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lunedì 15 gennaio 2018

Come Scegliere l'Esposizione di un Terreno ? Quali Effetti ha sulla Coltivazione delle Piante

Se vi state accingendo a comprare un terreno per costruirci casa o, semplicemente, volete capire dove collocare le piante nel vostro giardino o dove è meglio fare l'orto, la vigna ed il frutteto, la prima domanda che vi dovete porre è : "Qual è l'esposizione del mio terreno rispetto ai punti cardinali?".

Ci sono appezzamenti esposti a Sud (o a "Mezzogiorno"), altri esposti ad Ovest (o a "Levante") oppure ad Est ("Ponente") o a Nord ("Settentrione" o "Tramontana").
Ovviamente esistono poi le vie di mezzo (es. Sud-Ovest) e così via.

Ma come si fa a capire qual è l'esposizione di un terreno ? Quali sono le differenze tra un pendio esposto a Nord o a Sud ? Qual è il migliore per la crescita degli alberi ?

Esposizione di Pendio a Sud-Est

Premessa - Il Tragitto del Sole, dall'Alba al Tramonto.

Per comprendere cosa significhi "esposizione di un terreno" dobbiamo innanzitutto capire com'è il movimento relativo del Sole rispetto ad un punto fisso della Terra.
Fin dalle scuole elementari ci hanno insegnato che il Sole sorge ad Est (Oriente) e tramonta ad Ovest (Occidente), tuttavia questa affermazione è approssimativa. 
Alle medie latitudini, come in Europa, il Sole sorge esattamente ad Est (e tramonta ad Ovest) soltanto durante gli equinozi di primavera ed autunno.
In Italia, in Inverno il Sole sorge a Sud-Est e tramonta a Sud-Ovest, mentre in Estate sorge a Nord-Est e tramonta a Nord-Ovest.

Questa differenza è tanto più marcata quanto più ci si sposta verso i poli e tanto più si è vicini ai Solstizi ed è strettamente correlata con il numero di ore di luce che ci sono in un giorno.
Quanto detto vale per le zone temperate, all'equatore il Sole sorge sempre ad Est e tramonta sempre ad Ovest, mentre al Polo Nord (e Sud) sorge una volta all'anno, rimane sei mesi sopra l'orizzonte, tramonta una volta all'anno e rimane sotto l'orizzonte gli altri sei mesi.

Tragitto del Sole rispetto alla Terra a diverse Latitudini



In altre parole, in estate il tragitto del Sole è più lungo. Nello schema che segue indicherò la traiettoria del Sole (dall'alba al tramonto), al 45° parallelo Nord, durante i due Solstizi e gli Equinozi.
La parte evidenziata in grassetto è la traiettoria minima (invernale).

  • Inverno :  Sud-Est; Sud; Sud-Ovest
  • Equinozi : Est; Sud-Est; Sud; Sud-Ovest; Ovest
  • Estate : Nord-Est; Est; Sud-Est; Sud; Sud-Ovest; Ovest; Nord-Ovest

La differenza non è solo la traiettoria, ma anche l'altezza massima del Sole sopra l'orizzonte (per dettagli clicca qua) che, in estate, è 46° maggiore rispetto all'inverno. Sole più alto significa maggiore irraggiamento, ma anche ombre più corte.

Ricapitolando, nelle zone temperate, col cambiare delle stagioni cambia :
  1. Traiettoria del Sole e di conseguenza un maggior o minor numero di ore in cui è sopra l'orizzonte (cioè il numero di ore di luce giornaliere).
  2. L'altezza massima del Sole, perciò la lunghezza delle ombre e la "potenza" del Sole.

Tragitto del Sole in zone Temperate nelle Diverse Stagioni



Come Faccio a Capire l'Esposizione di un Terreno ?

La prima cosa da fare per orientarsi e capire come si è posizionati rispetto ai punti cardinali è osservare la direzione delle ombre a mezzogiorno (ora solare).
Nella fascia temperata boreale, in qualsiasi giorno dell'anno, la massima altezza del Sole sopra l'orizzonte si raggiunge a mezzogiorno ed il Sole sarà esattamente posizionato a Sud e, di conseguenza, le ombre saranno proiettate a Nord.
La cosa più semplice è osservare un palo della luce alle 12.00, la punta della sua ombra sul terreno ci indicherà dove si trova il Nord. L'unica cosa che cambia tra estate ed inverno è la lunghezza dell'ombra (non la direzione).

Un'alternativa, sebbene un po' meno precisa, è quella di osservare il tronco di alberi isolati, la parte rivolta a Nord è quella in cui crescono muschi e licheni.

Guardando verso Nord sarà facile identificare gli altri punti cardinali: alla vostra destra troverete l'Est, alla sinistra l'Ovest ed, alle vostre spalle, il Sud.
Facendo la similitudine con un orologio, il Settentrione rappresenta le ore 12, l'Oriente le 3, il Meridione le 6 e l'Occidente le 9.
Comunque, se vogliamo andare sul sicuro, basta comprarci una bella bussola, anche se il tutto diventa molto meno divertente.
Ora cerchiamo di capire cosa si intende per "esposizione di un terreno/casa".
Innanzitutto il termine "esposizione" è sempre riferito a qualcosa; se prendessimo una pianura senza alberi o edifici od il mare aperto, allora non potremmo parlare di esposizione, in quanto sono ambienti estremamente omogenei e non ci sono ostacoli.
Un terreno pianeggiante può essere esposto a Nord, Sud etc. rispetto ad una pianta, ad una casa, ad un lago (o mare), ad una montagna e così via.
Il terreno può essere parte stessa dell'ostacolo, se prendiamo una collina, ogni versante avrà un'esposizione ben diversa, determinando microclimi differenti.

Punti Cardinali

Che Ruolo ha l'Esposizione nel Determinare il Microclima Locale ?

Partiamo con terreni pianeggianti. Con questa tipologia, se non ci fossero ostacoli, i raggi solari colpirebbero il suolo dal primo minuto dell'Alba, sino all'ultimo prima del Tramonto, ovvero sarebbe un'esposizione totalmente soleggiata (in pieno Sole).

Supponiamo ora di costruire un bel muro che si estende in direzione Est-Ovest, dividendo in due il nostro terreno.
La metà esposta a Sud avrà il muro a Nord, mentre la metà esposta a Nord viceversa.
A mezzogiorno, se andassimo ad osservare l'ombra del muro, vedremmo che è proiettata verso Nord, ombreggiando il terreno esposto a Nord.
Ovviamente in inverno il Sole è più basso e le ombre più lunghe, quindi la superficie di terreno all'ombra sarà maggiore rispetto all'estate.
Se però al posto del muro ci fosse un palazzo alto 10 piani ed il nostro terreno fosse piccolo, allora potrebbe rimanere in ombra per buona parte della giornata anche in estate, ricevendo solo i primi raggi di Sole all'Alba e gli ultimi al tramonto (in questa stagione il Sole sorge a Nord-Est e tramonta a Nord-Ovest)
Il terreno esposto a Sud, invece, sarà completamente soleggiato in inverno, mentre in Estate riceverà luce quasi tutta la giornata ad eccezione di Alba e Tramonto.

Un discorso analogo si può fare per quel che riguarda i pendii.
Il versante Nord di una montagna (o di una collina) sarà mediamente più ombreggiato di quello Sud inoltre, qualora le vette non fossero troppo elevate, i raggi del Sole colpirebbero il suolo con una minore inclinazione, riscaldandolo meno efficacemente.

Se l'ostacolo è molto grande (ad es. una catena montuosa), esso può rappresentare una barriera non solo per il Sole, ma anche per le correnti ed i venti.
Il Nord Italia, ad esempio, è esposto a Sud rispetto alla Catena Alpina. Quando i gelidi venti provenienti dal Nord Europa arrivano a Nord delle Alpi si compattano ed, essendo pesanti, non riescono ad oltrepassare questo ostacolo così alto e sono costretti ad aggirarlo (prendendo la via del Rodano a Ponente o la via della Bora a Levante). 
Per questo motivo le zone prealpine del Nord Italia sono sottovento rispetto a queste correnti e, quindi, godono di un clima più mite rispetto alle pianure poste sul lato opposto (es. Germania, Svizzera, Repubblica Ceca).

Tragitto del Sole in Italia nei Diversi Mesi dell'Anno


Cosa è Meglio Coltivare nelle Diverse Esposizioni ?

L'esposizione su micro-scala (es. rispetto ad Alberi, Case, etc.) determina l'ombreggiatura del terreno; in altre parole influenza prevalentemente le temperature massime in presenza di giornate soleggiate (e non nuvolose). 

L'esposizione su più larga scala (es. rispetto ad una Collina, ad una Montagna, etc.) influenza anche le temperature minime, poiché rende il terreno più o meno esposto alle avvezioni (venti) provenienti dalle diverse zone (un'irruzione artica arriva da Nord, generalmente è più fredda di una proveniente da Sud).

In ultimo ricordatevi che, a parità delle altre condizioni, un terreno pianeggiante registra temperature minime inferiori rispetto ad uno di pendio, poiché di notte l'aria fredda (più pesante di quella calda) scivola verso il basso e si accumula nei bassi strati, creando dei veri e propri "laghi d'aria gelida". Questo fenomeno è noto come inversione termica.
Anche l'umidità ristagna al Suolo, rendendo le pianure molto più soggette a nebbie e foschie, rispetto alle colline.


Terreno Esposto a Sud : questo è sicuramente quello più soleggiato ed è ideale per la coltivazione della Vite, per fare l'Orto o per impiantare un Uliveto. Se il terreno è collinare, il pendio esposto a Sud riceve i raggi in maniera più perpendicolare e, soprattutto in inverno, registra temperature massime più elevate. Dopo una nevicata i terreni esposti a Sud si riconoscono subito, sono quelli in cui scompare per prima la neve.
Insomma quest'esposizione è la migliore per tutte quelle piante che vogliono tanto Sole e caldo, come la maggior parte delle Piante da Frutto e gli Agrumi.
Per quanto riguarda un'abitazione collocateci i locali in cui vorrete maggiore luminosità, come ad esempio lo Studio o la Cucina.

Terreno Esposto a Nord : è agli antipodi rispetto al precedente; questo terreno riceverà poco Sole e, per via dell'ombreggiatura, in inverno registrerà temperature massime di diversi gradi inferiori rispetto ad uno esposto a Sud.
Questo terreno, in estate, riceverà il Sole solo nei periodi più freschi (Alba e Tramonto), mentre sarà ombreggiato nelle torride ore centrali. 
Quest'esposizione è più fresca e, mantenendo la terra più umida, è ideale per la coltivazione delle felci, di alcune Acidofile (es. Ortensie) ed, in generale, di tutte quelle piante tipiche del sottobosco.
In un'abitazione conviene collocarci i locali che vogliamo mantenere più freschi o meno luminosi, come ripostigli, scale, corridoi.

Terreno Esposto ad Est : riceverà il Sole della "mattinata", mentre sarà ombreggiato nell'ultima parte della giornata. Lo sbalzo termico tra notte e giorno sarà più repentino rispetto ad altre esposizioni; il ghiaccio formatosi sui fiori durante una fredda nottata primaverile, all'alba si scioglierà velocemente, enfatizzando i danni da disgelo
In questa zona potrete piantare alberi a fioritura tardiva, che si accontentino di mezza giornata di Sole diretto, ma anche i piccoli frutti (es. Lamponi) oppure ortaggi a foglia (es. Lattuga).
In una casa potrete posizionarci le camere da letto, così da evitare il torrido Sole pomeridiano dell'estate.

Terreno Esposto ad Ovest : come ore di luce sarà molto simile a quello esposto a Est, tuttavia sarà ombreggiato di mattina e riceverà il Sole del "pomeriggio". Quindi sarà ben assolato, proprio durante la metà più calda della giornata (il picco massimo di temperatura si registra verso le 14-15 e rimane abbastanza costante fino a poco prima del tramonto). Qui potrete collocarvi tutte le piante che vogliono prendere il Sole in concomitanza delle ore più calde.
In questa zona di Orto potrete piantare specie a radice (es. Carote e Ravanelli), che richiedono meno Sole rispetto a Pomodori, Melanzane e Peperoni. 
In una casa collocatevi i locali che volete luminosi nel pomeriggio e tiepidi alla sera, come Salotto e Bagni.

Ovviamente l'ostacolo deve essere ben più grande della pianta presa in esame. Se consideriamo un Abete, rispetto ad una villetta su un unico piano, esso prenderà il Sole tutto il giorno indipendentemente da come è collocato rispetto alla casa.

P.s.

Tutto questo è valido nell'emisfero Boreale, se parlassimo dell'emisfero Australe varrebbero gli stessi concetti, ma si dovrà invertire il Nord con il Sud.

Esposizione ai Raggio Solari dei Versanti di una Montagna

Esposizione Sud-Est - Lago Maggiore

martedì 9 gennaio 2018

Coltivazione dell'Aloe arborescens - Dove può Crescere in Italia ?

Tra le oltre 500 specie del genere, l'Aloe arborescens è probabilmente la più coltivata all'aperto in Italia e, per fama, è seconda solo all'Aloe vera, che però si presta meno alle condizioni climatiche italiane e rimane per lo più coltivata in vaso e riparata in inverno.

In questo articolo vorrei spiegarvi come coltivare Aloe arborescens, come curarla e dirvi dove è possibile piantarla in Italia, senza che sia danneggiata dal freddo invernale e quale temperatura minima sopporta.

Fioritura Aloe arborescens

Proprietà Terapeutiche :

L'Aloe arborescens è anche chiamata Aloe di Padre Zago e conosciuta per le sue ipotetiche proprietà antitumorali.
Padre Romano Zago (classe 1932) è un frate che vive in Brasile ed appartiene all'ordine dei Francescani. La ricetta "anti-cancro" di Zago è semplicemente un frullato di foglie di A. arborescens, miele e grappa.

Sebbene alcuni studi suggeriscano che gli estratti di A. arborescens possano ridurre la proliferazione batterica, stimolare il sistema immunitario ed aiutare la cicatrizzazione delle ferite, la ricetta di Padre Zago non può essere considerata una "cura miracolosa" contro tutti i tipi di tumore.

Più concrete sono le proprietà analgesiche, il gel di questa specie può infatti ridurre il dolore e diminuire le infiammazioni derivanti da bruciature, punture di insetto, ma anche da radioterapia. 
L'elevata concentrazione di vitamine e sali minerali rende questi estratti degli ottimi antiossidanti, in grado di neutralizzare i radicali liberi, molecole al quanto dannose per la cellula.


Origine, Distribuzione ed Habitat :

L'Aloe arborescens (inizialmente chiamata Aloe mutabilis) è una pianta succulenta nativa del Sud/Est dell'Africa ed è endemica in stati come Sud Africa, Mozambico, Zimbabwe e Malawi. Tuttavia, l'enorme adattabilità della specie le ha permesso un'ampia diffusione e, allo stato naturale, la si ritrova in zone climatiche piuttosto differenti.
Sebbene possa crescere anche a livello del mare, il suo habitat naturale è rappresentato dalle montagne, dove si sviluppa sui crinali rocciosi o arroccata nei dirupi.
L'A. arborescens di norma cresce isolata, ma è possibile ritrovarla anche nel sottobosco, all'interno di foreste piuttosto fitte. 

Oggigiorno è coltivata in tutte le zone (sub)tropicali aride del mondo, ma sopravvive bene anche nei climi mediterranei ed, in Italia, è molto frequente lungo le coste del Tirreno e dell'Adriatico, nonché nelle zone interne più miti del meridione, dove è perlopiù coltivata a scopo ornamentale, sia in giardini privati, che in luoghi pubblici

Aloe arborescens
Foglie Aloe arborescens


Com'è Fatta l'Aloe arborescens ? - Botanica e Fisiologia

L'Aloe arborescens è una pianta grassa che, nelle condizioni ideali, può raggiungere un'altezza di 2-3 metri (7-10 feet) ed appartiene alla famiglia delle Aloeaceae.
L'epiteto "arborescens" deriva dal latino e significa "a forma di albero"; in effetti, a differenza dell'A. vera e di molte altre specie di Aloe, l'A. arborescens ha un portamento che può ricordare quello di un albero, con diversi fusti che crescono eretti e privi di foglie nella parte basale, sebbene talvolta permangano le vecchie foglie morte e rinsecchite.
A primo impatto, l'aspetto di questa specie ricorda quello di un grosso cespuglio con molte ramificazioni, più che di una "classica" Aloe.

Le foglie dell'A. arborescens sono disposte in maniera concentrica (a "rosetta") ed hanno un margine dentellato, con spine pronunciate. Esse possono essere lunghe anche oltre 50 cm (20 in) e, in estate, se esposte al Sole ed a temperature torride, possono diventare brunastre nella parte terminale ed assumere una conformazioni ad "U".
Le foglie dell'A. arborescens si riconoscono da quelle dell'A. vera, poiché sono meno carnose (e con meno contenuto di gel) ed hanno una forma decisamente più appiattita.
La radici sono relativamente superficiali e si rinnovano in continuazione.

Le infiorescenze spuntano all'apice della nuova vegetazione, proprio dall'interno della "rosetta fogliare" e, sorrette da un lungo stelo, svettano sopra la pianta. Esse sono solitamente singole (1 rosetta = 1 infiorescenza), a forma di pannocchia "conica", prive di ramificazioni e composte da numerosi fiori di color rosso-arancione, che si aprono in maniera scalare, iniziando da quelli posti alla base dell'infiorescenza.
I fiori dell'A. arborescens sono ermafroditi, a forma cilindrica, con l'apertura rivolta verso il basso, che è spesso di color più tenue (sfumature gialle). Questi fiori sono ricchi di dolce nettare che attira api, farfalle, ma anche piccoli uccelli come i colibrì.
In seguito ad impollinazione, si sviluppano i frutti, che sono delle capsule che, a maturazione, rilasciano i semi nell'ambiente.

Le foto che seguono mostrano la fenologia della fioritura, con le fasi più salienti.

Abbozzo Infiorescenza

Infiorescenza Immatura Aloe arborescens

Infiorescenza e Fiori Aloe Arborescens

Fiori Aloe Padre Zago

Ma quando fiorisce l'Aloe arborescens in Italia ?

La fioritura di questa succulenta sembra essere favorita (od indotta) da un breve periodo freddo, con temperature medie intorno ai 10° C (50° F). In Italia la fioritura dell'Aloe arborescens è tipicamente invernale ed avviene, indicativamente, nel periodo compreso tra dicembre e marzo.

La fioritura è molto scalare, in quanto i vari grappoli fiorali si sviluppano sfalsati temporalmente e, anche all'interno di una stessa infiorescenza, non tutti i fiori si aprono contemporaneamente.


Quali Sono le Differenze tra Aloe vera ed Aloe arborescens ?

Distinguere queste due specie è abbastanza semplice (è molto più facile confondersi tra altre specie di Aloe). Basterà osservare qualche dettaglio :

  • A. vera non ha mai ramificazioni o tronchi ed ha un portamento compatto, mentre l'A. arborescens ha numerosi fusti, che possono assomigliare a dei rami di un albero ed un portamento espanso.
  • Le foglie dell'A. vera sono spesse, succulenti e ricche di gel (motivo per cui è più diffusa in cosmesi); inoltre sono verticali, rivolte verso l'alto (perpendicolari al terreno) e di un verde più tenue, in alcuni casi quasi giallo/bianco. Le foglie dell'A. arborescens sono più piatte ed allungate, disposte quasi orizzontalmente (parallele al terreno), talvolta curvate ad "U" e più fitte/numerose. 
  • Il fiore dell'A. vera è giallo, mentre quello dell'A. arborescens è color salmone o rosso.
  • L'A. vera è più sensibile al freddo rispetto all'A. arborescens. Se ne vedete una, piantata in terra, in una zona in cui ci sono gelate, sicuramente non sarà un'A. vera.

Esistono anche diversi ibridi, ottenuti dall'incrocio tra un'A. vera ed un'A. arborescens che, come facile intuire, hanno caratteristiche intermedie rispetto ai "genitori", rendendo complesso il riconoscimento. 

Aloe vera

Aloe arborescens


Come Crescere l'Aloe arborescens ? - Coltivazione, Clima, Moltiplicazione e Cure

Sicuramente vi starete chiedendo : "dove è possibile piantare l'A. arborescens all'esterno ?".
Ricordiamoci che l'Italia è una nazione della fascia temperata, mentre tutte le specie di Aloe sono africane e native di zone tropicali o, al limite, subtropicali.
Detto questo, il mar Mediterraneo è un "serbatoio di calore", rendendo l'Italia ben più mite di nazioni poste alla stessa latitudine.

Tra le innumerevoli specie di Aloe, l'A. arborescens si colloca nella fascia media-alta per quanto concerne la sua resistenza al freddo.
Sebbene cresca in montagna, stiamo comunque parlando di una pianta succulenta di origine tropicale. Non possiamo quindi pensare di coltivarla in mezzo alla pianura Padana od in qualsiasi parte del Nord Italia, ma è ragionevole pensare che possa sopravvivere lungo le Coste del Mar Tirreno, nel Medio-Basso Adriatico e nelle zone interne più riparate del Sud Italia.

L'A. arborescens  tollera leggere gelate, con abbassamenti di temperatura sino a circa -4° C (25°F). Se le temperature minime scendono sotto questa soglia si iniziano ad avere danni più o meno consistenti alle foglie, sino alla morte dell'intera pianta.
Talvolta, sebbene la pianta sembra essere stata uccisa dal gelo, in primavera rigetta dalle ridaci.

Un'alternativa, laddove le gelate invernali siano intense e durature, è la coltivazione in vaso, da portare al riparo in serra calda o all'interno di casa, durante la brutta stagione.
Coltivare una pianta in vaso richiede qualche accorgimento in più.
Conviene usare vasi medio-grandi e, possibilmente, non neri, poiché si riscalderebbero troppo sotto il sole estivo e potrebbero "cuocere" le radici.
Il fabbisogno idrico è superiore rispetto a piante coltivare in piena terra, inoltre sarà fondamentale che i vasi abbiano grossi fori sul fondo, per consentire un ottimo drenaggio.
Ricordatevi che, sebbene le Aloe resistano bene agli ambienti secchi, l'interno di un appartamento può essere eccessivamente asciutto; sarà dunque meglio nebulizzare con acqua e porre i vasi lontani da fonti di calore (stufe, termosifoni etc.), ma in un luogo luminoso (es. finestra esposta a Sud).

L'Aloe arborescens è una specie che cresce in ambienti secchi ed aridi. Per questo motivo, se coltivata in piena terra, non richiede innaffiature estive e riesce a svilupparsi con la sola acqua piovana, tollerando lunghi periodi di siccità.

Questa specie di Aloe ama un'esposizione in pieno Sole, ma in natura prospera anche all'interno dei boschi. Perciò può essere coltivata senza problemi anche a mezz'ombra o persino in leggera ombra (ma con tanta luminosità), compromettendo però la normale fioritura.
L'Aloe di Padre Zago è frequentemente coltivata alla base degli alberi ornamentali ad alto fusto, piantati lungo le strade.

Il terreno ideale è a pH neutro (o leggermente acido), sabbioso o comunque molto ben drenante, che non permanga umido e "zuppo" per lunghi periodi. Le concimazioni non sono necessarie; ne ho visti esemplari piantati in zone marginali che, senza ricevere alcuna cura, crescevano vigorosi, producendo abbondanti fioriture.
Questa specie, un po' come tutte le Aloe, è rustica, esente da malattie e prospera anche in terreni sassosi e poveri di nutrienti. L'unica cosa importante è evitare i ristagni idrici.
La specie si può piantare anche in prossimità del mare, resiste piuttosto bene sia ai venti salmastri, sia ad elevate concentrazioni di sale nel suolo.

L'Aloe arborescens emette stoloni e polloni basali che, andranno con gli anni a rinnovare la chioma. La specie si riproduce prelevando queste "nuove parti" che, sebbene vengano prodotte dalle radici, iniziano a sviluppare un proprio apparato radicale. Per ottenere nuove piantine basterà staccare queste "piante figlie" dalla "pianta madre" e trapiantarle in un vaso.
Alternativamente si può propagare anche tagliando una foglia, lasciandola seccare per qualche giorno all'aria ed interrandola in terreno sabbioso, tenendo il vaso all'ombra fino ad avvenuta radicazione.
La moltiplicazione per semina è solitamente lenta e poco usata.

Spero di avervi incuriosito e dato un spunto per la progettazione del vostro angolo verde. Sono sicuro che le foto mostrate vi tenteranno a tal punto da farvi comprare una pianta !!

Aloe arborescens in Fiore

Aloe arborescens in Estate

Aloe arborescens in Riva al Mare in Liguria

martedì 2 gennaio 2018

Cosa Significa Alta o Bassa Pressione ? Come Si Formano i Venti e le Brezze ?

Basta ascoltare le Previsioni Meteo in coda ai telegiornali per sentir nominare la parola "Alta Pressione" o "Bassa Pressione", oppure il termine "Anticiclone", che spesso associamo al bel tempo.

Ma cosa vuol dire ? Come possono determinare le condizioni meteorologiche e la direzione dei Venti ?


Cicloni nell'Oceano Atlantico


Per prima cosa dobbiamo chiarire cos'è la pressione atmosferica.
Di norma siamo soliti pensare all'aria come a qualcosa priva di peso, eppure l'aria che compone la nostra atmosfera è un miscuglio di Gas (78% Azoto, 21 % Ossigeno, 0,9 Argon, 0,03 Anidride Carbonica ed altri in quantità minore), che ha una sua massa.
L'atmosfera terrestre è lo spessore in cui è presente questa miscela di Gas ed è più concentrata negli strati bassi (Troposfera), diventando via via più rarefatta, fino ad arrivare nello spazio in cui non sono più presenti gli atomi di questi gas.

Immaginate quindi che, sopra la vostra testa, esista una "colonna d'aria" che esercita una pressione. Un discorso analogo si può fare con l'acqua : più vi immergete in profondità, più la "colonna d'acqua" sopra la vostra testa sarà alta e, di conseguenza, la pressione elevata.
Con l'acqua il concetto risulta più immediato e facilmente verificabile, questo semplicemente perché l'acqua è più pesante dell'aria e, quindi, basta una "colonna" molto più bassa per farci apprezzare la pressione.
Noi avvertiamo la pressione principalmente sui timpani delle nostre orecchie....succede in acqua, quando ci immergiamo, ma succede anche in macchina (o in funivia) quando saliamo velocemente di quota.

La pressione atmosferica non è costante, ma varia in funzione della :

  • Quota : più l'altitudine aumenta, più la colonna d'aria che ci sovrasta diminuisce. Di conseguenza, in montagna la pressione è inferiore rispetto ad una località posta sul livello del mare. La pressione diminuisce all'aumentare dell'altitudine.
  • Temperatura : l'aria calda è più leggera di quella fredda e tende a salire. A parità di estensione verticale, più una colonna d'aria è fredda (e pesante), tanto più eserciterà pressione. Perciò se la temperatura diminuisce, la pressione aumenta (alta pressione), viceversa diminuisce (bassa pressione). La pressione diminuisce all'aumentare della temperatura.
  • Umidità : il vapore acqueo, contrariamente a quanto si pensi, è più leggero delle molecole di ossigeno o di azoto. A parità di temperatura ed altitudine, tanto più una colonna d'aria è secca (cioè con poco vapor acqueo), tanto più sarà pesante, determinando un aumento di pressione atmosferica. La pressione diminuisce all'aumentare dell'umidità.

Quindi, anche stando ad una stessa quota, la pressione atmosferica varia da luogo a luogo. In linea generale, l'aria (e quindi i venti) si sposta da una zona di alta pressione, verso una zona a bassa pressione.

Variazione Pressione con Altitudine

Ma Cosa Sono i Cicloni e gli Anticicloni ?

Avrete sicuramente sentito parlare dell' "Anticiclone delle Azzorre" o dell' "Anticiclone Africano", in quanto sono tra i più comuni in Europa.
Il nome, chiaramente, prende spunto dal luogo della genesi, ma genericamente Anticiclone è una zona in cui vi è Alta Pressione (High Pressure).

Gli Anticicloni sono solitamente caratterizzati da una relativa "calma atmosferica". L'alta pressione spinge l'aria dall'alto verso il basso, riscaldandola e facendola diventare secca; per questo motivo gli anticicloni "dissolvono" le nuvole, deviano le perturbazioni e sono di norma associati a condizioni di bel tempo. I venti all'interno di un anticiclone sono blandi e, nell'emisfero Boreale, soffiano, oltre che dall'alto verso il basso, in senso orario (nell'emisfero Australe ruotano in senso antiorario).
Ma non sempre un anticiclone è sinonimo di tempo stabile e sereno; nel semestre freddo il terreno può velocemente perdere calore per irraggiamento e raffreddare l'aria a più stretto contatto (fenomeno dell'inversione termica), questo può portare alla formazione di foschie e nebbie; mentre in estate, la calma di vento può far riscaldare i bassi strati, inducento una forte evaporazione, che porta alla formazione di temporali e Cumulonembi, nuvole spesso foriere di grandine.
Alcune delle zone più fredde al mondo (vedi qui i record climatici) sono tali perché si instaurano fortissimi anticicloni (es. "Anticiclone Russo-Siberiano") che non permettono il ricircolo d'aria. Questa "calma", unita alla scarsa insolazione ed alla distanza dal mare, permette all'aria di raffreddarsi giorno dopo giorno e di "non mischiarsi" con aria più mite proveniente da altre zone.

Per contro i Cicloni sono zone di bassa pressione (Low Pressure), in cui i venti ruotano in senso antiorario (nell'emisfero Boreale) e con forte intensità. Potremmo immaginarli come dei vortici simili ai mulinelli d'acqua che si formano quando togliamo il tappo alla nostra vasca da bagno.
I cicloni (e quindi le basse pressioni) sono associati a tempo perturbato, pioggia e vento. Quelli che chiamiamo comunemente uragani sono in realtà cicloni tropicali particolarmente intesi.

In base alla localizzazione dei nuclei di alta e bassa pressione, potremo dedurre la traiettoria dei venti.

Ciclone vs Anticiclone

Anticiclone dal Satellite

Ciclone dal Satellite

Cosa Sono le Isobare ?

Qualcuno di voi avrà osservato che nelle cartine meteorologiche sono presenti delle "strane" linee che, ai più, rimangono del tutto ignote, ma per un esperto sono di fondamentale importanza nel determinare l'evoluzione del tempo.

Immaginate di avere una cartina e di fissare un punto. Quel punto avrà una determinata pressione atmosferica (es. 1012 millibar = 1012 hPa). Ora, partendo dal vostro punto, cercate un altro punto che, a parità di quota, abbia ancora 1012 millibar e così via. Congiungendo tutti i punti aventi la medesima pressione atmosferica avrete ottenuto una linea, che rappresenta la linea della Isobara a 1012 hPa.

Chiaramente esistono diverse isobare : l'isobara relativa a 1012 hPa, a 1016 hPa, a 996 hPa e così dicendo. Se non si fissasse una differenza di pressione tra due isobare, esse sarebbero infinite, per convenzione si è dunque scelto di evidenziare quelle con uno scarto di 4 hPa, partendo dall'isobara a 1000 hPa. In altre parole vengono evidenziate solo le isobare con una pressione che sia un multiplo di 4.
Talvolta si utilizzano scarti di 5 hPa, in questo caso saranno tutte quelle multiple di 5 (es. 1005 hPa, 995 hPa etc..). All'occorrenza si possono usare anche scale diverse, più grandi o piccole; ad esempio se le isobare sono troppo ravvicinate (ad es. nei cicloni), in una cartina possono comparire solo i multipli di 10 etc.

Le Isobare sono di cruciale importanza nel determinare le zone di alta e bassa pressione, la direzione e l'intensità dei venti. 

Di fondamentale importanza è capire cosa sia il gradiente barico orizzontale. Esso rappresenta il rapporto tra la differenza di pressione atmosferica tra due isobare contigue e la loro distanza.
Ad esempio, supponiamo che l'isobara 1 abbia una pressione di 1000 hPa, mentre l'isobara 2 è di 1004 hPa e siano distanziate (la perpendicolare tra le due linee) di 200 km.
Il gradiente barico è uguale alla differenza di pressione/distanza, ovvero nell'esempio (1004 - 1000) / 200 =  0,02 hPa/Km.

Il gradiente barico orizzontale aumenta tanto più la differenza di pressione tra due punti è elevata e tanto più questi sono ravvicinati.
Il gradiente barico è la forza che mette in movimento le masse d'aria, ovvero i venti; ad un alto gradiente barico corrisponderanno venti impetuosi.
Non a caso, nei cicloni, le isobare sono molto ravvicinate e, quindi, con gradiente barico elevato.

Mappa Isobare
Cartina Isobare

Cosa Sono le Brezze ?

Quanto abbiamo visto su larga scala, cioè che i venti "trasportano" aria da una zona di alta pressione ad una di bassa pressione, avviene anche su scala minore.
Nuclei di alta e bassa pressione possono essere distanziati centinaia di chilometri e favorire scambi d'aria tra località molto differenti, ma qualcosa di simile avviene anche nel giro di pochi chilometri.

Un esempio sono le brezze di mare (o di lago) e le brezze di terra.
Il concetto è molto semplice, l'acqua ha una maggior capacità termica rispetto alla terra, quindi si riscalda più lentamente, ma impiegherà anche molto più tempo a raffreddarsi.

Di giorno il Sole farà si che le zone costiere si riscaldino di più rispetto all'acqua (avete presente la sabbia rovente di una spiaggia e l'acqua "freddina" del mare ?). Di conseguenza l'aria sovrastante il mare sarà più fresca (e pesante), creando una locale zona di alta pressione; mentre l'aria sopra la terraferma sarà calda (e leggera) e ci sarà bassa pressione.
Durante il dì l'aria si sposterà dal mare (alta pressione) alla terraferma (bassa pressione), generando venti noti come brezze di mare.

Di notte la terraferma perderà velocemente calore per irraggiamento, mentre l'acqua rimarrà più mite. Ora le cose sono invertite e la bassa pressione sarà in corrispondenza del mare, mentre l'alta pressione sulla terraferma. I venti soffieranno dall'entroterra verso il mare e prenderanno il nome di brezze di terra.

Le brezze sono venti locali di debole intensità che seguono un ciclo giorno/notte. Esse sono tipiche di zone in prossimità del mare o dei laghi e sono estremamente costanti, cessando solo in condizione di elevata copertura nuvolosa o in presenza di venti sinottici (venti che "arrivano" da lontano).

Le brezze ricoprono un ruolo essenziale nel determinare i microclimi locali. La costante presenza delle brezze notturne rimescola gli strati d'aria, impedendo la stratificazione di aria fredda nei primi metri dal suolo.
I microclimi lacustri (es. Lago Maggiore) devono la loro mitezza proprio alle brezze di lago.

In linea generale, zone in cui le brezze sono impattanti si hanno temperature minime più elevate (anche di molti gradi) e temperature massime leggermente più contenute.

Brezze di Mare e di Terra

Brezza sul Lago

giovedì 21 dicembre 2017

Ceiba (Chorisia speciosa), l'Albero dal Tronco Spinoso a Forma di Bottiglia - Coltivazione e Cure

Nell'immaginario collettivo il Baobab è la tipica pianta dell'Africa, il cui tratto peculiare è l'enorme tronco, il cui diametro risulta quasi sproporzionato rispetto all'altezza. 
Nessuna delle 8 specie di Baobab potrebbe crescere in Europa od in un clima temperato e difficilmente si riesce a pensare ad un'altra piante che, in qualche maniera, gli assomigli. 

Eppure all'interno della stessa famiglia del Baobab esiste un genere di piante (Ceiba) che annovera al proprio interno la specie Chorisia speciosa (sinonimo Ceiba speciosa), una pianta dotata di un tronco spinoso, di grosso diametro e simile a quello del Baobab, che può crescere nelle zone più miti d'Italia e produrre abbondanti fioriture autunnali.

Ma facciamo un po' di chiarezza : il genere Ceiba appartiene alle Bombacaceae (o Malvaceae), una famiglia di piante di origine prevalentemente tropicale che comprende, oltre alle 8 specie di Baobab, il Durio zibethinus, l'albero che produce il Durian, un frutto molto noto nel Sud-Est Asiatico.

Il genere Ceiba, originariamente Chorisia, è formato da 18 specie. Tra di esse, la più diffusa è la Ceiba pentandra, una pianta strettamente tropicale nota come Kapok, dai cui frutti si ricava una fibra naturale simile al cotone, usata per imbottire materassi, divani e cuscini, ma ultimamente è stata impiegata anche per la produzione di capi d'abbigliamento.
Il Kapok è una pianta altissima (fino a 70 m o 230 ft), ma non è possibile coltivarla in Italia, in Europa o nei climi temperati, seppure caldi.

In questo articolo vorrei però parlare della Ceiba speciosa, una specie "meno tropicale", chiamata anche "falso Kapok".

Tronco a Bottiglia Chorisia speciosa

Tronco Ceiba speciosa

Origine, Habitat e Diffusione :

Il "falso" Kapok (Ceiba speciosa) è nativo delle zone subtropicali del Sud America, comprese tra il Nord dell'Argentina, l'Uruguay, il Paraguay ed il Brasile meridionale.
Questa specie cresce in zone che presentano un'elevata stagionalità, con un lungo periodo secco. Il loro habitat naturale è rappresentato dalle foreste semi-decidue, tipiche delle aride vallate interne dei luoghi sopracitati.

In realtà esiste anche la Ceiba insignis (sin. Ceiba chodatiiChorisia insignis), una specie molto affine, sia come luoghi d'origine, sia come tipo di pianta, tant'è che le due specie sono interfertili e molte piante coltivate a scopo ornamentale sono in realtà degli ibridi (Ceiba insignis x Ceiba speciosa).
Le differenze maggiori tra Ceiba insignis e Ceiba speciosa consistono nel fatto che la prima possiede un tronco apparentemente più massiccio e rigonfio, inoltre produce fiori color bianco crema (e non rosa/viola, come quelli tipici della C. speciosa).
C. insignis raggiunge altezze inferiori, che fanno sembrare il suo tronco più tozzo e dalla forma simile ad una bottiglia.
Le differenze rimangono comunque poco marcate e le due specie vengono spesso confuse l'una con l'altra.
Piante CeibaA complicare ulteriormente il riconoscimento ci sono i loro ibridi, che prendono le caratteristiche un po' da entrambi i "genitori".
Per comodità, da ora in poi parlerò genericamente di Ceiba, riferendomi a queste due specie (non al "vero" Kapok) ed ai loro ibridi.

Tra le due specie la più diffusa è senza dubbio la C. speciosa. Essa viene coltivata anche all'infuori dell'areale d'origine ed è utilizzata come pianta ornamentale, sia in giardini privati, sia lungo le strade o nelle aiuole.
In Italia può essere coltivata solo nelle zone più miti ed è relativamente frequente in Sicilia (il primo esemplare importato fu piantato proprio nell'orto botanico di Palermo) e nelle zone costiere del Sud Italia.
A Barcellona sono presenti dei grossi esemplari, vicino al porto, alla fine della "Rambla".
L'albero della Ceiba è diffuso anche nel Sud degli Stati Uniti, come in California, Texas e Florida.


Com'è Fatta la Pianta della Ceiba - Botanica e Fisiologia

Ceiba speciosa è una specie decidua che, nei luoghi d'origine, può superare i 25 m (82 ft) di altezza, ma nei climi temperati (es. Italia) rimane solitamente sotto i 20 m (65 ft).
Ceiba insignis (o Ceiba chodatii) rimane più bassa e difficilmente supera i 12 m (39 ft).
I vari ibridi di Ceiba, coltivati come piante ornamentali in Europa, possono avere dimensioni minori ed esser alti anche solo 6 m (20 ft).

Il tronco rigonfio è senza dubbio il tratto distintivo di questa pianta. Esso ha una forma molto particolare ed, essendo molto largo alla base ed assottigliandosi salendo verso l'alto, ricorda la forma di un fiasco o di una bottiglia di vetro, non a caso la specie è anche chiamata "Albero Bottiglia".
Il fusto, che può superare il diametro di 2 m (6.5 ft), è formato da tessuti in grado di assorbire acqua durante la stagione delle piogge, rendendo così la specie in grado di sopportare lunghi periodi di siccità.
La corteccia del tronco (e dei rami) rimane verde a lungo ed è in grado di svolgere la fotosintesi clorofilliana. Il legno perde questa capacità (e diventa grigio) solo quando vecchio, dopo molti anni.
Un'altra caratteristica del tronco della Ceiba è la presenza di grosse spine a forma conica, molto fitte ed appuntite.

L'apparato radicale è relativamente superficiale, ma robusto ed espanso, in grado di danneggiare marciapiedi e vialetti.
Le foglie sono palmato-composte (come quelle dell'Ippocastano) con solitamente 5 foglioline di medie dimensioni, a forma ovale e dal margine lievemente dentato. Le foglie sono unite ai rami tramite un picciolo molto lungo (quasi 10 cm o 4 inch).

I fiori possono essere solitari o uniti in piccoli gruppi (2-3 fiori), sono larghi circa 15 cm (6 in) e dotati di 5 petali di color rosso/rosa con striature viola (C. speciosa), bianco-giallo (C. insignis) o di diverse sfumature, dal rosso sino al bianco, negli ibridi (C. speciosa C. insignis).
Questi fiori, che assomigliano ai Gigli, sono molto vistosi e numerosi, non passando di certo inosservati.

In Italia la fioritura avviene nel periodo compreso tra tarda estate ed autunno, indicativa dal mese di Agosto sino alla caduta delle foglie ed oltre. Tuttavia qualche fiore può sbocciare anche in altri periodi dell'anno ed, in zone tropicali e subtropicali, può fiorire in stagioni diverse rispetto a quelle tipiche delle zone temperate calde.
La fioritura inizia all'età di 7-10 anni (dalla semina) e diventa sempre più copiosa man mano che la pianta invecchia.

Il frutto è una capsula ovale lunga circa 15 cm (6 in) che, a maturità, si apre longitudinalmente, esponendo la polpa all'ambiente esterno.
La polpa del falso Kapok è una fibra biancastra, dalla consistenza lanosa, in cui sono immersi numerosi semi neri di piccole dimensioni.
Data la somiglianza tra questa fibra ed il cotone, la Ceiba è talvolta menzionata anche come "Albero del Cotone".

Fiore Ceiba

Foglie e Boccioli Chorisia speciosa

Frutto Maturo Aperto Falso Kapok

Dove Crescere la Ceiba (C. speciosa) ? - Coltivazione, Esposizione, Clima e Propagazione

Non fatevi ingannare dal fatto che questa pianta sia una specie a foglia caduca, nell'ambiente d'origine la perdita delle foglie è probabilmente dovuta alla stagione secca, più che a quella "fredda".
Per questo motivo la Ceiba non ha di certo la resistenza al freddo delle "nostre" piante decidue ed il suo legno può tollerare temperature minime di circa -4° C (25° F) o, con qualche danno, sino a -6° C (21° F). Temperature inferiori a questa soglia causano ingenti danni, che possono essere mortali per l'intera pianta.

La specie si riproduce agevolmente tramite semina. Basta seminare in primavera, senza dover far alcun trattamento ai semi (non richiedono stratificazione a freddo). A temperature ideali in 7-9 giorni avremo la germinazione, con un successo di circa l'80%.
La crescita è veloce ed in una decina di anni avrete una pianta adulta ed in grado di fiorire.

L'esposizione migliore, nonché quella che regala fioriture più abbondanti, è in pieno Sole, ma in luoghi assolati si può sviluppare discretamente anche con sola mezza giornata di Sole diretto.
Se avete la possibilità è comunque sempre meglio piantarla in pieno Sole, rispetto alla mezz'ombra o, peggio ancora, all'ombra.

La Ceiba è una pianta dotata di ottima resistenza alla siccità e da adulta non richiede alcun tipo di irrigazione.
Il terreno ideale è fertile, ma soprattutto ben drenante, in quanto le radici tendono a marcire in suoli asfittici e perennemente bagnati o umidi. I terreni sabbiosi sono i suoi preferiti, mentre quelli argillosi sono i meno graditi.
Le concimazioni sono necessarie solo nei primi anni di vita, in suoli particolarmente poveri di nutrienti o se coltivate in vaso.
A dispetto delle dimensioni, la Ceiba ben si presta alla coltivazione in vaso e, grazie alle radici superficiali, è frequentemente coltivata come Bonsai.

La pianta si sviluppa in maniera armonica e la chioma non richiede interventi di potatura, se non per contenerne lo sviluppo.

Se abitate in una zona a clima temperato caldo e volete una pianta ornamentale che ricordi "l'incoltivabile" Baobab, la scelta giusta potrebbe essere la Ceiba speciosa che, come suggerisce il nome scientifico (speciosa = magnifica/splendida), risulterà una pianta bella, rara ed in grado di stupire.

Fioritura Ceiba speciosa

Tronco Spinoso Chorisia speciosa
Rami Ceiba speciosa

Fiori Ceiba speciosa

martedì 5 dicembre 2017

Come Coltivare l'Avocado (Persea americana) Partendo da Seme

Ormai da molti anni l'Avocado è diventato un frutto relativamente comune, che lo si può trovare in vendita al supermercato in tutte le stagioni dell'anno.
Alcuni di voi avranno piantato il suo enorme seme in terra oppure, magari seguendo qualche video su Youtube, l'avranno fatto germogliare in acqua, utilizzando il metodo degli stuzzicadenti.

Tuttavia una buona fetta di popolazione ignora quale sia la Pianta dell'Avocado (Persea americana, sinonimo Persea gratissima), dove possa crescere, quale sia la sua reale resistenza al freddo e quali accorgimenti adottare per la sua coltivazione, sia in vaso che in piena terra.

Ancora prima di conoscere la storia di questa specie, vorrei rispondere alla domanda che probabilmente vi starete ponendo :  "E' possibile crescere l'Avocado in Italia ?"; ebbene, come vedremo più dettagliatamente in seguito, l'Avocado non è una pianta strettamente tropicale e, scegliendo la giusta varietà, è possibile coltivarlo all'aperto nell'areale degli Agrumi, quindi in diverse regioni italiane.

In Sicilia ci sono impianti commerciali produttivi e, vicino alle coste, è possibile crescere quasi tutte le varietà di Avocado.
Nelle zone più interne di Sicilia, Calabria e Sardegna, così come nelle regioni più a Nord, si avrà meno scelta varietale, ma se il gelo è lieve, scegliendo la giusta cultivar si potrebbero avere soddisfazioni inaspettate.

Fruttificazione Avocado

Com'è Il Frutto dell'Avocado ? Come Si Mangia ?

L'Avocado, sebbene cresca su un albero, è da considerarsi più un ortaggio che un vero e proprio frutto. Esso è a forma di Pera, più o meno allungata a seconda della varietà, e possiede una buccia che può essere liscia o rugosa, generalmente verde, sebbene in alcune selezioni diventi nera-marrone a maturazione (es. Avocado "Hass").
Le dimensioni dei frutti variano considerevolmente da pianta a pianta, ma un singolo Avocado pesa in media 200-300 gr (7-10 Oz), sebbene ne siano stati raccolti anche da oltre 1 Kg (35 Oz).

L'Avocado si taglia a metà, per il lato lungo ed all'interno si trova un unico enorme nocciolo avvolto dalla polpa, la quale può essere agevolmente separata dalla buccia tramite un cucchiaio.
Ricordatevi che un Avocado maturo si riconosce al tatto; deve infatti essere cedevole come fosse una bella pesca matura. In questo caso la polpa risulterà soffice, morbida e"spalmabile".


Che Sapore Ha l'Avocado ? 

Questo frutto ha una forte componente oleosa, è altamente calorico e può essere utilizzato in insalata, oppure mangiato fresco con un pizzico di sale, magari spalmato su una fetta di pane.
Il gusto dell'avocado è abbastanza "debole", non è né dolce, né acido e per questo ben si presta per amalgamare altri ingredienti (non coprendone totalmente il sapore), non a caso è il principale ingrediente della salsa Guacamole (per la ricetta clicca qua).

Frutto Avocado Aperto


Storia, Origine, Distribuzione ed Habitat :

L'Avocado (Persea americana o Persea gratissima) è una specie nativa dell'America Centrale, probabilmente del Messico, che appartiene alla famiglia delle Lauraceae.
Delle oltre 2.000 specie di questa famiglia, tra cui ci sono anche l'Alloro e la Pianta della CannellaPersea americana è l'unica ad avere un'importanza commerciale dal punto di vista economico.
Il termine "Avocado" deriva dalla parola spagnola "aguacate", che a sua volta proviene da "āhuacatl",  del popolo Azteco, che originariamente significava "testicolo", probabilmente usata per via della somiglianza tra il frutto e l'organo maschile.
In America, l'Avocado è coltivato da almeno 8000 anni e la domesticazione/selezione da parte dell'uomo potrebbe essere iniziata circa 3000 anni fa.
La coltivazione in diversi luoghi e l'isolamento geografico hanno portato all'evoluzione di almeno 3 sottospecie di Avocado, che ora sono naturalizzate e dalle quali derivano le innumerevoli Cultivars presenti in commercio :

  • Razza Messicana (P. Americana var. Drymifolia) : cresce in quota sugli altopiani del Messico, in una zona tropicale, ma non prossima all'equatore, dove le temperature notturne possono essere relativamente rigide. Gli Avocadi messicani sono quelli più resistenti al freddo e possono svilupparsi bene anche nei climi Mediterranei. Il frutto ha una buccia sottile, solitamente di colore scuro (marrone o nero),  è di piccole dimensioni, con un seme grosso che lascia poco spazio alla polpa, la quale è però molto oleosa e gustosa. Per riconoscere questa razza basta strofinare le foglie, esse sono le uniche (tra le 3 razze) che emanano un odore di anice.
  • Razza Guatemalteca (P. americana var. Guatemalensis) : cresce sulle montagne del Guatemala, più vicine all'equatore rispetto a quelle Messicane; ha dunque una minor tolleranza al freddo. La buccia è spessa, il seme più piccolo e la polpa ha un sapore simile a quello delle razze messicane, ma è leggermente meno oleosa. Questi frutti richiedono molto tempo per maturare (anche 1 anno), ma permettono una raccolta più scalare.
  • Razza delle Indie Occidentali o Antillana (P. americana var. American) : essendosi evoluta per sopravvivere nelle Isole del Golfo del Messico (Antille), questa razza ha un'ottima tolleranza alla salinità del suolo ed è perfettamente adattata a crescere nelle zone tropicali calde con escursioni termiche annue quasi nulle; per contro è sicuramente la razza più sensibile al freddo. Il frutto ha una buccia color verde chiaro, è molto grosso, ma ha caratteristiche organolettiche non eccellenti (es. basso contenuto di Olio).

Queste razze sono delle sottospecie e si possono ibridare vicendevolmente. Esistono infatti numerose selezioni, ottenute per ibridazione, che uniscono le "doti" migliori di entrambi i "genitori".


Oggigiorno la Pianta dell'Avocado è coltivata in tutto il Centro-Sud America, dal Messico sino al Perù e Nord del Cile ed in un po' tutte le zone tropicali e subtropicali del Mondo; inoltre è molto diffusa anche negli Stati Uniti, (es. California e Florida) e nei paesi europei a clima mediterraneo caldo (es. Spagna, Italia).
Ultimamente, grazie al bel fogliame, l'Avocado si sta diffondendo anche come pianta ornamentale e lo si ritrova frequentemente nei giardini condominiali o lungo i viali, ad esempio in Liguria od in Costa Azzurra.


Com'è Fatta la Pianta dell'Avocado ? - Botanica e Fisiologia 

Persea americana è il nome scientifico dell'Albero dell'Avocado, una pianta sempreverde tropicale che può raggiungere un'altezza di 20 metri (65 feet) ed è tra le angiosperme (piante da fiore) più primitive. Il portamento di questa specie è elegante, con un fusto alto, slanciato e rami talvolta ricadenti.

Nuove Foglie AvocadoLe foglie di avocado, assomigliano a quelle di altre Lauracee (es. Canfora), sono di medio-grosse dimensioni, a forma ovale, con una profonda venatura centrale e sono unite ai rami tramite un picciolo molto lungo e carnoso.
La superficie fogliare è lucida, color verde scuro brillante, mentre le giovani foglie della nuova vegetazione possono avere tonalità rossastre/marroni.

L'apparato radicale richiede terreni areati per svilupparsi al meglio, tende perciò a rimanere piuttosto superficiale, soprattutto in terreni con poco ossigeno; ciononostante ha una crescita massiccia e si sviluppa coprendo una notevole area. Le radici della specie sono piuttosto delicate, rendendo difficili i trapianti.
Nel legno dell'Avocado il processo di lignificazione è particolarmente lento, perciò i rami possono rimanere verdi a lungo (sino ad un paio di anni).

Foglie Persea americana


Le infiorescenze vengono prodotte dalle gemme situate nella parte terminale dei rami. Esse sono composte da numerosi piccoli fiori, di colore giallo-verdognolo che, sebbene non troppo attraenti per le Api da miele, vengono comunque visitati da diversi insetti pronubi (Api comprese).
Questi fiori sono ermafroditi, hanno perciò una parte maschile ed una parte femminile, tuttavia hanno un comportamento del tutto particolare, direi unico nel mondo vegetale, che merita di essere spiegato ed approfondito.

Per quanto riguarda la fioritura esistono due tipologie di Avocado, il "tipo A" ed il "tipo B" (type A & B in inglese) che, come vedremo più avanti, sono complementari.
Tuttavia non confondetevi, NON esiste l'Avocado "Maschio" e l'Avocado "Femmina".

La fioritura è abbastanza scalare, ma ogni fiore si apre-chiude due volte e vive solo due giorni.
Negli esemplari "type A" i fiori si aprono la mattina del primo giorno ed in questa fase sono "femminili", nel senso che lo stigma è ricettivo e l'ovulo può essere impollinato, ma la parte maschile è immatura e non produce ancora polline. Il fiore rimane aperto per circa mezza giornata e si chiude nel primo pomeriggio.
La mattina del secondo giorno il fiore è ancora chiuso e si riapre solo nel pomeriggio, per chiudersi definitivamente la sera dello stesso giorno; in questa fase sarà però un "fiore maschile", in quanto la parte femminile non è più ricettiva, ma le antere sono mature e producono polline.

L'Avocado produce fino ad un milione di fiori all'anno, che si aprono lungo un periodo di oltre un mese, ma tutti i fiori "aperti", cioè ad uno stesso stadio di sviluppo, sono sincronizzati.
Negli Avocadi di tipo A, tutti i fiori che si aprono la prima mattina saranno "femminili", mentre tutti i fiori che si aprono il secondo pomeriggio saranno "maschili".

Ovviamente se esistessero solo Avocado di tipo A non si potrebbe mai avere l'impollinazione (e dunque la fruttificazione), poiché non c'è sovrapposizione temporale tra la fase maschile e femminile.
In natura esistono però gli Avocadi di tipo B, i cui fiori si aprono per la prima volta nel pomeriggio del primo giorno e sono "femminili", si chiudono durante la notte e si riaprono per l'ultima volta nella mattinata del secondo giorno, in questa fase sono "maschili".

Quindi sia gli Avocadi di tipo A, che di tipo B hanno due fasi, di cui la prima è sempre quella femminile; la differenza è che nei tipi A la fase femminile si verifica sempre di mattina, mentre quella maschile di pomeriggio, mentre nei tipi B è esattamente l'opposto.


Tipo di Fiore
Mattina Giorno 1
Pomeriggio Giorno 1
Mattina Giorno 2
Pomeriggio Giorno 2

Type A
Fiore Aperto "Femminile"
Fiore Chiuso
Fiore Chiuso
Fiore Aperto "Maschile"

Type B
Fiore Chiuso
Fiore Aperto "Femminile"
Fiore Aperto "Maschile"
Fiore Chiuso




Durante il periodo di fioritura tutti i giorni si aprono nuovi fiori, per cui ogni mattina si apriranno fiori "femminili" del tipo A e fiori "maschili" del tipo B, mentre ogni pomeriggio ci saranno fiori "femminili" del tipo B e fiori "maschili" del tipo A.
Quindi, sebbene l'Avocado sia in linea di principio autofertile, servono almeno due piante (una di tipo A ed una di tipo B) affinché ci possa essere l'impollinazione, a cui fa seguito l'allegagione dei frutti dai fiori fecondati.

N.B. a volte si usa il termine "Gruppo", invece di "Tipo".


Fase del Fiore
Mattina
Pomeriggio
Fiore "Femminile"
Type A
Type B
Fiore "Maschile"
Type B
Type A

Quanto appena detto è valido se la fioritura avviene nelle condizioni di temperatura ideali, ovvero con una media tra minima e massima di circa 22° C (71° F).
Più ci si discosta da questo optimum e più viene meno la sincronizzazione fiorale descritta sopra, di conseguenze si può creare una finestra più o meno ampia di sovrapposizione tra fase femminile e maschile di una stessa pianta.

Per questa ragione in zone tropicali o subtropicali è fondamentale la presenza di entrambi i tipi, mentre in zone temperate calde (come in Italia) non necessariamente; potrebbero infatti esserci temperature "non ideali" che, sfalsando le fasi, permetterebbero ad un'unica pianta di avere fiori maschili e femminili contemporaneamente, consentendo l'impollinazione/fruttificazione anche in presenza di una sola pianta isolata.

Ma attenti, se la temperatura durante la fioritura è troppo bassa la fase femminile inizia ad accorciarsi notevolmente, riducendo di fatto la produzione di frutti, sino ad azzerarla con temperature medie inferiori ai 14° C (57° F). Ovviamente questo è un discorso medio, le varietà Messicane riescono ad allegare con temperature ben più basse rispetto alle varietà Antillane.

Per le razze meno tropicali la fioritura sembra essere indotta da un periodo di freddo e, in zone equatoriali, potrebbero avere fioriture scarse.
In Italia, e nelle zone temperate calde, le pannocchie fiorali iniziano ad emergere sul finire dell'inverno, mentre la fioritura avviene generalmente in primavera.
In Liguria ho visto Avocadi in fiore nel mese di Aprile ma, a seconda della varietà e del clima, possono fiorire da fine Febbraio ad inizio Giugno.

Sebbene gli Avocadi siano piante sempreverdi, nel periodo di (pre)fioritura molte varietà perdono tutte le foglie, rimanendo completamente spoglie per un breve periodo.
Quindi non spaventatevi se dall'oggi al domani vedrete il vostro avocado defogliato senza motivi apparenti, le foglie danneggiate dal freddo seccano ma di solito rimangono attaccate.

Fiore Persea americana

Infiorescenza Persea americana


Anche nelle migliori condizioni, solo pochissimi fiori si trasformano in frutti. Si stima che una pianta adulta di Avocado possa produrre circa 150-200 frutti all'anno, sebbene in annate particolari alcuni esemplari ne possano maturare addirittura 400-500.

L'Avocado, se coltivato partendo da seme, richiede in media 6-13 anni prima che inizi a fiorire/fruttificare; piante innestate possono invece fiorire già due anni dopo l'innesto.
Persea americana è una specie longeva, che può diventare plurisecolare e continua a produrre frutti anche superati i 100 anni di età.
Sono note piante di Avocado selvatiche che, in Messico, vivono da 400 anni, continuando a fruttificare copiosamente.

L'Avocado è un frutto climaterico, il che vuol dire che matura anche dopo la raccolta ed, anzi, NON matura se attaccato all'albero, poiché la pianta produce una sostanza che, inibendo la produzione di etilene, impedisce la maturazione.
Per poter mangiare questo frutto sarà necessario reciderlo da acerbo ed attendere che diventi "molle" (= maturo). A temperatura ambiente ciò dovrebbe accadere in 7-10 giorni.

Per questo motivo non c'è un vero e proprio periodo di maturazione ed, entro certi limiti, si possono lasciare i frutti "appesi", fino a quando vorremo consumarli.
In linea di massima dalla fioritura alla raccolta passano 5-6 mesi, che possono diventare anche 12 nelle varietà del Guatemala. In Italia l'Avocado è generalmente un frutto autunno-invernale.

Ma quindi come si fa a capire quando raccogliere l'Avocado ?

Non è sempre facile capirlo ed essenzialmente, conoscendo la varietà, ci si basa sulle dimensioni del frutto, sul suo peso e, nel caso sia a buccia scura, quando essa vira da verde a nero.
Se raccolti troppo piccoli, oltre ad avere poca polpa, hanno basso contenuto di olio, risultando così di scarse qualità organolettiche.

Foglie Avocado

Tronco Avocado

Come Crescere l'Avocado ? - Coltivazione, Clima, Potature e Cure

La domanda più logica per chi volesse piantare un Avocado nel proprio giardino sarebbe : "Quale temperatura minima sopporta ?"
Come già detto in precedenza esiste un'enorme differenza di rusticità tra le varietà. Le razze delle Indie Occidentali (Antille) sono le più sensibili al freddo e non tollerano gelate, le piante adulte delle razze Guatemalteche possono sopportare lievi gelate nel range tra -1° e -3° C (30-27° F), mentre le razze messicane sono in assoluto le più resistenti al gelo e possono sopportare temperature di circa -5° C (23° F), più o meno come un Limone, il quale potrebbe essere una buona pianta spia per capire il vostro clima. Gli ibridi tra le varie razze possono avere rusticità intermedie.

Tra le razze messicane sono stati selezionati dei cloni per la loro resistenza al freddo. Alcuni di questi "Cold-Hardy Avocados" (Avocadi Resistenti al Freddo) si dice che possano resistere senza grossi danni sino a temperature di -8° C (17° F), estendendo così la loro coltivazione a molte zone d'Italia, come le rive più riparate dei grandi laghi del Nord Italia.
Ad Arco di Trento, nella punto Nord del Lago di Garda, esiste un grosso Avocado piantato in piena terra che, sfruttando il particolare microclima locale, ha superato diversi inverni a poca distanza dalla gelida Pianura Padana.

Purtroppo molte Cultivars "Resistenti al Gelo" sono introvabili in Europa. L'unica che si trova in vendita (a fatica) in Europa è la "Mexicola" (da non confondere con "Mexicola Grande"), tuttavia sono veramente pochi i vivai con tale disponibilità.
Ricordatevi comunque che in giovani piante i danni da gelo possono manifestarsi anche a temperature superiori a quelle indicate quindi, nei primi anni dall'impianto, converrà proteggerle se sono previste intense gelate.
Inoltre sappiate che le piante di Avocado, diversamente da altre specie tropicali (es. Mango), sono soggette ad acclimatazione (o acclimatamento); ovvero hanno una maggior resistenza al freddo se quest'ultimo si manifesta in maniera graduale, dando tempo alla pianta di "prepararsi all'inverno". Piante acclimatate, cioè esposte per un certo periodo a temperature inferiori ai 12° C (54° F), resistono al freddo ed al gelo meglio di piante non acclimatate.
Per la coltivazione in Europa questo potrebbe essere un vantaggio, dato che il freddo arriva gradualmente e non ci sono (quasi) mai periodi invernali con temperature superiori ai 20° C (68° F) seguite da gelo intenso e giornate di ghiaccio (T max inferiore a 0° C = 32° F).
Negli Stati Uniti (es. Texas), l'acclimatazione al freddo di un Avocado può perdersi anche in pieno inverno, esponendo la pianta alle successive (e repentine) gelate.

L'Avocado è tra le piante meno tolleranti ai ristagni idrici, i quali danneggiano (spesso) irrimediabilmente le radici, portando la pianta a morte certa. Un eccesso di acqua, specie se unito a basse temperature, facilita i marciumi radicali ad opera dei funghi (Phytophthora spp.).
Per questo motivo è essenziale che il terreno sia altamente drenante (evitate quindi quelli troppo argillosi).
A parte questo non ha particolari esigenze, sebbene i terreni ideali siano quelli sabbiosi e leggermente acidi (pH tra 6 e 7), tuttavia si possono sviluppare bene anche in suoli alcalini.

Le concimazioni aiutano a mantenere la pianta in salute e produttiva, sebbene in terreni ricchi non siano essenziali. I concimi da usare dipendono dal tipo di suolo ma, in linea di massima, si possono utilizzare fertilizzanti per Agrumi, molto comuni in commercio.
Diversamente da altre piante da frutto, un apporto di Azoto favorisce non solo l'emissione di nuove foglie, ma anche la produzione dei frutti.

Persea americana è una specie mediamente resistente alla siccità ed, in Italia, le irrigazioni vanno fatte solo d'estate, dopo prolungati periodi di assenza di piogge. Ricordatevi, irrigare d'inverno è il miglior modo per far morire le vostre piante.
Piante affrancate ed adulte, di norma, non hanno bisogno di essere bagnate, sebbene carenze idriche possano portare ad una maggior caduta dei frutticini allegati.

L'esposizione migliore è quella assolata (almeno 6 ore di sole diretto al giorno), tuttavia nel primo/secondo anno dall'impianto troppo Sole, unito ad elevate temperature estive, può far bruciare le tenere foglie. Per piante appena messe a dimora potrebbe essere utile utilizzare teli ombreggianti.

Boccioli Fioriali Persea americanaLa potatura va eseguita nei primi anni di vita per dare una forma alla pianta e, successivamente, per evitare che la pianta diventi troppo alta. L'Avocado tollera potature anche drastiche, le quali possono però precludere la fruttificazione per una o più stagioni.
Potando in corrispondenza delle zone ricche di gemme (dove le foglie sono disposte concentricamente) si aumenta la vigoria (emissione di molti nuovi rami). Per evitare un'eccessiva crescita in altezza, conviene lasciare rami anche nella parte bassa della pianta e tagliare lontano dalle zone ad alta concentrazione di gemme.
Una pianta "bassa" è più gestibile, permette una raccolta senza l'uso di scale e rende più facili i trattamenti in caso di malattie.
La potatura va eseguita dopo la raccolta e quando non ci sono più rischi di gelate.

L'Avocado è una pianta abbastanza rustica e, generalmente, resistente alle malattie.
Tuttavia, oltre ad essere soggetto ai marciumi radicali (Phytophthora spp.), può essere colpito dal fungo patogeno Raffaelea lauricola, trasmesso tramite lo scarafaggio Xyleborus glabratus, che funziona da vettore nella diffusione della malattia.
Raffaelea lauricola è originario del Sud dell'Asia e fu importato in America nel 2002. Questo fungo attacca in maniera specifica le piante della famiglia delle Lauraceae, provocando gravi danni al legno ed ai tessuti di trasporto, che portano le piante all'appassimento ed alla morte.
Al momento non ci sono cure contro questa malattia (nota come Laurel Wilt) e, in un territorio in cui il patogeno non abbia competitori, si diffonde molto velocemente.
In Florida ha causato notevoli danni e decimato interi impianti di Avocado. In Europa, fortunatamente, non si registrano ancora attacchi di laurel wilt.

Se vi fosse venuta una mezza idea di comprarvi una pianta di Avocado, vi rimane solo da capire dove si può piantare nel vostro giardino.

Se abitate in Italia (o in Europa) propendete verso una varietà Messicana (o almeno un ibrido cone "geni" messicani), che sono sicuramente le più adatte per la coltivazione in climi temperati.
In zone fredde, per evitare i danni, scegliete una posizione a Sud rispetto ad una casa od ad un muro e, se potete, prediligete zone di pendio, che evitano i ristagni idrici e minimizzano gli effetti dell'inversione termica.
Avocado


Come Si Riproduce l'Avocado ? - Tecniche di Propagazione

La specie si può riprodurre per semina, in questo caso si avrà una pianta anche molto diversa rispetto alla pianta madre.
Molti di voi avranno visto su internet che per far germogliare un seme di Avocado lo si debba "infilzare" con dei bastoncini, posizionarlo in un bicchiere a filo d'acqua ed aspettare che spunti la radice.
Sicuramente può funzionare, ma il modo più semplice è prendere un bel Avocado al supermercato, rimuovere il seme, posizionarlo in un vaso tenendo la parte appuntita verso l'alto e ricoprilo di terra (al limite lasciando emergere solo la punta del seme).
Se fate questa operazione a fine primavera e tenete umido il terriccio, la germinazione è piuttosto rapida, con un'elevata percentuale di successo.
Purtroppo la coltivazione in vaso non è troppo adatta alla specie (vi ricordo che l'Avocado è un grosso albero) e, soprattutto se cresciuto in casa come pianta "d'appartamento", difficilmente vedrete frutti.

Il metodo di moltiplicazione più diffuso è senza dubbio l'innesto. Esso però non è semplicissimo da eseguire ed ha una percentuale di attecchimento inferiore rispetto a quella di altre piante da frutto.

Piantina Avocado di 1 mese


Quante Cultivars di Avocado Esistono ? Quali Sono le Differenze ?

Esistono centinaia di varietà che si distinguono per razza, per gruppo (tipo A o B), per forma/grandezza/sapore del frutto e per epoca di fioritura/maturazione.
Inoltre piante di diverse razze sono state spesso incrociate tra loro per ottenere ibridi che unissero i vantaggi di entrambi i "genitori".
Qui di seguito farò un (breve) elenco dei cloni più diffusi, famosi o particolari :

  • Avocado "Hass" : selezionato in California, è ormai diventato leader nel settore ed è tra le cultivars più commercializzate. La pianta è un ibrido tra una razza del Messico ed una del Guatemala, ma ha una resistenza al freddo nella norma. Il frutto è di medie dimensioni, con buccia rugosa, che diventa nera a maturità. La polpa è molto soffice, di consistenza cremosa e con un gusto particolarmente delicato. Appartiene al Gruppo A (fiori "femminili" di mattina) ed è molto produttivo.
  • Avocado "Fuerte" : ibrido (Messico x Guatemala), una delle varietà commerciali più tolleranti al freddo. Frutto verde a forma di pera, molto comune nei supermercati. La pianta è vigorosa e tende all'alternanza di produzione. Appartiene al Gruppo B (fiori "femminili" di pomeriggio).
  • Avocado "Reed" : produce un frutto di grosse dimensioni, tondeggiante. Appartiene al Gruppo A ed è una razza Guatemalteca.
  • Avocado "Bacon" : varietà di Razza messicana pura, può resistere sino a temperature di -5° C (23° F). Pianta di Gruppo B . Frutto ovale, a buccia verde, che si sbuccia facilmente.
  • Avocado "Maluma": selezionata di recente (anni '90) in Sud Africa, è tendenzialmente di razza Guatemalteca, con forse qualche "antenato" messicano. Produce fiori di tipo A e si caratterizza per avere uno sviluppo assurgente (verso l'alto) ed una crescita lenta, rendendo la pianta ideale per impianti fitti. Frutto piriforme, scuro a maturità.
  • Avocado "Wurtz" : talvolta chiamato anche "Werts", è un razza pura del Guatemala. La peculiarità è di essere una varietà "nana" a crescita lenta, che meglio si presta alla coltivazione in vaso o in piccoli giardini. Fiori di tipo A.
  • Avocado "Choquette" : Ibrido (Guatemala x Indie Occidentali), produce frutto ovale grosse dimensioni, molto sensibile al freddo, ma resistente alle malattie. Diffuso in Florida. Appartiene al Gruppo A.
  • Avocado "Zutano" : Frutto ovale, a buccia verde completamente liscia. Fiori di tipo B. Polpa dall'atipico color giallo tenue.
  • Avocado "Mexicola" : razza Messicana pura, è noto per essere uno degli Avocadi più resistenti al gelo. Produce molti frutti, ma di piccole dimensioni. E' una varietà precoce, che matura in autunno, cosa essenziale per zone in cui ci sia gelo invernale (che rovinerebbe i frutti immaturi). Fiori di tipo A.
  • Avocado "Mexicola Grande" : razza Messicana originata da un seme di un Avocado Mexicola. Questa varietà produce un frutto simile a quello del "papà", ma di dimensioni ben superiori; tuttavia Mexicola Grande, pur essendo abbastanza resistente al freddo, non lo è come MexicolaFiori di tipo A.

Fioritura Avocado


Persea americana
Rami Avocado