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lunedì 26 settembre 2016

Bignonia (Campsis radicans), Come Coltivare un Rampicante dai Fiori Arancioni ?

I fiori hanno i colori più disparati eppure, alcuni sono più frequenti di altri. Volete una pianta che faccia fiori arancioni durante l'estate e che sia pure rampicante? Se la risposta è affermativa la Bignonia (Campsis radicans o Campsis grandiflora) potrebbe far per voi.

Ma come si coltiva la Bignonia? Dove può crescere in Italia? Quali cure necessita per aver abbondanti fioriture? Quali temperature regge?

Fioritura Bignonia radicans


Origine, Diffusione ed Ibridi :

Prima di tutto dobbiamo fare un distinguo, col nome Bignonia ci riferiamo essenzialmente a due specie, entrambe appartenenti al genere Campsis, ovvero la C. radicans e la C. grandiflora.
Queste due piante, sebbene abbiano un aspetto molto simile, hanno grosse differenze sia di origine, sia di rusticità.

Quali sono le differenze tra Campsis radicans Campsis grandiflora ?

La Campsis radicans, la più diffusa in Italia, è nativa dell'America del Nord, dove cresce spontanea nella parte orientale degli Stati Uniti, sviluppandosi ai margini dei boschi, arrampicandosi sugli alberi. In alcuni stati è così nota, tanto da meritarsi il nome di uno di essi: "Gelsomino della Virginia".
La Campsis grandiflora, invece, è originaria dell'estremo oriente dell'Asia e cresce  in Cina e Giappone.

La Campsis radicans, detta anche Tecoma radicans, ha fiori simili a quelli della C. grandiflora, ma in quest'ultima sono più larghi, dalla forma meno "ad imbuto" e più numerosi.
L'altra grossa differenza riguarda la resistenza al freddo e la vigoria, entrambe superiori nella Campsis radicans.
Infine la Campsis grandiflora produce meno radici avventizie e viticci, ha quindi maggiori difficoltà ad arrampicarsi su superfici con pochi appigli, inoltre la sua fioritura è leggermente più precoce rispetto a quella della C. radicans.

Circa a metà '800, gli ibridatori incrociarono C. radicans con C. grandiflora, ottenendo un ibrido a cui fu dato il nome di Campsis x tagliabuana. Questo nome fu attribuito in onore dei fratelli Tagliabue, presso la cui azienda vivaistica, il botanico Roberto De Visiani, ottenne l'ibrido.
Campsis x tagliabuana, nota anche con l'appellativo "Madame Galen" (la varietà più diffusa), rappresenta il perfetto connubio tra le due specie, unendo le migliori caratteristiche di entrambe.
Questo ibrido ha fiori grandi e numerosi (come C. grandiflora), sebbene la pianta abbia rusticità, vigoria e resistenza al freddo paragonabili a quelli della  C. radicans.

Oggigiorno la Bignonia, nota anche come "Trombetta rampicante", è cresciuta a scopo ornamentale in tutta Italia ed in buona parte delle zone temperate del Mondo, dove è ampiamente utilizzata come rampicante per decorare muretti, recinzioni e pergolati.


Botanica e Fisiologia :

Entrambe le specie di Bignonia sono arbusti rampicanti decidui.
Ora, salvo diversamente indicato, mi riferirò alla più diffusa: Campsis radicans, tuttavia tolte le differenze sopraelencate, i tratti in comune tra le due specie sono molti.

Campsis radicans flowersLa Bignonia appartiene alla famiglia delle Bignoniaceae e, se lasciata crescere liberamente può raggiungere un'altezza di 12 m (40 ft).
Le foglie, che possono raggiungere una lunghezza di circa 30 cm (12 in), sono caduche, alternate, pennate ed ognuna composta da 4-6 paia di foglioline. Il nuovi tralci crescono in maniera assai vigorosa e con molti viticci (meno nella C. grandiflora), i quali permettono una presa efficace.
Sebbene esistano varietà dai fiori gialli (Es. "Flava"), la maggior parte delle Cultivars ha fiori con sfumature che variano dal Rosso tenue all'Arancione. I fiori della Begonia, larghi fino ad 8 cm (3 in), sono riuniti in racemi che appaiano all'apice dei nuovi tralci. Essi hanno una forma piuttosto particolare, allungata alla base e larga alla sommità, ricordando un imbuto o una trombetta e sono piuttosto simili ad un altro fiore, il Vilucchio.
Questi fiori, per essere di piante da climi temperati, hanno un altissimo contenuto di nettare, il quale attira numerosi insetti pronubi.
La fioritura, dato che avviene sulla vegetazione dell'anno, non comincia prima di Giugno, tuttavia è piuttosto duratura, garantendo fiori per l'intera estate e, nei climi più caldi, anche per le prime settimane d'autunno. Ciò nonostante il picco massimo di produzione fiorale coincide con il primo flusso vegetativo.
Campsis radicans produce dei frutti che possono ricordare, sia per forma che per dimensione, i baccelli delle Fave. All'interno di essi sono contenuti molti semi dalla forma appiattita e con una sorta di ali alla loro estremità. Questo permette loro di essere efficacemente trasportati dal vento e di poter germinare lontano dalla pianta madre.

Gemme Bignonia

Boccioli Campsis radicans



Coltivazione, Clima e Cure :

La Bignonia è una pianta rustica, facile da coltivare ed, in Italia, può essere piantata praticamente ovunque. La C. radicans ha un'ottima resistenza al gelo e può sopportare temperature minime inferiori ai -30° C (-22° F), mentre la C. grandiflora è leggermente più sensibile e sarebbe meglio coltivarla in zone USDA non inferiori a 7, corrispondenti a circa -15° C (5° F).
L'esposizione ideale, nonché quella che garantisce una copiosa fioritura, è in pieno Sole; tuttavia in ambienti molto caldi ed assolati, come quelli del Sud Italia, la si può coltivare anche a mezz'ombra.
Le Campsis hanno una buona resistenza alla siccità e, una volta affrancate, possono sopravvivere a lunghi periodi senza piogge. Ciononostante, dopo settimane di Sole ininterrotto, un'annaffiatura può giovare al suo aspetto ed aumentare la quantità di fiori prodotti.
Come detto in precedenza, questa pianta ha un'elevatissima vigoria che rende indispensabile un'energica potatura. Il periodo miglior per potarla è l'inverno, quando la pianta ha perso le foglie ed è in riposo vegetativo. La potatura può essere anche drastica e, dato che la fioritura avviene sulla vegetazione emessa in primavera, non ne compromette la successiva produzione di fiori.
La Bignonia può crescere su un'ampia gamma di terreni, anche moderatamente poveri, tuttavia è essenziale che siano ben drenanti.
Foglie Campsis BignoniaLa concimazione, almeno in terreni "medi", non è necessaria, ma qualora si volesse aumentare la fertilità del suolo potrebbe essere utile usare lo stesso tipo di concime, ricco di Potassio (K), usato per le Rose o per altre Piante da Fiore. Questo rampicante si può coltivare anche in prossimità del Mare in quanto è resistente alla salsedine, presente nell'aria. La Bignonia, date le sue dimensioni, mal si presta ad essere coltivata in vaso, preferendo la messa in campo.

Tronco Campsis Bignonia

Varietà e Riproduzione :

Esistono innumerevoli cultivars di Bignonia, che si differenziano soprattutto per vigoria, colore dei fiori e durata della fioritura. Alcune delle più importanti e diffuse, sono elencate di seguito:

  • Bignonia "Judy" : Fiori bicolore, gialli esternamente e rossi all'interno. Rami lunghi, flessibili e leggeri, lunga fioritura. 
  • Bignonia "Mme Galen" : Ibrido già menzionato in precedenza. Fiori numerosi, color salmone.
  • Bignonia "Flamenco" : Fiori color rosso, tendente all'arancione. Foglie dal colore verde più scuro e fioritura in giovane età (anche l'anno dopo la moltiplicazione).
  • Bignonia "Flava" : Fiori color giallo tenue, di dimensioni medio-piccole.
  • Bignonia "Indian Summer" : Ibrido (Campsis x tagliabuana) dai fiori arancio, con sfumature rosse nella parte più interna. Dimensioni più contenute.
  • Bignonia "Serena" : Fiori arancioni, con sfumature giallo oro nella parte più interna. Profonde venature color rosso sui margini interni dei petali.
  • Bignonia "Stromboli" : Fiore rosso scuro-porpora, dall'estremità più allargata rispetto alla specie tipo.
  • Bignonia "Speciosa" : Portamento meno rampicante, si può tentare la coltivazione arbustiva. E' mediamente più piccola della specie tipo. Il colore dei fiori è giallo nella sottovarietà "Speciosa lutea" e rosso in quella "Speciosa rubra".

Campsis radicans si riproduce prevalentemente tramite talea semi-legnosa, la quale va effettuata interrando rami non ancora lignificati, in un vaso contenente sabbia e torba. Questa operazione va eseguita ad inizio estate (Giugno), mentre la radicazione avviene circa due mesi dopo. Durante questo periodo si dovrà tenere il terreno umido, collocare il vaso in una zona ombreggiata, ma calda.
La Bignonia si moltiplica, sebbene più raramente, anche tramite propaggine o innesto.


Fiori-campsis-radicans

Frutti Bignonia

Pianta-Bignonia-Campsis-radicans


domenica 18 settembre 2016

Climi, Piante e Paesaggi dell'Africa

L'Africa è il continente da cui ha avuto origine la nostra specie (Homo sapiens), quello che conta il maggior numero di stati, ma anche quello più povero e mal governato.

Ma cosa c'è in Africa? Dove sono i posti migliori per andare in Vacanze? Quante e quali piante rare ci sono? Quali ambienti sono presenti? Quali animali ci vivono?

Sebbene in molti si dichiarino "affascinati" dal continente "nero", in pochi sanno realmente quali climi sia possibile trovare e quale biodiversità faunistica e floreale si possa osservare.
I più identificano l'Africa con la Savana ed i suoi animali, ma questo è solo uno degli innumerevoli ecosistemi che vi si possono trovare.

Elefanti Africani


L'Africa si estende attraverso i due emisferi (Boreale ed Australe) ed è "tagliata", circa a metà, dall'equatore.
Questo continente, dalla vaga forma triangolare, è delimitato dall'Oceano Atlantico (ad Ovest), dal Mar Mediterraneo (a Nord), dall'Oceano Indiano e dal Mar Rosso (ad Est) e dal congiungimento tra Oceano Atlantico ed Indiano (a Sud).

I limiti geografici dell'Africa sono:

  • a Nord, Capo Bianco (37° N), Tunisia
  • a Sud, Capo Agulhas (35° S), Sud Africa
  • ad Est, Capo Hafun (51° E), Somalia
  • ad Ovest, Isole Capo Verde (24° W)

Quanti climi sono presenti in Africa? Quanti stati ci sono? Quali tipi di paesaggi è possibile fotografare? Come varia il clima procedendo da Nord verso Sud? Ci sono zone fredde in cui nevica? Quanti deserti ci sono? Qual è la distribuzione dei vari animali?


Nelle prossime righe vorrei rispondere a tutte queste domande, illustrando, stato per stato, tutte le fasce climatiche presenti in Africa ed i motivi che le generano.
Il tutto accompagnato da foto dei luoghi più suggestivi, in maniera simile a quanto fatto per l'Europa.

Cartina Geografica Africa

Africa del Nord e Coste del Mediterraneo:

Questa parte, chiamata anche "Africa Bianca", è quella più vicino a noi italiani e, forse per questo, quella di cui abbiamo maggiori informazioni.
Gli stati africani che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo sono, da Ovest verso Est: MaroccoAlgeria, TunisiaLibia ed Egitto.
Nella parte più settentrionale di questi stati, il Clima è di tipo Mediterraneo Caldo ma, rispetto alle coste del Sud Europa (Sicilia, Grecia etc.), vi sono generalmente precipitazioni più scarse e temperature massime invernali più elevate.
In questa fascia d'Africa le precipitazioni diminuiscono spostandosi da Ovest verso Est e da Nord verso Sud.
Giusto per aver dei numeri, Tripoli, la capitale della Libia, registra accumuli pluviometrici di circa 350 mm/anno, Algeri circa 500 mm/anno, mentre, ad oriente, nel Delta del Nilo, ne cadono solo 150/200 mm. Se ci allontaniamo dalle coste, andando verso Il Cairo, avremo solo 14 giorni di pioggia all'anno, con 25 mm/annui di acqua. Come confronto potrebbe esser utile sapere che una città come Milano riceve circa 1000 mm di pioggia all'anno.

Marocco Panorama

Coste Mediterraneo Nord Africa


Eppure, nel Nord Africa, si può trovare anche un Clima Alpino. Nel Maghreb (la parte occidentale dell'Africa settentrionale) vi è la catena montuosa Atlantica "Atlas Mountains", la cui vetta più alta, Jbel Toubkal,  raggiunge un'altitudine di 4.167 metri (13,671 ft).
La città di Ifrane, circa 1.650 m (5,413 ft) è una rinomata località sciistica marocchina ed, in inverno, la neve cade frequentemente, creando onirici paesaggi innevati, che in pochi assocerebbero all'Africa. Inoltre è la località abitata Africana in cui è stata registrata la temperatura minima più bassa: -23,9° C (-11°F).
L'orografia di queste montagne modifica il clima. Esse, infatti, riescono ad intercettare le correnti atlantiche e a condensarle sotto forma di pioggia, facendo registrare accumuli paragonabili a quelli di molte città del Nord Italia.

Jbel Toubkal

Ifrane Innevata


In  Marocco, oltre a Rabat e Marrakesh, è consigliabile visitare le antiche abitazioni di  Aït Benhaddou.
Purtroppo, in particolar modo dopo le "primavere Arabe", molti luoghi di queste regioni sono diventati teatro di sanguinose battaglie interne e l'instabilità politica ha creato le condizioni ideali per l'ascesa di associazioni terroristiche fondamentaliste di matrice islamica.
In Libia, ed in buona parte dell'Egitto, è altamente rischioso viaggiare, mentre altrove è indispensabile usufruire di viaggi organizzati, attenersi alle regole e, per tutti gli aggiornamenti, consultare la Farnesina (clicca qui).

Ait-Benhaddou


Africa Sahariana :

Spostandoci di pochi chilometri, dalle Coste del Mediterraneo verso Sud, le piogge si fanno via via meno frequenti ed iniziano ad evidenziarsi i confini settentrionali del più esteso deserto caldo del Mondo, il Sahara.
Questo deserto sabbioso, oltre che negli stati sopracitati, è presente anche nella parte settentrionali di alcuni tra i più poveri stati dell'Africa: Mauritania, Mali, Niger, Ciad e Sudan (da Ovest, verso Est). La sua estensione è di circa 9 milioni di chilometri quadrati.

Il Clima del Deserto del Sahara è estremamente asciutto, assolato e caldo durante tutto l'anno, questo anche per via della bassa latitudine. Il Sahara è infatti attraversato dalla linea del Tropico del Cancro (23°N), quindi è collocato in parte nella zona tropicale ed in parte in quella subtropicale.
Le temperature massime sono elevatissime ed, in estate, possono raggiungere i 50° C (122° F) all'ombra. Tuttavia, la lontananza da masse d'acqua, la scarsa umidità dell'aria, l'assenza di vegetazione e il terreno sabbioso, fanno si che questo deserto abbia enormi escursioni termiche tra il giorno e la notte, anche di 30° C (54° F).
Nelle zone più a Nord, in inverno, si possono verificare lievi gelate notturne. La neve è un evento più unico che raro, l'ultima nevicata con accumuli al piano, risale al febbraio del 1979.

Dune Deserto Sahara

Palme Deserto Sahara


Ma  perché non piove mai nel deserto del Sahara?

Ciò avviene per una concomitanza di eventi, spesso legati ed influenzati vicendevolmente.
In primo luogo il deserto del Sahara è lontano dai mari o da altri bacini idrici che, normalmente, sono portatori di umidità. In secondo luogo, su buona parte di esso, non ci sono catene montuose che possano intercettare o modificare i flussi d'aria. In fine è situato in una zona subtropicale in cui vi è un fortissimo irraggiamento solare, piuttosto costante durante tutto l'anno.

Nel Deserto del Sahara si instaura un fortissimo, e stabile, anticiclone. L'aria è spinta dalla Troposfera verso il suolo, questo previene l'evaporazione, impedendo la formazione di nuvole e mantenendo rovente l'aria sovrastante il deserto, inoltre impedisce l'arrivo dell'umida aria oceanica (i venti soffiano dall'entroterra verso gli oceani, e mai viceversa).
Infine, la catena montuosa Atlantica (leggi sopra) agisce da blocco orografico, nei confronti di alcuni fronti umidi atlantici.
La porzione centro-orientale del Sahara (sul confine tra Libia, Sudan ed Egitto), è quella più arida in assoluto e può competere con i Deserto di Atacama per quanto concerne i Record Mondiali di siccità.
In molte località del Deserto Libico potrebbe non piovere per diversi anni e le zone più umide raramente superano i 5 mm di pioggia all'anno.

Nel Sahara vivono pochissime persone, perlopiù tribù nomadi che campano di bestiame, spostandosi da un'Oasi all'altra. Queste condizione estreme non permettono la crescita vegetale, se non nelle aree circostanti le oasi.

Cammelli Deserto Sahara

Oasi Deserto Sahara



Nilo, Egitto e Mar Rosso :

L'unico vero corso d'acqua di questo deserto è il fiume Nilo, sulle cui sponde si è potuta sviluppare la più grande tra le antiche civiltà, quella Egiziana. La maestosità e la tecnologia di questo popolo, sono tutt'oggi testimoniate dalle mastodontiche Piramidi di Giza e dalla sua sfinge.

Il Nilo, con i suoi 6.853 km (4,258 mi), è il secondo fiume più lungo al Mondo ed è preceduto, di soli 84 km (52 mi), dal Rio delle Amazzoni, nel Sud America.

Il Nilo, pur attraversando per buona parte zone aride, sorge in un clima ben diverso, sugli altopiani equatoriali del Burundi. Qui è solo un ruscello ma, alimentato dalle abbondanti piogge locali si ingrossa e, unendosi all'emissario del Lago Vittoria, prende il nome di "Nilo Bianco".
L'altro "braccio" del Nilo ("Nilo Azzurro") sorge a Nord-Est ed è l'emissario del Lago Tana, nell'altopiano etiope. Nilo bianco ed azzurro si uniscono, in Sudan, proseguendo poi il loro tragitto attraverso il Sahara, per sfociare infine nel Mar Mediterraneo.
Nelle acque del Nilo vive uno dei più grandi rettili al Mondo, il Coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus).

Nilo in Egitto

Coccodrilli del Nilo

Immagine Satellitare Nilo Egitto


Per tutta la sua lunghezza, il Nilo, fornendo la preziosa acqua, ha strappato al deserto qualche chilometro di territorio. Ma basta discostarsi di 10 km (6 mi) dalle sue rive, per ritrovarsi immersi nel deserto. Solo all'estremo Nord dell'Egitto, dove c'è l'estuario, la vegetazione si espande su un'area considerevole. Il verde della vegetazione che segue il corso del fiume e il bianco della sabbia sono ben osservabili dalle immagini satellitari.

Nota, e tutto sommato sicura, è la località turistica di Sharm el-Sheikh, che si affaccia sul Mar Rosso, qui il clima è rovente in estate e mite in inverno. Come temperature, i mesi più piacevoli per visitarla sono Marzo-Aprile e Ottobre-Novembre.

Sfinge Giza Piramidi

Sharm el-Sheikh


Savana Africana Nord Equatoriale :

Con il termine "Africa Sub-Sahariana" ci si riferisce a tutti quei posti situati a Sud delle barriera geografica rappresentata da questo deserto ed è nota anche come "Africa nera".
Appena a Sud, ai margini del Sahara, si estende la Savana Africana nord equatoriale. Qui troviamo stati come il Burkina Faso, la Nigeria, il Ciad meridionale etc..

La Savana Africana settentrionale si trova all'interno del Tropico del Cancro. In questa zona le temperature sono sempre piuttosto elevate, ma vi è una netta contrapposizione tra due stagioni.
Durante la stagione delle piogge, che di solito coincide con il periodo di maggiore insolazione (la "nostra" estate), si hanno acquazzoni violenti, alternati a schiarite, ma può piovere quasi tutti i giorni. I temporali avvengono, di solito, nelle ore centrali della giornata.
Il periodo della stagione piovosa può durare oltre 6 mesi, ma diminuisce più ci si sposta verso Nord. Nella stagione secca, invece, si hanno 6 o più mesi di siccità, in cui potrebbe non cadere neppure una goccia d'acqua ed avviene, quasi ovunque, in concomitanza dell'inverno boreale.

Questo clima è una via di mezzo tra quello desertico e quello equatoriale (di cui parlerò dopo).
In linea generale, la durata della stagione secca e di quella piovosa varia con la latitudine, più si va a Nord (verso il Deserto del Sahara) e più prevarrà la stagione secca, più si scende a Sud (verso l'Equatore) e più la stagione delle piogge sarà lunga.

Nella Savana il periodo di siccità è troppo prolungato per permettere la sopravvivenza di tutte le piante; infatti prosperano solo arbusti e poche specie di alberi (ad es. il Baobab), ma sono distanziati e non formano mai boschi.
Il resto della vegetazione è di tipo erbaceo che, seguendo la stagionalità, secca e ricresce.

In Africa ogni anno muoiono circa 100 persone attaccate dai Leoni, 100 dagli elefanti e ben 500 dagli Ippopotami, ciò nonostante la popolazione ha imparato a convivere con queste bestie feroci e territoriali.

Leone Africa

Impala nella Savana

Savana

Fiume in Secca nella Savana

Savana, Prima e Dopo le Piogge



Africa Occidentale e Golfo di Guinea :

La costa Atlantica, indicativamente dal Senegal fino alla Sierra Leone, ha un clima tropicale fortemente influenzato dal Monsone Africano. Il periodo delle piogge va da Maggio-Giugno, sino ad Ottobre-Novembre e le temperature massime diventano via via più roventi spostandosi verso l'entroterra.
Una menzione a parte merita Capo Verde; questo arcipelago di origine Vulcanica è il punto più occidentale dell'Africa e le sue isole si trovano mediamente a circa 500 km (310 mi) dalle coste del Senegal e a 1600 km (994 mi) a Sud-Ovest delle Isole Canarie.
Qui il Clima è semi-desertico e la stagione delle piogge è poco intensa e dura solo da Agosto ad Ottobre. Le temperature sono mitigate dall'Oceano e dagli Alisei, con massime che, solitamente, sono di 27-29° C (81-84° F) in estate e 2-3 gradi in meno in inverno.
Qui troverete spiagge desertiche di sabbia fine, mare cristallino, grotte, relitti per gli amanti delle immersioni e venti costanti per gli appassionati di Windsurf.

Il Golfo di Guinea si estende in direzione Ovest-Est, poco a Nord dell'equatore. Ne fanno parte stati come la Costa D'Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun.
Su questa parte di costa Atlantica il clima inizia a diventare tropicale umido, con una stagione secca che, in molti casi, non supera i 2-3 mesi. La vegetazione diventa rigogliosa e compaiono le prime foreste tropicali. In questo angolo d'Africa è diffusamente coltivato l'Albero del Cacao, dai cui semi viene prodotto circa il 70% di Cioccolato consumato a livello mondiale. Purtroppo, gran parte del lavoro di raccolta, viene svolto da bambini, sfruttati per pochi soldi.

Pianta di Cacao

Vegetazione del Centro Africa

Africa Tropicale

Panorama Capo Verde
Spiagge Capo Verde



Africa Equatoriale :

In questa zona, data la vicinanza all'equatore, non vi sono grosse differenze di temperatura durante l'anno. Nei diversi mesi, esse variano più in funzione della copertura nuvolosa, che delle piccole variazioni di altezza del Sole sopra l'orizzonte.
In questi territori non esistono stagioni ed il clima è tropicale umido. Le piogge cadono durante tutto l'anno, in alcune zone addirittura quasi tutti i giorni.
Qui si formano dense foreste pluviali, attraversate da ruscelli e cascatelle, al cui interno crescono specie sempreverdi dall'aspetto lussureggiante. Questa fitta vegetazione, insieme all'umidità dell'aria, aiuta a mitigare il clima, rendendolo caldo tutto l'anno, ma non torrido e con minime escursioni termiche tra il giorno e la notte.
Indicativamente si hanno 30° C (86° F) di giorno e 22° C (72° F) di notte. Queste foreste pluviali sono la dimora dei Gorilla.

Fanno parte di questa fascia il Gabon, il Camerun meridionale, il Congo, la Repubblica Democratica del Congo etc.

Procedendo verso Est, pur rimanendo a livello equatoriale, il clima muta e, all'estremo oriente troviamo un clima costantemente caldo (massime oltre 30°C, tutto l'anno) ed arido.
La Somalia (ed in generale il Corno d'Africa) è insolitamente secca per la sua latitudine e in alcune zone cadono 50 mm/anno, non permettendo la crescita vegetale.
Dove non c'è il clima semi-desertico, troviamo delle Savane, in cui si hanno però due stagioni delle piogge all'anno (in corrispondenza degli Equinozi).

Foresta Pluviale

Sottobosco Foresta Pluviale

Gorilla con Cucciolo


Gli Altopiani Etiopici, il Lago Vittoria ed il Kilimangiaro :

In Etiopia sono presenti degli altopiani che occupano un'area molto estesa del Paese, sconfinando anche nella parte Settentrionale dell'Eritrea e nel Nord della Somalia.
Questo ampio altopiano, con vette che vanno dai 1.500 m (4,921 ft) agli oltre 4.500 m (14,763 ft) di quota, è chiamato "Tetto d'Africa".
La vicinanza all'equatore fa si che le temperature siano costanti durante tutto l'anno, tuttavia sono ben più basse rispetto alle altre zone equatoriali pianeggianti.

Molte città dell'Etiopia sono collocate a quote superiori ai 2.000 m (6,562 ft), qui vi un clima monsonico, con una breve stagione secca (da Novembre a Gennaio), con temperature massime di circa 22-24° C (72-75° F) e minime di 10-12° C (50-54° F).
Al culmine della stagione delle piogge si hanno massime leggermente inferiori e minime leggermente superiori per via della copertura nuvolosa, che limita l'irraggiamento, sia notturno, che diurno.
Questo clima tropicale, umido, ma non troppo caldo ed esente da gelate è l'habitat ideale per la coltivazione del Caffè.

Altopiani Etiopia

Piantagione di Caffè
Alture dell'Etiopia

Il  Lago Vittoria (noto anche come Nam Lolwe) è il più esteso lago d'Africa, nonché il più grande situato in zone tropicali. Esso è collocato su un altopiano, a circa 1.100 m di quota (3,609 ft), ha una forma tendenzialmente tondeggiante ed una profondità assai contenuta, raggiungendo un picco massimo di 80 m (262 ft). Giusto per raffronto, il ben più piccolo Lago Maggiore, nel Nord Italia, raggiunge i 370 m (1,214 ft).

Le sponde del Lago Vittoria sono condivise da tre stati: Uganda, Tanzania, Kenya e su di esse sorgono importanti città ed industrie.
Questo lago dà sostentamento e nutrimento alle popolazioni locali ma, a partire dalla seconda metà del '900, la crescita demografica, e la poco controllata gestione dei rifiuti industriali, ha seriamente danneggiato questo ecosistema.
Il Lago Vittoria, essendo l'unico grande bacino idrico della zona, ha richiamato sulle sue rive l'intera popolazione, la quale ha usato le sue acque come discarica, sia per rifiuti organici, sia per i ben più nocivi scarti delle lavorazioni industriali, tra cui il pericolosissimo mercurio.
Inoltre, introducendo il Pesce Persico del Nilo (Lates niloticus) a scopo alimentare, ha alterato l'equilibrio della fauna ittica, portando sul filo dell'estinzione numerose specie endemiche. Oggigiorno, data la pesca intensiva e l'inquinamento delle acque, anche il Pesce Persico del Nilo corre gravi rischi e le sue dimensioni medie si sono notevolmente ridotte.

Nonostante quanto detto, alcune zone del Lago Vittoria sono ancora incontaminate e meta ambita di tutti i turisti. Sto parlando delle Isole Ssese, un arcipelago di 84 isole situato a Nord-Ovest, in territorio Ugandese. Qui è possibile fare stupende passeggiate immersi nelle magnifiche foreste pluviali, dove è possibile osservare molte specie di uccelli, un'ottima destinazione per gli amanti del Birdwatching.

Il Clima del Lago Vittoria è di tipo tropicale, con piogge ben distribuite, sebbene ci possa essere una breve stagione secca, specie a Sud-Est.
Le temperature, sia per l'altitudine, che per l'effetto mitigatore del lago, non sono torride come in altre località poste alla medesima latitudine.

Lago Vittoria

Pescatori Lago Vittoria

Palude Lago Vittoria

Isole Ssese

Uccelli Isole Ssese




Il  Kilimangiaro (o Chilimangiaro), con i suoi 5.895 m (19,341 ft), è la montagna più alta dell'Africa e la sua vetta risulta perennemente innevata, anche se il Surriscaldamento Globale sta innalzando sempre più la soglia.
Il Kilimangiaro è un vulcano quiescente, ovvero, pur non eruttando da moltissimi anni, contiene ancora magma nel proprio bacino e sono presenti segnali dell'attività vulcanica (fumarole etc.).
Questo vulcano è situato a Nord-Est della Tanzania, appena a Sud dell'equatore e non troppo lontano dalla pianura del Serengeti, nota ai più per i documentari sugli animali della savana.
Il Kilimangiaro è composto da 3 crateri, posti a diverse quote.
In questa regione vi sono due stagioni delle piogge ma, anche nei restanti periodi dell'anno, non si può parlare di una vera e propria stagione secca.

Il tipo di vegetazione è prevalentemente influenzata dall'altitudine:

  • Fino a 2800 m (9,187 ft) : qui, la vicinanza all'equatore, permette lo sviluppo della Foresta Tropicale Pluviale, sino in alta montagna. Essa è composta da alberi ad alto fusto (ad es. Macaranga kilimandscharica) e, nel sottobosco, da diverse specie erbacee ed orchidee. Più ci si avvicina alla soglia di questa fascia e più gli alberi diventano radi ed isolati.
  • Da 2800 m (9,187 ft ) a 4000 m (13,124 ft) : in questa zona la temperatura notturna può avvicinarsi ed a volte scendere sotto gli 0° C (32° F), una temperatura troppo bassa per lo sviluppo delle piante ad alto fusto. Qui troviamo la Brugheria, composta da piccoli arbusti, per lo più isolati. Nella parte bassa di questa fascia troviamo l'Erica arborea, ma la specie sicuramente più spettacolare è l'endemico Senecio Gigante (Dendrosenecio kilimanjari). Questa pianta molto particolare è una lontana parente della Lattuga (stessa famiglia), ma è dotata di tronchi lungi fino a 7 m (23 ft), che fungono da veri e propri serbatoi d'acqua. All'apice vegetativo sono presenti foglie appuntite e dalla consistenza carnosa, che hanno il compito di avvolgere e proteggere dal freddo le gemme apicali, che produrranno la nuova vegetazione. Le vecchie foglie, morendo, non si staccano come solitamente avviene nelle altre specie, ma essiccano e rimangano saldamente ancorate al tronco, fornendo così un effetto coibentante, che aiuta il Senecio a sopravvivere in questo clima impervio. Il Dendrosenecio kilimanjari ci fornisce uno splendido esempio di evoluzione all'ambiente.
  • Da 4.000 m (13,124 ft) a 5.000 m (16,405 ft): qui si trova il Deserto Freddo e, sebbene la notte sia gelida, di giorno il Sole allo Zenit è così forte da scaldare le nude rocce e permettere lo sviluppo di licheni e muschi, oltre a poche specie di erbe. 
  • Oltre i 5.000 m (16,405 ft) : La cima del Chilimangiaro, che tra l'altro è spesso sopra le nuvole, rappresenta un ambiente estremo. Vi sono ghiacciai perenni (es. ghiacciaio di Rebmann sulla sommità) e le temperature notturne possono scendere sotto i -20° C (-4° F). Questo, unito all'aria estremamente rarefatta, permette lo sviluppo di pochissime specie di licheni, i quali sfruttano i sassi sui quali il Sole tropicale ha sciolto la neve.
Kilimangiaro

Senecio Gigante

Dendrosenecio kilimanjari

Senecio del Kilimangiaro tra la Nebbia


Coste Atlantiche dell'Africa Meridionale :

Questo settore di Africa è occupato da due grossi stati. Più a Nord troviamo l'Angola, uno stato che ha al suo interno climi molto diversi, dal tropicale umido a Nord, sino al desertico delle coste meridionali.
A nord-ovest di questo paese si trovano le "Kalandula Falls" che, con i loro oltre 100 m di altezza (325 ft) e 400 m di larghezza (1,376 ft), sono tra le più imponenti e spettacolari cascaste africane. Nelle zone più umide dell'Angola vi sono estese coltivazioni di Banani, i cui frutti vengono poi esportati in tutto il mondo.

Kalandula Falls Angola

Banani in Angola

Banane in Angola



Più a Sud, indicativamente tra il 17° S e il 25° S, incontriamo la Namibia, lo stato meno densamente popolato dell'Africa. Il clima di questa regione d'Africa varia dal semi-arido al desertico e le piogge diminuiscono muovendosi da Nord-Est, verso Sud-Ovest.
Le pianure sono collocate solo nelle immediate vicinanze della costa, mentre le località interne sono poste su un altopiano, in cui vi sono vette di circa 2.000 m (6,562 ft). La stessa capitale, Windhoek, è ad un'altitudine di 1.700 m (5,600 ft).

Diversamente dagli altopiani dell'Etiopia, qui ci troviamo relativamente lontani dall'equatore, vi è dunque una certa stagionalità anche per quanto riguarda le temperature.
Durante il semestre più caldo (da Ottobre a Marzo), che  coincide con la stagione delle piogge (o quella "meno secca"), le temperature massime si aggirano attorno ai 30° C (86° F).
In inverno (Giugno-Luglio-Agosto), le temperature massime sono di circa 21° C (70° F), mentre le minime possono essere molto fredde. Ciò è conseguenza del fatto che queste zone sono in quota, "pianeggianti" e povere di vegetazione; ovvero hanno tutti gli elementi che favoriscono un fortissimo irraggiamento notturno.
Di notte il calore accumulato di giorno è disperso velocemente verso il cielo, facendo precipitare le temperature che, all'alba, sono mediamente di 7° C (44,6° F) ma, in talune circostanze, possono addirittura scendere sotto gli 0° C (32° F).
Le coste della Namibia sono bagnate dalle freddi correnti del Benguela. Queste, se da un lato rendono le acque molto fertili e ricche di pesce, dall'altro impediscono l'arrivo di perturbazioni foriere di pioggia e sono la principale causa dell'aridità di queste coste.
Le correnti in quota sono compresse e raffreddate in prossimità delle coste, generando nuvole basse e nebbia. Di mattina, la densa nebbia penetra frequentemente nell'entroterra, creando un ambiente surreale, spettrale ed incantato che, con la sua umidità, fornisce la poca acqua necessaria alle specie che popolano queste terre.

Queste condizioni climatiche hanno creato il Deserto del Namib (o Deserto della Namibia), che si estende lungo tutta la costa della Namibia e quella meridionale dell'Angola, addentrandosi fino ad un massimo di 160 km (100 mi). Il Deserto della Namibia è tra i più antichi al mondo ed è piuttosto variegato, si possono infatti trovare gigantesche dune di sabbia dal caratteristico color rosso ("Red Desert") o gialle ("Yellow Desert"), zone pianeggianti, zone rocciose che somigliano al "suolo lunare".
Sebbene nella fascia più interna di questo deserto ci possano essere sia temperature superiori ai 40° C (104° F), che inferiori a 0° C (32° F), la fascia costiera del Deserto del Namib è insolitamente fresca tutto l'anno. Nonostante la latitudine, la fredda corrente del Benguela mantiene le temperature massime intorno ai 20° C (68° F), anche in piena estate e con il Sole allo zenit.

Margini Deserto Namib

Namibia

Sabbia del Deserto della Namibia

Deserto Namibia sulle Coste Atlantiche
Duna Deserto della Namibia



La  parte costiera settentrionale della Namibia prende il nome di Skeleton Coast (la "Costa degli Scheletri"). Questo luogo è particolarmente inospitale e difficilmente raggiungibile, le dune del deserto del Namib si spingono sino a riva e l'oceano, a causa della corrente del Benguela, è burrascoso e sferzato da venti impetuosi. Le precipitazioni sono di pochi millimetri all'anno e la vegetazione è praticamente inesistente.
Le tempeste possono trasportare ingenti quantità di sabbia verso il mare, modificando periodicamente le "dune sottomarine". Questo, unito alla forza del mare e alla nebbia, ha contribuito allo spiaggiamento di oltre 1000 navi, che ora giacciono come relitti.
Questo tratto di spiaggia, prevalentemente sabbioso, deve il suo nome (Skeleton Coast) proprio alla presenza di questi "Scheletri di Acciaio" incagliati nella sabbia o nell'acqua bassa, in prossimità della riva.

Relitto Skeleton Coast

Relitto Skeleton Coast

Nebbia nel Deserto del Namib

Nave Incagliata Skeleton Coast



In  questo deserto, e solo qui, è possibile osservare la Welwitschia mirabilis, uno dei vegetali più strani al mondo. Questa pianta, infatti, pur essendo una specie forestale, si è perfettamente adattata alla vita in uno dei posti più aridi del mondo.
La Welwitschia mirabilis è botanicamente più unica che rara, essa è costituita da un corto (e spesso) tronco, una radice a fittone e due foglie gigantesche. Queste ultime, che possono essere lunghe sino a 5 m (16 ft), crescono in continuazione dalla parte basale mentre, procedendo verso l'estremità, si sfilacciano, "imbruniscono" e muoiono.
Sebbene questa specie abbia sempre e solo 2 foglie, l'aspetto è quello di una matassa informe di foglie, attorcigliate ed afflosciate sul terreno.
Queste immense foglie (spesso frastagliate) sono porose ed hanno lo scopo di assorbire le goccioline di acqua che si condensano dalla nebbia proveniente dall'Oceano Atlantico.
Questa pianta può essere considerata un fossile vivente, infatti è l'unica specie della sua famiglia (Welwitschiaceae), inoltre presenta una fisiologia unica. Diversamente da tutte le altre piante, la Welwitschia mirabilis non produce nuove foglie, ma continua a far crescere per tutta la vita le prime (ed uniche) due foglie emesse.
Questa specie, pur appartenendo alle Gimnosperme (come LariciAbeti, Tuie, etc.), potrebbe rappresentare l'anello di congiunzione tra Gimnosperme ed Angiosperme (Piante con Fiori). I suoi coni maschili, infatti, ricordano gli stami dei fiori e anche lo Xilema (condotto che trasporta la linfa nel tronco) ha delle caratteristiche tipiche delle Angiosperme.
Darwin la definì "L'ornitorinco del regno vegetale", quest'animale, infatti, pur essendo un mammifero con alcuni tratti tipici (pelo, allattamento della prole etc.), ha alcune caratteristiche degli uccelli (depone le uova, ha il becco etc.), collocando questa specie come quella di passaggio tra uccelli e mammiferi.
La Welwitschia mirabilis può raggiungere i 1000 anni di età, ma analisi al carbonio-14 hanno dimostrato come alcuni esemplari abbiano un'età di circa 2000 anni ed è plausibile che singole piante ne possano avere ancora di più.

Welwitschia mirabilis

Welwitschia mirabilis

Fiori Welwitschia mirabilis



Africa Orientale, Coste dell'Oceano Indiano, Seychelles e Madagascar :

Le coste del Mozambico, sull'Oceano Indiano, hanno più o meno la stessa latitudine del Deserto della Namibia, eppure qua il clima è opposto.
Lungo tutte le coste vi è il clima della Savana, con la contrapposizione di una stagione piovosa ed una secca. Nella parte meridionale, l'entroterra è molto più secco delle coste e vi è un clima semi-arido e desertico.
A cavallo tra Malawi, Tanzania e Mozambico troviamo il Lago Malawi (o Lago Niassa), il terzo più grande lago d'Africa. La sua lunghezza è di quasi 600 km (373 mi) ed ha una larghezza massima di 75 km (47 mi).
Il Lago Malawi ha un'elvatissima biodiversità ittica, le sue acque contengono più specie di pesci di qualsiasi altro lago. Diversamente dal Lago Vittoria, il Lago Niassa non è intensivamente sfruttato dall'uomo ed, essendo patrimonio dell'Unesco, è tutelato dall'inquinamento.
Le temperature hanno pochi gradi di variazione durante l'anno ed oscillano tra i 27-32° C (81-90° F) di giorno e 15-21° C (59-70° F) di notte. Le piogge sono più abbondanti nella porzione settentrionale del lago ed avvengono da Novembre ad Aprile.

Lago Malawi

Lago Niassa



L'arcipelago delle Seychelles (o Seicelle), situato nell'Oceano Indiano a circa 1600 km (994 mi) dalle coste del Kenya, è composto da oltre 100 tra isole, isolotti ed atolli, sparsi su una vasta area e spesso lontani centinaia di km l'uno dall'altro.
La maggior parte di queste isole sono disabitate ed adibite a riserve naturali e si possono dividere in base alla propria natura in "Isole Granitiche" ed "Isole Coralline" composte, rispettivamente, da granito o da detriti di coralli.
Le Seychelles sono la realtà di quelle "Isole Tropicali" stilizzate nella mente di ognuno di noi. Il mare cristallino, le spiagge vellutate, la fauna e la flora incontaminate e le temperature costantemente alte durante tutto l'anno, ne fanno una meta ambita per tutti gli amanti della natura e del relax.
Il Clima delle Seychelles è mitigato dall'oceano, le temperature massime difficilmente superano i 32° C (90° F), con minime escursioni termiche tra il giorno e la notte. La temperatura minima degli ultimi 40 anni, registrata nella capitale (Victoria), è di pochi decimi inferiore ai 20° C (68° F).
Non c'è una stagione secca e può piovere tutto l'anno, sebbene i maggiori accumuli si registrino da Novembre a Febbraio. Tuttavia le perturbazioni sono veloci e spesso sono temporali notturni che, di giorno, lasciano ampio spazio al Sole tropicale.
Questo clima permette lo sviluppo di una fitta foresta pluviale che, su alcune isole, cresce a pochi passi dalle spiagge paradisiache.
Rispetto ad altre foreste tropicali dell'Africa continentale, quelle presenti alle Seychelles sono esplorabili in tutta sicurezza, dato che non vi sono grandi predatori e le uniche 3 specie di serpenti sono del tutto innocue.

Isole Seychelles

Scogli Isole Seychelles

Mare Seychelles

Spiagge Seychelles


Sull'isola di Praslin e Curieuse è presente il Coco de Mer o Cocco di Mare (Lodoicea maldivica), una palma che produce un frutto, il cui seme è il più grosso dell'intero regno vegetale. Esso ricorda molto da vicino il bacino femminile e, contrariamente alle Noci di Cocco, non galleggia sull'acqua e questo gli ha impedito la colonizzazione di altre isole, confinandolo alle due sopracitate.

Giungla Valle de Mai Seychelles


Lodoicea maldivica

Seme del Cocco di Mare

Il  Madagascar, situato nell'Oceano Indiano di fronte alle coste del Mozambico, è l'isola più grande dell'Africa e la quarta al mondo. Essa si estende per circa 1600 km (994 mi) in direzione Nord-Sud ed è compresa tra il 12° S e il 26° S.
L'altopiano centrale, con altitudine variabile da 800 a 1.800 m (2,625-5,906 ft), divide la costa orientale da quella occidentale, modificando notevolmente le correnti ed il clima.
Vuoi per la notevole estensione lungo i paralleli, vuoi per l'orografia complessa, il Madagascar presenta al suo interno climi ben diversi.
Il Madagascar si è originato oltre 100 milioni di anni fa, a partire dal super-continente dell'Emisfero Sud (il Gondwana).
In un primo momento il Gondwana si spaccò in due parti: Africa-Sud America ad Ovest e Madagascar-India-Antartide ad Est, successivamente il Madagascar si isolò dall'India.

Questa evoluzione allontanò, in epoche remote, il Madagascar dal resto del mondo, creando delle barriere geografiche (Oceani) che confinarono gli animali e le piante del Madagascar sull'isola, permettendo loro un'evoluzione autonoma e non influenzata da eventi esterni.
Non è un caso se il Madagascar è il luogo al mondo con maggiore endemismo vegetale ed animale, ovvero il posto in cui crescono il maggior numero di specie che non vivono in nessun altra parte del Mondo.

La stagione delle piogge dura, in linea generale, da Novembre a Marzo, ma con nette differenze nelle varie zone dell'isola.
Le coste orientali del Madagascar ricevono l'umidità dell'Oceano Indiano, che si trasforma in pioggia anche nei mesi che dovrebbero essere secchi. L'elevata piovosità (anche oltre 3.000 mm/anno), distribuita in tutti i mesi dell'anno, permette lo sviluppo di rigogliose foreste pluviali.
La costa occidentale è meno piovosa e, nelle pianure adiacenti, prevale la Savana, tranne a Sud-Ovest in cui l'elevata aridità lascia spazio solo a deserti o a foreste spinose. Questo perché le alte montagne del centro dell'Isola creano un'ombra pluviometrica.
Le temperature sulle coste sono alte tutto l'anno anche se, nella parte meridionale, vi è una lieve stagionalità (ricordate che le stagioni sono invertite rispetto all'Europa).
Sugli altopiani le temperature sono più fresche e, specie in inverno nel Sud dell'Isola, si può verificare qualche lieve gelata. Qui troviamo foreste decidue secche e praterie.

Baobab nella Stagione delle Piogge

Baobab senza Foglie

Foresta Spinosa

Villaggio Altopiani Madagascar

Risaie in Madagascar



Come accennato sopra, l'isolamento geografico ha preservato dall'estinzione antiche specie ed ha favorito l'evoluzione di nuove specie.

In Madagascar, e solo qui, crescono 6 delle 8 specie di Baobab, piante gigantesche, dal tronco immenso e dalla chioma che, durante la stagione secca, perde le foglie.
Quest'isola ospita oltre un migliaio di specie di orchidee, di cui il 90% endemiche, sparse nelle varie foreste. Anche le palme sono molto diffuse e vi sono presenti circa il triplo delle specie presenti in tutto il resto dell'Africa.
Una delle piante simbolo del Madagascar è l'Albero del Viaggiatore (Ravenala madagascariensis). Sebbene erroneamente associato alle Palme, questa specie è un parente prossimo del Banano.
Si tratta di una pianta erbacea, ad alto fusto, le cui foglie, somiglianti a quelle del Banano, sono disposte a ventaglio, con la punta rivolta verso l'alto e possono raggiungere altezze considerevoli.

Albero del Viaggiatore

Ravenala madagascariensis

Fiori Ravenala madagascariensis


La  famiglia delle Didiereaceae, anch'essa endemica del Madagascar, annovera al suo interno numerose specie, con altezze variabili da un paio di metri (7 ft), sino ad oltre 15 m (49 ft).
Le diverse specie di Didiereaceae crescono nelle foreste spinose del Madagascar Sud-Occidentale e, per poter prosperare in ambienti così xerofili, hanno evoluto meccanismi adattivi simili a quelli dei Cactus, diffusi nel resto del mondo, come ad esempio aver le foglie ridotte ad aghi per ridurre al minimo le perdite d'acqua per evaporazione.
Su quest'isola cresce anche una pianta succulenta, nota come "Palma del Madagascar" (Pachypodium lamerei) che, pur non essendo della stessa famiglia delle Palme, sviluppa foglie solo alla sommità del tronco, dove produce anche fragranti fiori bianchi. Questa specie ben si presta alla coltivazione in appartamento e, data la facilità di riproduzione, è piuttosto diffusa a tale scopo, laddove il freddo non ne permetta la coltivazione all'aperto.

Bosco di Didiereaceae Madagascar

Pachypodium lamerei

Palme del Madagascar

Fioritura Pachypodium lamerei


La  ricchezza del Madagascar non si limita alla sua Flora, la Fauna è altrettanto generosa ed affascinante. L'animale endemico più noto, quasi un'icona di Stato, è il Lemure, un piccolo primate dagli occhi enormi, perfettamente adattatisi per la vita notturna.
Parlando di Lemuri dovremmo però usare il plurale, esistono infatti un centinaio di specie, alcune delle quali molto simili tra di loro, che hanno colonizzato diverse nicchie ecologiche.
Il loro unico predatore, nonché il mammifero predatore più grosso del Madagascar, è il Fossa o Fosa (Cryptoprocta ferox). Quest'animale, che vive solo su quest'isola, è un carnivoro lungo circa 180 cm (6 ft), metà dei quali sono coda, con la quale insegue e cattura i Lemuri sugli alberi (funge da asta d'equilibrio). A prima vista potrebbe sembrare un Puma in miniatura, dalla forma slanciata.
Il 40% delle specie di Camaleonti della Terra vive in Madagascar, mentre gli unici Anfibi presenti sono Rane, di oltre 200 specie, tutte endemiche tranne un paio.
Anche le acque sono ricche di pesci, sebbene, rispetto alle specie terrestri, vi sia un minor endemismo. Nelle acque dolci vivono i Coccodrilli del Nilo, mentre le calde acque dell'Oceano ospitano diverse specie di Squali e Cetacei di grosse dimensioni.

Lemuri in Madagascar

Fossa Cryptoprocta ferox


Un'ultima curiosità, la terra del Madagascar, ricca di ferro, ha un atipico colore rosso acceso che la rende distinguibile tra tutte le altre.


Botswana. Zambia, Zimbabwe e Sud Africa :

Nell'Africa australe vi sono tre grossi stati che non hanno sbocchi sul mare: Zambia, Zimbabwe, Botswana (da Nord verso Sud). Il Clima, generalmente di Savana, diventa più arido andando verso Sud.
Il 70% del Botswana, insieme a parte dello Zimbabwe, Namibia e Sud Africa, forma il Deserto del Kalahari, posto ad un'altitudine media di 1.000 m (3,282 ft).
Questo deserto di sabbia rossa, che sotto molti aspetti assomiglia più al deserto australiano, ha una brevissima stagione "delle piogge" (2-3 mesi, durante l'estate australe), mentre l'inverno è secco e, data la quota e la latitudine, sono possibili gelate notturne.
Il Deserto del Kalahari è meno arido rispetto al Sahara e al Namib ed in alcuni punti possono cadere oltre 200 mm di pioggia all'anno; ciò permette lo sviluppo di piccoli arbusti, specie xerofile ed erbe stagionali, le quali danno sostentamento a più specie di animali, anche di grosse dimensioni.

Deserto del Kalahari

Deserto Kalahari Botswana


Sul  confine tra Zambia e Zimbabwe, a circa metà tragitto del Fiume Zambesi, si trovano le Cascate Vittoria, tra le più spettacolari al Mondo.
La loro altezza è circa due volte quella delle Cascate del Niagara, ma è la loro conformazione a renderle uniche. Il fronte delle cascate è rettilineo e lungo circa 1,5 km (0.93 mi) e l'acqua cade in una gola profonda. Nella "parte alta" del Fiume, prima del dirupo, vi sono diversi isolotti che, a seconda della stagione e della portata d'acqua, dividono il flusso principale in più parti.
La spettacolarità di queste cascate è data anche dal punto da cui è possibile osservarle. La geografia del luogo permette di vederle dall'esatto lato opposto rispetto a dove precipitano. In pratica è come se fosse un Canyon, in cui lo spettatore è su un lato e, di fronte a sé, vede l'altro lato da cui il fiume inizia a sprofondare nel baratro compreso tra le due sponde del Canyon.

Cascate Vittoria


La  parte più meridionale del continente africano è composto dal Sud Africa, al cui interno vi è lo stato del Lesotho (un po' come San Marino, all'interno dell'Italia).
Il Sud Africa ha un clima variegato ed, escludendo le coste, è prevalentemente un altopiano piuttosto arido, in cui si hanno forti escursioni termiche tra giorno e notte. Città come Johannesburg, poste a 1700 m (5,577 ft), durante l'inverno, possono registrare temperature negative.
Queste alture, in molti casi, non arrivano al piano tramite leggeri declivi, ma facendo delle vere e proprie scarpate.
Sulla Costa meridionale del Sud Africa vi è un Clima Mediterraneo, con scarse escursioni termiche ed inverni umidi e miti. Qui, contrariamente a quanto avviene nella Savana, la stagione secca coincide con quella estiva.
Nel Sud dell'Africa è possible trovare molte specie di Aloe, tra cui la stupenda Aloe saponaria.

Il tratto di mare in cui le acque dell'oceano Indiano si mischiano a quelle dell'oceano Atlantico è tra i più burrascosi al mondo. Nel corso degli anni decine di navi sono naufragate e sprofondate nei suoi abissi. Tuttavia queste acque sono particolarmente ricche di nutrienti, richiamando specie a tutti i livelli della piramide alimentare.
L'Isola delle Foche (Seal Island), situata a poca distanza da Città del Capo, ospita una delle più grandi comunità di Otarie al Mondo. Questi mammiferi devono procacciarsi il cibo in acqua, diventando a loro volta prede degli Squali.
Questa fascia di mare è, insieme all'Australia, l'unica in cui è possibile osservare il grande Squalo Bianco (Carcharodon carcharias) balzare fuori dell'acqua brandendo le sue vittime (le Foche).
Inoltre è possibile osservare un animale che in pochi assocerebbero ai climi caldi dell'Africa; mi riferisco al Pinguino del Capo o Pinguino Africano (Spheniscus demersus) che qui, e su alcune isole della Namibia, ha trovato acque ricche di Krill, di cui si nutre.

Squalo Attacco a Foca in Sud Africa

Pinguino Africano


Il  Lesotho è l'unico stato al mondo ad essere interamente collocato oltre i 1.350 m (4,429 ft). L'altitudine, la latitudine non più tropicale e la lontananza dal mare fanno si che vi sia un Clima Continentale, con estati calde ed inverni decisamente freddi.

Paesaggio in Lesotho


Ed  infine le mappe che mostrano le precipitazioni medie annue e la densità di popolazione in Africa.

Cartina Precipitazioni Annue in Africa

Cartina Densità Popolazione Africa