore più delicato, meno acido, ma anche meno saporito, rispetto ai classici Lamponi Rossi.
Fallgold produce frutti in estate, ma anche durante l'autunno, sino all'arrivo dei primi geli.

Lamponi Gialli

Lamponi Fallgold

Piante di Rubus idaeus

Foglie Lampone in Autunno

venerdì 24 marzo 2017

Come Coltivare il Mamey (Pouteria sapota) e lo Zapote Verde (Pouteria viridis) ?

Oggi vorrei parlare del Mamey, un frutto prodotto dalla specie Pouteria sapota, una pianta semi-decidua di origine tropicale. Esso è assai diffuso nell'areale di origine, ma quasi sconosciuto in Italia ed Europa.
In realtà, in questo articolo, vorrei anche illustrare le caratteristiche dello Zapote Verde o Green Sapote (Pouteria viridis, sinonimo Calocarpum viride), un frutto sotto molti punti di vista simile al Mamey, sebbene sia molto meno coltivato, anche nelle sue zone native. 

Come coltivare il Mamey e lo Zapote Verde? Resistono al freddo? Possono crescere in Italia? Quali sono le differenze tra Pouteria sapota Pouteria viridis ?

Frutto Mamey Sapote

Frutto Green Sapote

Origine e Diffusione :

Il Mamey Sapote, in italiano Mammey Zapote, è una pianta nativa dell'America centrale e la distribuzione naturale si espande dal Sud del Messico sino al Costa Rica.
L'Habitat naturale del Pouteria sapota è rappresentato dalle foreste tropicali pianeggianti soggette a piogge stagionali, alternate a brevi periodi secchi; tuttavia oggigiorno, grazie alle qualità organolettiche del suo frutto, il Mamey è coltivato come pianta da frutto anche in Colombia, Venezuela, Ecuador e, a Cuba, è utilizzato pure come pianta ornamentale da giardino od ombreggiante nelle piantagioni di Caffè.
Questa specie è presente in Florida da oltre cent'anni, ciò nonostante inizialmente vi erano solo pochi esemplari, molti dei quali semenzali.
Nel 1907 William J. Krome, uno dei pionieri della Florida, piantò un semenzale di Mamey nel proprio terreno, ma gli uragani e le gelate lo fecero ripartire più volte dalle radici e dovette aspettare sino al 1949 per poter assaggiare i primi frutti.
Solo a partire dagli anni '80, con l'arrivo dei Cubani che importarono Cultivars selezionate, la specie ebbe una rapida ascesa e divenne assai popolare prima tra gli hobbisti e, successivamente, anche tra gli imprenditori agricoli.
Green Sapote (Pouteria viridis) e Mamey (Pouteria sapota) sono due specie assai affini ed entrambe condividono le nazioni d'origine; tuttavia lo Zapote Verde cresce in un Habitat differente, tra i 1000 ed i 2000 m (3280-6560 ft), sulle montagne di Guatemala ed Honduras, non in pianura come il suo "cugino" più famoso.
Diversamente dal Mamey, la coltivazione del Pouteria viridis è rimasta relegata all'areale d'origine e, nonostante la bontà del frutto, non sono state selezionate e diffuse Cultivars "pregiate".


Sapore e Dimensioni del Frutto :

Il Mamey è un frutto a forma più o meno ovale, lungo sino a 25 cm (10 in) e largo circa metà che, in alcune varietà, può raggiungere un peso superiore ai 2 kg (4,4 lb).
La buccia esterna è ruvida, di color legno (marrone) e molto sottile, mentre la polpa interna è rosa-arancione, un po' "color salmone".
A maturità la polpa diventa soffice come quella di una Pesca e la buccia viene raschiata via con facilità, facendo intravedere la polpa sottostante che, solo se matura, è arancione.
La polpa contiene da 1, sino a 4 grossi semi, dalla superficie liscia color marrone castagna che, spesso, iniziano a germinare già all'interno del frutto.

La polpa del Mamey è dolce, soffice, cremosa e ricorda, sia per gusto che per consistenza e colore, quella della Papaya. Tuttavia il sapore è più complesso e non direttamente associabile a quello di un unico frutto, semmai si possono riscontrare sentori di Zucca, Patata Dolce ed Albicocca.
Questo frutto si presta sia al consumo fresco, sia per preparati a base di latte, come frullati e gelati.

Il frutto del Green Sapote è più piccolo ed ha una buccia che, come suggerisce il nome, è di colore verde. La polpa interna è del tutto simile a quella del Mamey ed, anzi, il suo sapore è descritto come addirittura superiore.

Pouteria sapota

Pouteria viridis


Botanica e Fisiologia :

Nuove foglie Pouteria sapotaPouteria sapota e Pouteria viridis appartengono alla stessa famiglia, quella delle Sapotaceae, le cui circa 800 specie hanno una distribuzione tipicamente tropicale-subtropicale.
Pouteria sapota è una pianta dotata di un tronco spesso, da cui dipartono (poche) branche principali. La specie raggiunge un'altezza media di 18 m (60 ft), sebbene in ambienti prettamente equatoriali possa occasionalmente superare i 30 m (98 ft).
Flowers Pouteria sapotaLe foglie, come del resto il portamento della pianta, ricordano molto quelle del Nespolo Giapponese (Eriobotrya japonica). Esse sono di forma ovale o lanceolata, con l'estremità appuntita, lunghe circa 30 cm (12 in) e larghe 10 cm (4 in). Le giovani foglie hanno una leggera peluria, mentre da adulte sono lisce, con la faccia superiore di color verde più scuro, rispetto a quella inferiore.
Le foglie di questa specie sono disposte a raggiera, all'estremità dei rami, lasciando questi ultimi quasi del tutto privi di foglie.
Tuttavia, dalle gemme di questi rami "spogli", spuntano numerosi fiori. Essi sono sessili, piccoli e sbocciano in gruppi di 2-8. Sebbene i fiori si dispongano a macchia di leopardo, prevalentemente sul legno maturo dei rami di 1-2 anni, alcuni possono formarsi anche su rami più grossi e vecchi, come le branche principali; un simile meccanismo l'avevamo già conosciuto parlando del Durian.
In zone tropicali la fioritura avviene in maniera più o meno continuativa, in Florida, a seconda della varietà, avviene in tutte le stagioni eccetto (o in minima parte) in primavera.
Il Mamey Sapote ha un "periodo di gestazione" assai lungo, devono infatti trascorrere dai 12 ai 24 mesi (a seconda del clima e della varietà) per passare dai fiori ai frutti maturi.
La fioritura prolungata, ed i tempi di maturazione variabili, fanno si che i frutti siano maturi in maniera scalare; tuttavia il picco massimo di produzione è concentrato in circa 2 mesi, diversi a seconda della varietà.
In Florida, ad esempio, la cultivar 'Pantin' matura i frutti tra Luglio ed Agosto e solo pochi frutti nei mesi antecedenti o conseguenti, 'Maganaha il picco tra Marzo ed Aprile, 'Tazumal' tra Gennaio e Febbraio, mentre 'Abuelo' tra Ottobre e Novembre.
In questa specie è dunque possibile osservare contemporaneamente fiori, frutti maturi e frutti a diversi stadi fenologici.

Soprattutto in ambienti non equatoriali, a seconda della varietà e delle condizioni meteo, le piante di Mamey possono avere una cospicua perdita di foglie sul finire dell'inverno/inizio primavera, talvolta sino alla completa defogliazione. Questo comportamento deciduo, solitamente indotto da qualche stress (siccità, freddo), è fisiologico, di breve durata e non compromette fioritura e fruttificazione.

Il Green Sapote è per molti versi simile al Mamey, tuttavia non mancano piccole differenze. Oltre al frutto, più piccolo e con la buccia verde, Pouteria viridis ha una minor vigoria, uno sviluppo leggermente meno espanso e foglie più minute.

Boccioli fiori Mamey
Foglie Pouteria sapotaFoglie Mamey


Coltivazione, Clima, Moltiplicazione e Cure :

Pouteria sapota, come già detto in precedenza, è una pianta tropicale che richiede temperature piuttosto alte durante tutto l'anno. Tuttavia non è strettamente tropicale come il Durian o il Rambutan e può crescere con successo anche nelle zone subtropicali a clima mite, più vicine ai tropici, come il Sud della Florida.
In passato, tentativi di acclimatazione nel Sud della California si sono dimostrati fallimentari e, anche qualora la pianta riuscisse a sopravvivere, la fruttificazione sarebbe al quanto limitata, poiché i frutti, avendo bisogno oltre un anno per la maturazione, dovrebbero "attraversare" la stagione fredda.
Negli ultimi decenni, vuoi per il surriscaldamento globale, vuoi per il maggior numero di tentativi, alcuni esemplari, piantati in microclimi molto particolari, sono riusciti a fruttificare anche nell'estremo Sud della California.

La resistenza al freddo della pianta del Mamey è di 0° C (32° F) per giovani esemplari e di -2 ° C (28° F) per le piante adulte. Ciò nonostante queste stime sono molto ottimistiche e si intendono limitate a poche ore mattutine, una volta all'anno, con temperature diurne elevate, condizioni rare nel bacino Mediterraneo.
Diciamo che, in linea di massima, le temperature medie del mese più freddo non dovrebbero essere inferiori ai 15° C (59° F), con minime raramente sotto i 10° C (50° F) e si può crescere senza rischi solo in zone USDA 10B o superiori. La sua rusticità potrebbe essere paragonabile a quella della Graviola.

Sebbene l'unico modo per aver la certezza assoluta sia provarci, la coltivazione all'aperto del Pouteria sapota in Italia ed (Europa) non è possibile, poiché l'inverno pur mite che sia (anche esente da gelate) è caratterizzato da un freddo troppo continuativo.

Pouteria viridis è anch'esso nativo delle zone tropicali dell'America, ma cresce in montagna (non al piano come il suo "parente"). Per questo motivo lo Zapote Verde si presta meglio alla coltivazione in zone Subtropicali ed è considerato più rustico del Mamey.

Entrambe le specie amano una esposizione soleggiata e prosperano in zone dove ci siano almeno 1000 mm (40 in) di pioggia ogni anno, con una stagione secca non troppo prolungata.
La resistenza alla siccità è relativamente scarsa ed in zone monsoniche, in cui ci possono essere 5-6 mesi in cui non cade una goccia d'acqua, è necessaria l'irrigazione.
Queste piante sono adattabili e possono crescere su diversi tipi di terreno, da quelli argillosi, sino a quelli poveri e sabbiosi, tuttavia è importante garantire un buon drenaggio e suoli permeabili anche in profondità. Il pH ideale è compreso tra 6 e 7, ma tollerano anche terreni alcalini con pH superiore a 8.
La potatura è più che altro volta a mantenere bassa la chioma. La specie tende infatti ad espandersi molto in altezza, rendendo difficoltosa la raccolta dei frutti.

Sia il Mamey Sapote che il Green Sapote vengono propagati spesso per seme. I semi di queste specie perdono vitalità in fretta e devono essere piantati non appena rimossi dal frutto maturo, in molti casi iniziano ad emettere radici già all'interno del frutto.
La germinazione avviene circa 2-4 settimane dopo la semina e le giovani piante hanno inizialmente una velocità di crescita limitata, che diventa moderata con il passare del tempo.
Piante ottenute da seme impiegano 8-10 anni prima di entrare in produzione, sono molto eterogenee tra loro e, in molti casi, è necessaria l'impollinazione incrociata.
Per queste ragioni, a scopi commerciali il Mamey è riprodotto per via vegetativa, solitamente tramite innesto. Tuttavia, rispetto ad altre specie, Pouteria sapota è poco affine a questa tecnica ed è alta la frequenza degli innesti che non attecchiscono.
Come portainnesto si usa solitamente il franco, ma c'è una certa compatibilità anche con altre specie, come ad esempio Pouteria campechiana (Canistel).

Rami Pouteria sapota

Rami Pouteria viridis


Quali Differenze Ci Sono tra Mamey (Pouteria sapota) e Green Sapote (Pouteria viridis) ? Qual è la Scelta Migliore ? :

Come avrete letto poco sopra, il Mamey è molto più coltivato; per questo motivo sono presenti sul mercato diverse Cultivars selezionate, ognuna delle quali garantisce le proprie peculiari caratteristiche.
Oggigiorno il Mamey offre un'ampia scelta varietale ed è più facilmente reperibile, ma questa è solo la conseguenza della sua diffusione. La causa potrebbe esser ricercata nel fatto che questa specie produce frutti più grossi e con maggiore polpa, inoltre è molto produttiva ed una sola pianta può arrivare a produrre fino a 400-500 frutti all'anno, equivalenti a circa 200 kg (441 lb).
Per l'imprenditore agricolo (che vuole fare reddito), un frutto grosso, una pianta produttiva e la certezza di possedere una cultivar selezionata sono condizioni indispensabili.

Ma per l'Hobbista?

Qui le cose si invertono, in primo luogo lo Zapote Verde è più rustico e quindi il suo areale di coltivazione si può estendere più a Nord (o a Sud se siamo nell'emisfero Australe) rispetto al Mamey.
In Italia, ad esempio, il Green Sapote avrebbe maggiori probabilità di successo (o minori possibilità di insuccesso, dato che rimane comunque una specie tropicale).
I frutti più piccoli, ma dalla polpa forse più saporita di quella del Mamey, non sarebbero un grosso problema, così come la minor produttività (avere una pianta ad uso famigliare che produce 200 kg di frutti è inutile e non si saprebbe come consumarli).
Certo rimane il problema delle reperibilità e della sostanziale assenza di cloni selezionati. Ma procedendo con la semina, ed avendo un po' di fortuna, si potrebbero avere grosse soddisfazioni.
In ultimo non dimentichiamoci che il Green Sapote, avendo frutti più piccoli, riesce a farli maturare in circa la metà del tempo rispetto al Mamey, una varietà precoce potrebbe impiegare "solo" 6-8 mesi.
Questo fattore non è secondario per chi volesse farla fruttificare in un ambiente non tropicale, in cui i frutti, per non marcire, devono maturare entro Novembre.

Chioma Pouteria sapota

Frutticini Mamey

Portamento Pouteria sapota

Frutto Aperto Mamey

mercoledì 15 marzo 2017

Come Coltivare i Bulbi dei Ranuncoli? Quando Fioriscono?

I Ranuncoli sono fiori prodotti da diverse specie vegetali, tutte appartenenti al genere Ranunculus.
Questo nome deriva dal latino e significa Rana (o Ranocchio), per via del fatto che molti di questi bulbi preferiscano ambienti acquitrinosi ed umidi, condivisi appunto con gli Anfibi. 

Le circa 500 specie del genere (e gli innumerevoli ibridi) appartengono alla famiglia delle Ranunculaceae e sono tra loro assai differenti sia per forma, che per dimensione e colore del fiore.
Tuttavia la maggior parte delle specie di Ranuncolo sono originarie delle zone temperate di Europa ed Asia. Anche in Italia esistono numerose specie di Ranuncolo selvatico, la maggior parte delle quali producono piccoli fiori di color giallo o bianco.
Nel Nord Italia è comunissimo il Ranunculus acris, il quale cresce spontaneo nei prati di montagna, ai bordi delle siepi o laddove il terreno rimanga costantemente umido e fresco.

Ranunculus asiaticus


Come Piantare i Ranuncoli ?

Tra le tante specie, Ranunculus asiaticus è quella più comune in ambito floricolo ed utilizzata per le ibridazioni.
"Questi" Ranuncoli, diversamente da altre piante bulbose come Narcisi e Bucaneve, sono poco resistenti al gelo ed i loro rizomi (radici), se permangono lungo tempo del terreno gelato, rischiano di marcire.
Per questo motivo conviene interrarli in autunno, solo nel Sud Italia o laddove solitamente il suolo non ghiacci; altrove è meglio piantarli sul finir dell'inverno o all'inizio della primavera, indicativamente tra Febbraio e Marzo.
Diversamente dalle Primule, i Ranuncoli che troviamo comunemente in vendita sono poco indicati per l'inselvatichimento e, per essere sicuri che non muoiano durante l'inverno, conviene estrarli dal terreno in autunno e porli in un luogo buio, fresco ed asciutto, fino all'inizio della primavera successiva.

I Rizomi dei Ranuncoli sono di medio-piccole dimensioni, dalla tipica forma a zampa, le cui "dita" devono essere disposte in piano ed interrate ad una profondità di circa 7 cm (2,8 in); più o meno la stessa distanza deve essere mantenuta anche tra un rizoma e l'altro.
Dopo averli riposti sul fondo della buca si ricopre il tutto con la terra e, nel caso in cui si temano i rigori invernali, si potrà formare uno strato di pacciamatura.
E' importante che il terreno sia lavorato e soffice, affinché le radici possano espandersi senza incontrare particolari ostacoli.

Ricordatevi che, prima di piantarli, può esser utile reidratare i bulbi dei Ranuncoli, immergendoli in acqua, a temperatura ambiente, per una notte (12 h).


Botanica, Fisiologia ed Utilizzi ?

Il Ranuncolo è una pianta erbacea che sebbene venga tratta da annuale, in condizioni ideali, risulta essere perenne.
I primi organi ad emergere dal terreno dopo il germogliamento sono le foglie. Esse sono frastagliate, dal margine seghettato e sorrette da corti steli. Le foglie del Ranuncolo assomigliano (vagamente) a quelle delle Fragole, sebbene siano in miniatura e con lobi più accentuati.
Le infiorescenze, che sono la parte più alta della pianta, si innalzano a circa 40 cm (16 in) dal suolo, sostenuti da lunghi steli dall'aspetto "peloso".
I Fiori sono singoli (raramente doppi), hanno un diametro di circa 5 cm (2 in) e, a seconda della specie e della selezione, possono essere dei colori più disparati (Rossi, Bianchi, Gialli, Rosa, Arancioni).
Anche la forma può variare considerevolmente: ci sono Ranuncoli con pochi petali, che lasciano intravedere il pistillo e le antere (questi assomigliano agli Anemoni) ed altri con petali particolarmente densi che quasi racchiudono gli organi sessuali del fiore, un po' come certi tipi di Rosa.
I Ranuncoli, grazie al lungo gambo, sono particolarmente adatti ad essere recisi ed utilizzati per comporre Bouquet, tuttavia sono apprezzati anche in giardino, per creare bordure o angoli fioriti.
I Frutti sono dei raggruppamenti di acheni, ognuno dei quali a forma ovale e contenente un unico seme, disposti a formare una spiga ovata.
Il periodo di fioritura cambia a seconda della varietà, tuttavia si possono considerare come fiori tardo-primaverili ed averli fioriti anche fino a Giugno.

Germoglio Ranuncolo

Foglie Ranuncolo


Coltivazione, Clima ed Habitat ?

Le varie specie di Ranuncoli hanno una distribuzione molto ampia, sebbene generalmente non tropicale. A seconda della specie li possiamo trovare nei prati, in alta montagna, nella taiga, nelle zone a clima Mediterraneo, negli acquitrini e persino negli stagni, come piante acquatiche.

I Ranuncoli da fiore (Ranunculus asiaticus) devono essere preferibilmente collocati in una posizione soleggiata, sebbene riescano a fiorire anche in posizioni a mezz'ombra.
Come accennato in precedenza, questi fiori hanno una limitata resistenza al freddo e possono essere lasciati nel terreno, senza rischi di morte, solo in zone USDA superiori a 8.
Altrove bisognerà estrarli dal terreno, ricordandosi di fare questa operazione in autunno, solo dopo che le foglie siano rinsecchite. Se si facesse questa operazione troppo precocemente (subito dopo la fiorita) ci sarebbe il rischio che il Rizoma non riceva la giusta quantità di nutrienti durante i mesi estivi e che, dunque, perda di vitalità.
Il terreno ideale è umido, fresco, a pH acido e soprattutto ben drenante. Non confondiamo umido con stagnante, i terreni argillosi, che rimangono compatti e "zuppi" di acqua, sono dannosi e possono facilmente far marcire questi bulbi.
Il Ranuncolo è soggetto a diverse malattie fungine, tra queste molto frequente è il Mal Bianco; tuttavia, attacchi lievi da parte di questi patogeni, non determinano la totale perdita della fioritura.
I Ranuncoli, date le loro ridotte dimensioni, sono coltivabili con successo anche in vaso.


Alcune delle specie selvatiche diffuse in Italia sono :


  • Ranunculus glacialis, cresce in alta montagna, sulla ghiaia umida ai piedi dei ghiacciai fondenti.
  • Ranunculus alpestris, vive sulle Alpi, nelle vallate a limite delle nevi perenni.
  • Ranunculus flammula, è una specie eliofila che cresce a quote inferiori alle precedenti, in ambienti paludosi e negli acquitrini.
  • Ranunculus trichophyllus, è invece una pianta acquatica che cresce in stagni o fiumi con deboli correnti.
  • Ranunculus ficaria, cresce spontaneo ai margini dei boschi o sulle rive dei ruscelli.
  • Ranunculus montanus, diffuso sull'Appennino, più raramente sulle Alpi, in zone falciate ed antropizzate.
  • Ranunculus auricomus, cresce sulle Alpi, in prati umidi o come pianta da sottobosco nelle foreste di latifoglie (faggeti, castagneti, querceti).
  • Ranunculus repens, specie che cresce in tutta Italia, lungo i fossati o nei prati alluvionali.

Fiore Singolo Ranuncolo

Fioritura Ranuncoli