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mercoledì 24 agosto 2016

Cosa Sono le Felci? Che Caratteristiche Hanno?

Le Pteridofite (Pteridophyta), divisione a cui appartengono anche le Felci, sono comparse nel Devoniano (circa 400 milioni di anni fa) e rappresentano un passo fondamentale per l'evoluzione delle piante superiori (Gimnosperme ed Angiosperme).

Le Felci, botanicamente, le potremmo definire come lo stadio intermedio tra le Briofite (muschi) e le Gimnosperme (conifere). Queste piante, infatti, sono le prime ad avere un sistema vascolarizzato e tutti gli organi di una pianta (radici, fusto, foglie etc.), ma non hanno ancora sviluppato i tipici organi riproduttivi come fiori, frutti e semi
Le Pteridofite vengono anche chiamate Piante Crittogame Vascolarizzate: crittogame in quanto, come muschi, alghe e licheni, prive di organi riproduttivi visibili, vascolarizzate in quanto, a differenza di questi ultimi, hanno un sistema di vascolarizzazione.
Le Pteridofite, a cui appartengono anche gli Equiseti, Licopodi e Selaginelle, sono le prime piante ad assumere una forma eretta (più o meno marcata a seconda delle specie), a svincolarsi dall'ambiente acquatico e, grazie alla vascolarizzazione (e quindi la possibilità di trasportare meglio i liquidi), ad assumere maggiori dimensioni.

Pteridofite



Come Coltivare le Felci? Dove Crescono? Quali Specie Sono Diffuse in Italia?

Rispondere a questa domanda è assai complesso, infatti esistono oltre 10.000 specie di Felce, distribuite in tutte le zone umide del mondo, dalle fasce tropicali, a quelle temperate fredde. Poche specie riescono a spingersi ancora più a Nord, ai confini tra la Taiga e la Tundra.
In Italia ed in Europa, la maggior parte delle specie di Felce, hanno dimensioni contenute e non superano i 2 m (6 ft) di altezza, mentre nelle foreste tropicali possono raggiungere dimensioni ben più considerevoli.

Tutte le Felci hanno però una matrice comune, sono piante che amano ambienti umidi, tipici dei boschi decidui, così come delle foreste pluviali. Inoltre, essendo piante da sottobosco, amano un'esposizione ombreggiata o, al più, a mezz'ombra.
Quindi, qualora volessimo coltivare delle Felci, dovremo trovar loro un habitat quanto più simile all'originale, vanno bene esposizioni a Nord rispetto ad alti edifici o muri, oppure all'ombra di grandi alberi.
Se esposte in pieno sole, la maggior parte delle Felci soffrono e le foglie tendono a bruciarsi. Un loro sviluppo, in posizioni soleggiate,  è possibile solo in montagna.
Questa attitudine a crescere in zone ombrose, dove la fotosintesi è ridotta, è attribuibile alla loro fisiologia; infatti, non dovendo produrre né fiore né frutti, hanno un minor fabbisogno energetico, rispetto alle piante più evolute.

Le innaffiature devono essere frequenti, ma non eccessivamente abbondanti. Le Felci, anche per via dell'apparato radicale poco espanso, hanno un elevato fabbisogno idrico; tuttavia, se collocate in zone ombrose, dove i raggi del Sole non toccano quasi mai il suolo, si può creare un ambiente umido e ricoperto di muschio, che riduce il numero delle innaffiature necessarie.

Alcune specie come Dryopteris erythrosoraCystopteris fragilis, hanno un'elevata resistenza al freddo, e possono sopportare temperature minime inferiori ai -20° C (-4° F). Le specie di Felci più resistenti al gelo mantengono le foglie durante l'inverno, le altre hanno un comportamento deciduo o semi-deciduo, seccando tutte o parte delle loro foglie.
Con questo tipo di Felci, conviene potare nel tardo autunno, eliminando tutte le foglie secche. In Primavera ricresceranno più vigorose di prima.

Felci in Inverno



Altre specie di Felci più tropicali, si prestano bene ad essere coltivate in appartamento, ciò nonostante bisognerà prendere degli accorgimenti.
In primis collocarle in una zona luminosa, ma non assolata, poi scegliere una posizione quanto più lontana da fonti di calore (termosifoni, stufe, fornelli, elettrodomestici) ed infine, per contrastare l'ambiente secco tipico delle case, nebulizzare le foglie con acqua e tenere umido il terreno.

In Italia sono presenti circa 120 specie di Felce, che crescono da Nord a Sud e dalla pianura, fino ad oltre 2000 m (6562 ft) di altitudine.
La Matteuccia struthiopteris, diffusa prevalentemente nei boschi del Nord Italia, è particolarmente ornamentale e facilmente coltivabile nei giardini del settentrione. Questa Felce cresce nelle zone fredde di Europa, Asia ed America e predilige terreni acidi e molto umidi, non a caso cresce sovente ai bordi dei ruscelli di montagna.

La Felce Aquilina (Pteridium aquilinum) è probabilmente la specie più diffusa in Italia, la si trova dalla Sicilia, fino al Trentino. Essa, a differenza di altre specie, è piuttosto resistente alla siccità, così come alle esposizioni assolate e può formare fitti boschi di Felci.
Tra le specie "temperate" è una delle Felci con maggiore sviluppo e può raggiungere un'altezza di oltre 2 metri (6.6 ft).
E' considerata una specie infestante nei Pascoli di alta montagna o dove ci siano terreni dissestati; inoltre le fronde della Felce Aquilina contengono un principio attivo che distrugge la Vitamina B1, rendendola tossica per gli esseri umani.

Foglie Felce



Botanica e Fisiologia :

Tranne per poche specie, prevalentemente tropicali, il fusto delle Felci è rappresentato da un Rizoma, un struttura modificata sotterrata, con funzioni di riserva.
Le foglie delle felci, anche se sarebbe più corretto chiamarle fronde, sono gli organi più appariscenti e, solitamente, gli unici che compongono la parte aerea.
Sebbene le fronde delle felci possano essere intere, buona parte delle specie possiedono fronde a forma pennata, assomigliando, lontanamente, alle foglie di alcune leguminose arboree (ad esempio Mimosa ed Albizia).
All'inizio della stagione primaverile, le fronde di nuova formazione sono arrotolate (circinnate), lo srotolamento (vernazione circinnata) comincia dalle parti più interne, proseguendo verso l'apice. Questo peculiare tipo sviluppo, comune alla quasi totalità delle felci, permette la protezione delle delicate estremità. In questa fase le fronde hanno una forma molto particolare, definita "a bastone pastorale", per via della somiglianza con il bastone usato dai Vescovi nelle cerimonie religiose più solenni.
Le foglie, nelle Pteridofite, hanno un doppio ruolo. Come in tutte le piante, avviene la Fotosintesi Clorofilliana ma, come vedremo più avanti, contengono anche gli organi riproduttivi.

Rizoma Felci
Germogliamento felce
Fronde Bastone Pastorale

Srotolamento fronde felci

Sviluppo Fronde




Ciclo Riproduttivo :

Qualcuno di voi si potrebbe essere domandato : "Se non hanno semi, come fanno a riprodursi le Felci?".
In realtà, le Felci, come tutte le Pteridofite, hanno un ciclo particolare in cui si alternano fasi Aploidi (n) a fasi Diploidi (2n).
Nella pagina inferiore delle fronde, raggruppati in strutture dette Sori, sono presenti gli Sporangi. Essi producono le Spore (n), ovvero cellule aploidi che, cadendo al suolo, possono germinare, sviluppando il Gametofito (o Protallo), anch'esso Aploide.
Il Protallo (n) può essere maschile, femminile o ermafrodita, a seconda che contenga organi maschili (anteridi), femminili (archegoni) o entrambi.
Da questi organi vengono prodotti i gameti maschili (n) e/o i gameti femminili (n); questi ultimi sono immobili. In questa fase l'acqua ricopre un ruolo cruciale, essa trasporta infatti i gameti maschili, sino ai gameti femminili. La loro fusione (fecondazione = n+n) genera lo Sporofito (2n) che è diploide e, nelle prime fasi del suo sviluppo, rimane ancorato al Protallo, nutrendosi a suo discapito.

Lo Sporofito è la forma "completa", e quella che comunemente intendiamo parlando di felci. Al completamento di questa fase, lo sporofito è in grado di riformare le spore che, trasportate dal vento, inizieranno un nuovo ciclo, che si ripete ormai da milioni di anni.
Sebbene in maniera secondaria, le felci possono moltiplicarsi anche per via vegetativa. Tipicamente tramite frammentazione del Rizoma e, in alcune specie, tramite l'estremità delle foglie che, a contatto col suolo, può dare origine ad una nuova pianta, geneticamente identica alla pianta madre.

Sori delle Felci
Ferns
Bosco Felci



venerdì 19 agosto 2016

Che Cosa Vedere sul Lago Maggiore e Dintorni?

Il Lago Maggiore (o Verbano) è uno dei tre grandi laghi Alpini del Nord Italia, esso divide la Lombardia (provincia di Varese) dal Piemonte (provincia Novara e Verbania) e, nella parte più a Nord, sconfina in territorio Svizzero. 
Con i suoi 65 km, il Verbano è il lago più lungo d'Italia, mentre, con i suoi 370 m di profondità, è secondo solo al Lago di Como.
Questo angolo d'Italia racchiude al proprio interno diversi microclimi e, nella parte più settentrionale, dove il lago si allarga e le montagne si innalzano in prossimità delle rive, si crea un clima di tipo mediterraneo, almeno per quanto riguarda le temperature minime invernali che, nei punti più riparati, raramente scendono sotto gli 0° C (32° F).

Nelle prossime righe cercherò di illustrare ciò che questo lago ha da offrirvi, per poter trascorrere un Week End in totale relax.


Cosa c'è da visitare sulle sponde del Lago Maggiore? Quali sono i 10 luoghi da non perdere? Che cosa si può fare in Estate ed in Inverno? Quali gite ed itinerari vale la pena fare?


Qui di seguito elencherò, senza ordine d'importanza, ma solo indicativamente da Sud verso Nord, i 10 migliori posti da guardare sul Lago Maggiore, per un Week End di totale relax.



1) La Rocca e il Castello di Angera :

Angera è una piccola cittadina (circa 5.000 abitanti), situata sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. 
Questa zona (Sud del Lago Maggiore) permette un'osservazione ampia sia del Lago, sia delle Alpi circostanti. Per queste ragioni, in epoche remote, la Rocca di Angera rappresentava un punto strategico, da cui osservare gli spostamenti dei nemici.
Il Castello di Angera fu edificato dai Longobardi già prima del X secolo, ma le mura furono rifatte nei secoli successivi ad opera della famiglia Visconti, che possedé la fortezza fino al 1449, anno in cui venne ceduta ai Borromeo, che tuttora ne sono i proprietari. 

A tutt'oggi il Castello di Angera è uno dei meglio conservati di tutta la Lombardia.

Il Castello è aperto al pubblico, al suo interno è ospitato il Museo della Bambola e del Giocattolo, un'esposizione con oltre 1000 bambole, collezionate a partire dal 1700.
Il Museo vuole ripercorrere le usanze ludiche e l'evoluzione delle stesse, nel corso degli anni, sia in Europa, che in altre civiltà.
Le restanti stanze del castello sono ricche di affreschi, dipinti ed arredamenti d'epoca e ci conducono alla torre posta alla sommità, posizione dalla quale si gode di un ottimo panorama a 360°.
All'esterno è possibile visitare il giardino, in stile medioevale, che circonda il Castello.

Rocca di Angera

Castello di Angera
2)  Arona e la sua Rocca :

Esattamente sulla sponda opposta ad Angera, si erge Arona, la più grande cittadina del Verbano meridionale.
Arona è molto curata e potrete fare una passeggiata di circa 2 km sul suo lungolago, oppure nel corso principale ricco di negozi o, in fine, addentrarvi nella cittadina alla scoperta delle sue chiese.
Tra l'altro vi è una zona caratteristica adibita all'attracco di piccole imbarcazioni. Questa è parallela al lungolago ed è come se fosse un marciapiede "a filo dell'acqua", su cui potrete passeggiare (se il livello del lago non è eccessivamente alto) e perché no, farvi un tuffo.

Di indubbio interesse è anche la Rocca di Arona che, oltre ad offrire un ottimo punto panoramico, permette di osservare quelle che sono le rovine dell'antico Castello di Arona, il tutto senza dover pagar alcun biglietto.
Questa fortezza era la "gemella" del Castello di Angera, fu infatti costruita nello stesso periodo e allo stesso scopo. Qui vi nacque San Carlo Borromeo (1538-1584). Purtroppo, nel 1800, Napoleone dette ordine di distruggerla e, oggigiorno, rimangono solo le mura.

Il Parco dei Lagoni di Mercurago (fraz. di Arona) è un'area protetta, accessibile solo a Piedi, che conserva, immersi nella natura selvaggia, i resti di un insediamento preistorico, risalente all'età del Bronzo.

Arona dall'alto

Mura Castello di Arona

Rocca di Arona





3)  La Statua del San Carlone:

San Carlo, una frazione collinare di Arona, ospita l'imponente statua in rame rappresentante San Carlo Borromeo.
Questo colosso, con i suoi 23,4 metri di altezza, è la statua più alta d'Italia e poggia su piedistallo di granito di 11,7 metri. L'altezza complessiva è dunque 35,1 m.
La sua costruzione, voluta dal cugino, l'Arcivescovo Federico Borromeo, iniziò nel 1624 e terminò nel 1698.
La Statua è aperta al pubblico e visitabile all'interno; tramite un scalinata quasi verticale, è possibile arrivare sino alla testa, da cui si può ammirare il panorama circostante.
Il San Carlone è la seconda statua al mondo per altezza, tra quelle visitabile all'interno. Essa è seconda solo alla Statua della Libertà di New York.

Scalinata Statua San Carlo Borromeo

Statua San Carlone



















4)  La Città di Stresa :

Questa cittadina, in provincia di Verbania, è la base di partenza sia per le Isole, che per il Mottarone (leggere più avanti).
Stresa è nota per i suoi lussuosissimi Hotels che, sfarzosi e maestosi, si affacciano sulle sponde del Lago. Parliamo di Hotels antichi e curatissimi e, per la gente comune, proibitivi. Non è raro che questi alberghi ospitino sceicchi, con tanto di servitù appresso.
La ricca Stresa è anche sede di congressi internazionali ed eventi di rilievo. Tuttavia, nelle viuzze che percorrono il suo centro storico, si può assaporare anche il lato plebeo della città.

Hotel di Stresa



5)  Le Isole Borromee :

Sebbene il Lago Maggiore conti ben 11 isole, l'Arcipelago delle Isole Borromee contiene quelle più famose ed estese.
Questo arcipelago è formato da 5 isole, anche se una è in pratica uno scoglio (Scoglio della Malghera o Isolino degli Innamorati) che, con il Lago alto, può scomparire, sommerso dalle acque. Un'altra isoletta (Isolino di San Giovanni) ospita un Palazzo Borromeo, ma è privato e non visitabile.
Le rimanenti 3 isole maggiori sono aperte al pubblico e facilmente raggiungibili tramite i traghetti.

L'Isola dei Pescatori, la più piccola delle 3, è stabilmente abitata da una sessantina di persone. Il Borgo antico è costituito da vicoli stretti e case con più piani, dotate di lunghi balconi che, un tempo, erano utilizzati per essiccare il pesce. Questa isola, dalla forma allungata e stretta, ospita la Chiesa di San Vittore, ampliata in stile gotico.

L'Isola Bella è in buona parte occupata dal giardino botanico del Palazzo Borromeo, visitabile a pagamento. Quest'isola, come la precedente, ha un borgo antico molto caratteristico e, all'estremità, vi è una piccola piazza circondata da imponenti alberi.
Su quest'isola, anche grazie alla mitezza del Lago, è possibile coltivare diverse specie subtropicali e, quasi a guarda del grande Palazzo Borromeo, vi si possono osservare grossi esemplari di Palma Blu del Messico e Palma Cilena.

L'Isola Madre è la più grande del Lago Maggiore e, contrariamente alle altre due, è priva di un vero borgo, ma adornata da stupendi giardini dal gusto esotico. In totale libertà, tra le varie specie floricole, si possono trovare Pappagalli, Pavoni ed altri volatili.
Su quest'isola non ci sono bancherelle, bar e punti ristoro, come sulle altre isole, ma vi immergerete in un'atmosfera che definirei "senza tempo".

Isola Bella

Palazzo Borromeo
Palazzo Borromeo
Vicoli Isolee Borromee
6)  Il Mottarone :

Il Mottarone è la montagna interposta tra il Lago d'Orta e il Verbano. La sua vetta (1492 mt) è raggiungibile in macchina attraverso due strade, quella che passa da Armeno e quella passante per Gignese, quest'ultima è privata e, durante la bella stagione, si deve pagare il pedaggio. Inoltre si può raggiungere la cima anche tramite una funivia che parte da Stresa.
La peculiarità del Mottarone è quella di essere una montagna isolata, che permette la visione dell'Arco Alpino e delle sue Valli, della Pianura Padana e di molti laghi tra cui: il Lago di Varese, il Lago di Mergozzo, il Lago d'Orta, il Lago Maggiore, il Lago di Monate, il Lago di Comabbio.
In Inverno, al Mottarone, sono aperti gli impianti sciistici, che permettono di sciare in un panorama davvero unico tra le piste da sci.
In estate, invece, si possono fare stupende passeggiate o divertirsi con l'Alpine Coaster, un'attrattiva simile alle montagne russe in cui è il soggetto a decidere la velocità di discesa.
Per gli amanti della fotografia o della montagna, un'escursione al Mottarone è una tappa obbligatoria.

Verbania e il Lago Maggiore dal Mottarone

Alpine-coaster-Mottarone



7)  L'Eremo di Santa Caterina del Sasso :

Questo monastero, un tempo raggiungibile solo via lago, è costruito a strapiombo sulla costa orientale del lago Maggiore, nel comune di Leggiuno (VA). Quest'eremo, incastonato tra l'acqua e le scoscese rocce, sembra quasi intagliato nella roccia.
Se si arriva via acqua, dal battello si può osservare l'eremo nella sua interezza. Dopo una breve scalinata si accede all'abbazia e l'atmosfera si fa mistica ed austera.
All'interno vi sono diversi affreschi, una chiesa che conserva i resti di un eremita vissuto qui centinaia di anni fa e un bel campanile, tuttavia non mancano attrezzi della vita comune, come un antico frantoio.
Peculiare è anche l'ascensore costruita, di recente, all'interno della roccia che, al costo di 1 euro, permette di raggiungere il paesino sovrastante, evitando la scalinata.
L'Eremo di S. Caterina è piuttosto piccolo e si visita in meno di un'ora, ma la suggestività del posto, ripaga lo sforzo del raggiungimento.

Eremo Santa Caterina del Sasso

Eremo Santa Caterina del Sasso

Scalinata Eremo S. Caterina

Frantoio Eremo Santa Caterina

Salma Chiesa Eremo Santa Caterina



Affreschi Eremo Santa Caterina

8)  Orta San Giulio ed i Sacri Monti :

Questa località, in realtà, non si trova sul Verbano, ma nel vicino Lago d'Orta. L'omonima cittadina sorge sulla riva orientale, all'estremità di un piccolo promontorio che giunge sino al lago.
Il centro storico di Orta è chiuso al traffico ma,  parcheggiando alla sua periferia, è facilmente raggiungibile a piedi. Questo borgo è composto da strette viuzze molto pittoresche e ricche di arte, mentre dalla piazza principale è possibile imbarcarsi per la vicina Isola di San Giulio, la quale ospita al suo interno l'abbazia Mater Ecclesiae, in cui i monaci benedettini lavorano, studiano e traducono antichi testi religiosi.
Il lungolago di Orta è molto lungo e man mano ci si allontana dal centro e più le case si fanno rade e la strada stretta, lasciandoci immersi nella vegetazione che costeggia il lago. Proseguendo si giunge fino a Villa Crespi, ora adibita ad Hotel e Ristorante (gestito dallo Chef Antonino Cannavacciuolo).
Il facoltoso imprenditore tessile Cristoforo Crespi (noto ai più per aver fondato lo Stabilimento "Crespi d'Adda", ora patrimonio dell'Unesco), fece costruire questa villa in stile moresco, come sua residenza estiva.
Villa Crespi, terminata nel 1879, porta in Italia uno stile tipico dei paesi Islamici (si ispirò alla città irachena di Baghdad), con i suoi stucchi ed intagli arabeggianti.

Il Sacro Monte di Orta è uno dei nove Sacri Monti sparsi tra Piemonte e Lombardia, patrimoni dell'Unesco.
Su questo monte, situato all'apice della penisola su cui sorge Orta, vi sono 20 cappelle che, nascoste tra la vegetazione, raffigurano l'esperienze di vita di San Francesco d'Assisi.

In fine, per chi avesse ancora tempo, suggerisco una bella gita nella vicina Omegna che, soprattutto d'inverno, è particolarmente romantica.

Orta San Giulio

Lungolago Orta San Giulio

Isola San Giulio

Villa Crespi Orta

Sacro Monte di Orta

Dipinto Interno e Statue Cappella Orta

Affresco Cappella Sacro Monte Orta



9)  Verbania e Villa Taranto :

Verbania, il capoluogo più piovoso d'Italia, è la città più popolosa del lago Maggiore. Questa è in realtà formata dall'unione (voluta da Mussolini nel 1939) di due Comuni, quello di Intra e di Pallanza.
Verbania è situata nel Golfo Borromeo, sulla sponda piemontese del Verbano, di fronte a Stresa. La visuale dell'intera città è osservabile dal Mottarone.
La città ospita diversi punti d'interesse e monumenti nazionali, come la Chiesa di Madonna di Campagna (in stile rinascimentale), l'oratorio di San Remigio (stile romantico), la Basilica di San Vittore, nonché il Mausoleo contente la salma del General Luigi Cadorna.

Villa Taranto sorge all'interno di un maestoso giardino (16 ettari), adibito ad orto botanico. Questo ospita centinaia di specie vegetali provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali molto rare.
Il percorso si snoda attraverso un sentiero ai cui margini possiamo osservare imponenti alberi, così come fiori (come nel peculiare "labirinto delle Dahlie"), passando attraverso serre, fontane e piscine adibite alla coltivazione di Ninfee, oltre al Mausoleo in cui si trovano i resti di Neil Boyd Watson McEacharn, il capitano Inglese che ideò questi giardini.

Tomba General Cadorna Verbania

Villa Taranto Verbania

Giardini di Villa Taranto

Fontana di Villa Taranto





10)  Castelli di Cannero e Cannobbio :

Cannero Riviera deve il suo nome alla mitezza del luogo, infatti Cannero è il posto più mite dell'intero lago Maggiore. Qui crescono all'aperto molte specie di Agrumi, che potrete osservare in una bellissima esposizione, aperta al pubblico.
Inoltre il lungolago, tramite cui si può accedere alle bellissime spiagge, è impreziosito da diverse specie di Palme e piante tipicamente Mediterranee.
Cannero e la vicina Cannabbio sono anche rinomate per la pulizia delle loro acque, le loro spiagge sono infatti Bandiera Blu e, in estate, sono un'ottima meta per tutti i bagnanti.

Tra Cannero e Cannobbio vi sono tre isolotti (poco più che scogli) su cui vi sono i resti di antiche fortezze, appunto i Castelli di Cannero. Questo scorcio di lago, dal sapore quasi fiabesco, riporta alla mente paesaggi medioevali e ben si presta come oggetto per gli amanti della fotografia.

Castelli di Cannero



La  sponda Piemontese (denominata sponda ricca) è quella più abitata, "mondana" e con maggiori reperti storici. La sponda Lombarda (sponda povera) è invece più selvaggia e scoscesa, con meno grosse città. Nella parte svizzera merita di essere vista Locarno ed Ascona.

Inoltre vorrei segnalare un itinerario turistico che, percorrendo una "Ferrovia Alpina" che si snoda attraverso valli, montagne e viste mozzafiato, ci porta da Domodossola a Locarno.
Durante il tragitto si attraversa la Val Vigezzo (Italia) e la Centovalli (Svizzera), compiendo dei dislivelli piuttosto inusuali per un treno.
Per maggiori informazioni, riguardo a prezzi ed orari, date un occhio al Sito Ufficiale.


P.s.

Sebbene non sia sul lago, a poca distanza da Arona, vi è il Safari Park di Pombia, che consiglio vivamente di visitare.

Stresa

Papera Lago Maggiore


domenica 14 agosto 2016

Qual è la Pianta della Menta? Come si Coltiva?

Tutti noi abbiamo mangiato almeno una volta un ghiacciolo alla Menta, ma da dove proviene la Menta? Com'è fatta la Pianta della Menta? Dove cresce e come si deve coltivare?

La Menta (Mentha in Inglese) è una pianta aromatica particolarmente resistente alle avversità climatiche che, in certe circostanze, può diventare addirittura infestante.
Il genere Mentha comprende al suo interno almeno 13 specie (la distinzione tra le specie è argomento tuttora controverso), diversi ibridi naturali ed innumerevoli varietà.
La Menta non ha una distribuzione specifica e le diverse specie crescono più o meno in tutti i continenti, preferendo le zone continentali a quelle tropicali.
La sua origine, sebbene non vi sia parere unanime, sembra essere europea ed il suo utilizzo era noto già ai tempi dei Greci e dei Romani.

Mentha piperita



Nelle prossime righe, per comodità, mi riferirò alla specie Mentha piperita, una delle più coltivate al mondo; tuttavia molte caratteristiche fisiologiche e botaniche sono condivise da quasi tutte le altre specie.


Botanica e Fisiologia :

La Menta fa parte della famiglia Lamiaceae (o Labiate), è una pianta erbacea, generalmente perenne. Il suo sviluppo lo si potrebbe considerare una via di mezzo tra quello del Basilico e del Timo, nel senso che, come il primo, non lignifica e d'inverno non lascia tracce di sé, ma, come il secondo, è una pianta che non è stagionale e, in primavera, risorge senza alcun problema, rigenerando foglie e fusti.
La specie più comune, e particolarmente diffusa nel Nord Italia, è la Mentha piperita. Questa è in realtà un ibrido inglese ottenuto incrociando le specie Menta viridis con la Menta acquatica e si distingue in Menta Nera (dagli steli rossastri e scuri) e Menta Bianca.
La pianta della Menta ha spesso un portamento prostrato e, di norma, raggiunge un'altezza compresa tra 40 cm e 90 cm (15-34 in), per contro si espande molto velocemente ed i suoi tralci possono trovarsi a diversi metri di distanza dalla posizione in cui è stata piantata.
Le foglie della Menta sono a ovali, lunghe circa 5 cm (2 in), di color verde scuro, con venature marcate e ricoperte da una sorta di peluria. Queste foglie sono particolarmente aromatiche ed emanano un forte odore e, se strofinate, impregnano le mani della loro essenza.
I fiori, numerosi e di piccole dimensioni, sono riuniti in un'infiorescenza a forma di spiga, situata all'apice della vegetazione. I fiori hanno un colore che spazia dal bianco al viola e, in molte specie, sono sterili.
La fioritura della Menta, in Italia, avviene in estate (Agosto), ma si può protrarre anche fin all'inizio dell'autunno. Essa è dunque scalare ed inizia sempre dalla parte basale dell'infiorescenza, mentre i fiori all'apice sono gli ultimi ad aprirsi.
Il frutto, qualora la specie non fosse sterile, è un formato da 4 acheni, con relativi semi.
In natura, la Menta si riproduce tramite l'emissione di stoloni che, radicando a contatto con il suolo, generano una nuova pianta, distante dalla pianta madre; questo meccanismo riproduttivo lo avevamo già incontrato parlando delle fragole.

Infiorescenze Menta



Coltivazione, Clima ed Esposizione :

La Menta è una pianta aromatica molto facile da coltivare sia in vaso, sia nell'orto ed, anzi, in quest'ultimo, se lasciata allo stato brado e senza interventi di potatura, potrebbe espandersi fin troppo.
La Mentha piperita, grazie alla sua buona resistenza al freddo, si può coltivare quasi ovunque in Italia.
Sebbene le prime gelate autunnali brucino sia foglie che fusti, i rizomi della Menta possono sopravvivere a temperature minime di -20° C (-4° F) e, se vi è copertura nevosa, anche a temperature inferiori.
Benché la crescita dei germogli possa avvenire anche con pochi gradi sopra zero, per una crescita apprezzabile sono necessarie temperature di almeno 10° C (50° F), mentre la temperatura ottimale di sviluppo è attorno ai 28° C (82° F) di giorno e 18° C (64° F) di notte.
La Menta preferisce un'esposizione a mezz'ombra ma, diversamente da altre piante aromatiche, si sviluppa piuttosto bene anche all'ombra. Se posizionata in pieno Sole la crescita è ridotta, ma l'accumulo di sostanze aromatiche all'interno delle foglie è superiore.
Questa specie ha un apparato radicale espanso, ma superficiale; per questo motivo è una pianta particolarmente avida di acqua e richiede abbondanti innaffiature estive o una buona pacciamatura.
La crescita della Menta è vigorosa ed estremamente rapida, in una stagione può "allungarsi" per metri e potature (o meglio zappature) di controllo sono vivamente consigliate.
Questa aromatica è facilmente coltivabile in vaso e si moltiplica tramite stoloni o per talea, più raramente si moltiplica per semina, anche se i semi sono scarsamente germinabili.
La Menta cresce su più terreni, tuttavia preferisce quelli fertili, ricchi di humus, freschi, umidi e a pH leggermente acido, come quelli tipici delle zone ombrose. Sarebbe meglio evitare quelli argillosi o troppo pesanti.
La Menta è attaccata da diversi funghi patogeni come la Puccinia menthae che causa la Ruggine, e da altri patogeni che ne limitano lo sviluppo e la produzione delle sue essenze.
Anche le limacce possono rappresentare un'avversità, queste lumache sono infatti ghiotte delle foglie di Menta che, inoltre, crescono proprio nel sottobosco umido, l'habitat ideale di questi molluschi.


Altre specie di Menta :

Come accennato all'inizio dell'articolo tra specie, ibridi e varietà esistono decine e decine di "tipi" di Menta, non sempre facilmente distinguibili.


  • Menta Poleggio (Mentha pulegium): specie"nana", con un sviluppo più contenuto. Le foglie sono grigiastre ed emanano un odore molto intenso, in antichità era usata per scacciare le pulci.
  • Mentastro (Mentha spicata), questa specie cresce lungo i fiumi e ruscelli, diversamente dalle altre specie, ha un odore intenso, ma poco gradevole per gli esseri umani.
  • Menta Campestre (Mentha arvensis), tipica delle zone di bassa montagna del centro Italia, ha la caratteristica di non avere fiori apicali, ma solo all'ascella delle foglie.
  • Menta Silvestre (Mentha longifolia), la si trova in montagna, ha foglie chiare, dalla forma e dimensione variabile.
  • Menta della Corsica (Mentha requienii), specie rara, endemica della Corsica e della Sardegna, si caratterizza per avere foglie molto più piccole delle altre specie ed un'altezza dei fusti molto esigua, rendendo la pianta quasi tappezzante.


Utilizzi e Proprietà :

Le foglie della Menta sono utilizzate nella preparazione di innumerevoli pietanze e bevande. Il suo aroma "fresco", la rende particolarmente indicata per produzione di cocktail (es. il Mojito ) o di Tè verde, ma anche per insaporire piatti a base di carne o pesce.
La sensazione di freschezza e di pulizia, la rende ideale per dare gusto a caramelle, gelati e ghiaccioli. In ultimo, poche altre cose sono dissetanti come un bel bicchiere di latte e menta.
Il Mentolo, estratto dalle foglie, ha proprietà antibatteriche ed, in medicina, è usato come analgesico per ridurre il mal di testa o lievi crampi. Gli estratti di menta sono impiegati anche nella produzione di collutori e dentifrici ed aiutano a combattere l'alitosi ed il mal di gola.


Foglie Menta

Fiori Menta

Disegno Menta